PER373

Le guardie avvertono le autorità ebraiche

Matteo 28.11-15 riferisce che le guardie del sepolcro, testimoni involontari della risurrezione, si recarono dalle autorità ebraiche. Queste le corruppero perché diffondessero la tesi del furto del corpo da parte dei discepoli. L'articolo analizza il valore apologetico di questa testimonianza esterna alla cerchia cristiana e le contraddizioni della versione ufficiale, sottolineando che questo episodio, esclusivo di Matteo, si inserisce nella cronologia pasquale di domenica 3 aprile dell'anno 33.

22 min guardie del sepolcro risurrezione di Gesù Matteo 28 autorità ebraiche Sinedrio 32 versetti 6 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo 28.11-15 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Or mentre quelle andavano, ecco alcuni della guardia vennero in città, e riferirono ai capi sacerdoti tutte le cose ch’erano avvenute.

Ed essi, radunatisi con gli anziani, e tenuto consiglio, dettero una forte somma di danaro a’ soldati, dicendo:

Dite così: I suoi discepoli vennero di notte e lo rubarono mentre dormivamo.

E se mai questo viene alle orecchie del governatore, noi lo persuaderemo e vi metteremo fuor di pena.

Ed essi, preso il danaro, fecero secondo le istruzioni ricevute; e quel dire è stato divulgato fra i Giudei, fino al dì d’oggi.

Marco
Marco (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Luca
Luca (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Giovanni
Giovanni (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro

Dettagli tecnici

Anno 33

Luogo: La sede del a Gerusalemme

Data: domenica 3 aprile, al mattino

Metodo di lavoro: Torniamo a Matteo

Nota sul modo di procedere: Matteo è l'unico evangelista a riportare questo fatto

Mappa di Gerusalemme e dintorni
Grafico a barre della domenica

I soldati abbandonano il loro posto e si recano dalle per riferire loro gli eventi soprannaturali di cui erano stati testimoni.

Dettagli cronologici, secondo le nostre conclusioni:

_29 Resta da trattare un ultimo piccolo punto: il Messia Gesù aveva parlato di risurrezione, quindi è più prudente mettere delle guardie davanti al sepolcro. È la richiesta rivolta a Pilato nello stesso giorno del ; nulla ferma questi fervidi religiosi. Matteo 27.62-66.

_30 La risurrezione avviene la domenica mattina all'alba. Abbiamo dunque i 3 giorni e le 3 notti secondo il computo inclusivo ebraico. Matteo 28.2-4 ; Marco 16.2-4 ; Luca 24.1-3. Teniamo conto della notte in pieno mezzogiorno.

_31 Ora vengono le varie apparizioni del Messia Gesù, vivente, a partire da domenica 3 aprile dell'anno 33, di buon mattino. Giovanni 20.11-18 ; Matteo 28.8-10 ; Marco 16.8 ; Giovanni 20.24-34 ; Marco 16.13-14 ; Luca 24.13-35 ; Marco 16.14 ; Luca 24.36-49 ; Giovanni 20.26-31 ; Giovanni 21.1-14.

Puoi consultare l'intera cronologia nello studio ANN026 : L'ora della crocifissione.

Commento:

1- La testimonianza delle guardie del sepolcro

Le guardie incaricate di sorvegliare il sepolcro furono profondamente sconvolte dagli eventi straordinari di cui erano state testimoni. Matteo riferisce che, in seguito al terremoto e all'apparizione dell', furono prese da un tale spavento da diventare «come morte» (Matteo 28.2-4).

Dopo essersi riprese, alcune di loro si recarono dai capi dei sacerdoti per riferire loro «tutto quello che era accaduto» (Matteo 28.11). Questo particolare riveste un'importanza speciale, perché i primi testimoni degli eventi non sono discepoli di Gesù, ma uomini estranei, se non ostili, al movimento cristiano.

2- Testimoni involontari della risurrezione

Questi soldati erano sottoposti a una disciplina particolarmente rigorosa. Secondo gli usi militari , la negligenza nell'esercizio del loro incarico poteva comportare sanzioni severe. Non avevano dunque alcun interesse evidente a inventare una storia che potesse comprometterli.

La loro testimonianza è tanto più interessante in quanto proviene da testimoni involontari e, a prima vista, poco favorevoli ai discepoli di Gesù. In questa prospettiva, il loro ricorso alle autorità religiose appare come la reazione naturale di uomini che cercavano di rendere conto di eventi che essi stessi non riuscivano a spiegare.

3- La difficoltà della spiegazione ufficiale

I capi dei sacerdoti e gli anziani si riunirono allora in consiglio e decisero di versare una forte somma di denaro ai soldati perché diffondessero una versione ufficiale dei fatti (Matteo 28.12-13). Chiesero loro di affermare che i discepoli erano venuti a rubare il corpo mentre essi dormivano.

Questa spiegazione solleva tuttavia una difficoltà evidente. Se le guardie dormivano davvero, come avrebbero potuto identificare gli autori del presunto furto? Inoltre, anche supponendo che si fossero assopite per un momento, il violento terremoto menzionato da Matteo (Matteo 28.2) avrebbe verosimilmente interrotto il loro sonno.

Queste osservazioni non costituiscono di per sé una dimostrazione, ma mettono in evidenza le debolezze interne della versione proposta dalle autorità religiose.

4- L'atteggiamento dei capi religiosi

Di fronte a questi eventi inattesi, i membri del non mettono affatto in discussione il loro giudizio su Gesù. Al contrario, cercano di controllare le conseguenze della scomparsa del corpo organizzando la diffusione di un'interpretazione alternativa (Matteo 28.12-14).

Arrivano perfino a promettere la loro protezione ai soldati nel caso in cui il governatore romano venisse informato della faccenda (Matteo 28.14). Questo atteggiamento rivela la loro volontà di preservare la propria autorità e di impedire che gli eventi accaduti portassero il popolo a riconoscere Gesù come il Messia annunciato.

Il loro comportamento ricorda quello osservato durante il ministero pubblico del Signore, quando diversi capi religiosi rifiutarono di credere nonostante i segni compiuti sotto i loro occhi (Giovanni 12.37-40). Questo rifiuto si inserisce nella continuità di ciò che le Scritture avevano annunciato riguardo al Servo sofferente, disprezzato e rifiutato dagli uomini (Isaia 53.3), come pure dell'avvertimento dato da Gesù stesso a proposito della pietra scartata dai costruttori (Matteo 21.42).

5- Una controversia ancora viva al tempo di Matteo

Matteo precisa che questa versione dei fatti «si è divulgata fra i Giudei fino al giorno d'oggi» (Matteo 28.15). Questa osservazione indica che, al momento della redazione del suo Vangelo, diversi anni dopo gli eventi, la polemica era ancora viva.

Il fatto stesso che gli avversari del cristianesimo abbiano sentito il bisogno di spiegare la scomparsa del corpo costituisce indirettamente un'ammissione della realtà del sepolcro vuoto. Il dibattito non riguardava dunque l'esistenza del corpo di Gesù, ma l'interpretazione della sua assenza.

6- L'origine delle informazioni riportate da Matteo

Il modo in cui Matteo venne a conoscenza di questa deliberazione interna del resta ignoto. Sono state avanzate diverse ipotesi.

È possibile che alcune informazioni siano state trasmesse da un membro del consiglio favorevole a Gesù, come Giuseppe d'Arimatea (Matteo 27.57 ; Marco 15.43) o Nicodemo (Giovanni 19.39). Altri commentatori hanno ipotizzato che uno o più soldati abbiano riferito essi stessi questi eventi.

Nessuna di queste ipotesi può tuttavia essere dimostrata con certezza. Conviene dunque considerarle con prudenza.

7- Un tentativo di occultamento dalle conseguenze inattese

Paradossalmente, questo tentativo di occultamento contribuì a conservare il ricordo di questi eventi. Lungi dal porre fine alla questione, le autorità religiose si trovarono di fronte a una realtà che non poterono impedire: l'annuncio della risurrezione si sarebbe ormai diffuso ben oltre i confini della Giudea.

Alcune settimane più tardi, gli apostoli cominciarono ad annunciare pubblicamente che Dio aveva risuscitato Gesù dai morti (Atti 2.22-24 ; Atti 3.15). Conformemente alle parole del Signore, questa testimonianza avrebbe raggiunto progressivamente Gerusalemme, la Giudea, la Samaria e fino all'estremità della terra (Atti 1.8).

Così, il tentativo delle autorità religiose di soffocare la vicenda non poté impedire la diffusione del messaggio centrale del cristianesimo: Gesù Cristo è risorto ed è vivente (Atti 4.33).