PER201

Gli scandali e le occasioni di caduta

La pericope PER201 presenta l'insegnamento privato di Gesù a Cafarnao sugli scandali e le occasioni di caduta. Egli distingue due casi: coloro che fanno inciampare i nuovi convertiti e i cristiani alle prese con le proprie debolezze. Con metafore corporee radicali, Gesù invita a eliminare tutto ciò che conduce al peccato, sottolineando che la vita nel regno di Dio vale ogni sacrificio. Matteo, Marco e Luca riportano questo insegnamento con sfumature complementari.

11 min scandalo occasione di caduta peccato discepoli Cafarnao 13 versetti 6 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo 18.7-9 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Guai al mondo per gli scandali! Poiché, ben è necessario che avvengan degli scandali; ma guai all’uomo per cui lo scandalo avviene!

Ora, se la tua mano od il tuo piede t’è occasion di peccato, mozzali e gettali via da te; meglio è per te l’entrar nella vita monco o zoppo che l’aver due mani o due piedi ed esser gettato nel fuoco eterno.

E se l’occhio tuo t’è occasion di peccato, cavalo e gettalo via da te; meglio è per te l’entrar nella vita con un occhio solo, che l’aver due occhi ed esser gettato nella geenna del fuoco.

Marco
Marco 9.42-48 (Riveduta 1927 (Luzzi))

E chiunque avrà scandalizzato uno di questi piccoli che credono, meglio sarebbe per lui che gli fosse messa al collo una macina da mulino, e fosse gettato in mare.

E se la tua mano ti fa intoppare, mozzala; meglio è per te entrar monco nella vita, che aver due mani e andartene nella geenna, nel fuoco inestinguibile.

dove il verme loro non muore ed il fuoco non si spegne.

E se il tuo piede ti fa intoppare, mozzalo; meglio è per te entrar zoppo nella vita, che aver due occhi piedi ed esser gittato nella geenna.

dove il verme loro non muore ed il fuoco non si spegne.

E se l’occhio tuo ti fa intoppare, cavalo; meglio è per te entrar con un occhio solo nel regno di Dio, che aver due occhi ed esser gittato nella geenna,

dove il verme loro non muore ed il fuoco non si spegne.

Luca
Luca 17.1-2 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Disse poi ai suoi discepoli: E’ impossibile che non avvengano scandali: ma guai a colui per cui avvengono!

Meglio per lui sarebbe che una macina da mulino gli fosse messa al collo e fosse gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare un solo di questi piccoli.

Dettagli tecnici

Anno 32

Luogo: Cafarnao in Galilea

Data: Settembre del 32

Metodo di lavoro: Torniamo a Marco

Nota sul metodo di lavoro: Anche Matteo e Luca riportano questo fatto

Mappa di Cafarnao

Il Messia Gesù si propone di istruire i suoi apostoli in un contesto privato e riservato.

Gli scandali e le occasioni di caduta

Gli scandali e le occasioni di caduta

Giovanni (S21)

Questo insegnamento è destinato in modo specifico agli apostoli e ai discepoli. Non si tratta di una proclamazione pubblica, ma di un messaggio rivolto ai convertiti. Questa istruzione fu data nella casa di Cafarnao alla presenza degli apostoli e di alcuni membri delle loro famiglie (Matteo 18.2, Marco 9.36).

È essenziale distinguere chiaramente i due esempi messi in evidenza in questo insegnamento. Il primo riguarda le persone all'origine dello scandalo, che trascinano altri, dei cristiani, in un progressivo allontanamento dalla fede. L'espressione «questi piccoli» sembra indicare i nuovi convertiti che non sono ancora saldamente stabiliti nel loro impegno spirituale.

Il secondo punto riguarda i cristiani alle prese con una debolezza che li spinge a peccare contro Dio. È loro indispensabile individuarne la causa e risolverla per non soccombere più al peccato. Questo passo di Matteo 18.8-9 impiega un linguaggio particolarmente forte per sottolineare l'importanza di allontanarsi dal peccato. Il Messia Gesù non invita a una mutilazione fisica, ma usa un'immagine radicale per insistere sulla necessità di eliminare tutto ciò che trascina una persona verso il male, anche se ciò richiede un sacrificio significativo.

L'interpretazione letterale della del corpo usata da Gesù Cristo richiede un'analisi approfondita. Le Scritture affermano che l'origine del peccato si trova nel (Matteo 15.19, Romani 5.12, Giacomo 1.14-15 e Proverbi 4.23). È quindi sbagliato supporre che una persona cieca o inferma sarebbe esente dal peccato.

Spiegazione:

Il simbolismo delle membra del corpo : La mano, il piede e l'occhio rappresentano aspetti della nostra vita che possono condurci al peccato—le nostre azioni, le nostre strade e i nostri desideri.

L'idea del sacrificio : il Messia Gesù insegna che rinunciare a ciò che ci spinge al peccato è preferibile a subire la condanna eterna.

La fiamma : Evoca la separazione da Dio e le conseguenze del peccato non abbandonato.

Seguire i precetti del Messia Gesù comporta necessariamente sacrifici nelle scelte di vita che compiamo. La ricompensa futura, ovvero il posto nel regno di Dio, è di gran lunga più vantaggiosa per l'uomo. Niente di ciò che l'uomo può abbandonare quaggiù ha un valore paragonabile alla vita nel regno di Dio.

Questi tre passi affrontano il tema dello scandalo e delle conseguenze per coloro che fanno inciampare gli altri nella loro fede.

  • Matteo 18.7-9 : Il Messia Gesù mette in guardia contro le occasioni di caduta e sottolinea la gravità di far cadere un credente. Usa immagini forti, come l'idea che sia meglio sbarazzarsi di una parte del corpo se conduce al peccato, piuttosto che essere gettati nella fiamma .
  • Marco 9.42-48 : Questo passo riprende l'idea dello scandalo e insiste sulla necessità di sbarazzarsi di tutto ciò che spinge al peccato. Evoca l'inferno con immagini marcanti, come il fuoco che non si spegne e il verme che non muore.
  • Luca 17.1-2 : Luca è più conciso e pone l'accento sull'inevitabilità delle occasioni di caduta, ma anche sulla gravità di far cadere un «piccolo». Usa l'immagine della macina legata al collo e gettata in mare.

Confronto:

  • Matteo e Marco insistono sull'idea di sbarazzarsi di ciò che spinge al peccato, mentre Luca resta più generale.
  • Marco è il più esplicito sulle conseguenze del peccato, con immagini dell'inferno.
  • Luca e Matteo menzionano la macina come punizione per coloro che causano la caduta degli altri.