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La rivolta del discepolo Pietro e la guarigione di Malco

Questo articolo esplora l'arresto di Gesù nel Getsemani, dove Pietro, con un gesto impulsivo, mozza l'orecchio di Malco. Gesù calma la situazione guarendo Malco, sottolineando così la sua missione divina e rifiutando la violenza, conformemente alle Scritture. Dimostra il suo dominio e l'amore divino anche verso coloro che lo arrestano.

18 min Ribellione di Pietro Guarigione di Malco Giardino del Getsemani Arresto di Gesù 26 versetti 6 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo 26.51-54 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Ed ecco, un di coloro ch’eran con lui, stesa la mano alla spada, la sfoderò; e percosso il servitore del sommo sacerdote, gli spiccò l’orecchio.

Allora Gesù gli disse: Riponi la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che prendon la spada, periscon per la spada.

Credi tu forse ch’io non potrei pregare il Padre mio che mi manderebbe in quest’istante più di dodici legioni d’angeli?

Come dunque si adempirebbero le Scritture, secondo le quali bisogna che così avvenga?

Marco
Marco 14.47-49 (Riveduta 1927 (Luzzi))

ma uno di coloro ch’erano quivi presenti, tratta la spada, percosse il servitore del somma sacerdote, e gli spiccò l’orecchio.

E Gesù, rivolto a loro, disse: Voi siete usciti con ispade e bastoni come contro ad un ladrone per pigliarmi.

Ogni giorno ero fra voi insegnando nel tempio, e voi non mi avete preso; ma ciò è avvenuto, affinché le Scritture fossero adempiute.

Luca
Luca 22.49-51 (Riveduta 1927 (Luzzi))

E quelli ch’eran con lui, vedendo quel che stava per succedere, dissero: Signore, percoterem noi con la spada?

E uno di loro percosse il servitore del sommo sacerdote, e gli spiccò l’orecchio destro.

Ma Gesù rivolse loro la parola e disse: Lasciate, basta! E toccato l’orecchio di colui, lo guarì.

Giovanni
Giovanni 18.10-11 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Allora Simon Pietro, che avea una spada, la trasse, e percosse il servo del sommo sacerdote, e gli recise l’orecchio destro. Quel servo avea nome Malco.

Per il che Gesù disse a Pietro: Rimetti la tua spada nel fodero; non berrò io il calice che il Padre mi ha dato?

Dettagli tecnici

Anno 33

Luogo: Il giardino del Getsemani, ai piedi del monte degli Ulivi, di fronte alla città di Gerusalemme

Data: venerdì 1° aprile, di primissimo mattino

Modalità: Seguiamo ora Marco

Nota sul modo di procedere: Matteo, Luca e Giovanni riportano anch’essi questo avvenimento

Mappa di Gerusalemme e dintorni
Grafico a barre del venerdì

All'arresto del Messia Gesù, Pietro non può fare a meno di reagire.

Dettagli cronologici, secondo le nostre conclusioni:

_8 Si fermano ai piedi del , nel giardino del Getsemani. Matteo 26.36; Marco 14.32.

_9 Trascorrono un’ora in preghiera, dalle 2 alle 3. Matteo 26.40.

_10 Arriva la truppa guidata da Giuda Iscariota. È ancora la notte di giovedì, prima dell’alba del venerdì, verso le 3. Marco 14.43-52; Matteo 26.47-56; Luca 22.47-53; Giovanni 18.2-12.

_11 L’arresto avviene in quel momento, verso le 3:30. Siamo a circa 1 km dal Tempio. Matteo 26.47; Marco 14.43; Luca 22.47; Giovanni 18.3.

Puoi consultare l'intera cronologia nello studio ANN026 : L'ora della crocifissione.

Commento:

Nel tumulto dell'arresto, Simon Pietro non può fare a meno di reagire. Il suo gesto è impulsivo, quasi istintivo: sfodera la spada e colpisce il servo del sommo sacerdote, tagliandogli l'orecchio destro (Giovanni 18.10). Il servo, chiamato Malco secondo Giovanni, scampa per poco alla morte. Pietro non scherza: il suo colpo era probabilmente diretto alla testa, e solo un movimento all'indietro ha salvato la vita di quest'uomo. I Sinottici menzionano l'episodio senza nominare Pietro, senza dubbio per evitargli guai in un'epoca in cui le autorità religiose perseguitavano i discepoli. Giovanni, scrivendo più tardi, può citare il suo nome senza rischio, poiché Pietro era già morto al momento della stesura.

Il Messia Gesù interviene immediatamente. Secondo Matteo, aiuta Pietro a comprendere la situazione ricordandogli che la violenza non è la via del Regno:

Matteo 26.52 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
Allora Gesù gli disse: Riponi la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che prendon la spada, periscon per la spada.

Gli mostra anche che nessuno gli toglie la vita, ma che è lui a darla volontariamente, conformemente alla missione ricevuta dal Padre (Giovanni 10.17-18). Avrebbe potuto chiamare dodici legioni di angeli per difenderlo (Matteo 26.53), ma rifiuta ogni resistenza, perché le Scritture devono compiersi (Matteo 26.54).

Il Messia Gesù ricorda così che il suo arresto non è un fallimento, ma la tappa necessaria del piano redentore, suprema espressione dell'amore divino per il mondo (Giovanni 3.16-17).

Luca aggiunge un dettaglio commovente: il Messia Gesù guarisce immediatamente l'orecchio di Malco, davanti a tutti coloro che possono vedere la scena (Luca 22.51). Questo gesto, discreto ma potente, impedisce che la situazione degeneri in un bagno di sangue. Il Messia Gesù rifiuta che il suo arresto diventi la scintilla di una sommossa o di uno scontro armato. Protegge i suoi discepoli, ma anche i suoi nemici.

Nel tumulto, è possibile che l'episodio sia passato quasi inosservato alla maggior parte dei soldati, ma è difficile immaginare che Malco abbia mai dimenticato quel momento in cui colui che era venuto ad arrestare lo guarì.

Il Messia Gesù sottolinea anche l'incoerenza di coloro che vengono ad arrestarlo: insegnava ogni giorno nel Tempio, eppure vengono di notte, armati come contro un brigante (Marco 14.48-49). Il loro atteggiamento rivela il timore di una sollevazione popolare e la volontà di evitare ogni testimone. Ma nonostante la loro forza e la loro strategia, è il Messia Gesù a restare padrone della situazione. Avanza liberamente, calma Pietro, guarisce Malco e ricorda che tutto si svolge secondo il disegno divino.

Così, i quattro racconti mostrano un contrasto impressionante: la violenza impulsiva di Pietro, il timore delle autorità, la confusione dei soldati e, al centro, la sovrana tranquillità del Messia. Gesù non si limita a evitare l'escalation; manifesta un'autorità che non ha nulla di militare, ma tutto di spirituale. Si consegna volontariamente, protegge i suoi, fa del bene a colui che lo ferisce e avanza verso la croce con una determinazione che rivela la profondità del suo amore e la grandezza della sua missione.

Questo episodio sottolinea l'accettazione volontaria da parte del Messia Gesù della sua missione redentrice. La sua preghiera nel Getsemani anticipa il sacrificio della croce, dove porterà il peccato del mondo (Isaia 53.5-6, 1 Pietro 2.24). La sottomissione del Messia Gesù illustra anche l'esempio perfetto per i credenti messi alla prova: vegliare, pregare e accettare la volontà di Dio anche nella sofferenza (1 Pietro 4.1-2).