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La parabola della zizzania e del frumento

La parabola della zizzania e del grano (Matteo 13.24-30), presente solo in Matteo, insegna la coesistenza del bene e del male nel mondo fino al giudizio finale. Gesù vi illustra la pazienza di Dio, che rimanda la separazione tra giusti e malvagi fino alla mietitura escatologica, affidata agli angeli. Questa parabola si inserisce in una profonda riflessione biblica sull'apparente prosperità dei malvagi, condivisa da Abacuc, Asaf, Geremia e Giobbe.

10 min zizzania grano parabola giudizio finale Matteo 11 versetti 5 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo 13.24-30 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Egli propose loro un’altra parabola, dicendo: Il regno de’ cieli è simile ad un uomo che ha seminato buona semenza nel suo campo.

Ma mentre gli uomini dormivano, venne il suo nemico e seminò delle zizzanie in mezzo al grano e se ne andò.

E quando l’erba fu nata ed ebbe fatto frutto, allora apparvero anche le zizzanie.

E i servitori del padron di casa vennero a dirgli: Signore, non hai tu seminato buona semenza nel tuo campo? Come mai, dunque, c’è della zizzania?

Ed egli disse loro: Un nemico ha fatto questo. E i servitori gli dissero: Vuoi tu che l’andiamo a cogliere?

Ma egli rispose: No, che talora, cogliendo le zizzanie, non sradichiate insiem con esse il grano.

Lasciate che ambedue crescano assieme fino alla mietitura; e al tempo della mietitura, io dirò ai mietitori: Cogliete prima le zizzanie, e legatele in fasci per bruciarle; ma il grano, raccoglietelo nel mio granaio.

Marco
Marco (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Luca
Luca (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Giovanni
Giovanni (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro

Dettagli tecnici

Grafico a barre dell’anno 31

Luogo: Una piccola baia lungo le rive del , nei pressi di Capernaum in Galilea.

Data: Novembre o dicembre del 31

Metodo di lavoro: Seguiamo Matteo

Nota sul metodo di lavoro: Solo Matteo affronta questo tema.

Capernaum

Questa è accompagnata dalla sua spiegazione. Si tratta della seconda di Matteo in questo importante discorso (PER138).

La parabola della zizzania e del frumento

La parabola della zizzania e del frumento

Commenti

Questo argomento, affrontato esclusivamente da Matteo, ci illumina sui concetti di giudizio e di distinzione tra giusti e ingiusti. Egli tratta questa questione anche da diverse prospettive, basandosi su altri insegnamenti del Messia Gesù, in particolare la della rete (Matteo 13.47-50, PER149) e la delle dieci vergini (Matteo 25.1-13, PER287).

Si tratta della seconda riferita da Matteo dopo quella del seminatore (Matteo 13.1-23, PER138), che affronta un tema simile. In questa , tuttavia, interviene un nemico per danneggiare l'agricoltore. Apprendiamo così che, sebbene il primo seme sia buono, un secondo seme, questa volta cattivo, viene seminato di nascosto e convive con quello buono. Crescono entrambi.

È necessario eliminare queste erbacce?

Il padrone risponde di no, sottolineando il rischio di danneggiare le piante buone. Al momento del raccolto verrà effettuata un'accurata selezione.

Il problema viene così presentato e questa esposizione interpella gli ascoltatori, la maggior parte dei quali coltiva un appezzamento di terra. Benché non venga fornita alcuna interpretazione esplicita, è evidente che il discorso riguarda le nozioni di buono e cattivo, o di bene e male.

I temi principali sono dunque:

Coesistenza del bene e del male: La mostra che il bene e il male coesistono nel mondo fino al giorno del giudizio. I giusti e i malvagi vivono insieme e non è sempre facile distinguerli.

Pazienza e giudizio differito: Il padrone del campo mostra pazienza non volendo strappare subito la zizzania, per timore di danneggiare il grano. Questo riflette la pazienza di Dio, che ritarda il giudizio finale per permettere a ciascuno di ravvedersi.

Giudizio finale: Alla fine dei tempi vi sarà una separazione tra giusti e malvagi, simboleggiata dalla mietitura. I malvagi saranno puniti e i giusti ricompensati.

Questa della zizzania è presente soltanto nel Vangelo di Matteo. I temi del giudizio, della separazione del bene dal male e della crescita del regno di Dio si ritrovano anche in altri insegnamenti di Gesù in Matteo.

della rete (Matteo 13.47-50): Questa usa l'immagine di una rete da pesca per illustrare la separazione dei giusti dai malvagi alla fine dei tempi.

delle dieci vergini (Matteo 25.1-13): Mette in risalto l'importanza di prepararsi al ritorno del Signore e la separazione tra coloro che sono pronti e coloro che non lo sono.

Matteo insiste particolarmente su questa convivenza tra bene e male, tra veri discepoli e non credenti. Come il profeta Abacuc 1.2-13, che non comprendeva questa convivenza, Matteo segue la stessa strada.
L'apparente prosperità dei malvagi è evocata in diversi passi biblici, in particolare nei Salmi e nei Profeti.

Salmi 73.3-12: Il salmista Asaf esprime il proprio turbamento vedendo la prosperità dei malvagi nonostante il loro comportamento ingiusto. Osserva che i malvagi sembrano prosperare ed essere esenti dalle sofferenze degli altri.

Geremia 12.1-2: Il profeta Geremia si lamenta con Dio della prosperità dei malvagi: «Perché prospera la via dei malvagi? Perché tutti i perfidi vivono in pace?»

Giobbe 21.7-13: Giobbe si chiede perché i malvagi vivano, invecchino e diventino potenti, godendo apparentemente delle benedizioni materiali nonostante la loro malvagità.

Questi passi esprimono un interrogativo profondo e un'osservazione umana comune sull'apparente ingiustizia della prosperità dei malvagi. Tuttavia, la Bibbia insegna anche che la prosperità dei malvagi è temporanea e che il giudizio finale di Dio ristabilirà ogni cosa.

Avec la tombée de la nuit, la foule finit par se disperser, laissant le Messie Jésus seul avec ses disciples. C’est à ce moment-là qu’ils lui demandent d’expliquer la . Matteo 13.36-43 relate cette discussion (PER146).