PER095

Il discorso della montagna (11), Le offerte

Questo articolo esplora l’insegnamento di Gesù sulle offerte durante il discorso della montagna. Insistendo su una relazione personale con Dio, egli critica le pratiche ostentate dei farisei. Il contesto è la Galilea, poco dopo la Pasqua dell’anno 31, in un momento cruciale del ministero di Gesù.

7 min discorso della montagna offerte ipocrisia farisei Matteo 9 versetti 3 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo 6.1-4 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Guardatevi dal praticare la vostra giustizia nel cospetto degli uomini per esser osservati da loro; altrimenti non ne avrete premio presso il Padre vostro che è nei cieli.

Quando dunque fai limosina, non far sonar la tromba dinanzi a te, come fanno gl’ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere onorati dagli uomini. Io vi dico in verità che cotesto è il premio che ne hanno.

Ma quando tu fai limosina, non sappia la tua sinistra quel che fa la destra,

affinché la tua limosina si faccia in segreto; e il Padre tuo che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa.

Marco
Marco (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Luca
Luca (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Giovanni
Giovanni (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro

Dettagli tecnici

Grafico a barre dell’anno 31

Luogo: Sul pianoro ai piedi di una montagna nei pressi di Cafarnao, in Galilea

Data: Dopo il pellegrinaggio pasquale a Gerusalemme, il 5 aprile 31

Metodo di lavoro: Proseguiamo con Matteo

Nota sul metodo di lavoro: Matteo è l’unico ad affrontare questo argomento.

Capernaum

Il Messia, Gesù, esorta il discepolo ad agire in segreto.

Il discorso della montagna, Le offerte

Discorso

Commenti

Esaminiamo il discorso della montagna, suddiviso in 23 sezioni.

Matteo pone l’accento sull’insegnamento di Gesù riguardo al formalismo religioso, sottolineando che le offerte a Dio non devono mirare a impressionare gli altri, ma soltanto a piacere a Dio. Critica le ipocrisie dei e valorizza la relazione personale con Dio.

Questo principio si ritrova anche nella sua trattazione della preghiera (Matteo 6.6), dove afferma che il vero discepolo agisce per Dio, non per essere visto dagli uomini. Luca non affronta questo tema perché i pagani ignoravano il comportamento delle , sebbene menzioni in Luca 6.26 che cercare l’approvazione degli uomini è sbagliato. Matteo 6.2, Matteo 6.5 e Matteo 6.16 sottolineano che il discepolo deve scegliere tra la ricompensa degli uomini e quella di Dio.

Questo passo è ben compreso dagli ascoltatori, che vedevano continuamente i ricchi fare offerte importanti in modo ostentato (Marco 12.41-44, Luca 21.1-4). Il discorso della montagna rappresenta una svolta nel ministero di Gesù, il Messia, poiché, proclamando in questo modo le norme di Dio, egli mette in luce le insufficienze delle pratiche insegnate dai religiosi dell’epoca. Ci si può quindi aspettare una reazione violenta di questi uomini religiosi e ricchi.

Ritroviamo qui il principio sviluppato nelle beatitudini: il discepolo agisce non per essere ammirato dagli uomini, ma per piacere esclusivamente a Dio, che offrirà una ricompensa ben più grande del riconoscimento degli uomini (Luca 6.26); da qui la segretezza delle sue azioni. Questa critica del formalismo religioso si riflette nei tre temi successivi.

Luca non menziona questi diversi punti perché i suoi lettori ignorano il contesto sociale di quella società ebraica. Tuttavia, riprenderà il tema della preghiera, destinata a rivolgersi a tutti.