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Il discorso della montagna (14), il digiuno

L’articolo analizza il Discorso della montagna, nel quale Gesù critica il formalismo religioso dei farisei. Insiste sull’importanza di motivazioni sincere e discrete nella pratica del digiuno e di altri atti religiosi.

12 min digiuno ipocrisia Discorso della montagna 20 versetti 3 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo 6.16-18 (Riveduta 1927 (Luzzi))

E quando digiunate, non siate mesti d’aspetto come gl’ipocriti; poiché essi si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. Io vi dico in verità che cotesto è il premio che ne hanno.

Ma tu, quando digiuni, ungiti il capo e làvati la faccia,

affinché non apparisca agli uomini che tu digiuni, ma al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa.

Marco
Marco (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Luca
Luca (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Giovanni
Giovanni (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro

Dettagli tecnici

Grafico a barre dell’anno 31

Luogo: Sul pianoro ai piedi di una montagna nei pressi di Cafarnao, in Galilea

Data: Dopo il pellegrinaggio pasquale a Gerusalemme, il 5 aprile 31

Metodo: Continuiamo con Matteo

Nota sul metodo di lavoro: Matteo è l’unico ad aver affrontato questo argomento durante questo grande discorso.

Capernaum

La critica del formalismo religioso da parte del Messia Gesù, in particolare riguardo alla pratica del digiuno.

Il discorso della montagna, il digiuno

Discorso

Commenti

Esaminiamo il discorso della montagna, suddiviso in 23 sezioni.

Il digiuno è il terzo esempio che Gesù menziona per denunciare l’ipocrisia dei . Come per l’offerta e la preghiera, critica coloro che praticano i propri riti soltanto per attirare l’attenzione. Questo passo sottolinea l’importanza dell’atteggiamento di chi digiuna, più che del digiuno stesso: ogni azione deve essere discreta, senza cercare di impressionare.

Nei tre esempi di giustizia dei , Gesù segue uno schema simile. Per le elemosine (Matteo 6.1-4), la preghiera (Matteo 6.5-15) e il digiuno (Matteo 6.16-18), denuncia l’ipocrisia (Matteo 6.2, Matteo 6.5, Matteo 6.16), critica l’ostentazione pubblica (Matteo 6.1-2, Matteo 6.5, Matteo 6.16), sottolinea l’importanza delle azioni segrete (Matteo 6.4, Matteo 6.6, Matteo 6.18) e conclude menzionando che il Padre vede e ricompensa questi atti (Matteo 6.4, Matteo 6.6, Matteo 6.8, Matteo 6.18).

La relazione di una persona con Dio deve rimanere personale e non riguarda nessun altro. Gesù non ha mai messo in discussione il valore del digiuno, ma ha denunciato il formalismo religioso. Nei diversi confronti con i (Matteo 9.14-15, Marco 2.18-20, Luca 5.33-35), è evidente che Gesù desiderava che ogni azione fosse compiuta con discrezione, non per puro formalismo, ma per un bisogno autentico, tra il discepolo e Dio, che saprà ricompensarlo.