Esaminiamo il discorso della montagna, suddiviso in 23 sezioni.
Il punto successivo affronta il tema dell’amore per i nemici. Matteo utilizza la sua formulazione abituale: "Sta scritto, ma io vi dico". Anche Luca affronta questo argomento.
Si tratta dunque dei nostri rapporti con i nostri simili, e i precetti del Messia Gesù sono agli antipodi di ciò che insegnavano i religiosi ebrei dell’epoca. Matteo 5.43 menziona l’odio per il proprio nemico, ma questo non si trova nella legge di Mosè (Levitico 19.18) ; si tratta soltanto di un’interpretazione dei dell’epoca.
Questo messaggio si rivolge agli ebrei, che devono amare anche i pagani, sebbene ciò non sia scritto nella legge di Mosè, perché Dio li ama. Matteo 5.45 precisa che il discepolo deve sforzarsi di applicare questi precetti, poiché è agendo così che sarà concretamente riconosciuto come figlio di Dio.
Questo passo mostra tutta la differenza tra il comportamento del vero discepolo e quello dei religiosi. Sembra tuttavia che questo obiettivo sia difficile, se non impossibile, da raggiungere. Solo l’aiuto di Dio può consentire di giungere a questo livello di esigenza.
Matteo 7.1-12 affronta nuovamente questo tema e riprende la stessa formulazione di Luca 6.31: "Tutto ciò che vorreste che gli uomini facessero per voi, fatelo anche voi per loro, perché questo è ciò che insegnano la legge e i profeti". Il Messia Gesù mostra qui la meta da perseguire e mette in evidenza la malvagità dell’uomo, che per natura fa il contrario di questi precetti.
Luca insiste su questo punto più di Matteo, ma la spiegazione rimane simile. Matteo 7.1-12 riprende e sviluppa questo tema del comportamento del discepolo.
Dopo aver affrontato i temi dell’omicidio, della concupiscenza, dell’odio, dell’inganno e della vendetta, Matteo conclude: "Siate dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste". Luca riprende lo stesso pensiero. Dio non abbassa le sue norme per compiacere gli uomini; al contrario, le rivela e le propone come un obiettivo che il discepolo deve raggiungere.