PER039

I mercanti scacciati dal Tempio

La pericope 39 studia l’episodio della purificazione del Tempio da parte di Gesù, come riferito da Giovanni (Giovanni 2,14-22). L’autore sostiene la tesi di due eventi distinti separati da tre anni. Il primo si colloca durante la prima Pasqua del ministero di Gesù (7 aprile 30). L’articolo esplora il contesto storico del Tempio erodiano, il ruolo di Caifa e del Sinedrio e due insegnamenti chiave: lo zelo di Gesù per la casa di Dio e l’annuncio profetico della sua risurrezione.

4 min mercanti del Tempio purificazione del Tempio Giovanni 2 Pasqua Gesù 2 versetti 2 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Marco
Marco (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Luca
Luca (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Giovanni
Giovanni 2.14-22 (Riveduta 1927 (Luzzi))

E trovò nel tempio quelli che vendevano buoi e pecore e colombi, e i cambiamonete seduti.

E fatta una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori del tempio, pecore e buoi; e sparpagliò il danaro dei cambiamonete, e rovesciò le tavole;

e a quelli che vendeano i colombi, disse: Portate via di qui queste cose; non fate della casa del Padre mio una casa di mercato.

E i suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo della tua casa mi consuma.

I Giudei allora presero a dirgli: Qual segno ci mostri tu che fai queste cose?

Gesù rispose loro: Disfate questo tempio, e in tre giorni lo farò risorgere.

Allora i Giudei dissero: Quarantasei anni è durata la fabbrica di questo tempio e tu lo faresti risorgere in tre giorni?

Ma egli parlava del tempio del suo corpo.

Quando dunque fu risorto da’ morti, i suoi discepoli si ricordarono ch’egli avea detto questo; e credettero alla Scrittura e alla parola che Gesù avea detta.

Dettagli tecnici

Luogo: La città di Gerusalemme in Giudea

Data: La festa di Pasqua, venerdì 7 aprile 30

Metodo di lavoro: Continuiamo con Giovanni

Nota sul metodo: Solo Giovanni ci fornisce informazioni su questa prima festa di Pasqua.

Grafico a barre dell’anno 30

Al tempo di Caifa, i mercanti si collocavano sotto le arcate del portico di Salomone, ma occupavano anche parte del cortile dei Gentili.

I mercanti scacciati dal Tempio da Gesù, il Messia

I mercanti scacciati dal Tempio

Commenti

L’apostolo Giovanni, all’inizio del racconto, narra questo episodio che gli autori dei Vangeli sinottici collocano alla fine del ministero di Gesù, il Messia. Se Giovanni lo registrò in quel momento, conoscendo gli scritti degli amici, ciò significa semplicemente che Gesù, il Messia, scacciò i mercanti dal Tempio due volte, a tre anni di distanza.

Infatti, anche se vi sono punti simili tra i due fatti citati, osserviamo soprattutto differenze incompatibili con l’ipotesi che si tratti della descrizione dello stesso evento.

La fase principale di ristrutturazione del Tempio era terminata da circa tre anni nel momento in cui Giovanni colloca questo evento; tuttavia, diversi lavori minori sarebbero continuati fino all’anno 63. Questi abbellimenti non avrebbero più ostacolato le attività legate all’esercizio del culto ebraico.

I venditori e i cambiavalute avevano ottenuto uno spazio ancora più importante sotto i portici di Salomone, con l’autorizzazione del sommo sacerdote Caifa e del .

Questa decisione non piace a molti ebrei pii, perciò Gesù, il Messia, opponendosi coraggiosamente all’insediamento di questi mercanti sulla spianata del Tempio, avrebbe il loro sostegno in caso di problemi. Questi mercanti ebrei, consapevoli della situazione esplosiva, rimangono prudenti nelle reazioni.

Durante le grandi feste, i venditori arrivavano fino alla spianata del Tempio per attirare compratori. Questo luogo di raccoglimento e preghiera si trasformava in un mercato assordante. Gli odori e i rumori degli animali, insieme ai loro escrementi, accentuavano la trasformazione. Molti ebrei non accettavano questa decisione del .

Potremmo stupirci che il Maestro abbia scacciato i venditori dal Tempio due volte. Pensiamo che in realtà avrebbe dovuto allontanarli ogni anno, perché un simile atto difficilmente avrebbe cambiato una pratica tanto redditizia.

Questo evento ricordò ai discepoli due punti importanti: lo zelo che animava il loro Maestro e l’annuncio della sua risurrezione. Solo dopo la morte di Gesù, il Messia, compresero molte delle sue parole e azioni.

La frase «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere» significa: «Uccidetemi e il terzo giorno risorgerò!». Ci ricorda l’allusione di Matteo 12.40 ai tre giorni e alle tre notti di Giona.

La prima Pasqua che Gesù, il Messia, celebrò a Gerusalemme durante il ministero resta segnata dalla purificazione del tempio. Lo stesso avverrà durante la quarta e ultima Pasqua.

Sviluppiamo questo studio nell’appendice ANN075 : I venditori scacciati dal Tempio.