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Guarigione di un uomo affetto da idropisia

Un uomo affetto da idropisia viene guarito dal Messia Gesù durante un pasto sabbatico in casa di un fariseo a Gerusalemme. Davanti agli esperti della legge, Gesù pone una domanda sulla liceità di guarire di sabato, poi agisce senza attendere la loro risposta. I suoi interlocutori, incapaci di replicare, restano in silenzio. Luca è l'unico evangelista a riferire questo episodio (Luca 14.2-6), datato 4 dicembre dell'anno 32 d.C.

6 min idropisia guarigione sabato fariseo Luca 6 versetti 2 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Marco
Marco (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Luca
Luca 14.2-6 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Ed ecco, gli stava dinanzi un uomo idropico.

E Gesù prese a dire ai dottori della legge ed ai Farisei: E’ egli lecito o no far guarigioni in giorno di sabato? Ma essi tacquero.

Allora egli, presolo, lo guarì e lo licenziò.

Poi disse loro: Chi di voi, se un figliuolo od un bue cade in un pozzo, non lo trae subito fuori in giorno di sabato?

Ed essi non potevano risponder nulla in contrario.

Giovanni
Giovanni (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro

Dettagli tecnici

Anno 32

Luogo: Nella casa di un fariseo a Gerusalemme

Data: Sabato 4 dicembre dell'anno 32

Metodo di lavoro: Proseguiamo con Luca

Nota sul metodo di lavoro: Luca è l'unico a trasmettere questo invito.

Regione di Gerusalemme

Un uomo malato si presenta nel cortile in cui agirà il Messia Gesù. È ?

Guarigione di un uomo affetto da idropisia

L'uomo idropico

Commenti

Il Messia Gesù è accolto in casa di un fariseo a Gerusalemme, dove è invitato a condividere il pasto di mezzogiorno e a rispondere alle domande dei suoi ospiti.

Non sappiamo se il pasto fosse ormai terminato, ma tutti i convitati erano ancora presenti quando quest'uomo malato, pieno di edema, come ci precisa Luca 14.2, giunse davanti a loro. Quest'uomo aveva sentito parlare del Messia Gesù ed era convinto di poter ottenere da lui una guarigione. Questo spiega la sua iniziativa.

Solo il Messia Gesù poteva pronunciare queste parole:

Luca 14.3 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
E Gesù prese a dire ai dottori della legge ed ai Farisei: E’ egli lecito o no far guarigioni in giorno di sabato? Ma essi tacquero.

«È lecito [o no] fare una guarigione di ?», perché aveva l'autorità per guarire quest'uomo e i convitati, rimasti muti, lo sapevano bene. In questo giorno di , il Messia Gesù procede senza esitare alla guarigione di quest'uomo.

Il malato, guarito, se ne va e il Maestro interroga questi uomini, esperti della legge e dei princìpi religiosi,

Luca 13.5 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
No, vi dico; ma se non vi ravvedete, tutti al par di loro perirete.

Qui il Messia Gesù indica una grande contraddizione negli attacchi dei in particolare.

Questi uomini hanno la saggezza di tacere; infatti erano incapaci di replicare alcunché.

Questo pasto non fornisce elementi probanti per formulare un'accusa contro il Messia Gesù. È possibile che la saggezza dimostrata dal Messia Gesù abbia avuto un effetto su alcuni dei presenti.

Inoltre, una guarigione compiuta di non costituisce una prova ammissibile contro il Messia Gesù. Anche se quell'azione fosse evocata, occorrerebbe esaminare l'origine del miracolo, il che implica una riflessione sulla manifestazione della potenza divina nella persona del Messia Gesù.

Notiamo che il Messia Gesù semina semi di senape nel cuore di questi uomini; offre loro la possibilità della salvezza, ma sono disposti al ravvedimento?

Questi inviti si ripetono di , perché era il giorno di riposo e l'occasione per organizzare grandi pasti festivi, cosa che non era affatto vietata dalla legge.

Di fronte alla saggezza del Messia Gesù, i si ritrovano profondamente smarriti. Consapevoli che sarà difficile coglierlo in fallo, scelgono di tacere (Luca 14.6). Si rendono conto che la situazione sfugge loro completamente e che diventa inevitabile prendere posizione, pro o contro il Messia Gesù. I fatti sono innegabili, e opporsi a lui appare ormai come un'opzione sempre più irrealistica (Giovanni 7.46).