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Parabola dell'invitato presuntuoso

La parabola dell'invitato presuntuoso (Luca 14.7-14), tramandata solo da Luca, si svolge in casa di uno dei capi dei farisei a Gerusalemme. Gesù vi insegna l'umiltà, invitando a scegliere l'ultimo posto anziché il primo, e la generosità disinteressata, incoraggiando a invitare i poveri e gli esclusi anziché coloro che possono ricambiare. Questi due insegnamenti illustrano i valori fondamentali del Regno di Dio: l'onore viene da Dio, non da se stessi, e il vero dono sarà ricompensato alla risurrezione dei giusti.

8 min parabola umiltà generosità posti d'onore invitato presuntuoso 9 versetti 3 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Marco
Marco (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Luca
Luca 14.7-14 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Notando poi come gl’invitati sceglievano i primi posti, disse loro questa parabola:

Quando sarai invitato a nozze da qualcuno, non ti mettere a tavola al primo posto, che talora non sia stato invitato da lui qualcuno più ragguardevole di te,

e chi ha invitato te e lui non venga a dirti: Cedi il posto a questo! e tu debba con tua vergogna cominciare allora ad occupare l’ultimo posto.

Ma quando sarai invitato, va a metterti all’ultimo posto, affinché quando colui che t’ha invitato verrà, ti dica: Amico, sali più in su. Allora ne avrai onore dinanzi a tutti quelli che saran teco a tavola.

Poiché chiunque s’innalza sarà abbassato, e chi si abbassa sarà innalzato.

E diceva pure a colui che lo aveva invitato: Quando fai un desinare o una cena, non chiamare i tuoi amici, né i tuoi fratelli, né i tuoi parenti, né i vicini ricchi; che talora anch’essi non t’invitino, e ti sia reso il contraccambio;

ma quando fai un convito, chiama i poveri, gli storpi, gli zoppi, i ciechi;

e sarai beato, perché non hanno modo di rendertene il contraccambio; ma il contraccambio ti sarà reso alla risurrezione de’ giusti.

Giovanni
Giovanni (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro

Dettagli tecnici

Anno 32

Luogo: Nella casa di un fariseo a Gerusalemme

Data: Sabato 4 dicembre dell'anno 32

Metodo di lavoro: Proseguiamo con Luca

Nota sul metodo di lavoro: Luca è l'unico a tramandare questa

Regione di Gerusalemme

Il Messia Gesù sta per condividere una con i commensali di questo pasto e con i suoi discepoli.

Parabola dell'invitato presuntuoso

L'invitato presuntuoso

L'umiltà nei posti d'onore (Luca 14.7-11)

Luca presenta qui racconti che non seguono una cronologia formale. Propone un'argomentazione strutturata secondo una logica precisa. Questo tema è sviluppato nel paragrafo intitolato: L'. È opportuno considerare l'obiettivo di Luca nello studio di questi capitoli.

L’

Leggi lo studio sulle parabole: PAR027 : I posti a tavola, e PAR000 : Le parabole

Luca 14.7-14 colloca qui questa che sembra rivolgersi ai commensali di questo pasto. Le persone che si trovavano davanti alla casa e nel cortile potevano certamente ascoltare anch'esse questa .

Sembra che questa sia annunciata in un clima sereno e che questi commensali appaiano, in questo testo di Luca, più ricettivi che nel contesto di Luca 11.37 (PER225).

Ma come dobbiamo intendere queste parole: alla lettera e nel contesto sociale, oppure nell'aspetto spirituale certamente voluto dal Messia Gesù?

Questa di Luca 14.7-14 si svolge durante un pasto in casa di un capo dei . Il Messia Gesù vi osserva il comportamento degli invitati e ne trae due profondi insegnamenti sull'umiltà e sulla generosità disinteressata.

L'umiltà nei posti d'onore (Luca 14.7-11)

«Chiunque si innalza sarà abbassato, e chiunque si abbassa sarà innalzato.»

Gesù nota che gli invitati cercano i primi posti. Consiglia di scegliere l'ultimo posto, affinché l'ospite possa dire: «Amico, passa più avanti». Questo capovolgimento illustra un valore del Regno di Dio: l'onore viene da Dio, non da se stessi.

La generosità verso gli esclusi (Luca 14.12-14)

«Invita i poveri, gli storpi, gli zoppi, i ciechi…»

Gesù si rivolge all'ospite e gli raccomanda di non invitare coloro che possono ricambiare. Incoraggia a invitare quelli che non possono offrire nulla in cambio. Questa generosità sarà ricompensata alla risurrezione dei giusti, sottolineando una visione escatologica del dono.

Significato spirituale

Questa capovolge le logiche sociali: non cercare di brillare, ma di servire (Matteo 20.28). Richiama a un'ospitalità aperta, che riflette l'amore di Dio per i più fragili. Anticipa il banchetto del Regno, dove gli umili e i dimenticati sono i primi invitati.

Annunciando queste parole, il Messia Gesù si rivolge ai commensali del pasto ma anche ai suoi discepoli, che constatano un esempio straordinario nel comportamento del loro Maestro (Matteo 20.27, Marco 9.35). Sembra evidente che questi fatti abbiano segnato le loro menti. Luca ha necessariamente ricevuto queste informazioni da uno dei discepoli presenti a questo pasto.

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