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Il Vangelo in Samaria

Dopo la morte di Stefano, la persecuzione disperde i credenti di Gerusalemme, che ovunque vadano annunciano il Vangelo. Filippo si reca in Samaria e vi predica con potenza. Luca mostra che questa dispersione adempie il programma missionario annunciato da Gesù in Atti 1.8. La Samaria, a lungo separata da Israele, riceve finalmente la Buona Notizia. Filippo, uno dei Sette, diventa il primo evangelista ufficialmente designato del Nuovo Testamento.

17 min Vangelo in Samaria Filippo l'evangelista persecuzione dei cristiani dispersione della Chiesa Atti degli Apostoli 20 versetti 9 libri

Consultazione

Testi biblici

Atti
Atti 8.4-8 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Coloro dunque che erano stati dispersi se ne andarono di luogo in luogo, annunziando la Parola.

E Filippo, disceso nella città di Samaria, vi predicò il Cristo.

E le folle di pari consentimento prestavano attenzione alle cose dette da Filippo, udendo e vedendo i miracoli ch’egli faceva.

Poiché gli spiriti immondi uscivano da molti che li avevano, gridando con gran voce; e molti paralitici e molti zoppi erano guariti.

E vi fu grande allegrezza in quella città.

Dettagli tecnici

Luogo: La città di Samaria in Samaria

Data: l'anno 34 o 35

Metodo di lavoro: Seguiamo Luca nella sua seconda opera

Nota sul metodo di lavoro: Queste informazioni si trovano soltanto in Luca

Mappa di Gerusalemme e dintorni

Filippo, uno dei sette servitori scelti dalla Chiesa di Gerusalemme, lascia la città con molti cristiani dispersi dalla persecuzione. Giunto in Samaria, vi annuncia la Parola di Dio.

1- La dispersione dei credenti compie il programma annunciato da Gesù

La persecuzione scoppiata a Gerusalemme dopo la morte di Stefano costrinse molti credenti a lasciare la città per sfuggire alle violenze dirette contro la Chiesa (Atti 8.1-4). Questa dispersione non pose tuttavia fine alla loro testimonianza. Al contrario, ovunque andassero, annunciavano la Parola di Dio.

Luca mostra così che la persecuzione diventa paradossalmente uno strumento del compimento del disegno divino. Fin dall'inizio del libro, Gesù aveva annunciato ai suoi discepoli: «Mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea, in Samaria e fino agli estremi confini della terra» (Atti 1.8). Fino a quel momento, la comunità cristiana era rimasta essenzialmente concentrata a Gerusalemme. Gli eventi provocati dalla morte di Stefano aprono ora una nuova tappa della storia della Chiesa.

Questa evoluzione corrisponde anche all'insegnamento che Gesù aveva dato ai suoi discepoli quando li avvertiva che la persecuzione li avrebbe condotti a proseguire altrove il loro ministero (Matteo 10.23). Ciò che i credenti forse non avrebbero intrapreso spontaneamente diventa così l'occasione di un'espansione missionaria conforme al piano di Dio.

2- Dio trasforma la persecuzione in strumento della sua opera

A prima vista, la morte di Stefano poteva apparire come una vittoria degli avversari del cristianesimo. Eppure Luca mostra esattamente il contrario. Lungi dall'annientare la Chiesa, questa persecuzione ne favorisce lo sviluppo. I credenti lasciano Gerusalemme, ma portano con sé il messaggio del Vangelo.

Questo modo di agire richiama un principio già osservabile in tutta la Scrittura. Giuseppe poteva dire ai suoi fratelli: «Voi avevate pensato del male contro di me, ma Dio ha pensato di farlo servire per un bene» (Genesi 50.20). Allo stesso modo, l'apostolo Paolo affermerà più tardi che «tutto concorre al bene di coloro che amano Dio» (Romani 8.28). Pur non essendo l'autore del male, Dio rimane sovrano e dirige le circostanze per realizzare i suoi disegni.

Luca sottolinea così una verità che ritornerà costantemente negli Atti: nessuna opposizione umana può impedire il progresso del Vangelo.

3- La Samaria: una tappa decisiva nell'espansione della Chiesa

 

L'arrivo del Vangelo in Samaria costituisce una svolta importante nel racconto di Luca. Da molti secoli, i rapporti tra Giudei e erano profondamente deteriorati. I due popoli avevano divergenze storiche, religiose e culturali, al punto che Giovanni precisa: «I Giudei infatti non mantengono buone relazioni con i » (Giovanni 4.9).

Eppure questa regione non era sconosciuta a Gesù. Durante il colloquio con la Samaritana, egli aveva già preparato questa futura missione (Giovanni 4.5-42). Dopo la conversione di numerosi abitanti di Sicar, annunciava ai suoi discepoli che una messe spirituale li attendeva già (Giovanni 4.35-38).

Il contrasto è particolarmente forte con un episodio più antico. Quando alcuni rifiutarono di accogliere Gesù, Giacomo e Giovanni avevano chiesto se bisognasse far scendere il fuoco dal cielo su di loro (Luca 9.51-56). Qualche anno più tardi, non è più un fuoco di giudizio a raggiungere la Samaria, ma la potenza del Vangelo.

4- Filippo, il primo evangelista della Chiesa

Luca mette ora in luce un nuovo personaggio: Filippo. Scelto qualche mese prima tra i Sette per assicurare il servizio materiale della comunità (Atti 6.2-6), appare adesso come un notevole predicatore del Vangelo.

Più tardi, Luca lo designerà esplicitamente come «Filippo l'evangelista» (Atti 21.8), facendo di lui il primo uomo a cui questo titolo è ufficialmente attribuito nel Nuovo Testamento.

Il suo ministero mostra che la proclamazione del Vangelo non era riservata ai soli apostoli. Dio suscita progressivamente nuovi servitori per proseguire l'opera iniziata a Gerusalemme. Questa evoluzione testimonia la crescita e la maturità della Chiesa nascente.

5- I miracoli confermano la predicazione del Vangelo

Come quello degli apostoli, il ministero di Filippo è accompagnato da numerosi miracoli, guarigioni e liberazioni (Atti 8.6-7). Queste manifestazioni straordinarie non sono mai un fine a se stesse. Autenticano il messaggio annunciato e portano le folle ad ascoltare la predicazione del Vangelo.

Questi eventi richiamano la promessa di Gesù secondo cui anche i credenti avrebbero compiuto opere potenti nel suo nome (Giovanni 14.12). Negli Atti, i miracoli servono costantemente a confermare la veridicità della testimonianza apostolica (Ebrei 2.3-4).

6- Una grande gioia sostituisce l'odio

Mentre Gerusalemme è ormai segnata dalla violenza, dalla paura e dalla persecuzione, la Samaria diventa teatro di una profonda trasformazione spirituale. Luca conclude questo racconto dichiarando semplicemente: «E vi fu grande gioia in quella città» (Atti 8.8).

Questa gioia non è soltanto un'emozione passeggera. Costituisce una delle manifestazioni dell'opera dello Spirito Santo (Galati 5.22) e accompagna regolarmente l'accoglienza del Vangelo (Romani 14.17). Là dove le autorità religiose cercavano di soffocare il cristianesimo, Dio fa nascere una comunità piena di gioia.

7- Una vittoria apparente che diventa un trionfo

Da un punto di vista umano, la morte di Stefano poteva dare l'impressione che il cristianesimo avesse appena subito una sconfitta decisiva. Eppure Luca mostra che questa vittoria apparente degli avversari del Vangelo segna in realtà l'inizio di un'espansione senza precedenti.

La dispersione dei credenti apre la via all'evangelizzazione di nuovi territori e prepara le future missioni di Pietro e poi di Paolo. La Chiesa cessa progressivamente di essere una comunità essenzialmente centrata su Gerusalemme per diventare un movimento chiamato a raggiungere tutte le nazioni.

Cette progression confirme la promesse du Christ : « Je bâtirai mon Église, et les portes du séjour des morts ne prévaudront point contre elle » (Matteo 16.18). Plus tard, emprisonné à , Paul résumera cette même conviction en écrivant : « La parole de Dieu n'est pas liée » (2 Timoteo 2.9).

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