La prima di queste istruzioni, riportata soltanto da Matteo, sorprende: il Messia Gesù chiede ai discepoli di dirigersi non verso i non ebrei o i , ma esclusivamente verso le . Come dobbiamo comprendere queste direttive? Il Vangelo è riservato soltanto agli ebrei? Queste righe sembrano suggerirlo. Eppure, perché il Messia Gesù predicò a Sichar in Samaria o a Tiro e Sidone?
Matteo 15.24 racconta una conversione particolare, nella quale una straniera viene benedetta nonostante le parole del Messia Gesù che richiamano questa direttiva: «Non sono stato mandato che alle pecore perdute della comunità d'Israele» (PER180). Questa direttiva non va interpretata come esclusività per le pecore della casa d'Israele, ma piuttosto come priorità.
Il messaggio è dunque destinato inizialmente agli ebrei e poi alle nazioni. Questo popolo doveva accettare il proprio re, il Messia Gesù, per diventare poi una fonte di benedizione per tutti i popoli (Genesi 12.3 e Isaia 60.3). Matteo, rivolgendosi agli ebrei, mostra loro la priorità che hanno nel piano di salvezza di Dio. Marco e Luca, che scrivono per i non ebrei, evitano di insistere sul primato del popolo ebraico.
Dopo aver precisato l'obiettivo della missione — proclamare il regno di Dio e incoraggiare al ravvedimento — i tre autori elencano una serie di oggetti che non dovevano portare.
Perché Matteo e Luca vietano il bastone (Matteo 10.10 e Luca 9.3), mentre Marco lo esclude dai divieti (Marco 6.8)? Marco permette anche i sandali (Marco 6.9), mentre Matteo 10.10 li vieta e Luca non ne parla! Rispondiamo nell'appendice ANN094 : Il bastone e i sandali degli apostoli.
Le direttive del Maestro sono chiare: gli apostoli propongono il messaggio della salvezza, non lo impongono. Devono rivolgersi soltanto a chi accetta le loro parole, senza dibattere né dimostrare, ma semplicemente annunciare. I risultati mostrano chiaramente che il Messia Gesù ha delegato loro un'autorità e una potenza che prima manifestava soltanto lui.