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Complotto contro il Messia Gesù, che si ritira a Efraim

Questo articolo descrive il complotto delle autorità giudaiche contro Gesù dopo la risurrezione di Lazzaro. Di fronte alla minaccia che percepiscono nei miracoli di Gesù, decidono di ucciderlo. Gesù si ritira a Efraim in vista della crocifissione, mentre il complotto si allinea paradossalmente al piano divino.

4 min Gesù complotto risurrezione religiosi 3 versetti 3 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo 26.1-5 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Ed avvenne che quando Gesù ebbe finiti tutti questi ragionamenti, disse ai suoi discepoli:

Voi sapete che fra due giorni è la Pasqua, e il Figliuol dell’uomo sarà consegnato per esser crocifisso.

Allora i capi sacerdoti e gli anziani del popolo si raunarono nella corte del sommo sacerdote detto Caiàfa,

e deliberarono nel loro consiglio di pigliar Gesù con inganno e di farlo morire.

Ma dicevano: Non durante la festa, perché non accada tumulto nel popolo.

Marco
Marco 14.1-2 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Ora, due giorni dopo, era la pasqua e gli azzimi; e i capi sacerdoti e gli scribi cercavano il modo di pigliar Gesù con inganno ed ucciderlo;

perché dicevano: Non lo facciamo durante la festa, che talora non vi sia qualche tumulto del popolo.

Luca
Luca (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Giovanni
Giovanni 11.47-57 (Riveduta 1927 (Luzzi))

I capi sacerdoti quindi e i Farisei radunarono il Sinedrio e dicevano: Che facciamo? perché quest’uomo fa molti miracoli.

Se lo lasciamo fare, tutti crederanno in lui; e i Romani verranno e ci distruggeranno e città e nazione.

E un di loro, Caiàfa, che era sommo sacerdote di quell’anno, disse loro: Voi non capite nulla;

e non riflettete come vi torni conto che un uomo solo muoia per il popolo, e non perisca tutta la nazione.

Or egli non disse questo di suo; ma siccome era sommo sacerdote di quell’anno, profetò che Gesù dovea morire per la nazione;

e non soltanto per la nazione, ma anche per raccogliere in uno i figliuoli di Dio dispersi.

Da quel giorno dunque deliberarono di farlo morire.

Gesù quindi non andava più apertamente fra i Giudei, ma si ritirò di là nella contrada vicino al deserto, in una città detta Efraim; e quivi si trattenne co’ suoi discepoli.

Or la Pasqua de’ Giudei era vicina; e molti di quella contrada salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi.

Cercavan dunque Gesù; e stando nel tempio dicevano tra loro: Che ve ne pare? Che non abbia venire alla festa?

Or i capi sacerdoti e i Farisei avean dato ordine che se alcuno sapesse dove egli era, ne facesse denunzia perché potessero pigliarlo.

Dettagli tecnici

Anno 33

Luogo: Strada di Efraim in Samaria

Data: Fine febbraio o inizio marzo del 33 d.C.

Metodo di lavoro: Proseguiamo con Marco

Nota sul metodo di lavoro: Matteo e Giovanni confermano queste informazioni

Viaggio a Efraim

La tensione cresce e i religiosi di Gerusalemme preparano tutto per uccidere il Messia Gesù.

Commenti

In questo passo, la reazione del di fronte al segno compiuto dal Messia Gesù rivela una profonda tensione tra l’evidente manifestazione della vita e la paura di perdere il potere. I capi religiosi riconoscono implicitamente la realtà delle opere del Messia Gesù, poiché ammettono che «quest’uomo fa molti segni», ma invece di vedervi l’azione di Dio, vi percepiscono una minaccia per la loro stabilità politica e religiosa.

Il loro ragionamento mostra che non cercano la verità ma la conservazione della propria posizione, temendo che il popolo creda in Gesù il Messia e che i intervengano per distruggere la loro nazione. Questa paura, presentata come preoccupazione per il bene comune, nasconde in realtà un’inquietudine incentrata su se stessi.

L’intervento di Caifa, che propone che un solo uomo muoia per il popolo, illustra la logica sacrificale e politica che domina il loro pensiero, ma l’evangelista sottolinea che, senza volerlo, egli profetizza la portata universale della morte del Messia Gesù, destinata a radunare i figli di Dio dispersi.

Così questo complotto contro il Messia Gesù diventa paradossalmente il compimento del disegno divino. La decisione di mettere a morte il Messia Gesù segna una svolta nel Vangelo, mostrando che la luce suscita non solo la fede ma anche l’ostilità più radicale.

Il Messia Gesù, consapevole di questa ostilità, si ritira per un certo tempo, non per paura ma perché la sua «ora» non è ancora venuta. La menzione della Pasqua che si avvicina prepara il lettore a comprendere che la morte del Messia Gesù si inscrive nel quadro della salvezza, mentre la ricerca attiva del suo arresto rivela l’indurimento di coloro che rifiutano la vita che egli porta.

L’insieme del passo mette in evidenza il contrasto tra la strategia umana, fondata sulla paura e sulla manipolazione, e il piano divino, che trasforma persino le decisioni ingiuste in cammino di redenzione.