PER273

La risurrezione di Lazzaro

Gesù risuscita Lazzaro a Betania, rivelando il suo potere divino sulla morte, come preludio alla Pasqua. Tra Hanukkah e Pesach, dopo due giorni di riflessione, Gesù compie il viaggio significativo che comprende incontri memorabili a Gerico, la quale annuncia l'imminente passione. La reazione delle autorità religiose davanti a questo miracolo accelera la crocifissione di Gesù.

5 min Risurrezione Gesù Lazzaro Betania 1 versetto 1 libro

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Marco
Marco (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Luca
Luca (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Giovanni
Giovanni 11.1-46 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Or v’era un ammalato, un certo Lazzaro di Betania, del villaggio di Maria e di Marta sua sorella.

Maria era quella che unse il Signore d’olio odorifero e gli asciugò i piedi co’ suoi capelli; e Lazzaro, suo fratello, era malato.

Le sorelle dunque mandarono a dire a Gesù: Signore, ecco, colui che tu ami è malato.

Gesù, udito ciò, disse: Questa malattia non è a morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo d’essa il Figliuol di Dio sia glorificato.

Or Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro.

Come dunque ebbe udito ch’egli era malato, si trattenne ancora due giorni nel luogo dov’era;

poi dopo, disse a’ discepoli: Torniamo in Giudea!

I discepoli gli dissero: Maestro, i Giudei cercavano or ora di lapidarti, e tu vuoi tornar là?

Gesù rispose: Non vi son dodici ore nel giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo;

ma se uno cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui.

Così parlò; e poi disse loro: Il nostro amico Lazzaro s’è addormentato; ma io vado a svegliarlo.

Perciò i discepoli gli dissero: Signore, s’egli dorme, sarà salvo.

Or Gesù avea parlato della morte di lui; ma essi pensarono che avesse parlato del dormir del sonno.

Allora Gesù disse loro apertamente: Lazzaro è morto;

e per voi mi rallegro di non essere stato là, affinché crediate; ma ora, andiamo a lui!

Allora Toma, detto Didimo, disse ai suoi condiscepoli: Andiamo anche noi, per morire con lui!

Gesù dunque, arrivato, trovò che Lazzaro era già da quattro giorni nel sepolcro.

Or Betania non distava da Gerusalemme che circa quindici stadi;

e molti Giudei eran venuti da Marta e Maria per consolarle del loro fratello.

Come dunque Marta ebbe udito che Gesù veniva, gli andò incontro; ma Maria stava seduta in casa.

Marta dunque disse a Gesù: Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto;

e anche adesso so che tutto quel che chiederai a Dio, Dio te lo darà.

Gesù le disse: Tuo fratello risusciterà.

Marta gli disse: Lo so che risusciterà, nella risurrezione, nell’ultimo giorno.

Gesù le disse: Io son la resurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muoia, vivrà;

e chiunque vive e crede in me, non morrà mai. Credi tu questo?

Ella gli disse: Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figliuol di Dio che dovea venire nel mondo.

E detto questo, se ne andò, e chiamò di nascosto Maria, sua sorella, dicendole: il Maestro è qui, e ti chiama.

Ed ella, udito questo, si alzò in fretta e venne a lui.

Or Gesù non era ancora entrato nel villaggio, ma era sempre nel luogo dove Marta l’aveva incontrato.

Quando dunque i Giudei ch’erano in casa con lei e la consolavano, videro che Maria s’era alzata in fretta ed era uscita, la seguirono, supponendo che si recasse al sepolcro a piangere.

Appena Maria fu giunta dov’era Gesù e l’ebbe veduto, gli si gettò a’ piedi dicendogli: Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto.

E quando Gesù la vide piangere, e vide i Giudei ch’eran venuti con lei piangere anch’essi, fremé nello spirito, si conturbò, e disse:

Dove l’avete posto? Essi gli dissero: Signore, vieni a vedere!

Gesù pianse.

Onde i Giudei dicevano: Guarda come l’amava!

Ma alcuni di loro dicevano: Non poteva, lui che ha aperto gli occhi al cieco, fare anche che questi non morisse?

Gesù dunque, fremendo di nuovo in se stesso, venne al sepolcro. Era una grotta, e una pietra era posta all’apertura.

Gesù disse: Togliete via la pietra! Marta, la sorella del morto, gli disse: Signore, egli puzza già, perché siamo al quarto giorno.

Gesù le disse: Non t’ho io detto che se credi, tu vedrai la gloria di Dio?

Tolsero dunque la pietra. E Gesù, alzati gli occhi in alto, disse: Padre, ti ringrazio che m’hai esaudito.

Io ben sapevo che tu m’esaudisci sempre; ma ho detto questo a motivo della folla che mi circonda, affinché credano che tu m’hai mandato.

E detto questo, gridò con gran voce: Lazzaro vieni fuori!

E il morto uscì, avendo i piedi e le mani legati da fasce, e il viso coperto d’uno sciugatoio. Gesù disse loro: Scioglietelo, e lasciatelo andare.

Perciò molti dei Giudei che eran venuti da Maria e avean veduto le cose fatte da Gesù, credettero in lui.

Ma alcuni di loro andarono dai Farisei e raccontaron loro quel che Gesù avea fatto.

Dettagli tecnici

Anno 33

Luogo: Betania, vicino a Gerusalemme

Data: Mese di febbraio o inizio di marzo dell'anno 33 d.C.

Metodo di lavoro: Proseguiamo con Giovanni

Nota sul metodo di lavoro: Giovanni è l’unico a riportare questo episodio

Mappa di Betania

Dopo aver atteso e viaggiato, il Messia Gesù giunge a Betania, il villaggio dove abitano Maria e sua sorella Marta, il cui fratello Lazzaro è morto.

Commenti

Lazzaro, un uomo di Betania, si ammala gravemente. Vive con le sue sorelle, , in una casa dove il Messia Gesù è spesso accolto con affetto. Le due donne, consapevoli del profondo amore che il Messia Gesù nutre per il loro fratello, gli inviano un messaggio semplice e fiducioso: «Colui che ami è malato». Non formulano alcuna richiesta precisa, persuase che il suo amore basti a spingerlo ad agire.

Il Messia Gesù riceve la notizia, ma afferma che questa malattia non condurrà alla morte definitiva: servirà a manifestare la gloria di Dio. Nonostante l'affetto per questa famiglia, rimane ancora due giorni nel luogo in cui si trova. Questo ritardo non è mancanza d'amore, ma una decisione volontaria, iscritta in un disegno più grande.

Dopo questi due giorni, il Messia Gesù annuncia ai suoi discepoli che torna in Giudea. Essi si preoccupano, perché la regione è pericolosa: poco tempo prima hanno tentato di lapidarlo (PER219, PER260, PER274). Il Messia Gesù risponde loro che chi cammina nella luce non ha nulla da temere. Poi spiega loro che Lazzaro «si è addormentato», un modo di parlare della morte che esprime insieme dolcezza e speranza. I discepoli prendono l'espressione alla lettera, e il Messia Gesù deve precisare che Lazzaro è davvero morto. Aggiunge che si rallegra, per loro, di non essere stato presente, affinché credano ancora di più in lui.

Giunto nei pressi di Betania, il Messia Gesù apprende che Lazzaro è già nel sepolcro da quattro giorni. Molti Giudei sono venuti a consolare nel loro lutto. Marta esce incontro al Messia Gesù e gli dice che, se il Maestro fosse stato lì, suo fratello non sarebbe morto. Eppure conserva una fiducia profonda: sa che Dio esaudirà il Messia Gesù in ogni cosa. Egli le risponde che suo fratello risusciterà. Marta pensa alla risurrezione finale, ma il Messia Gesù le rivela qualcosa di più grande: si presenta come «la risurrezione e la vita», colui che dà la vita anche oltre la morte.

Maria raggiunge poi il Messia Gesù. Cade ai suoi piedi piangendo, ripetendo le stesse parole della sorella. Egli è profondamente commosso nel vedere il dolore di Maria e quello delle persone venute a consolarla. Si turba interiormente e piange lui stesso. Questo momento mostra la sua piena umanità, la sua compassione reale, il suo amore sincero per i suoi amici. Alcuni testimoni si stupiscono delle sue lacrime, altri mormorano che avrebbe potuto impedire la morte di Lazzaro.

Il Messia Gesù si reca allora al sepolcro, una grotta chiusa da una pietra. Chiede che la tolgano. Marta esita: dopo quattro giorni, il corpo deve essere già in decomposizione. Il Messia Gesù le ricorda che vedrà la gloria di Dio se crede. La pietra viene rimossa. Il Messia Gesù alza gli occhi e prega il Padre, non per essere esaudito, perché sa di esserlo sempre, ma perché la folla comprenda che il Padre lo ha mandato.

Poi grida a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto esce, ancora avvolto nelle bende e con il volto coperto da un sudario. Il Messia Gesù ordina che lo sciolgano e lo lascino andare. Questo miracolo, il più spettacolare tra quelli riferiti da Giovanni, manifesta insieme la potenza divina del Messia Gesù e la sua autorità sulla morte.

Molti testimoni credono in lui dopo aver visto questo. Altri vanno a riferire l'accaduto alle autorità religiose, il che farà scattare la decisione ufficiale di mettere a morte il Messia Gesù. La risurrezione di Lazzaro diventa così il segno supremo che rivela la gloria del Figlio, ma anche l'evento che precipita la Passione.

Nota complementare