PER272

La parabola delle mine

Questo studio tratta la parabola delle mine di Luca 19.11-27, una storia raccontata da Gesù a Gerico, che sottolinea il periodo tra Hanukkah e Pasqua. Esamina la cronologia degli eventi nel ministero di Gesù, comprese le sue interazioni con Lazzaro, Bartimeo e Zaccheo.

5 min parabola mine Gerico Gesù 1 versetto 1 libro

Consultazione

Testi biblici

Marco
Marco (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Luca
Luca 19.11-27 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Or com’essi ascoltavano queste cose, Gesù aggiunse una parabola, perché era vicino a Gerusalemme ed essi pensavano che il regno di Dio stesse per esser manifestato immediatamente.

Disse dunque: Un uomo nobile se n’andò in un paese lontano per ricevere l’investitura d’un regno e poi tornare.

E chiamati a sé dieci suoi servitori, diede loro dieci mine, e disse loro: Trafficate finch’io venga.

Ma i suoi concittadini l’odiavano, e gli mandaron dietro un’ambasciata per dire: Non vogliamo che costui regni su noi.

Ed avvenne, quand’e’ fu tornato, dopo aver ricevuto l’investitura del regno, ch’egli fece venire quei servitori ai quali avea dato il danaro, per sapere quanto ognuno avesse guadagnato, trafficando.

Si presentò il primo e disse: Signore, la tua mina ne ha fruttate altre dieci.

Ed egli gli disse: Va bene, buon servitore; poiché sei stato fedele in cosa minima, abbi podestà su dieci città.

Poi venne il secondo, dicendo: La tua mina, signore, ha fruttato cinque mine.

Ed egli disse anche a questo: E tu sii sopra cinque città.

Poi ne venne un altro che disse: Signore, ecco la tua mina che ho tenuta riposta in un fazzoletto,

perché ho avuto paura di te che sei uomo duro; tu prendi quel che non hai messo, e mieti quel che non hai seminato.

E il padrone a lui: Dalle tue parole ti giudicherò, servo malvagio! Tu sapevi ch’io sono un uomo duro, che prendo quel che non ho messo e mieto quel che non ho seminato;

e perché non hai messo il mio danaro alla banca, ed io, al mio ritorno, l’avrei riscosso con l’interesse?

Poi disse a coloro ch’eran presenti: Toglietegli la mina, e date la a colui che ha le dieci mine.

Essi gli dissero: Signore, egli ha dieci mine.

Io vi dico che a chiunque ha sarà dato; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha.

Quanto poi a quei miei nemici che non volevano che io regnassi su loro, menateli qua e scannateli in mia presenza.

Giovanni
Giovanni (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro

Dettagli tecnici

Anno 33

Luogo: Nella città di Gerico

Data: Mese di febbraio o inizio di marzo dell'anno 33 d.C.

Metodo di lavoro: Proseguiamo con Luca

Nota sul metodo di lavoro: Luca è l'unico a riportare questa

Viaggio da Betania a Gerico.png

Al suo arrivo a Gerico, il Messia Gesù rivolge alla folla una che può suscitare numerosi interrogativi.

Cronologia

È dunque durante questo viaggio che collochiamo il racconto di questa delle mine proclamata dal Messia Gesù, proprio al suo passaggio per Gerico.

Commenti

Il Messia Gesù ha appena incontrato Zaccheo a Gerico. La folla è ancora sconvolta da questa misericordia offerta a un pubblicano, e molti si immaginano che l'arrivo a Gerusalemme farà scattare immediatamente la manifestazione visibile del regno di Dio. È proprio per correggere questa attesa che Gesù racconta la .

Il Messia Gesù descrive un uomo di nobile nascita che parte per un paese lontano per ricevere la dignità regale. Questa immagine evoca al tempo stesso la sua missione e un contesto storico familiare: alcuni ascoltatori potevano pensare ad Archelao, figlio di Erode, che era andato a per ricevere l'autorità regale, nonostante l'opposizione dei suoi concittadini. Questa allusione conferisce alla una tinta realistica: un re legittimo, ma contestato, si assenta per un tempo prima di tornare a esercitare la sua autorità.

Il nobile affida a dieci servi una somma identica, una mina, e chiede loro di far fruttare quel denaro durante la sua assenza. Il termine usato evoca esplicitamente l'idea di investire, di commerciare, di prendere iniziative. A differenza della dei talenti, in cui gli importi variano, qui ciascuno riceve esattamente la stessa somma. Luca insiste dunque meno sulle diverse capacità che sulla fedeltà in una stessa responsabilità.

Mentre i servi lavorano, i cittadini del paese inviano una delegazione per opporsi alla regalità del nobile. Il loro rifiuto è categorico: non vogliono che regni su di loro. Questa ostilità struttura la : non ci sono soltanto servi fedeli o negligenti, ma anche nemici dichiarati.

Quando il re ritorna, convoca i servi per conoscere i risultati.

  • Il primo ha moltiplicato la mina per dieci. Il re si congratula con lui e gli affida l'autorità su dieci città.
  • Il secondo ha moltiplicato la mina per cinque e riceve cinque città. La ricompensa supera largamente il guadagno finanziario: la fedeltà in una piccola cosa apre a una responsabilità politica considerevole.

Un terzo servo non ha fatto nulla. Spiega che aveva paura, che considera il suo padrone un uomo duro, esigente, che raccoglie ciò che non ha seminato. Il re lo giudica sulle sue stesse parole: se credeva davvero che il suo padrone fosse così esigente, avrebbe almeno potuto depositare il denaro in banca per ricavarne degli interessi. La sua passività è dunque ingiustificabile. La mina gli viene tolta e data a colui che ne ha dieci

Il re enuncia un principio: «A chi ha sarà dato, ma a chi non ha nulla sarà tolto anche quello che ha.» Non si tratta di ingiustizia, ma di una constatazione: la fecondità chiama la fecondità, mentre l'inazione conduce alla perdita.

La si conclude in modo brusco: i nemici del re, quelli che hanno rifiutato il suo regno, vengono uccisi davanti a lui. Questa immagine forte non descrive un comportamento da imitare, ma sottolinea la gravità del rifiuto del regno di Dio. Mette in contrasto la pazienza del tempo dell'attesa con la severità del giudizio finale.

La insegna che:

  • Il regno di Dio non si manifesta immediatamente; c'è un tempo di attesa.
  • Durante questa apparente assenza del re, i discepoli devono essere attivi, creativi, responsabili.
  • La fedeltà, anche nelle piccole cose, prepara a una missione più grande.
  • Il rifiuto del regno di Dio non è neutrale: impegna la persona in un'opposizione che conduce al giudizio.

Proponiamo studi dettagliati delle 42 parabole annunciate dal Messia Gesù. Potete dunque consultare queste informazioni:

PAR040 : Le dieci mine

PAR018 : I talenti.

 ?

Nota complementare