PER262

Insegnamento sul divorzio

L'articolo tratta dell'insegnamento di Gesù sul divorzio, basandosi sui vangeli di Matteo e Marco. Colloca questo insegnamento nel contesto cronologico del ministero di Gesù tra Hanukkah e Pasqua, offrendo un'analisi approfondita delle implicazioni spirituali dei suoi insegnamenti al di là dei semplici dibattiti giuridici.

8 min divorzio Gesù insegnamento farisei ministero 6 versetti 2 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo 19.3-12 (Riveduta 1927 (Luzzi))

E de’ Farisei s’accostarono a lui tentandolo, e dicendo: E’ egli lecito di mandar via, per qualunque ragione, la propria moglie?

Ed egli, rispondendo, disse loro: Non avete voi letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina, e disse:

Perciò l’uomo lascerà il padre e la madre e s’unirà con la sua moglie e i due saranno una sola carne?

Talché non son più due, ma una sola carne; quello dunque che Iddio ha congiunto, l’uomo nol separi.

Essi gli dissero: Perché dunque comandò Mosè di darle un atto di divorzio e mandarla via?

Gesù disse loro: Fu per la durezza dei vostri cuori che Mosè vi permise di mandar via le vostre mogli; ma da principio non era così.

Ed io vi dico che chiunque manda via sua moglie, quando non sia per cagion di fornicazione, e ne sposa un’altra, commette adulterio.

I discepoli gli dissero: Se tale è il caso dell’uomo rispetto alla donna, non conviene di prender moglie.

Ma egli rispose loro: Non tutti son capaci di praticare questa parola, ma quelli soltanto ai quali è dato.

Poiché vi son degli eunuchi, i quali son nati così dal seno della madre; vi son degli eunuchi, i quali sono stati fatti tali dagli uomini, e vi sono degli eunuchi, i quali si son fatti eunuchi da sé a cagion del regno de’ cieli. Chi è in grado di farlo lo faccia.

Marco
Marco 10.2-12 (Riveduta 1927 (Luzzi))

E de’ Farisei, accostatisi, gli domandarono, tentandolo: E’ egli lecito ad un marito di mandar via la moglie?

Ed egli rispose loro: Mosè che v’ha egli comandato?

Ed essi dissero: Mosè permise di scrivere una atto di divorzio e mandarla via.

E Gesù disse loro: E’ per la durezza del vostro cuore ch’egli scrisse per voi quel precetto;

ma al principio della creazione Iddio li fece maschio e femmina.

Perciò l’uomo lascerà suo padre e sua madre, e i due saranno una sola carne.

Talché non sono più due, ma una stessa carne.

Quello dunque che Iddio ha congiunto l’uomo nol separi.

E in casa i discepoli lo interrogarono di nuovo sullo stesso soggetto.

Ed egli disse loro: Chiunque manda via sua moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei;

e se la moglie, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio.

Luca
Luca (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Giovanni
Giovanni (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro

Dettagli tecnici

Anno 33

Luogo: Betania, al di là del Giordano

Data: Dopo l'arrivo a Betania, al di là del Giordano, giovedì 23 dicembre dell'anno 32

Metodo di lavoro: Passiamo ora a Marco

Nota sul metodo di lavoro: Matteo conferma le parole di Marco

Betania

Il Messia Gesù, accompagnato dai suoi discepoli, soggiorna a Betania al di là del Giordano, mentre dei venuti da Gerusalemme hanno intrapreso il viaggio per incontrarlo.

Cronologia

Questo avvenimento si colloca dopo la celebrazione della , svoltasi da mercoledì 15 dicembre a mercoledì 22 dicembre. Il gruppo effettua allora il ritorno, probabilmente giovedì 23 dicembre dell'anno 32. L'insegnamento in questione avviene al più presto venerdì 24 dicembre, ma è possibile che abbia avuto luogo più tardi.

Commenti

Evidentemente questo avvenimento si svolge a Betania, dall'altra parte del Giordano (PER261). È un luogo sicuro, in parte per la posizione del sito, da cui è facile fuggire verso est, verso la Perea (la Giordania). Betania al di là del Giordano si trova in Perea.

È un luogo tranquillo, tutto il contrario di Gerusalemme, dove il Messia Gesù può sfuggire agli attacchi regolari dei religiosi. Notiamo che Betania al di là del Giordano è un villaggio con delle case (Marco 10.10).

Dei sono dunque venuti da Gerusalemme per conferire con il Messia Gesù. L'osservazione di Matteo 9.3 e Marco 10.2 conferma chiaramente la loro intenzione di cercare prove a carico per condurre il Messia Gesù davanti al .

In entrambi i vangeli la scena si apre con una domanda posta al Messia Gesù da dei . La loro intenzione non è neutrale: cercano di metterlo alla prova. Il divorzio era un tema dibattuto nel giudaismo del I secolo, in particolare tra le scuole di Hillel (più permissiva) e di Shammai (più rigorosa). Interrogando il Messia Gesù, i sperano di intrappolarlo in questo dibattito o di metterlo in contraddizione con la legge di Mosè.

Il Messia Gesù rifiuta di entrare in una semplice disputa tra interpreti. Rimanda anzitutto a Mosè, che permise di redigere un atto di ripudio, ma ne dà subito la ragione: questa concessione rispondeva alla «durezza del cuore». In altri termini, Mosè non ha istituito il divorzio come un ideale, ma come una misura di regolazione in un mondo segnato dal peccato.

Poi il Messia Gesù risale più indietro di Mosè, fino alla creazione. Cita Genesi 1 e 2 per ricordare che l'uomo e la donna sono chiamati a diventare «una carne sola». Il matrimonio non è soltanto un contratto sociale; è un'unione profonda, voluta da Dio, che l'essere umano non è autorizzato a sciogliere alla leggera. Il Messia Gesù ricolloca così la questione del divorzio in una prospettiva teologica: il matrimonio è un dono, una vocazione, e non un semplice accordo umano.

In entrambi i racconti, una volta in disparte, il Messia Gesù parla più direttamente ai suoi discepoli. Afferma che rompere questa unione per contrarne un'altra equivale a commettere adulterio. L'insegnamento è esigente, persino radicale, e sorprende i discepoli, che vivevano in un contesto in cui il divorzio era relativamente frequente.

È qui che le sfumature tra i due vangeli diventano importanti.

Matteo introduce una precisazione assente in Marco:

«eccetto nel caso di unione illegittima» (o «eccetto per causa di porneia»).

Questa clausola di eccezione ha suscitato molte discussioni. Sembra indicare che, in certi casi precisi, probabilmente unioni non valide secondo la legge ebraica (incesto, matrimonio proibito, unione irregolare), la separazione è permessa. Matteo scrive per una comunità giudeo-cristiana, più vicina ai dibattiti rabbinici, e si preoccupa di precisare questo caso particolare. Marco, che scrive per un pubblico più ampio e non ebreo, non menziona questa sfumatura.

In Matteo i discepoli reagiscono vivacemente:

Matteo 19.10 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
I discepoli gli dissero: Se tale è il caso dell’uomo rispetto alla donna, non conviene di prender moglie.

Questa osservazione non compare in Marco. Matteo mette in luce la difficoltà dell'insegnamento del Messia Gesù e apre così la porta a un altro tema: il celibato per il Regno.

Matteo aggiunge uno sviluppo assente in Marco: il Messia Gesù parla degli «eunuchi»; alcuni lo sono dalla nascita, altri per costrizione, altri ancora scelgono di rinunciare al matrimonio «per il regno dei cieli». Questo passo allarga la prospettiva: il Messia Gesù non si accontenta di difendere la dignità del matrimonio; valorizza anche il celibato volontario come cammino spirituale. Questa apertura è propria di Matteo e riflette le esigenze della sua comunità, in cui alcuni cristiani vivevano già questa scelta.

Marco presenta dunque un insegnamento breve, radicale, incentrato sul ritorno al progetto creatore di Dio.

Matteo riprende questo insegnamento ma lo inquadra maggiormente: aggiunge una clausola di eccezione legata a unioni irregolari, mostra la reazione dei discepoli, apre una riflessione sul celibato per il Regno.

I due racconti convergono sull'essenziale: il Messia Gesù rifiuta di ridurre il matrimonio a un semplice atto giuridico e ne ricorda la vocazione profonda. Ma Matteo adatta l'insegnamento alle questioni concrete della sua comunità, mentre Marco ne dà una versione più concisa e universale.

Nota complementare