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Il giovane ricco

Questo articolo analizza l'incontro del giovane ricco con Gesù, una pericope dei Vangeli di Matteo, Marco e Luca. Mette in luce l'insegnamento di Gesù sul distacco dai beni materiali e sulla fede, collocando al tempo stesso l'evento in un contesto storico compreso tra Hanukkah e la Pasqua.

7 min giovane ricco Gesù Vangeli 5 versetti 3 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo 19.16-22 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Ed ecco un tale, che gli s’accostò e gli disse: Maestro, che farò io di buono per aver la vita eterna?

E Gesù gli rispose: Perché m’interroghi tu intorno a ciò ch’è buono? Uno solo è il buono. Ma se vuoi entrar nella vita osserva i comandamenti.

Quali? gli chiese colui. E Gesù rispose: Questi: Non uccidere; non commettere adulterio; non rubare; non dir falsa testimonianza;

onora tuo padre e tua madre, e ama il tuo prossimo come te stesso.

E il giovane a lui: Tutte queste cose le ho osservate; che mi manca ancora?

Gesù gli disse: Se vuoi esser perfetto, va’ vendi ciò che hai e dallo ai poveri, ed avrai un tesoro nei cieli; poi, vieni e seguitami.

Ma il giovane, udita questa parola, se ne andò contristato, perché avea di gran beni.

Marco
Marco 10.17-22 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Or com’egli usciva per mettersi in cammino, un tale accorse e inginocchiatosi davanti a lui, gli domandò: Maestro buono, che farò io per ereditare la vita eterna?

E Gesù gli disse: Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, tranne uno solo, cioè Iddio.

Tu sai i comandamenti: Non uccidere; non commettere adulterio; non rubare; non dir falsa testimonianza; non far torto ad alcuno; onora tuo padre e tua madre.

Ed egli rispose: Maestro, tutte queste cose io le ho osservate fin dalla mia giovinezza.

E Gesù, riguardatolo in viso, l’amò e gli disse: Una cosa ti manca; va’, vendi tutto ciò che hai, e dallo ai poveri, e tu avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi.

Ma egli, attristato da quella parola, se ne andò dolente, perché avea di gran beni.

Luca
Luca 18.18-23 (Riveduta 1927 (Luzzi))

E uno dei principali lo interrogò, dicendo: Maestro buono, che farò io per ereditare la vita eterna?

E Gesù gli disse: Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, salvo uno solo, cioè Iddio.

Tu sai i comandamenti: Non commettere adulterio; non uccidere; non rubare; non dir falsa testimonianza; onora tuo padre e tua madre.

Ed egli rispose: Tutte queste cose io le ho osservate fin dalla mia giovinezza.

E Gesù, udito questo, gli disse: Una cosa ti manca ancora; vendi tutto ciò che hai, e distribuiscilo ai poveri, e tu avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguitami.

Ma egli, udite queste cose, ne fu grandemente attristato, perché era molto ricco.

Giovanni
Giovanni (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro

Dettagli tecnici

Anno 33

Luogo: Strada tra Betania, al di là del Giordano, e Gerico

Data: Mese di febbraio del 33 d.C.

Metodo: Continuiamo con Marco

Nota sulla modalità operativa: Matteo e Luca confermano le parole di Marco

Mappa di Gerico

Un uomo ricco viene a parlare con il Messia Gesù.

Cronologia

È probabile che l'episodio del giovane ricco si sia svolto all'ingresso di Gerico. Questa localizzazione suggerisce che il Messia Gesù si fosse messo in cammino verso Betania, vicino a Gerusalemme, allo scopo di risuscitare Lazzaro. Questo spostamento sarebbe iniziato intorno a febbraio o, al più tardi, all'inizio di marzo dell'anno 33.

Commenti

Il colloquio tra il Messia Gesù e il giovane ricco si svolge sulla strada che collega Betania, situata al di là del Giordano, dove il Messia Gesù e i suoi discepoli soggiornano (PER261), a Gerusalemme. Si tratta del viaggio intrapreso per recarsi da , quando Lazzaro è morto, prima della partenza del Messia Gesù e dei suoi discepoli per Efraim (PER274), dopo la risurrezione di Lazzaro (PER273).

Il colloquio precede l'arrivo a Gerico, dove il Messia Gesù compirà la guarigione di due ciechi. Nel corso di questo spostamento, il Messia Gesù approfitta di diversi momenti, in particolare delle soste, per insegnare alla folla che lo segue. Queste soste diventano occasioni privilegiate di istruzione e di dialogo con quanti lo accompagnano.

È ragionevole pensare che questo giovane ricco, menzionato in Matteo 19.20, fosse probabilmente originario di una grande città della regione. Avendo saputo del passaggio del Messia Gesù e dei suoi discepoli nelle vicinanze, si sarebbe recato incontro a loro, spinto dal desiderio di parlare con il Messia Gesù.

Il fatto che sia descritto come un notabile, secondo Luca 18.18, indica che appartiene all'élite locale. Potrebbe trattarsi di un capo della , di un magistrato o di un membro influente di una comunità ebraica. Poiché queste funzioni sono legate a un territorio preciso, ciò conferma che si tratta di un uomo stabilito nella regione e riconosciuto all'interno della propria comunità.

Quest'uomo viene da Gesù con una domanda essenziale: vuole sapere che cosa deve fare per avere la vita eterna. In Matteo è descritto come un giovane; in Luca, come un notabile; in Marco, accorre e si inginocchia, il che sottolinea l'urgenza e la sincerità del suo gesto. Quest'uomo è religioso, serio, rispettato, e cerca una risposta definitiva su come entrare nella vita.

Il Messia Gesù comincia col rimandarlo a Dio solo come veramente buono, poi lo invita a ricordare i comandamenti. L'uomo afferma di osservarli fin dalla giovinezza. I vangeli mostrano così una persona moralmente irreprensibile, che sente tuttavia che le manca qualcosa. Marco aggiunge un particolare commovente: il Messia Gesù fissa lo sguardo su di lui e lo ama. Questo sguardo d'amore prepara la parola esigente che segue.

Il Messia Gesù gli dice allora che gli manca una sola cosa: deve vendere i suoi beni, darli ai poveri, poi venire e seguirlo. La chiamata non è una regola generale imposta a tutti, ma una parola rivolta a quest'uomo preciso, la cui ricchezza costituisce l'ostacolo interiore. Il Messia Gesù non gli chiede soltanto di rinunciare ai suoi possedimenti; lo invita a entrare in una relazione di discepolo, a camminare dietro a lui.

La reazione dell'uomo è tragica: se ne va tutto triste, perché possiede molti beni. La sua tristezza mostra che comprende la bellezza della chiamata, ma non riesce a distaccarsene. I tre vangeli sottolineano la stessa tensione: quest'uomo desidera la vita eterna, ma non è pronto a lasciare ciò che gli impedisce di riceverla.

In questi racconti, il Messia Gesù rivela che il vero ostacolo non è la ricchezza in se stessa, ma l'attaccamento del cuore. L'uomo ricco diventa l'immagine di colui che vuole entrare nel Regno conservando il controllo della propria vita. Il Messia Gesù, da parte sua, chiama a una libertà radicale, fondata sulla fiducia e sul distacco. Il contrasto tra l'amore del Messia Gesù e la tristezza dell'uomo conferisce alla scena una profondità umana e spirituale eccezionale.

Nota complementare