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Il Messia Gesù benedice i bambini piccoli

L'articolo esamina come Gesù benedice i bambini, a Betania, dopo la festa della Dedicazione. Questo evento è descritto nei vangeli sinottici e illustra l'importanza dei bambini nel Regno di Dio, nonostante le reticenze dei discepoli.

5 min benedizione bambini Gesù vangeli Betania 3 versetti 3 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo 19.13-15 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Allora gli furono presentati dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli sgridarono coloro che glieli presentavano.

Gesù però disse: Lasciate i piccoli fanciulli e non vietate loro di venire a me, perché di tali è il regno de’ cieli.

E imposte loro le mani, si partì di là.

Marco
Marco 10.13-16 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Or gli presentavano dei bambini perché li toccasse; ma i discepoli sgridavan coloro che glieli presentavano.

E Gesù, veduto ciò, s’indignò e disse loro: Lasciate i piccoli fanciulli venire a me; non glielo vietate, perché di tali è il regno di Dio.

In verità io vi dico che chiunque non avrà ricevuto il regno di Dio come un piccolo fanciullo, non entrerà punto in esso.

E presili in braccio ed imposte loro le mani, li benediceva.

Luca
Luca 18.15-17 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Or gli recavano anche i bambini, perché li toccasse; ma i discepoli, veduto questo, sgridavano quelli che glieli recavano.

Ma Gesù chiamò a sé i bambini, e disse: Lasciate i piccoli fanciulli venire a me, e non glielo vietate, perché di tali è il regno di Dio.

In verità io vi dico che chiunque non avrà ricevuto il regno di Dio come un piccolo fanciullo, non entrerà punto in esso.

Giovanni
Giovanni (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro

Dettagli tecnici

Anno 33

Luogo: Betania, al di là del Giordano

Data: Dopo la dal 15 dicembre al 23 dicembre dell'anno 32

Metodo: Continuiamo con Marco

Nota sulla modalità operativa: Matteo e Luca confermano le parole di Marco

Betania

Al termine del suo dialogo con i sul divorzio, Gesù benedice i bambini che la gente aveva portato.

Cronologia

Questo evento si colloca dopo la celebrazione della , svoltasi da mercoledì 15 dicembre a mercoledì 22 dicembre. Il gruppo intraprende allora il viaggio di ritorno, probabilmente giovedì 23 dicembre dell'anno 32. Questa benedizione dei bambini di cui si parla avviene al più presto venerdì 24 dicembre, ma è possibile che abbia avuto luogo in seguito.

Commenti

In tutti e tre i racconti, alcune persone portano dei bambini molto piccoli al Messia Gesù perché imponga loro le mani e li benedica. Il gesto è semplice, ma ha una forte carica simbolica: si riconosce in Gesù il Messia, qualcuno la cui presenza porta vita, protezione e il favore di Dio. Eppure i discepoli reagiscono con veemenza e cercano di respingere quelli che si avvicinano. Il loro atteggiamento mostra che non hanno ancora compreso la logica del Regno: pensano di proteggere il Messia Gesù, mentre impediscono proprio ciò che egli vuole fare.

Il Messia Gesù interviene allora con un'autorità dolce ma ferma. Chiede che i bambini siano lasciati liberi di venire a lui e dichiara che il Regno di Dio appartiene a quelli che sono come loro. In Marco e Luca insiste sul modo di ricevere il Regno: bisogna accoglierlo come un bambino, cioè con fiducia, disponibilità e senza pretese. Il bambino non porta nulla, non rivendica nulla, non si crede degno né indegno; riceve semplicemente. Il Messia Gesù fa di questo atteggiamento la condizione stessa per entrare nel Regno.

Marco aggiunge un particolare commovente: il Messia Gesù prende i bambini tra le braccia prima di benedirli. Questo gesto sottolinea la tenerezza del Messia Gesù e il valore che Dio attribuisce a coloro che la società considera insignificanti. Matteo, da parte sua, pone maggiormente l'accento sul divieto di ostacolarli: bisogna lasciare che i bambini vengano, perché la loro presenza rivela qualcosa del cuore stesso di Dio.

In tutti e tre i vangeli, la scena diventa così una lezione vivente. Il Messia Gesù non si accontenta di benedire dei bambini; capovolge i consueti criteri di grandezza e ricorda che il Regno non si conquista con la forza, la conoscenza o il merito, ma si riceve nella semplicità e nella fiducia. I bambini diventano l'immagine stessa del discepolo autentico, colui che si lascia accogliere da Dio prima di pretendere di compiere qualunque cosa per lui.

Nota complementare