L'articolo esamina una divergenza tra Matteo e Marco riguardo al divorzio. Spiega che Gesù si rivolge in modo diverso a seconda del suo uditorio: i giudei, per i quali la legge divina è intrinsecamente legata a Mosè, e i non giudei, per i quali la menzione diretta di Mosè è più comprensibile. I due vangeli sono considerati fedeli nonostante il loro approccio distintivo.
7 min
contraddizionedivorzioMosèloi divinevangeli
4 versetti
3 libri
Nous avons recueilli ces commentaires sur le site : https://jtpbatiment1.jimdofree.com/. Ce site semble désormais fermé, mais nous avions précédemment noté leurs réserves concernant les Évangiles. Veuillez trouver ci-dessous le Point N°14 CTD072. Nous reproduisons leur question :
"Commentaire : Commentaire : Dans Mat.19,3-6 il est fait référence à la parole du créateur alors que dans Mc.10,2-8 c’est à la parole de Moïse qu’il est fait référence alors que c’est à la même question que Christ est entrain de répondre : Est-il permis de répudier sa femme ?
Ici encore on se pose la question de savoir quel texte est le plus fidèle ?
Notre réponse :
Regardons les textes en question.
3 Les l’abordèrent et, pour lui tendre un piège, ils lui dirent : « Est-il permis à un homme de divorcer de sa femme pour n’importe quel motif ?»
4 Il répondit : « N’avez-vous pas lu que le Créateur, au commencement, a fait l’homme et la femme
5 et qu’il a dit : C’est pourquoi l’homme quittera son père et sa mère et s’attachera à sa femme, et les deux ne feront qu’un ?
6 Ainsi, ils ne sont plus deux mais ne font qu’un. Que l’homme ne sépare donc pas ce que Dieu a uni. »
(Traduzione Louis Segond )
1 Jésus partit de là et se rendit dans le territoire de la Judée, de l’autre côté du Jourdain. La foule se rassembla de nouveau près de lui et, conformément à son habitude, il se mit encore à l’enseigner.
2 Les l’abordèrent et, pour lui tendre un piège, ils lui demandèrent s’il est permis à un homme de divorcer de sa femme.
3 Il leur répondit : « Que vous a prescrit Moïse ?»
4 « Moïse, dirent-ils, nous a permis d’écrire une lettre de divorce et de renvoyer notre femme. »
5 Jésus leur dit : « C’est à cause de la dureté de votre cœur que Moïse vous a donné cette règle.
6 Mais au commencement de la création, Dieu a fait l’homme et la femme ;
7 c’est pourquoi l’homme quittera son père et sa mère [et s’attachera à sa femme],
8 et les deux ne feront qu’un. Ainsi, ils ne sont plus deux mais ne font qu’un.
9 Que l’homme ne sépare donc pas ce que Dieu a uni. »
(Traduzione Louis Segond )
Nous souhaitons examiner les autres documents pertinents liés à cet événement afin de mieux comprendre les circonstances. Nous estimons que chaque auteur apporte une perspective unique et que la synthèse des différents témoignages nous offre une vision plus exhaustive et précise.
Luc cite le problème noté dans ces texte mais ne précise ni la loi de Dieu ni celle de Moïse.
L'apôtre Jean, pourtant présent lors de cet événement, n'aborde pas ce sujet. Il considère sûrement qu'il n'est pas utile de reprendre ce que ses amis ont déjà écrit.
Notre analyse
18 Tout homme qui renvoie sa femme et en épouse une autre commet un adultère, et tout homme qui épouse une femme divorcée de son mari commet un adultère.
(Traduzione Louis Segond )
Pour comprendre les termes utilisés par Matthieu et Marc, il faut tenir compte du public ciblé par chaque auteur.
Matthieu parle à des Juifs qui reconnaissent que Dieu a donné la loi (Esodo 31.18 ; Neemia 10.28 ; Deuteronomio 4.44).
Marc s'adresse à un public non familier avec l'histoire du peuple d'Israël. Il considère que mentionner le nom de Moïse, celui qui a transmis la loi de Dieu, est plus explicite pour une meilleure compréhension.
Matthieu indique que la loi de Moïse est d'origine divine, faisant référence à Dieu en tant que Créateur. Cette notion est claire pour ses contemporains juifs. Les Juifs, destinataires de son Évangile, comprennent aisément cette référence car ils considèrent que c'est Dieu qui a donné la loi à Moïse (Esodo 31.18).
Cependant, il est possible que les non-Juifs perçoivent ce lien de manière moins évidente. C'est pourquoi Marc fait directement référence à Moïse afin de clarifier ce récit qui traite principalement du sujet du divorce.
En réponse à la question « quel texte est le plus fidèle ? », on peut dire que les deux textes sont fidèles. Les auteurs ont simplement adapté leur langage afin d'être compris par leur audience respective : les Juifs pour Matthieu et les non-Juifs pour Marc. La loi de Moïse c’est la loi de Dieu.
Un titolo, un personaggio, un luogo, un riferimento («Luca 15»)…
si apre in una nuova finestra
Riferimento biblico
INF082
Nota informativa
INF082 - La Bible Segond 21 (S21)
La Bible Segond 21 (S21)
La Segond 21. Ecco alcune informazioni chiave su questa versione:
Contesto e obiettivi
Data di pubblicazione: 2007 Modernizzazione: La Segond 21 mira a modernizzare il linguaggio della traduzione di Louis Segond mantenendo una grande fedeltà ai testi originali ebraici e greci. Chiarezza e accessibilità: L'accento è posto sulla chiarezza e sull'accessibilità del testo per i lettori contemporanei.
Caratteristiche principali
Fedeltà ai testi originali: La Segond 21 si basa sui manoscritti antichi più affidabili per garantire una traduzione precisa e fedele. Revisione linguistica: Il linguaggio è stato rivisto per riflettere meglio gli usi moderni della lingua francese, conservando al tempo stesso la ricchezza e la profondità del testo biblico. Note e riferimenti: La versione include spesso note esplicative e riferimenti che aiutano a comprendere e a studiare le Scritture.
Importanza
Largo uso: La Segond 21 è ampiamente utilizzata negli ambienti protestanti francofoni, in particolare per lo studio biblico e la lettura personale. Accessibilità: Grazie al suo linguaggio modernizzato, è accessibile a un pubblico più ampio, comprese le nuove generazioni di lettori.
La Segond 21 è stata realizzata da un'équipe multidisciplinare di traduttori, linguisti e teologi, e ha richiesto circa 12 anni di lavoro per essere completata.
Queste revisioni mostrano l'evoluzione della traduzione di Louis Segond per adattarsi ai cambiamenti linguistici e alle esigenze dei lettori nel corso del tempo.
INF002
Nota informativa
INF002 - I farisei
I farisei
I farisei erano un importante gruppo religioso e sociale nell'antico giudaismo, in particolare durante il periodo del Secondo Tempio. Ecco alcuni punti chiave che li riguardano:
Origini e storia
Origini: I farisei emersero come gruppo distinto dopo la rivolta dei Maccabei, intorno al 165-160 a.C. Erano spesso considerati i discendenti spirituali degli asidei.
Periodo: Prosperarono fino alla distruzione del Secondo Tempio nel 70 d.C. Dopo quella data, i loro insegnamenti formarono la base di ciò che divenne il giudaismo rabbinico.
Credenze e pratiche
Testi sacri: A differenza dei Sadducei, che si concentravano unicamente sulla legge scritta (il Pentateuco), i farisei credevano in una legge scritta e in una legge orale (la Torah orale). Risurrezione: I farisei credevano nella risurrezione dei morti e nell'immortalità dell'anima. Riti e leggi: Insistevano sull'importanza delle tradizioni orali e delle interpretazioni adattate alle circostanze contemporanee.
Influenza ed eredità Influenza: I farisei ebbero una grande influenza sulla liturgia e sulla pratica religiosa ebraica. I loro insegnamenti furono incorporati nella Mishnah, una raccolta della tradizione orale ebraica, intorno al 200 d.C. Eredità: Dopo la distruzione del Secondo Tempio, gli insegnamenti dei farisei formarono la base del giudaismo rabbinico, che continua a influenzare il giudaismo moderno.
I farisei sono spesso menzionati nel Nuovo Testamento, in particolare nei Vangeli e negli Atti degli Apostoli, dove sono spesso in conflitto con Gesù e con le altre figure religiose dell'epoca.
I farisei nella Bibbia
Costituiscono il gruppo più rappresentativo del giudaismo. I suoi membri, originari del popolo, si oppongono ai compromessi con l'invasore romano, ma anche con l'ellenismo. Li vediamo più vicini alla popolazione rispetto ai sadducei.
Sono citati centotré volte nel Nuovo Testamento, novantatré volte nei Vangeli, nove volte negli Atti degli Apostoli e una volta nella lettera ai Filippesi.
I loro rapporti con il Messia Gesù appaiono spesso tesi, conflittuali. In certi momenti li rimprovera con termini violenti, come “guai a voi” e “ipocriti”, il che dimostra bene questa opposizione. Non hanno accesso ai posti di alta responsabilità, controllati dai Romani e dunque riservati ai sadducei simpatizzanti, ma formano il gruppo più importante del Sinedrio.
Si considerano i grandi difensori della legge di Mosè, che commentano. La loro interpretazione diventa la regola che il popolo deve seguire. Il Messia Gesù condannerà queste derive in diverse occasioni (Matteo 23.13-29).
Sono spesso in disaccordo con i loro colleghi sadducei su punti di dottrina come la vita eterna o gli angeli. Hanno aggiunto alla Legge scritta di Mosè dei princìpi orali, che permettono loro di aggirarne le prescrizioni. Gesù non mancherà di segnalarlo (Matteo 23.23).
Nicodemo e Giuseppe d'Arimatea appartenevano a questo gruppo politico-religioso, il che non ha impedito loro di convertirsi al cristianesimo.