Giacomo e Giovanni sono chiamati dal Messia Gesù «figli del tuono» nel Vangelo secondo Marco 3.17. Il testo dice: «Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni, fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di Boanerghes, che significa figli del tuono».
Questo soprannome, Boanerghes, è di origine aramaica e riflette probabilmente il loro temperamento focoso o il loro zelo intenso. Un esempio eloquente di questo carattere si trova in questo testo di Luca 9.54, dove propongono di far scendere il fuoco dal cielo su un villaggio samaritano che rifiuta di accogliere il Messia Gesù.
Senza dubbio Giacomo e Giovanni pensavano a questo avvenimento riportato in 2 Re 1.9-12, dove Elia chiese il fuoco dal cielo per consumare due gruppi di uomini.
Possiamo comprendere l’amarezza dei discepoli di fronte a una simile ostilità verso il loro Maestro. Tuttavia il Messia Gesù li rimprovera severamente dicendo loro: «Voi non sapete di quale spirito siete animati». In effetti il Messia Gesù non è venuto per perdere gli uomini, ma per salvarli.
Questo passo mostra bene le tensioni che esistevano tra i e i Giudei.
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Questo passo mostra anche chiaramente il nazionalismo che permeava il pensiero giudaico, ma anche quello degli apostoli. È chiaro che il momento in cui il Messia Gesù li corregge, esortandoli ad abbandonare il loro zelo eccessivo per adottare uno spirito di misericordia, rappresenta un periodo di apprendimento significativo.
Anche se Giacomo e Giovanni non esprimono esplicitamente compassione verso i nei testi, la loro trasformazione sotto l’influenza di Gesù suggerisce una progressione verso maggiore dolcezza e comprensione. Giovanni diventerà più tardi l’apostolo dell’amore nelle sue lettere.
Andarono in un altro villaggio che aveva accettato di accoglierli (Luca 9.56). Non tutti i , dunque, rifiutarono di accogliere il Messia Gesù e i suoi discepoli.