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La promessa dello Spirito Santo

L’articolo esamina la promessa dello Spirito Santo fatta da Gesù in Giovanni 14.16-31. Gesù prepara i suoi discepoli alla sua partenza, promettendo lo Spirito di verità come legame vivo tra Cristo e la Chiesa. Questo testo illustra la perfetta obbedienza di Gesù al piano divino e il suo amore manifestato nell’invio del Consolatore.

15 min Spirito Santo Gesù Giovanni 14 Paraclito discorso di addio 22 versetti 6 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Marco
Marco (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Luca
Luca (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Giovanni
Giovanni 14.16-31 (Riveduta 1927 (Luzzi))

E io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro Consolatore, perché stia con voi in perpetuo,

lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché dimora con voi, e sarà in voi.

Non vi lascerò orfani; tornerò a voi.

Ancora un po’, e il mondo non mi vedrà più; ma voi mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete.

In quel giorno conoscerete che io sono nel Padre mio, e voi in me ed io in voi.

Chi ha i miei comandamenti e li osserva, quello mi ama; e chi mi ama sarà amato dal Padre mio, e io l’amerò e mi manifesterò a lui.

Giuda (non l’Iscariota) gli domandò: Signore, come mai ti manifesterai a noi e non al mondo?

Gesù rispose e gli disse: Se uno mi ama, osserverà la mia parola; e il Padre mio l’amerà, e noi verremo a lui e faremo dimora presso di lui.

Chi non mi ama non osserva le mie parole; e la parola che voi udite non è mia, ma è del Padre che mi ha mandato.

Queste cose v’ho detto, stando ancora con voi;

ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v’insegnerà ogni cosa e vi rammenterà tutto quello che v’ho detto.

Io vi lascio pace; vi do la mia pace. Io non vi do come il mondo dà. Il vostro cuore non sia turbato e non si sgomenti.

Avete udito che v’ho detto: “Io me ne vo, e torno a voi”; se voi m’amaste, vi rallegrereste ch’io vo al Padre, perché il Padre è maggiore di me.

E ora ve l’ho detto prima che avvenga, affinché, quando sarà avvenuto, crediate.

Io non parlerò più molto con voi, perché viene il principe di questo mondo. Ed esso non ha nulla in me;

ma così avviene, affinché il mondo conosca che amo il Padre, e opero come il Padre m’ha ordinato. Levatevi, andiamo via di qui.

Dettagli tecnici

Anno 33

Luogo: La città di Gerusalemme, la casa di Maria, madre di Giovanni Marco

Data: venerdì 1° aprile, di primissimo mattino

Modo di procedere: Seguiamo ora Giovanni

Nota sul metodo di lavoro: Giovanni è l'unico a riportare questi ultimi insegnamenti del Maestro

Mappa di Gerusalemme e dintorni
Grafico a barre del venerdì

Il Messia Gesù inizia ora una serie di insegnamenti destinati ai suoi discepoli; il secondo riguarda lo Spirito Santo.

Dettagli cronologici, secondo le nostre conclusioni:

_3 La casa è, secondo noi, quella di Maria, la madre di Giovanni detto Marco. Atti 12.12.

_4 La cena di Pasqua inizia il giovedì sera, dopo le 18. Per gli Ebrei è già venerdì (Marco 14.17, Matteo 26.20, Luca 22.14-18). Non è dunque il Seder ufficiale, che si svolgerà la sera del venerdì Giovanni 18.28.

_5 La cena termina il venerdì mattina prima dell'alba, tra mezzanotte e le 2:30.

_6 Giuda Iscariota se n'è andato prima della fine di questa cena. Giovanni 13.30.

Puoi consultare l'intera cronologia nello studio ANN026 : L'ora della crocifissione.

Commento:

Questo passo di Giovanni 14.16-31 si colloca al cuore del discorso di addio del Messia Gesù, nel momento in cui prepara i suoi discepoli alla sua imminente partenza. Gesù promette la venuta dello Spirito Santo, chiamato qui il Paraclito (o Consolatore, Difensore), per proseguire la sua opera dopo la sua partenza (Giovanni 14.16-17).

Questo testo è chiaramente legato alla partenza del Messia Gesù, che annuncia che lascerà i suoi discepoli, ma li assicura che non resteranno «orfani» (Giovanni 14.18). Lo Spirito Santo prenderà il suo posto, dimorando presso di loro e in loro, e questa promessa si estende a tutti coloro che crederanno dopo di loro: lo Spirito Santo diventa il legame vivo tra il Cristo glorificato e la sua Chiesa (Giovanni 7.39, Romani 8.9-11).

Giovanni probabilmente non ha trascritto parola per parola le parole di Gesù. Ha piuttosto sintetizzato il pensiero del Signore, ricevuto in momenti diversi, sotto l’ispirazione dello Spirito Santo (Giovanni 14.26), proprio colui che doveva «ricordare tutto ciò che Gesù ha detto». La fedeltà della testimonianza di Giovanni poggia dunque sull’azione di questo Spirito promesso.

Questo passo rivela anche la particolare sensibilità dell’apostolo Giovanni, capace di contemplare la profondità spirituale e affettiva del Messia. Gesù vi appare non solo come maestro e profeta, ma come colui che obbedisce alla volontà del Padre, mostrando che nulla avviene per caso; tutto si compie secondo il piano divino (Giovanni 3.16-17, Giovanni 17.4-5).

Il testo segue una chiara progressione: dapprima il Messia Gesù annuncia la sua partenza (Giovanni 14.16-20), poi promette lo Spirito di verità per guidare i credenti (Giovanni 14.21-24), offre quindi la sua pace come rimedio alla paura e al turbamento interiore (Giovanni 14.25-27), e infine evoca la perfetta obbedienza che manifesta l’amore tra il Padre e il Figlio (Giovanni 14.28-31).

Quando il Messia Gesù conclude con «Alzatevi, andiamo via di qui» (Giovanni 14.31), ciò non significa necessariamente che lascino subito la casa di Maria; si tratta piuttosto di una transizione letteraria, un cambiamento di tono prima dei quattro discorsi successivi riportati da Giovanni (Giovanni capitoli 15-17). Questo versetto segna dunque il passaggio da una fase di insegnamento a una fase di azione o di preghiera.

Il cuore del messaggio di questo passo risiede nella continuità tra il Messia Gesù e lo Spirito Santo: l’uno parte, l’altro viene, ma entrambi compiono la volontà del Padre. La partenza del Figlio e la venuta dello Spirito Santo formano due aspetti di un medesimo disegno: quello di Dio che dimora presso i suoi figli.

Andando alla croce, il Messia Gesù mostra di amare il Padre e che la sua perfetta obbedienza è una rivelazione di questo amore (Giovanni 14.31). Lo Spirito Santo prolungherà quest’opera, mantenendo viva la presenza e la parola di Cristo nella vita dei credenti. Giovanni 14.16-31 non è dunque soltanto un discorso di addio, ma anche una promessa di presenza: quella del Dio trinitario, che agisce nella storia e nel cuore di ogni discepolo.