ANN044

Il nazireato

Il nazireato è un voto di consacrazione a Dio, derivato dall’ebraico «separarsi», definito in Numeri 6. Il nazireo si astiene dal vino, dal contatto con i morti e dal tagliarsi i capelli. Figure come Sansone, Samuele, la profetessa Anna e l’apostolo Paolo vi sono associate. Giovanni il Battista, annunciato dall’angelo Gabriele, ne è l’esempio neotestamentario più emblematico, con un nazireato probabilmente a vita e di origine divina.

6 min Nazireato nazireo Giovanni Battista vœu consacrazione 2 versetti 2 libri

Per maggiori informazioni

Introduzione

In questo studio esaminiamo il tema del «nazireato», un’esplorazione ispirata dalle parole dell’angelo Gabriele.

In effetti, questa dichiarazione dell’angelo Gabriele riguardo al futuro figlio di Zaccaria ed Elisabetta evoca il nazireato, una pratica osservata da diverse importanti figure profetiche della Bibbia. In questo studio analizziamo i testi che definiscono questo impegno religioso e spirituale.

Conviene chiedersi se il nazireato possa essere associato alla vita di Giovanni il Battista.

Secondo l’angelo Gabriele, il figlio di Zaccaria ed Elisabetta avrebbe dovuto adottare questo stile di vita per tutta la sua esistenza. Questa affermazione merita un’analisi approfondita per comprenderne pienamente le implicazioni.

I. Definizione del nazireato

Il nazireato, derivato dall’ebraico, significa «astenersi», «separarsi» o «consacrarsi». Rappresenta un impegno spirituale verso Dio. La persona che si impegna nel nazireato è chiamata «nazireo».

È fondamentale non confondere questo termine con «nazareno», che designa gli abitanti di Nazaret. Così, benché Gesù il Messia sia definito Nazareno, egli non è nazireo.

I fondamenti del nazireato sono stabiliti nel libro dei Numeri, in particolare nei versetti seguenti:

Questo impegno volontario, noto come nazireato, è aperto sia agli uomini sia alle donne ed è generalmente limitato nel tempo. Il nazireo non si ritira dalla società; vive semplicemente secondo norme diverse.

Nel libro dei Numeri sono elencati diversi divieti specifici. Al termine del suo voto, il nazireo deve offrire un sacrificio e rasarsi il capo, dopodiché può riprendere una vita normale.

II. Esempi nelle nostre Bibbie

È interessante notare che alcuni nazirei hanno consacrato tutta la loro vita a questo impegno.

Tra di loro troviamo Sansone Giudici 13.4-5, che trasgredì le regole del nazireato così come quelle della Legge mosaica.

Samuele (1 Samuele 1.11-18) e Giovanni il Battista sono altri esempi notevoli.

Nel contesto storico si riferisce che, al tempo del profeta Amos, alcuni Giudei inducevano i nazirei a rompere il loro voto bevendo vino.

Troviamo anche l’esempio della profetessa Anna, a cui Luca fa allusione.

Anche se non tutto è ben definito, possiamo comunque dedurre che questa donna, Anna, fosse nazirea.

Abbiamo questo esempio anche con l’apostolo Paolo e quei quattro uomini che stavano giungendo al termine dei loro voti.

Osserviamo che il nazireato rimaneva una pratica marginale, simbolo di un impegno significativo verso Dio. Questo passo, al tempo stesso personale e volontario, testimonia il desiderio di avvicinarsi al Dio creatore.

III. Giovanni il Battista, il nazireo

L’impegno di Giovanni il Battista come nazireo era, con ogni probabilità, un impegno a vita. I suoi lunghi capelli potrebbero essere stati un segno visibile del suo nazireato, benché ciò non sia menzionato esplicitamente nei testi biblici.

Questa caratteristica segna una differenza notevole rispetto alla vita del Messia Gesù, di cui non si dice che abbia adottato il nazireato. Così, nello studio delle figure bibliche, è importante distinguere queste differenze di pratica e di simbolismo tra Giovanni il Battista e il Messia Gesù.

Immaginiamo che Giovanni il Battista, in fondo alla sua prigione, dovesse pensare a questo, ma torneremo in dettaglio su questo episodio nell’appendice ANN003: la nascita e il ministero di Giovanni il Battista.

Conclusione

Il nazireato è un’istituzione che simboleggia un voto di trasformazione personale e di consacrazione a Dio, che implica un distacco dai valori sociali convenzionali.

Giovanni il Battista, fin dalla nascita, fu introdotto a questo stile di vita dai suoi genitori, che desideravano rispettare le indicazioni dell’angelo Gabriele. Giovanni mantenne questa consacrazione per tutta la sua esistenza fino alla morte.

Nel contesto della società giudaica del primo secolo, questo principio di vita imponeva rispetto. I Giudei facevano spesso un parallelo tra la vita di Giovanni il Battista e quella dei loro grandi profeti, alcuni dei quali avevano anch’essi osservato il nazireato.

Questo confronto conferiva a Giovanni il Battista un’ulteriore autorità. La sua vita, lontana dalle tentazioni materiali e dagli agi che la società dell’epoca poteva offrire, contrastava fortemente con quella delle autorità religiose che guidavano il paese. Questa austerità piaceva al popolo, che lo considerava, a ragione, un inviato di Dio.

La sua nascita inattesa, unita all’osservanza del nazireato, lasciava presagire un destino particolare. Molti immaginavano che fosse il Messia.