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Gesù il Messia parla della sua morte imminente

L'articolo affronta il passo in cui Gesù annuncia la sua morte imminente, dando ai suoi discepoli parole di conforto e di certezza della vittoria sul male mediante la risurrezione.

13 min Gesù discepoli morte risurrezione Gioia 19 versetti 8 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Marco
Marco (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Luca
Luca (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Giovanni
Giovanni 16.16-33 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Fra poco non mi vedrete più; e fra un altro poco mi vedrete, perché me ne vo al Padre.

Allora alcuni dei suoi discepoli dissero tra loro: Che cos’è questo che ci dice: “Fra poco non mi vedrete più”; e “Fra un altro poco mi vedrete”; e: “Perché me ne vo al Padre?”

Dicevano dunque: che cos’è questo “fra poco” che egli dice? Noi non sappiamo quello ch’egli voglia dire.

Gesù conobbe che lo volevano interrogare, e disse loro: Vi domandate voi l’un l’altro che significhi quel mio dire “Fra poco non mi vedrete più”, e “fra un altro poco mi vedrete?”

In verità, in verità vi dico che voi piangerete e farete cordoglio, e il mondo si rallegrerà. Voi sarete contristati, ma la vostra tristezza sarà mutata in letizia.

La donna, quando partorisce, è in dolore, perché è venuta la sua ora; ma quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più dell’angoscia, per l’allegrezza che sia nata al mondo una creatura umana.

E così anche voi siete ora nel dolore; ma io vi vedrò di nuovo, e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno vi torrà la vostra allegrezza.

E in quel giorno non rivolgerete a me alcuna domanda. In verità, in verità vi dico che quel che chiederete al Padre, Egli ve lo darà nel nome mio.

Fino ad ora non avete chiesto nulla nel nome mio; chiedete e riceverete, affinché la vostra allegrezza sia completa.

Queste cose v’ho dette in similitudini; l’ora viene che non vi parlerò più in similitudini, ma apertamente vi farò conoscere il Padre.

In quel giorno chiederete nel mio nome; e non vi dico che io pregherò il Padre per voi;

poiché il Padre stesso vi ama, perché mi avete amato e avete creduto che son proceduto da Dio.

Son proceduto dal Padre e son venuto nel mondo; ora lascio il mondo, e torno al Padre.

I suoi discepoli gli dissero: Ecco, adesso tu parli apertamente e non usi similitudine.

Ora sappiamo che sai ogni cosa, e non hai bisogno che alcuno t’interroghi; perciò crediamo che sei proceduto da Dio.

Gesù rispose loro: Adesso credete?

Ecco, l’ora viene, anzi è venuta, che sarete dispersi, ciascun dal canto suo, e mi lascerete solo; ma io non son solo, perché il Padre è meco.

V’ho dette queste cose, affinché abbiate pace in me. Nel mondo avrete tribolazione; ma fatevi animo, io ho vinto il mondo.

Dettagli tecnici

Anno 33

Luogo: La città di Gerusalemme, la casa di Maria, madre di Giovanni Marco

Data: venerdì 1° aprile, di primissimo mattino

Modo di procedere: Seguiamo ora Giovanni

Nota sul metodo di lavoro: Giovanni è l'unico a riportare questi ultimi insegnamenti del Maestro

Mappa di Gerusalemme e dintorni
Grafico a barre del venerdì

Gesù il Messia parla ora apertamente della sua morte imminente.

Dettagli cronologici, secondo le nostre conclusioni:

_3 La casa è, secondo noi, quella di Maria, la madre di Giovanni detto Marco. Atti 12.12.

_4 La cena di Pasqua inizia il giovedì sera, dopo le 18. Per gli Ebrei è già venerdì (Marco 14.17, Matteo 26.20, Luca 22.14-18). Non è dunque il Seder ufficiale, che si svolgerà la sera del venerdì Giovanni 18.28.

_5 La cena termina il venerdì mattina prima dell'alba, tra mezzanotte e le 2:30.

_6 Giuda Iscariota se n'è andato prima della fine di questa cena. Giovanni 13.30.

Puoi consultare l'intera cronologia nello studio ANN026 : L'ora della crocifissione.

Commento:

In questo passo, Gesù il Messia annuncia ai suoi discepoli una separazione imminente dichiarando:

(

Giovanni 16.16 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
Fra poco non mi vedrete più; e fra un altro poco mi vedrete, perché me ne vo al Padre.

Questa parola li sconcerta, perché non capiscono che cosa significhi, essendo la loro visione limitata a ciò che vivono nel momento presente (Giovanni 16.17-18). Gesù il Messia spiega loro allora che la loro tristezza si cambierà in gioia, come una donna che attraversa il dolore del parto ma poi si rallegra per la nascita del suo bambino, un'immagine già presente nei profeti per annunciare una liberazione futura (Isaia 66.7-9, Giovanni 16.20-22).

Annuncia loro che, dopo la sua partenza, avranno un accesso diretto al Padre mediante la preghiera, nel nome del Figlio, il che segna una nuova tappa nel rapporto tra Dio e i credenti, resa possibile dall'opera del Messia (Ebrei 4.16, Giovanni 16.23-24).

Gesù il Messia afferma che il Padre stesso li ama perché hanno creduto che egli viene da Dio, sottolineando che la fede apre una relazione personale e autentica con il Padre (Giovanni 16.27). I discepoli esprimono allora la loro convinzione di aver finalmente capito, ma Gesù il Messia rivela loro che saranno presto dispersi, ciascuno tornando a casa propria e lasciandolo solo, il che si compirà al momento del suo arresto (Marco 14.50, Giovanni 16.31-32).

Eppure afferma di non essere mai solo, perché il Padre è con lui, ricordando che anche nella prova la presenza divina rimane. Conclude dando loro una parola di pace e di vittoria: avranno tribolazioni nel mondo, ma possono farsi coraggio, perché il mondo, una vittoria già conseguita che garantisce che il male non avrà l'ultima parola (Giovanni 16.33, Romani 8.37).

Così, questo discorso prepara i discepoli ad attraversare la crisi della crocifissione dando loro la certezza che la sofferenza è soltanto temporanea e che la gioia della risurrezione trasformerà la loro comprensione e la loro missione (Giovanni 20.20).