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La comparizione di Stefano davanti al Sinedrio

La comparizione di Stefano davanti al Sinedrio (Atti 6.12-15), intorno al 34-35 d.C., è avviata da oppositori ellenisti della sinagoga dei Liberti. Incapaci di confutare la sua sapienza, ricorrono a falsi testimoni. Le accuse riguardano il Tempio e la Legge, ricordando il processo di Gesù. Luca disegna così un parallelo intenzionale tra il Maestro e il suo discepolo.

47 min Stefano Sinedrio Atti degli Apostoli comparizione falsi testimoni 78 versetti 8 libri

Consultazione

Dettagli tecnici

Luogo: La città di Gerusalemme

Data: l'anno 34 o 35

Metodo di lavoro: Seguiamo Luca nella sua seconda opera

Nota sul metodo di lavoro: Queste informazioni si trovano soltanto in Luca

Mappa di Gerusalemme e dintorni

Dopo il suo arresto, Stefano viene rapidamente condotto davanti al per esservi giudicato. I falsi testimoni sono già pronti, e tutta questa messinscena giudiziaria ricorda inevitabilmente un altro processo, quello di Gesù.

1- Datazione dell'evento

Luca non fornisce alcuna indicazione cronologica precisa sulla comparizione di Stefano davanti al (Atti 6.12-15). Una datazione intorno agli anni 34-35 appare verosimile, poco prima della persecuzione che scoppierà a Gerusalemme dopo la sua morte (Atti 7.54-60; Atti 8.1-3). Questa proposta rimane tuttavia ipotetica.

2- L'origine dell'arresto

L'iniziativa dell'arresto non sembra provenire direttamente dal sommo sacerdozio, ma da oppositori dell'ambiente ellenista, appartenenti in particolare alla detta dei Liberti, nonché a gruppi di giudei originari di Cirene, di Alessandria, della Cilicia e dell'Asia (Atti 6.9-12).

Dopo essere stati incapaci di confutare gli argomenti di Stefano, questi uomini sobillano il popolo e ricorrono a falsi testimoni per farlo comparire davanti al supremo consiglio (Atti 6.11-13).

La designazione di «Liberti» rinvia verosimilmente a ex schiavi ebrei, o ai loro discendenti, tornati a Gerusalemme e riuniti in una particolare. Quanto alle tradizioni rabbiniche che parlano dell'esistenza di parecchie centinaia di sinagoghe in città, esse restano difficili da verificare e devono essere usate con prudenza.

3- Le cause del conflitto

L'opposizione a Stefano trova la sua origine in discussioni pubbliche. Luca precisa che i suoi contraddittori «non potevano resistere alla sapienza e allo Spirito con cui egli parlava» (Atti 6.10). Questa osservazione ricorda le promesse di Gesù riguardo all'assistenza divina accordata ai suoi discepoli (Luca 21.15).

Di fronte alla loro incapacità di confutare la sua testimonianza, gli avversari di Stefano abbandonano progressivamente il terreno della discussione per ricorrere a una procedura giudiziaria fondata su false accuse (Atti 6.11-13).

Lo schema narrativo ricorda quello già osservato nei Vangeli e nei primi capitoli degli Atti: successo della testimonianza, crescita dell'opposizione, agitazione popolare, poi accuse di bestemmia o di offesa al Tempio (Marco 14.55-59; Atti 4.1-3; Atti 5.17-18; Atti 5.27-33).

4- Una procedura verosimilmente preparata

La lettura di Atti 6.8-15 dà l'impressione di una successione molto rapida degli eventi. A differenza dei precedenti arresti degli apostoli (Atti 4.3; Atti 5.18), non è menzionata alcuna detenzione preliminare.

Tuttavia, nulla obbliga a pensare che tutti questi eventi si siano svolti nel corso di un solo giorno. Luca stesso riconosce di aver compiuto un lavoro di ricerca e di selezione dei fatti (Luca 1.1-4). È dunque possibile che abbia condensato in pochi versetti eventi distribuiti su un periodo più lungo.

La presenza immediata dei falsi testimoni e la rapidità della comparizione possono suggerire un'azione preparata in anticipo, anche se una tale ipotesi non può essere dimostrata con certezza.

5- Le accuse contro Stefano

Le accuse riguardano principalmente il Tempio e la Legge (Atti 6.13-14). Esse ricordano certe distorsioni già subite dalle parole di Gesù (Giovanni 2.19-21), nonché le accuse formulate durante il suo processo (Marco 14.58-59).

Nel suo discorso, Stefano svilupperà egli stesso una concezione del Tempio ereditata dai profeti. Citando Isaia, ricorderà che «l'Altissimo non abita in costruzioni fatte da mano d'uomo» (Atti 7.48-50; Isaia 66.1-2). Non si tratta dunque di un rifiuto della storia d'Israele, ma di una sua rilettura alla luce di Cristo.

6- Il ruolo del Sinedrio

Dopo essersi impadroniti di Stefano, i suoi avversari lo conducono davanti al (Atti 6.12). Sotto la dominazione romana, i poteri giudiziari di questa istituzione erano probabilmente limitati. Il consiglio poteva comunque istruire una causa ed esercitare un'influenza considerevole in un contesto di forti tensioni (Atti 7.57-60).

Nulla indica che una condanna a morte fosse già stata decisa. È possibile che questa udienza avesse come scopo iniziale di ascoltare l'accusato o di ottenere una ritrattazione. Solo al termine del discorso di Stefano (Atti 7.51-56) la situazione sembra degenerare.

L'assenza di deliberazione, di votazione o di sentenza ufficiale riferite da Luca porta diversi esegeti a considerare la di Stefano più come un'esplosione di violenza collettiva che come il normale esito di una procedura giudiziaria.

7- Il volto di Stefano

Luca riferisce che tutti quelli che sedevano nel videro il volto di Stefano «come quello di un angelo» (Atti 6.15).

Questa espressione, propria di Luca, evoca una grazia e un'autorità che vengono da Dio e ricorda la promessa di Gesù riguardo all'assistenza dello Spirito Santo nei tempi di persecuzione (Luca 21.12-15). Essa annuncia già la visione celeste che Stefano riceverà al termine del suo discorso (Atti 7.55-56).

8- Considerazioni storiche e letterarie

La menzione della Cilicia riveste un interesse particolare. Poiché la Cilicia era la regione d'origine di Saulo di Tarso (Atti 21.39), diversi commentatori hanno ipotizzato che egli possa aver fatto parte del gruppo degli oppositori di Stefano. Questa ipotesi appare compatibile con la sua presenza alla (Atti 7.58) e con le sue stesse ammissioni riguardo al suo passato di persecutore (Galati 1.13). Rimane tuttavia impossibile da dimostrare con certezza.

Allo stesso modo, gli stretti legami tra Luca e Paolo rendono ipotizzabile la trasmissione di alcune informazioni su questi eventi da parte dell'ex persecutore divenuto apostolo (Atti 16.10-17; Colossesi 4.14; 2 Timoteo 4.11). Questa ipotesi resta tuttavia congetturale.

9- Stefano, imitatore di Cristo

Luca sembra aver costruito il suo racconto in modo da stabilire un parallelo impressionante tra Gesù e Stefano.

Come Gesù, Stefano è vittima di falsi testimoni (Marco 14.55-59; Atti 6.13), accusato di aver pronunciato parole contro il Tempio (Marco 14.58; Atti 6.14), condotto davanti al e messo di fronte ad autorità incapaci di confutare la sua testimonianza.

Come il suo Maestro, egli rimette il suo spirito al Signore (Atti 7.59; Luca 23.46) e prega per i suoi carnefici (Atti 7.60; Luca 23.34). Con questa costruzione letteraria, Luca presenta Stefano come il primo martire cristiano sulle orme di Cristo.

10- Una svolta negli Atti

La comparizione di Stefano costituisce una svolta importante nel racconto. La persecuzione che seguirà la sua morte provocherà la dispersione dei credenti e favorirà la diffusione del Vangelo oltre Gerusalemme (Atti 8.1-4).

Nella prospettiva di Luca, questa opposizione finisce per contribuire al compimento del programma missionario annunciato dal Signore prima della sua ascensione (Atti 1.8). Così, il primo martire diventa anche, nello svolgimento del racconto, uno degli strumenti con cui si apre una nuova tappa dell'espansione del cristianesimo.

(Atti 1.8); (Atti 8.1-4) – La dispersione dei credenti e l'espansione del Vangelo

(Atti 4.1-3); (Atti 5.17-18); (Atti 5.27-33) – Le prime persecuzioni contro la Chiesa

(Atti 4.3); (Atti 5.18) – Gli arresti degli apostoli

(Atti 6.8-15) – Gli eventi che precedono la comparizione di Stefano

(Atti 6.9-12) – L'opposizione dei giudei ellenisti

(Atti 6.10); (Luca 21.15) – La sapienza ispirata dallo Spirito

(Atti 6.11-13) – I falsi testimoni contro Stefano

(Atti 6.12) – Stefano condotto davanti al

(Atti 6.13); (Marco 14.55-59) – Le false testimonianze al processo di Stefano e di Gesù

(Atti 6.13-14); (Giovanni 2.19-21); (Marco 14.58-59) – Le accuse relative al Tempio

(Atti 6.15); (Luca 21.12-15) – Il volto di Stefano e l'assistenza divina

(Atti 7.48-50); (Isaia 66.1-2) – L'Altissimo non abita in templi fatti da mano d'uomo

(Atti 7.51-56); (Atti 7.57-60) – L'epilogo del processo di Stefano

(Atti 7.58); (Atti 21.39); (Galati 1.13) – Saulo di Tarso e il suo passato di persecutore

(Atti 7.59); (Luca 23.46) – Stefano rimette il suo spirito al Signore

(Atti 7.60); (Luca 23.34) – La preghiera di Stefano per i suoi carnefici

(Atti 16.10-17); (Colossesi 4.14); (2 Timoteo 4.11) – I legami tra Luca e Paolo

(Luca 1.1-4) – Il metodo storico di Luca

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