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Il Messia Gesù è la luce del mondo

Durante la festa di Sukkot a Gerusalemme, Gesù si proclama «luce del mondo» (Giovanni 8.12-58), inserendosi nel simbolismo delle grandi illuminazioni del Tempio. Rivela progressivamente la sua identità divina attraverso dibattiti con i farisei, che culminano nella formula «Prima che Abramo fosse, IO SONO», affermazione esplicita della sua preesistenza e della sua divinità. Credere in lui significa entrare nella luce, nella verità e nella vita eterna.

9 min luce del mondo Gesù, il Messia festa di Sukkot JE SUIS Giovanni 8 9 versetti 2 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Marco
Marco (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Luca
Luca (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro
Giovanni
Giovanni 8.12-58 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Or Gesù parlò loro di nuovo, dicendo: Io son la luce del mondo; chi mi seguita non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita.

Allora i Farisei gli dissero: Tu testimoni di te stesso; la tua testimonianza non è verace.

Gesù rispose e disse loro: Quand’anche io testimoni di me stesso, la mia testimonianza è verace, perché so donde son venuto e donde vado; ma voi non sapete donde io vengo né dove vado.

Voi giudicate secondo la carne; io non giudico alcuno.

E anche se giudico, il mio giudizio è verace, perché non son solo, ma son io col Padre che mi ha mandato.

D’altronde nella vostra legge è scritto che la testimonianza di due uomini è verace.

Or son io a testimoniar di me stesso, e il Padre che mi ha mandato testimonia pur di me.

Onde essi gli dissero: Dov’è tuo padre? Gesù rispose: Voi non conoscete né me né il Padre mio: se conosceste me, conoscereste anche il Padre mio.

Queste parole disse Gesù nel tesoro, insegnando nel tempio; e nessuno lo prese, perché l’ora sua non era ancora venuta.

Egli dunque disse loro di nuovo: Io me ne vado, e voi mi cercherete, e morrete nel vostro peccato; dove vado io, voi non potete venire.

Perciò i Giudei dicevano: S’ucciderà egli forse, poiché dice: Dove vado io voi non potete venire?

Ed egli diceva loro: Voi siete di quaggiù; io sono di lassù; voi siete di questo mondo; io non sono di questo mondo.

Perciò v’ho detto che morrete ne’ vostri peccati; perché se non credete che sono io (il Cristo), morrete nei vostri peccati.

Allora gli domandarono: Chi sei tu? Gesù rispose loro: Sono per l’appunto quel che vo dicendovi.

Ho molte cose da dire e da giudicare sul conto vostro; ma Colui che mi ha mandato è verace, e le cose che ho udite da lui, le dico al mondo.

Essi non capirono ch’egli parlava loro del Padre.

Gesù dunque disse loro: Quando avrete innalzato il Figliuol dell’uomo, allora conoscerete che son io (il Cristo) e che non fo nulla da me, ma dico queste cose secondo che il Padre m’ha insegnato.

E Colui che mi ha mandato è meco; Egli non mi ha lasciato solo, perché fo del continuo le cose che gli piacciono.

Mentr’egli parlava così, molti credettero in lui.

Gesù allora prese a dire a que’ Giudei che aveano creduto in lui: Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli;

e conoscerete la verità, e la verità vi farà liberi.

Essi gli risposero: noi siamo progenie d’Abramo, e non siamo mai stati schiavi di alcuno; come puoi tu dire: Voi diverrete liberi?

Gesù rispose loro: In verità, in verità vi dico che chi commette il peccato è schiavo del peccato.

Or lo schiavo non dimora per sempre nella casa: il figliuolo vi dimora per sempre.

Se dunque il Figliuolo vi farà liberi, sarete veramente liberi.

Io so che siete progenie d’Abramo; ma cercate d’uccidermi, perché la mia parola non penetra in voi.

Io dico quel che ho veduto presso il Padre mio; e voi pure fate le cose che avete udite dal padre vostro.

Essi risposero e gli dissero: Il padre nostro è Abramo. Gesù disse loro: Se foste figliuoli d’Abramo, fareste le opere d’Abramo;

ma ora cercate d’uccider me, uomo che v’ho detta la verità che ho udita da Dio; così non fece Abramo.

Voi fate le opere del padre vostro. Essi gli dissero: Noi non siam nati di fornicazione; abbiamo un solo Padre: Iddio.

Gesù disse loro: Se Dio fosse vostro Padre, amereste me, perché io son proceduto e vengo da Dio, perché io non son venuto da me, ma è Lui che mi ha mandato.

Perché non comprendete il mio parlare? Perché non potete dare ascolto alla mia parola.

Voi siete progenie del diavolo, ch’è vostro padre, e volete fare i desideri del padre vostro. Egli è stato omicida fin dal principio e non si è attenuto alla verità, perché non c’è verità in lui. Quando parla il falso, parla del suo, perché è bugiardo e padre della menzogna.

E a me, perché dico la verità, voi non credete.

Chi di voi mi convince di peccato? Se vi dico la verità, perché non mi credete?

Chi è da Dio ascolta le parole di Dio. Per questo voi non le ascoltate; perché non siete da Dio.

I Giudei risposero e gli dissero: Non diciam noi bene che sei un Samaritano e che hai un demonio?

Gesù rispose: Io non ho un demonio, ma onoro il Padre mio e voi mi disonorate.

Ma io non cerco la mia gloria; v’è Uno che la cerca e che giudica.

In verità, in verità vi dico che se uno osserva la mia parola, non vedrà mai la morte.

I Giudei gli dissero: Or vediam bene che tu hai un demonio. Abramo e i profeti son morti, e tu dici: Se uno osserva la mia parola, non gusterà mai la morte.

Sei tu forse maggiore del padre nostro Abramo, il quale è morto? Anche i profeti son morti; chi pretendi d’essere?

Gesù rispose: S’io glorifico me stesso, la mia gloria è un nulla; chi mi glorifica è il Padre mio, che voi dite esser vostro Dio,

e non l’avete conosciuto; ma io lo conosco, e se dicessi di non conoscerlo, sarei un bugiardo come voi; ma io lo conosco e osservo la sua parola.

Abramo, vostro padre, ha giubilato nella speranza di vedere il mio giorno; e l’ha veduto, e se n’è rallegrato.

I Giudei gli dissero: Tu non hai ancora cinquant’anni e hai veduto Abramo?

Gesù disse loro: In verità, in verità vi dico: Prima che Abramo fosse nato, io sono.

Dettagli tecnici

Anno 32

Luogo: La spianata del Tempio a Gerusalemme

Data: Mercoledì 13 ottobre dell'anno 32 è l'ultimo giorno della festa. Questo fatto potrebbe essere avvenuto il giorno prima

Metodo di lavoro: Continuiamo con Giovanni

Nota sul metodo di lavoro: Giovanni è l'unico a parlare di questa festa a Gerusalemme

Annuncio della nascita di Giovanni il Battista

Il Messia Gesù rivela progressivamente che credere in lui significa entrare nella luce, nella verità e nella vita eterna.

Il Messia Gesù è la luce del mondo

La luce del mondo

Ecco un riassunto di questo lungo testo:

Il tema qui affrontato è la luce del mondo. Dopo aver pronunciato il suo discorso sull'acqua della vita, in diretto rapporto con la festa di , l'ultimo giorno della festa ecco ora un secondo discorso, sulla luce.

Ogni sera, durante la festa di , il Tempio era illuminato da grandi candelabri collocati nel cortile delle donne, che diffondevano una luce visibile in tutta Gerusalemme. Gli stoppini erano fabbricati con vesti usate appartenenti ai sacerdoti. Durante questo periodo di illuminazione, i partecipanti cantavano e danzavano. Questa luce intendeva ricordare il modo in cui, secondo il testo biblico (Numeri 9.15-23), Dio guidava il suo popolo nel deserto durante la notte.

Il testo stabilisce un parallelo esplicito tra queste torce e la persona del Maestro, affermando che egli rappresenta la luce del mondo. Mette così in evidenza, attraverso i princìpi evocati durante queste celebrazioni, che questi elementi costituiscono l'ombra di eventi futuri, mentre egli, in quanto Messia, conferisce una dimensione spirituale a ciascuna di queste manifestazioni.

Per il pubblico ebraico che assisteva ai discorsi di Gesù, era possibile stabilire dei legami tra le diverse celebrazioni religiose e la figura del Messia, il che facilitava la memorizzazione e la comprensione di queste corrispondenze.

Notiamo anche che questi discorsi erano interrotti da interventi esterni. La gente, e in particolare qui i , non manca di fare osservazioni.

Ecco un riassunto di questo lungo testo:

Il Messia Gesù, luce del mondo (Giovanni 8.12): Il Messia Gesù afferma di essere la luce del mondo, promettendo la vita a chi lo segue. Ciò riecheggia i simboli luminosi di e introduce un discorso di rivelazione.

Dibattito con i (Giovanni 8.13-20): I contestano la sua autorità. Gesù afferma che la sua testimonianza è valida perché proviene dal Padre. Insiste: conoscere il Messia Gesù significa conoscere Dio.

Annuncio del suo destino (Giovanni 8.21-30): Il Messia Gesù annuncia la sua partenza (allusione alla sua morte e glorificazione). Avverte: rifiutare di credere in lui significa morire nei propri peccati. Afferma di essere «IO SONO», allusione diretta alla divinità. Molti credono in lui.

Libertà e verità (Giovanni 8.31-36): Il Messia Gesù promette che la verità rende liberi. Denuncia la schiavitù del peccato. Solo il Figlio (egli stesso) può liberare veramente.

La vera eredità di Abramo (Giovanni 8.37-47): Il Messia Gesù contesta l'idea che i suoi ascoltatori siano figli di Abramo. Afferma che il loro atteggiamento (la volontà di ucciderlo) mostra che hanno un altro padre. Dichiara che non possono ascoltare la sua parola perché non sono da Dio.

Accuse e rivelazioni finali (Giovanni 8.48-58): Le autorità accusano Gesù di essere indemoniato. Gesù proclama che chiunque osserva la sua parola non morirà mai.

Culmine (punto essenziale, il momento più intenso del racconto) Giovanni 8.58: si rivela con la formula divina «Prima che Abramo fosse, IO SONO», affermazione esplicita della sua preesistenza e della sua divinità.

In sintesi:

Questo passo mette in luce il confronto tra Gesù e le autorità religiose sulla sua identità, la sua origine divina e la salvezza che offre. Rivela progressivamente che credere in lui significa entrare nella luce, nella verità e nella vita eterna.