Épisode 1 sur 28 · La guérison d’un lépreux après le sermon sur la montagnes

  1. Épisode 1 : La guérison d’un lépreux après le sermon sur la montagnes
  2. Épisode 2 : Enseignement du Messie Jésus sur l'inquiétude
  3. Épisode 3 : Rassemblement des disciples et de la foule
  4. Épisode 4 : Le sermon sur la montagne (1), les béatitudes
  5. Épisode 5 : Le sermon sur la montagne (2), les malédictions notées par Luc
  6. Épisode 6 : Le sermon sur la montagne (3), le sel de la terre
  7. Épisode 7 : Le sermon sur la montagne (4), la lumière du Monde
  8. Épisode 8 : Le sermon sur la montagne (5), la relation du Messie Jésus avec la loi
  9. Épisode 9 : Le sermon sur la montagne (6), le meurtre, l’offrande et le pardon
  10. Épisode 10 : Le sermon sur la montagne (7), l’adultère et le divorce
  11. Épisode 11 : Le sermon sur la montagne (8), le parjure
  12. Épisode 12 : Le sermon sur la montagne (9), La vengeance
  13. Épisode 13 : Le sermon sur la montagne (10), aimer ses ennemis
  14. Épisode 14 : Le sermon sur la montagne (11), Les dons
  15. Épisode 15 : Le sermon sur la montagne (12), une instruction sur la prière
  16. Épisode 16 : Le sermon sur la montagne (13), le pardon
  17. Épisode 17 : Le sermon sur la montagne (14), le jeûne
  18. Épisode 18 : Le sermon sur la montagne (15), un trésor dans le ciel
  19. Épisode 19 : Le sermon sur la montagne (16), les soucis et les inquiétudes
  20. Épisode 20 : Le sermon sur la montagne (17), ne pas juger les autres
  21. Épisode 21 : Le sermon sur la montagne (18), un encouragement à la prière
  22. Épisode 22 : Le sermon sur la montagne (19), la règle d’or
  23. Épisode 23 : Le sermon sur la montagne (20), les deux chemins
  24. Épisode 24 : Le sermon sur la montagne (21), les faux prophètes
  25. Épisode 25 : Le sermon sur la montagne (22), ceux qui m’appellent Seigneur
  26. Épisode 26 : Le sermon sur la montagne (23), les deux maisons
  27. Épisode 27 : Les résultats du sermon sur la montagne
  28. Épisode 28 : Discours sur l'humilité

Dalla seconda alla terza festa di Pasqua

  1. La guarigione di un lebbroso dopo il discorso della montagna

    Questo articolo esplora la guarigione di un lebbroso da parte di Gesù dopo il discorso della montagna, esaminando i diversi racconti nei Vangeli di Matteo, Marco e Luca. La guarigione viene descritta come una sfida alle rigide leggi sulla purificazione, e viene sottolineata l'importanza del rispetto della legge di Mosè. L'articolo si interroga sulla continuità tra i diversi racconti evangelici.

    Marco 1.40-44 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E un lebbroso venne a lui e buttandosi in ginocchio lo pregò dicendo: Se tu vuoi, tu puoi mondarmi!E Gesù, mosso a pietà, stese la mano, lo toccò e gli disse: Lo voglio; sii mondato!E subito la lebbra sparì da lui, e fu mondato.E Gesù, avendogli fatte severe ammonizioni, lo mandò subito via e gli disse:Guardati dal farne parola ad alcuno; ma va’, mostrati al sacerdote ed offri per la tua purificazione quel che Mosè ha prescritto; e questo serva loro di testimonianza.
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  2. Insegnamento del Messia Gesù sulla preoccupazione

    Gesù insegna a non preoccuparsi per i bisogni materiali, illustrando la provvidenza divina attraverso esempi tratti dalla natura e insistendo sulla priorità del Regno di Dio.

    Deuteronomio 14.12-18 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    ma ecco quelli dei quali non dovete mangiare: l’aquila, l’ossifraga e l’aquila di mare;il nibbio, il falco e ogni specie d’avvoltoio;ogni specie di corvo;lo struzzo, il barbagianni, il gabbiano e ogni specie di sparviere,il gufo, l’ibi, il cigno;il pellicano, il tuffolo, lo smergo;la cicogna, ogni specie di airone, l’upupa e il pipistrello.
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  3. Il raduno dei discepoli e della folla

    L'articolo tratta il raduno dei discepoli e della folla in Galilea, dove Gesù pronuncia il discorso della montagna dopo aver scelto i dodici apostoli. La folla è attratta soprattutto dalle guarigioni miracolose, ma il momento è essenziale anche per insegnare il messaggio di Gesù. Luca e Matteo offrono due prospettive complementari dell'evento.

    Matteo 5.1-2 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E Gesù, vedendo le folle, salì sul monte; e postosi a sedere, i suoi discepoli si accostarono a lui.Ed egli, aperta la bocca, li ammaestrava dicendo:
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  4. Il discorso della montagna (1), le beatitudini

    L'articolo analizza il discorso della montagna, sottolineando le differenze tra Matteo e Luca. Spiega come questi insegnamenti di Gesù, destinati soprattutto ai discepoli, siano stati spesso ripetuti e raccolti. Particolare attenzione è dedicata alle beatitudini e alla loro portata spirituale.

    Matteo 5.2-12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ed egli, aperta la bocca, li ammaestrava dicendo:Beati i poveri in ispirito, perché di loro è il regno de’ cieli.Beati quelli che fanno cordoglio, perché essi saranno consolati.Beati i mansueti, perché essi erederanno la terra.Beati quelli che sono affamati ed assetati della giustizia, perché essi saranno saziati.Beati i misericordiosi, perché a loro misericordia sarà fatta.Beati i puri di cuore, perché essi vedranno Iddio.Beati quelli che s’adoperano alla pace, perché essi saran chiamati figliuoli di Dio.Beati i perseguitati per cagion di giustizia, perché di loro è il regno dei cieli.Beati voi, quando v’oltraggeranno e vi perseguiteranno e, mentendo, diranno contro a voi ogni sorta di male per cagion mia.Rallegratevi e giubilate, perché il vostro premio è grande ne’ cieli; poiché così hanno perseguitato i profeti che sono stati prima di voi.
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  5. Il discorso della montagna (2), le maledizioni riportate da Luca

    L'articolo si concentra sulle maledizioni pronunciate da Gesù nel discorso della montagna secondo Luca. Denunciando l'attaccamento materiale e la ricerca dell'approvazione umana, questi avvertimenti sottolineano i valori essenziali per essere veri discepoli.

    Luca 6.24-26 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ma guai a voi, ricchi, perché avete già la vostra consolazione.Guai a voi che siete ora satolli, perché avrete fame. Guai a voi che ora ridete, perché farete cordoglio piangerete.Guai a voi quando tutti gli uomini diran bene di voi, perché i padri loro facean lo stesso coi falsi profeti.
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  6. Il discorso della montagna (3), il sale della terra

    L'articolo esamina il «sale della terra» nel discorso della montagna di Gesù, attraverso Matteo 5:13 e collegamenti ai Vangeli di Marco e Luca. Gesù usa la metafora per illustrare il ruolo dei discepoli come portatori di saggezza e protezione dalla corruzione, avvertendoli del rischio di perdere l'influenza spirituale.

    Marco 9.50 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Il sale è buono; ma se il sale diventa insipido, con che gli darete sapore? (G9-51) Abbiate del sale in voi stessi e state in pace gli uni con gli altri.
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  7. Il discorso della montagna (4), la luce del mondo

    L'articolo esplora come, nel discorso della montagna, l'immagine della «luce del mondo» insegni ai discepoli a vivere visibilmente la fede, attraverso Matteo 5.14-16, Marco 4.21-22 e Luca 8.16/11.33-35. Queste allegorie incoraggiano a essere un esempio d'integrità, riflettendo la luce di Dio per ispirare altri a celebrarlo.

    Matteo 5.14-16 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Voi siete la luce del mondo; una città posta sopra un monte non può rimaner nascosta;e non si accende una lampada per metterla sotto il moggio; anzi la si mette sul candeliere ed ella fa lume a tutti quelli che sono in casa.Così risplenda la vostra luce nel cospetto degli uomini, affinché veggano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è ne’ cieli.
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  8. Il discorso della montagna (5), il rapporto del Messia Gesù con la legge

    Quinta parte del discorso della montagna, l'articolo analizza il rapporto di Gesù con la legge mosaica a partire da Matteo 5.17-20. Gesù afferma di non essere venuto ad abolirla, ma a compierla pienamente secondo il disegno originario di Dio. Distingue la vera legge di Mosè dalle tradizioni religiose aggiunte da scribi e farisei, avvertendo che la loro giustizia istituzionalizzata non conduce al regno dei cieli.

    Matteo 5.17-20 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Non pensate ch’io sia venuto per abolire la legge od i profeti; io son venuto non per abolire ma per compire:poiché io vi dico in verità che finché non siano passati il cielo e la terra, neppure un iota o un apice della legge passerà, che tutto non sia adempiuto.Chi dunque avrà violato uno di questi minimi comandamenti ed avrà così insegnato agli uomini, sarà chiamato minimo nel regno de’ cieli; ma chi li avrà messi in pratica ed insegnati, esso sarà chiamato grande nel regno dei cieli.Poiché io vi dico che se la vostra giustizia non supera quella degli scribi e de’ Farisei, voi non entrerete punto nel regno dei cieli.
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  9. Il discorso della montagna (6), l'omicidio, l'offerta e il perdono

    Sesta parte del discorso della montagna (Mt 5.21-26), questa pericope esamina l'insegnamento di Gesù sull'omicidio, l'offerta e il perdono. Gesù approfondisce il quinto comandamento mostrando che l'ira e il disprezzo per il fratello sono spiritualmente gravi quanto l'omicidio stesso. Contrappone la lettera della legge farisaica allo spirito originario di Dio e afferma che solo il perdono sincero, non l'offerta, ristabilisce una relazione normale. L'avvertimento è escatologico: senza riconciliazione c'è la geenna.

    Esodo 20.13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Non uccidere.
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  10. Il discorso della montagna (7), l'adulterio e il divorzio

    La pericope 91 esplora la settima parte del Discorso della montagna, incentrata sull’adulterio e sul divorzio (Mt 5.27-32 ; Lc 16.18). Gesù va oltre la Legge mosaica, condannando non solo l’atto, ma anche il pensiero nel quale ci si compiace. Affronta il divorzio confrontandosi con le scuole di Hillel e Shammai, ponendo esigenze radicali. Le metafore dell’occhio e della mano sottolineano la necessità di una trasformazione interiore del cuore per evitare il peccato.

    Luca 16.18 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Chiunque manda via la moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio; e chiunque sposa una donna mandata via dal marito, commette adulterio.
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  11. Il discorso della montagna (8), lo spergiuro

    Nel Discorso della montagna Gesù insegna sullo spergiuro (Mt 5.33-37). Contro la pratica dei giuramenti condizionati diffusa al suo tempo, esige una parola semplice e integra: che il 'sì' sia 'sì' e il 'no' sia 'no'. Matteo è l’unico evangelista a riportare questo insegnamento, mentre Luca si rivolge a non ebrei, meno interessati da questa pratica. Giacomo 5.12 riprende questo precetto nella tradizione apostolica.

    Giacomo 5.12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ma, innanzi tutto, fratelli miei, non giurate né per il cielo, né per la terra, né con altro giuramento; ma sia il vostro sì, sì, e il vostro no, no, affinché non cadiate sotto giudicio.
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  12. Il discorso della montagna (9), La vendetta

    PER093 esamina l’insegnamento di Gesù sulla vendetta nel Discorso della montagna (Mt 5.38-42). Gesù reinterpreta la legge del taglione (Ex 21.24 ; Lv 24.20 ; Dt 19.21), chiamando i suoi discepoli alla nonviolenza, al perdono e all’amore per i nemici. Questo insegnamento, proprio di Matteo, non promuove la passività totale, ma una risposta pacifica che trascende la logica della vendetta, in accordo con Rm 12.17 e 1 P 3.9.

    Romani 12.17 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Non rendete ad alcuno male per male. Applicatevi alle cose che sono oneste, nel cospetto di tutti gli uomini.
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  13. Il discorso della montagna (10), amare i propri nemici

    La decima sezione del Discorso della montagna riguarda l’amore per i nemici (Mt 5.43-48 ; Lc 6.27-36). Gesù va oltre l’interpretazione farisaica invitando i suoi discepoli ad amare anche i pagani, a immagine di Dio che ama tutti gli uomini. La 'regola d’oro' (Mt 7.12) completa questo insegnamento. L’obiettivo ultimo è la perfezione divina: 'Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste'.

    Matteo 5.45 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    affinché siate figliuoli del Padre vostro che è nei cieli; poiché Egli fa levare il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.
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  14. Il discorso della montagna (11), Le offerte

    Questo articolo esplora l’insegnamento di Gesù sulle offerte durante il discorso della montagna. Insistendo su una relazione personale con Dio, egli critica le pratiche ostentate dei farisei. Il contesto è la Galilea, poco dopo la Pasqua dell’anno 31, in un momento cruciale del ministero di Gesù.

    Matteo 6.16 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E quando digiunate, non siate mesti d’aspetto come gl’ipocriti; poiché essi si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. Io vi dico in verità che cotesto è il premio che ne hanno.
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  15. Il discorso della montagna (12), un’istruzione sulla preghiera

    Questo articolo esamina l’insegnamento di Gesù sulla preghiera nel discorso della montagna, sottolineando il richiamo a una pietà autentica, lontana dal formalismo. Si basa sui Vangeli di Matteo e Luca, spiegando il significato e il contesto della preghiera.

    Matteo 6.5-15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E quando pregate, non siate come gl’ipocriti; poiché essi amano di fare orazione stando in piè nelle sinagoghe e ai canti delle piazze per esser veduti dagli uomini. Io vi dico in verità che cotesto è il premio che ne hanno.Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta, e serratone l’uscio fa’ orazione al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa.E nel pregare non usate soverchie dicerie come fanno i pagani, i quali pensano d’essere esauditi per la moltitudine delle loro parole.Non li rassomigliate dunque, poiché il Padre vostro sa le cose di cui avete bisogno, prima che gliele chiediate.Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome;venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà anche in terra com’è fatta nel cielo.Dacci oggi il nostro pane cotidiano;e rimettici i nostri debiti come anche noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori;e non ci esporre alla tentazione, ma liberaci dal maligno.Poiché se voi perdonate agli uomini i loro falli, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi;ma se voi non perdonate agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà i vostri falli.
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  16. Il discorso della montagna (13), il perdono

    Questo articolo esplora il perdono nel discorso della montagna di Gesù, sottolineando che la nostra capacità di perdonare è legata al perdono divino, un tema centrale nel Vangelo di Matteo.

    Luca 6.37 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Non giudicate, e non sarete giudicati; non condannate, e non sarete condannati; perdonate, e vi sarà perdonato.
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  17. Il discorso della montagna (14), il digiuno

    L’articolo analizza il Discorso della montagna, nel quale Gesù critica il formalismo religioso dei farisei. Insiste sull’importanza di motivazioni sincere e discrete nella pratica del digiuno e di altri atti religiosi.

    Luca 5.33-35 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ed essi gli dissero: I discepoli di Giovanni digiunano spesso e fanno orazioni; così pure i discepoli de’ Farisei; mentre i tuoi mangiano e bevono.E Gesù disse loro: Potete voi far digiunare gli amici dello sposo, mentre lo sposo è con loro?Ma verranno i giorni per questo; e quando lo sposo sarà loro tolto, allora, in que’ giorni, digiuneranno.
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  18. Il discorso della montagna (15), un tesoro nel cielo

    Questo articolo analizza un passo del discorso della montagna nel quale Gesù Cristo discute dell’importanza di scegliere tra le ricchezze terrene e quelle spirituali, sottolineando che il vero tesoro si trova nel regno di Dio. Gesù mette in luce l’incompatibilità del servire contemporaneamente Dio e il denaro, sostenendo la priorità dei valori spirituali.

    Matteo 6.19-24 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Non vi fate tesori sulla terra, ove la tignola e la ruggine consumano, e dove i ladri sconficcano e rubano;ma fatevi tesori in cielo, ove né tignola né ruggine consumano, e dove i ladri non sconficcano né rubano.Perché dov’è il tuo tesoro, quivi sarà anche il tuo cuore.La lampada del corpo è l’occhio. Se dunque l’occhio tuo è sano, tutto il tuo corpo sarà illuminato;ma se l’occhio tuo è viziato, tutto il tuo corpo sarà nelle tenebre. Se dunque la luce che è in te è tenebre, esse tenebre quanto grandi saranno!Niuno può servire a due padroni; perché o odierà l’uno ed amerà l’altro, o si atterrà all’uno e sprezzerà l’altro. Voi non potete servire a Dio ed a Mammona.
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  19. Il discorso della montagna (16), gli affanni e le preoccupazioni

    L’articolo esplora il discorso della montagna di Gesù, mettendo in risalto la fede rispetto alle preoccupazioni materiali, con insegnamenti tratti principalmente da Matteo e Luca, e spiegando come Gesù abbia esortato i suoi discepoli a confidare in Dio.

    Matteo 8.26 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ed egli disse loro: Perché avete paura, o gente di poca fede? Allora, levatosi, sgridò i venti ed il mare, e si fece gran bonaccia.
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  20. Il discorso della montagna (17), non giudicare gli altri

    Questo articolo esamina il discorso della montagna di Gesù, in particolare il divieto di giudicare gli altri. Mettendo in risalto Matteo 7.1-6 e Luca 6.37-45, raccomanda la misericordia e la reciprocità nelle relazioni interpersonali.

    Giobbe 4.8 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Io per me ho visto che coloro che arano iniquità e seminano tormenti, ne mietono i frutti.
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  21. Il discorso della montagna (18), un incoraggiamento alla preghiera

    L'articolo esplora come Gesù, nel discorso della montagna, incoraggi la preghiera perseverante, sottolineando che Dio risponde a chi chiede con insistenza. Illustra questo concetto con analogie paternalistiche e mette in luce la bontà divina.

    Matteo 7.7-11 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; picchiate e vi sarà aperto;perché chiunque chiede riceve; chi cerca trova, e sarà aperto a chi picchia.E qual è l’uomo fra voi, il quale, se il figliuolo gli chiede un pane gli dia una pietra?Oppure se gli chiede un pesce gli dia un serpente?Se dunque voi che siete malvagi, sapete dar buoni doni ai vostri figliuoli, quanto più il Padre vostro che è ne’ cieli darà egli cose buone a coloro che gliele domandano!
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  22. Il discorso della montagna (19), la regola d'oro

    L'articolo tratta della regola d'oro nel discorso della montagna, precisa che per applicarla è necessaria una trasformazione spirituale e sottolinea il bisogno dell'aiuto divino.

    Galati 5.14 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    poiché tutta la legge è adempiuta in quest’unica parola: Ama il tuo prossimo come te stesso.
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  23. Il discorso della montagna (20), le due vie

    L'articolo tratta del discorso della montagna, nel quale Gesù spiega l'importanza delle scelte spirituali, simboleggiate da due vie. Questo tema ricorrente sottolinea l'invito di Gesù ai suoi discepoli a scegliere la via difficile che conduce alla vita eterna.

    Luca 13.24 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ed egli disse loro: Sforzatevi d’entrare per la porta stretta, perché io vi dico che molti cercheranno d’entrare e non potranno.
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  24. Il discorso della montagna (21), i falsi profeti

    Questo articolo tratta dell'ammonimento di Gesù contro i falsi profeti nel discorso della montagna. I frutti del loro insegnamento permettono di distinguere il vero dal falso. Vengono richiamati tre criteri principali: motivazioni, conformità a Gesù e comportamento.

    2 Corinzi 11.13-15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poiché cotesti tali sono dei falsi apostoli, degli operai fraudolenti, che si travestono da apostoli di Cristo.E non c’è da maravigliarsene, perché anche Satana si traveste da angelo di luce.Non è dunque gran che se anche i suoi ministri si travestono da ministri di giustizia; la fine loro sarà secondo le loro opere.
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  25. Il discorso della montagna (22), coloro che mi chiamano Signore

    L'articolo esplora il discorso della montagna, nel quale Gesù parla di presunti discepoli da lui non riconosciuti. Confrontando gli evangelisti Matteo e Luca, tratta dell'autenticità della fede necessaria per entrare nel regno di Dio, al di là dell'appartenenza etnica e delle opere miracolose.

    Luca 14.7-24 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Notando poi come gl’invitati sceglievano i primi posti, disse loro questa parabola:Quando sarai invitato a nozze da qualcuno, non ti mettere a tavola al primo posto, che talora non sia stato invitato da lui qualcuno più ragguardevole di te,e chi ha invitato te e lui non venga a dirti: Cedi il posto a questo! e tu debba con tua vergogna cominciare allora ad occupare l’ultimo posto.Ma quando sarai invitato, va a metterti all’ultimo posto, affinché quando colui che t’ha invitato verrà, ti dica: Amico, sali più in su. Allora ne avrai onore dinanzi a tutti quelli che saran teco a tavola.Poiché chiunque s’innalza sarà abbassato, e chi si abbassa sarà innalzato.E diceva pure a colui che lo aveva invitato: Quando fai un desinare o una cena, non chiamare i tuoi amici, né i tuoi fratelli, né i tuoi parenti, né i vicini ricchi; che talora anch’essi non t’invitino, e ti sia reso il contraccambio;ma quando fai un convito, chiama i poveri, gli storpi, gli zoppi, i ciechi;e sarai beato, perché non hanno modo di rendertene il contraccambio; ma il contraccambio ti sarà reso alla risurrezione de’ giusti.Or uno de’ commensali, udite queste cose, gli disse: Beato chi mangerà del pane nel regno di Dio!Ma Gesù gli disse: Un uomo fece una gran cena e invitò molti;e all’ora della cena mandò il suo servitore a dire agl’invitati: Venite, perché tutto è già pronto.E tutti, ad una voce, cominciarono a scusarsi. Il primo gli disse: Ho comprato un campo e ho necessità d’andarlo a vedere; ti prego, abbimi per iscusato.E un altro disse: Ho comprato cinque paia di buoi, e vado a provarli; ti prego, abbimi per iscusato.E un altro disse: Ho preso moglie, e perciò non posso venire.E il servitore, tornato, riferì queste cose al suo signore. Allora il padron di casa, adiratosi, disse al suo servitore: Va’ presto per le piazze e per le vie della città, e mena qua i poveri, gli storpi, i ciechi e gli zoppi.Poi il servitore disse: Signore, s’è fatto come hai comandato, e ancora c’è posto.E il signore disse al servitore: Va’ fuori per le strade e lungo le siepi, e costringili ad entrare, affinché la mia casa sia piena.Perché io vi dico che nessuno di quegli uomini ch’erano stati invitati assaggerà la mia cena.
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  26. Il discorso della montagna (23), le due case

    Questo articolo analizza la parabola delle due case, illustrando l'importanza di solide fondamenta spirituali di fronte alle apparenze ingannevoli e sottolineando la distinzione tra veri e falsi discepoli.

    Matteo 7.24-27 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Perciò chiunque ode queste mie parole e le mette in pratica sarà paragonato ad un uomo avveduto che ha edificata la sua casa sopra la roccia.E la pioggia è caduta, e son venuti i torrenti, e i venti hanno soffiato e hanno investito quella casa; ma ella non è caduta, perché era fondata sulla roccia.E chiunque ode queste mie parole e non le mette in pratica sarà paragonato ad un uomo stolto che ha edificata la sua casa sulla rena.E la pioggia è caduta, e son venuti i torrenti, e i venti hanno soffiato ed hanno fatto impeto contro quella casa; ed ella è caduta, e la sua ruina è stata grande.
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  27. I risultati del discorso della montagna

    PER108 conclude il discorso della montagna secondo Matteo 7.28-29. La folla e i discepoli sono colpiti dall'autorità unica di Gesù, così diversa da quella dei farisei. Attraverso 23 punti, Gesù ha delineato il ritratto del vero discepolo, un ideale impossibile da raggiungere senza una trasformazione profonda. La folla intravede in lui il Messia e aspira a questa nuova vita che egli propone.

    Giovanni 6.60 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Onde molti dei suoi discepoli, udite che l’ebbero, dissero: Questo parlare è duro; chi lo può ascoltare?
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Dalla terza Pasqua all'inizio dell'ultima settimana

  1. Discorso sull’umiltà

    L'articolo analizza il discorso di Gesù ai suoi apostoli sull'umiltà, sottolineando l'importanza dell'umiltà e del servizio nel Regno di Dio, come descritto nei Vangeli di Matteo, Marco e Luca.

    Luca 9.46-50 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poi sorse fra loro una disputa sul chi di loro fosse il maggiore.Ma Gesù, conosciuto il pensiero del loro cuore, prese un piccolo fanciullo, se lo pose accanto, e disse loro:Chi riceve questo piccolo fanciullo nel nome mio, riceve me; e chi riceve me, riceve Colui che m’ha mandato. Poiché chi è il minimo fra tutti voi, quello è grande.Or Giovanni prese a dirgli: Maestro, noi abbiam veduto un tale che cacciava i demoni nel tuo nome, e glielo abbiamo vietato perché non ti segue con noi.Ma Gesù gli disse: Non glielo vietate, perché chi non è contro voi è per voi.
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