La vie de Jésus jusqu'à 12 ans 1 étude
De la 2ème à la 3ème fête de Pâque 5 études
La vita di Gesù fino ai 12 anni
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PER016
La circoncisione del bambino Gesù
Luca 2.21 racconta la circoncisione del bambino Gesù, otto giorni dopo la nascita a Betlemme. Secondo la legge mosaica, Giuseppe e Maria fanno circoncidere il bambino e lo chiamano Gesù, come annunciato dall'angelo Gabriele. Questo nome ebraico (Yehoshua) significa «l'Eterno è salvezza». Solo Luca racconta l'episodio, sottolineando l'umanità del Messia e il suo radicamento nella tradizione ebraica.
Luca 2.21 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E quando furono compiuti gli otto giorni in capo ai quali e’ doveva esser circonciso, gli fu posto il nome di Gesù, che gli era stato dato dall’angelo prima ch’ei fosse concepito nel seno.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
Dalla seconda alla terza festa di Pasqua
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PER076
Gesù è il signore del sabato
Gesù e i discepoli attraversano un campo di grano di sabato (5 aprile 31, in Galilea). I farisei li accusano di violare la legge sabbatica. Gesù risponde citando l'esempio di Davide e afferma la propria autorità assoluta: il Figlio dell'uomo è Signore del sabato. Denuncia le deviazioni dell'interpretazione farisaica, contraria allo spirito originario della legge mosaica, e rivendica il diritto di ristabilire il vero sabato.
Marco 2.23-28 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or avvenne che in un giorno di sabato egli passava per i seminati, e i suoi discepoli, cammin facendo, si misero a svellere delle spighe.E i Farisei gli dissero: Vedi! Perché fanno di sabato quel che non è lecito?Ed egli disse loro: Non avete voi mai letto quel che fece Davide, quando fu nel bisogno ed ebbe fame, egli e coloro ch’eran con lui?Com’egli, sotto il sommo sacerdote Abiatar, entrò nella casa di Dio e mangiò i pani di presentazione, che a nessuno è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche a coloro che eran con lui?Poi disse loro: Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato;perciò il Figliuol dell’uomo è Signore anche del sabato.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER089
Il discorso della montagna (5), il rapporto del Messia Gesù con la legge
Quinta parte del discorso della montagna, l'articolo analizza il rapporto di Gesù con la legge mosaica a partire da Matteo 5.17-20. Gesù afferma di non essere venuto ad abolirla, ma a compierla pienamente secondo il disegno originario di Dio. Distingue la vera legge di Mosè dalle tradizioni religiose aggiunte da scribi e farisei, avvertendo che la loro giustizia istituzionalizzata non conduce al regno dei cieli.
Matteo 5.17-20 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Non pensate ch’io sia venuto per abolire la legge od i profeti; io son venuto non per abolire ma per compire:poiché io vi dico in verità che finché non siano passati il cielo e la terra, neppure un iota o un apice della legge passerà, che tutto non sia adempiuto.Chi dunque avrà violato uno di questi minimi comandamenti ed avrà così insegnato agli uomini, sarà chiamato minimo nel regno de’ cieli; ma chi li avrà messi in pratica ed insegnati, esso sarà chiamato grande nel regno dei cieli.Poiché io vi dico che se la vostra giustizia non supera quella degli scribi e de’ Farisei, voi non entrerete punto nel regno dei cieli.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER090
Il discorso della montagna (6), l'omicidio, l'offerta e il perdono
Sesta parte del discorso della montagna (Mt 5.21-26), questa pericope esamina l'insegnamento di Gesù sull'omicidio, l'offerta e il perdono. Gesù approfondisce il quinto comandamento mostrando che l'ira e il disprezzo per il fratello sono spiritualmente gravi quanto l'omicidio stesso. Contrappone la lettera della legge farisaica allo spirito originario di Dio e afferma che solo il perdono sincero, non l'offerta, ristabilisce una relazione normale. L'avvertimento è escatologico: senza riconciliazione c'è la geenna.
Luca 18.9-14 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E disse ancora questa parabola per certuni che confidavano in se stessi di esser giusti e disprezzavano gli altri:Due uomini salirono al tempio per pregare; l’uno Fariseo, e l’altro pubblicano.Il Fariseo, stando in piè, pregava così dentro di sé: O Dio, ti ringrazio ch’io non sono come gli altri uomini, rapaci, ingiusti, adulteri; né pure come quel pubblicano.Io digiuno due volte la settimana; pago la decima su tutto quel che posseggo.Ma il pubblicano, stando da lungi, non ardiva neppure alzar gli occhi al cielo; ma si batteva il petto, dicendo: O Dio, sii placato verso me peccatore!Io vi dico che questi scese a casa sua giustificato, piuttosto che quell’altro; perché chiunque s’innalza sarà abbassato; ma chi si abbassa sarà innalzato.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER091
Il discorso della montagna (7), l'adulterio e il divorzio
La pericope 91 esplora la settima parte del Discorso della montagna, incentrata sull’adulterio e sul divorzio (Mt 5.27-32 ; Lc 16.18). Gesù va oltre la Legge mosaica, condannando non solo l’atto, ma anche il pensiero nel quale ci si compiace. Affronta il divorzio confrontandosi con le scuole di Hillel e Shammai, ponendo esigenze radicali. Le metafore dell’occhio e della mano sottolineano la necessità di una trasformazione interiore del cuore per evitare il peccato.
Romani 8.27 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :e Colui che investiga i cuori conosce qual sia il sentimento dello Spirito, perché esso intercede per i santi secondo Iddio.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER092
Il discorso della montagna (8), lo spergiuro
Nel Discorso della montagna Gesù insegna sullo spergiuro (Mt 5.33-37). Contro la pratica dei giuramenti condizionati diffusa al suo tempo, esige una parola semplice e integra: che il 'sì' sia 'sì' e il 'no' sia 'no'. Matteo è l’unico evangelista a riportare questo insegnamento, mentre Luca si rivolge a non ebrei, meno interessati da questa pratica. Giacomo 5.12 riprende questo precetto nella tradizione apostolica.
Giacomo 5.12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ma, innanzi tutto, fratelli miei, non giurate né per il cielo, né per la terra, né con altro giuramento; ma sia il vostro sì, sì, e il vostro no, no, affinché non cadiate sotto giudicio.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org