Étude 1 sur 12 · Le sermon sur la montagne (5), la relation du Messie Jésus avec la loi

  1. Étude 1 : Le sermon sur la montagne (5), la relation du Messie Jésus avec la loi
  2. Étude 2 : Le sermon sur la montagne (6), le meurtre, l’offrande et le pardon
  3. Étude 3 : Reproches aux scribes et aux Pharisiens
  4. Étude 4 : Purification du Temple (seconde fois)
  5. Étude 5 : Guérison d’aveugles et de boiteux
  6. Étude 6 : Enseignement journalier dans le Temple
  7. Étude 7 : L’autorité du Messie Jésus contestée
  8. Étude 8 : Les questions des docteurs de la loi
  9. Étude 9 : La Messianité de Jésus
  10. Étude 10 : Réquisitoire contre les responsables religieux
  11. Étude 11 : Guérison du paralytique
  12. Étude 12 : Les Pharisiens ou les Scribes

Dalla seconda alla terza festa di Pasqua

  • Il discorso della montagna (5), il rapporto del Messia Gesù con la legge

    Quinta parte del discorso della montagna, l'articolo analizza il rapporto di Gesù con la legge mosaica a partire da Matteo 5.17-20. Gesù afferma di non essere venuto ad abolirla, ma a compierla pienamente secondo il disegno originario di Dio. Distingue la vera legge di Mosè dalle tradizioni religiose aggiunte da scribi e farisei, avvertendo che la loro giustizia istituzionalizzata non conduce al regno dei cieli.

    Luca 24.44 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poi disse loro: Queste son le cose che io vi dicevo quand’ero ancora con voi: che bisognava che tutte le cose scritte di me nella legge di Mosè, ne’ profeti e nei Salmi, fossero adempiute.
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  • Il discorso della montagna (6), l'omicidio, l'offerta e il perdono

    Sesta parte del discorso della montagna (Mt 5.21-26), questa pericope esamina l'insegnamento di Gesù sull'omicidio, l'offerta e il perdono. Gesù approfondisce il quinto comandamento mostrando che l'ira e il disprezzo per il fratello sono spiritualmente gravi quanto l'omicidio stesso. Contrappone la lettera della legge farisaica allo spirito originario di Dio e afferma che solo il perdono sincero, non l'offerta, ristabilisce una relazione normale. L'avvertimento è escatologico: senza riconciliazione c'è la geenna.

    Esodo 20.13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Non uccidere.
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Dalla 3ª Pasqua all’inizio dell’ultima settimana

  • Rimproveri agli scribi e ai farisei

    L'articolo esamina il confronto tra Gesù e i farisei, in cui Gesù critica la priorità data alle tradizioni rispetto alle leggi divine. In Matteo 15.1-9 e Marco 7.1-13, Gesù smaschera l'ipocrisia farisaica sottolineando l'obbligo di sincerità e di autenticità spirituale.

    Matteo 15.1-9 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Allora s’accostarono a Gesù dei Farisei e degli scribi venuti da Gerusalemme, e gli dissero:Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi? poiché non si lavano le mani quando prendono cibo.Ma egli rispose loro: E voi, perché trasgredite il comandamento di Dio a motivo della vostra tradizione?Dio, infatti, ha detto: Onora tuo padre e tua madre; e: Chi maledice padre o madre sia punito di morte; voi, invece, dite:Se uno dice a suo padre o a sua madre: Quello con cui potrei assisterti è offerta a Dio,egli non è più obbligato ad onorar suo padre o sua madre. E avete annullata la parola di Dio a cagion della vostra tradizione.Ipocriti, ben profetò Isaia di voi quando disse:Questo popolo mi onora con le labbra, ma il cuor loro e lontano da me.Ma invano mi rendono il loro culto, insegnando dottrine che son precetti d’uomini.
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L’ultima settimana prima dell’arresto

  • Purificazione del Tempio per la seconda volta

    La seconda purificazione del Tempio da parte di Gesù, il lunedì 28 marzo del 33, è un atto profetico e simbolico. Scacciando i venditori dal cortile dei Gentili e citando Isaia e Geremia, Gesù denuncia la corruzione del culto, afferma la sua autorità messianica e annuncia il giudizio che verrà sul Tempio. Questo evento precipita la decisione dei capi religiosi di metterlo a morte.

    Esodo 12.3-8 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Parlate a tutta la raunanza d’Israele, e dite: Il decimo giorno di questo mese, prenda ognuno un agnello per famiglia, un agnello per casa;e se la casa è troppo poco numerosa per un agnello, se ne prenda uno in comune col vicino di casa più prossimo, tenendo conto del numero delle persone; voi conterete ogni persona secondo quel che può mangiare dell’agnello.Il vostro agnello sia senza difetto, maschio, dell’anno; potrete prendere un agnello o un capretto.Lo serberete fino al quattordicesimo giorno di questo mese, e tutta la raunanza d’Israele, congregata, lo immolerà sull’imbrunire.E si prenda del sangue d’esso, e si metta sui due stipiti e sull’architrave della porta delle case dove lo si mangerà.E se ne mangi la carne in quella notte; si mangi arrostita al fuoco, con pane senza lievito e con dell’erbe amare.
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  • Guarigione di ciechi e zoppi

    Dopo la purificazione del Tempio, Gesù guarisce ciechi e zoppi nel cortile, il lunedì 28 marzo del 33. Solo Matteo riporta questo episodio. La folla e i bambini lo acclamano come Figlio di Davide, mentre i capi dei sacerdoti e gli scribi, sempre più ostili, si indignano per queste manifestazioni messianiche. Questo episodio illustra il contrasto tra la fede del popolo semplice e il rifiuto delle autorità religiose.

    Matteo 21.14 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Allora vennero a lui, nel tempio, de’ ciechi e degli zoppi, ed egli li sanò.
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  • Insegnamento quotidiano nel Tempio

    La pericope 286 descrive l’insegnamento quotidiano di Gesù nel Tempio di Gerusalemme durante la settimana di Pasqua (lunedì 28 marzo del 33 d.C.). Basata principalmente su Luca 19,47-48, presenta la crescente opposizione tra le folle ammirate e le autorità religiose ostili — scribi, sommi sacerdoti, sadducei e farisei — che cercano di far tacere Gesù, il cui messaggio del Regno di Dio minaccia il loro potere costituito.

    Luca 19.47-48 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ed ogni giorno insegnava nel tempio. Ma i capi sacerdoti e gli scribi e i primi fra il popolo cercavano di farlo morire;ma non sapevano come fare, perché tutto il popolo, ascoltandolo, pendeva dalle sue labbra.
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  • L’autorità del Messia Gesù contestata

    Nel Tempio di Gerusalemme, i capi religiosi contestano pubblicamente l’autorità di Gesù. Con un’abile contro-domanda sul battesimo di Giovanni, egli li riduce al silenzio e smaschera la loro malafede. Questo episodio sinottico (Mt 21.23-27; Mc 11.27-33; Lc 20.1-8) illustra la crescente opposizione delle autorità al Messia durante l’ultima settimana prima dell’arresto.

    Luca 20.1-8 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E avvenne un di quei giorni, che mentre insegnava al popolo nel tempio ed evangelizzava, sopraggiunsero i capi sacerdoti e gli scribi con gli anziani, e gli parlaron così:Dicci con quale autorità tu fai queste cose, e chi t’ha data codesta autorità.Ed egli, rispondendo, disse loro: Anch’io vi domanderò una cosa:Il battesimo di Giovanni era dal cielo a dagli uomini?Ed essi ragionavan fra loro, dicendo: Se diciamo: Dal cielo, egli ci dirà: Perché non gli credeste?Ma se diciamo: Dagli uomini, tutto il popolo ci lapiderà, perché è persuaso che Giovanni era un profeta.E risposero che non sapevano d’onde fosse.E Gesù disse loro: Neppur io vi dico con quale autorità fo queste cose.
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  • Le domande dei dottori della legge

    Durante l’ultima settimana prima della sua Passione, Gesù viene interrogato da dottori della Legge sul più grande comandamento. Riassume tutta la Legge in due princìpi: amare Dio e amare il prossimo. Uno scriba sincero riconosce la giustezza di questa risposta, e Gesù gli dichiara che non è lontano dal Regno. L’articolo sfuma la visione del fariseismo e invita a una fede vissuta nell’amore piuttosto che nel legalismo.

    Marco 12.34 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E Gesù, vedendo ch’egli avea risposto avvedutamente, gli disse: Tu non sei lontano dal regno di Dio. E niuno ardiva più interrogarlo.
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  • La messianità di Gesù

    Nel cortile del Tempio di Gerusalemme, il martedì prima della sua Passione, Gesù interroga i farisei sull’identità del Messia. Citando il Salmo 110, rivela che il Messia è al tempo stesso Figlio di Davide secondo la carne e Signore eterno secondo la sua divinità, confondendo i suoi avversari, che restano senza risposta. Un’affermazione cristologica fondamentale sulla doppia natura di Gesù.

    Matteo 23.1-39 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Allora Gesù parlò alle turbe e ai suoi discepoli,dicendo: Gli scribi e i Farisei seggono sulla cattedra di Mosè.Fate dunque ed osservate tutte le cose che vi diranno, ma non fate secondo le opere loro; perché dicono e non fanno.Difatti, legano de’ pesi gravi e li mettono sulle spalle della gente; ma loro non li voglion muovere neppure col dito.Tutte le loro opere le fanno per essere osservati dagli uomini; difatti allargano le lor filatterie ed allungano le frange de’ mantelli;ed amano i primi posti ne’ conviti e i primi seggi nelle sinagoghee i saluti nelle piazze e d’esser chiamati dalla gente: “Maestro!”Ma voi non vi fate chiamar “Maestro”, perché uno solo è il vostro maestro, e voi siete tutti fratelli.E non chiamate alcuno sulla terra vostro padre, perché uno solo è il Padre vostro, quello che è ne’ cieli.E non vi fate chiamar guide, perché una sola è la vostra guida, il Cristo:ma il maggiore fra voi sia vostro servitore.Chiunque s’innalzerà sarà abbassato, e chiunque si abbasserà sarà innalzato.Ma guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché serrate il regno de’ cieli dinanzi alla gente; poiché, né vi entrate voi, né lasciate entrare quelli che cercano di entrare.Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché divorate le case delle vedove, e fate per apparenza lunghe orazioni; perciò riceverete maggior condanna.Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché scorrete mare e terra per fare un proselito; e fatto che sia, lo rendete figliuol della geenna il doppio di voi.Guai a voi, guide cieche, che dite: Se uno giura per il tempio, non è nulla; ma se giura per l’oro del tempio, resta obbligato.Stolti e ciechi, poiché qual è maggiore: l’oro, o il tempio che santifica l’oro?E se uno, voi dite, giura per l’altare, non è nulla; ma se giura per l’offerta che c’è sopra, resta obbligato.Ciechi, poiché qual è maggiore: l’offerta, o l’altare che santifica l’offerta?Chi dunque giura per l’altare, giura per esso e per tutto quel che c’è sopra;e chi giura per il tempio, giura per esso e per Colui che l’abita;e chi giura per il cielo, giura per il trono di Dio e per Colui che vi siede sopra.Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché pagate la decima della menta e dell’aneto e del comino, e trascurate le cose più gravi della legge: il giudicio, e la misericordia, e la fede. Queste son le cose che bisognava fare, senza tralasciar le altre.Guide cieche, che colate il moscerino e inghiottite il cammello.Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché nettate il di fuori del calice e del piatto, mentre dentro son pieni di rapina e d’intemperanza.Fariseo cieco, netta prima il di dentro del calice e del piatto, affinché anche il di fuori diventi netto.Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché siete simili a sepolcri imbiancati, che appaion belli di fuori, ma dentro son pieni d’ossa di morti e d’ogni immondizia.Così anche voi, di fuori apparite giusti alla gente; ma dentro siete pieni d’ipocrisia e d’iniquità.Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché edificate i sepolcri ai profeti, e adornate le tombe de’ giusti e dite:Se fossimo stati ai dì de’ nostri padri, non saremmo stati loro complici nello spargere il sangue dei profeti!Talché voi testimoniate contro voi stessi, che siete figliuoli di coloro che uccisero i profeti.E voi, colmate pure la misura dei vostri padri!Serpenti, razza di vipere, come scamperete al giudizio della geenna?Perciò, ecco, io vi mando de’ profeti e de’ savi e degli scribi; di questi, alcuni ne ucciderete e metterete in croce; altri ne flagellerete nelle vostre sinagoghe e li perseguiterete di città in città,affinché venga su voi tutto il sangue giusto sparso sulla terra, dal sangue del giusto Abele, fino al sangue di Zaccaria, figliuol di Barachia, che voi uccideste fra il tempio e l’altare.Io vi dico in verità che tutte queste cose verranno su questa generazione.Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti sono mandati, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figliuoli, come la gallina raccoglie i suoi pulcini sotto le ali; e voi non avete voluto!Ecco, la vostra casa sta per esservi lasciata deserta.Poiché vi dico che d’ora innanzi non mi vedrete più, finché diciate: Benedetto colui che viene nel nome del Signore!
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  • Requisitoria contro i capi religiosi

    Nel cortile del Tempio di Gerusalemme, il mercoledì precedente la sua Passione, Gesù pronuncia una severa requisitoria contro gli scribi e i farisei. Attraverso otto proclamazioni di ‘Guai a voi!’, denuncia la loro ipocrisia, il loro orgoglio e la loro religione di facciata, esprimendo al tempo stesso un profondo dolore per Gerusalemme. Invita i suoi discepoli a una fede autentica, umile e al servizio degli altri.

    Matteo 23.37 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti sono mandati, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figliuoli, come la gallina raccoglie i suoi pulcini sotto le ali; e voi non avete voluto!
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Guarigioni

  • Guarigione del paralitico

    L'article analyse le miracle de la guérison du paralytique, présent dans les Évangiles de Matthieu, Marc et Luc. Jésus, confronté au scepticisme des scribes, démontre son autorité divine en guérissant un paralytique descendu d'un toit par ses amis. Ce récit souligne la foi des porteurs et la capacité du Christ à pardonner et guérir, entraînant émerveillement et louanges de la foule.

    Marco 2.1-12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E dopo alcuni giorni, egli entrò di nuovo in Capernaum, e si seppe che era in casa;e si raunò tanta gente che neppure lo spazio dinanzi alla porta la potea contenere. Ed egli annunziava loro la Parola.E vennero a lui alcuni che menavano un paralitico portato da quattro.E non potendolo far giungere fino a lui a motivo della calca, scoprirono il tetto dalla parte dov’era Gesù; e fattavi un’apertura, calarono il lettuccio sul quale il paralitico giaceva.E Gesù, veduta la loro fede, disse al paralitico: Figliuolo, i tuoi peccati ti sono rimessi.Or alcuni degli scribi eran quivi seduti e così ragionavano in cuor loro:Perché parla costui in questa maniera? Egli bestemmia! Chi può rimettere i peccati, se non un solo, cioè Dio?E Gesù, avendo subito conosciuto nel suo spirito che ragionavano così dentro di sé, disse loro: Perché fate voi cotesti ragionamenti ne’ vostri cuori?Che è più agevole, dire al paralitico: I tuoi peccati ti sono rimessi, oppur dirgli: Lèvati, togli il tuo lettuccio e cammina?Ora, affinché sappiate che il Figliuol dell’uomo ha potestà in terra di rimettere i peccati:Io tel dico (disse al paralitico), lèvati, togli il tuo lettuccio, e vattene a casa tua.E colui s’alzò, e subito, preso il suo lettuccio, se ne andò via in presenza di tutti; talché tutti stupivano e glorificavano Iddio dicendo: Una cosa così non la vedemmo mai.
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Le contraddizioni

  • I farisei o gli scribi

    Cet article aborde une apparente contradiction biblique entre les pharisiens et les scribes dans les Évangiles, et explique comment ces différences reflètent des perspectives distinctes mais complémentaires des auteurs bibliques sur l'opposition à Jésus.

    Marco 3.22 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E’ fuori di sé. E gli scribi, ch’eran discesi da Gerusalemme, dicevano: Egli ha Beelzebub, ed è per l’aiuto del principe dei demoni, ch’ei caccia i demoni.
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