Étude 1 sur 38 · La première fête de Pâque

  1. Étude 1 : La première fête de Pâque
  2. Étude 2 : Témoignages confirmant celui du Messie Jésus
  3. Étude 3 : Le sermon sur la montagne (5), la relation du Messie Jésus avec la loi
  4. Étude 4 : Le sermon sur la montagne (6), le meurtre, l’offrande et le pardon
  5. Étude 5 : Le sermon sur la montagne (10), aimer ses ennemis
  6. Étude 6 : La réaction de la foule
  7. Étude 7 : La transfiguration
  8. Étude 8 : Question des disciples au sujet du prophète Elie
  9. Étude 9 : Enseignement du Messie Jésus au temple
  10. Étude 10 : Les questions des pharisiens et des hérodiens
  11. Étude 11 : Réquisitoire contre les responsables religieux
  12. Étude 12 : Les dix plaies d'Egypte
  13. Étude 13 : La confrontation initiale entre Moïse et Pharaon
  14. Étude 14 : La première plaie : l’eau du Nil changée en sang
  15. Étude 15 : La deuxième plaie : l’invasion des grenouilles
  16. Étude 16 : La troisième plaie : les moustiques sortis de la poussière
  17. Étude 17 : La quatrième plaie : les mouches venimeuses
  18. Étude 18 : La cinquième plaie : la mortalité du bétail
  19. Étude 19 : La Sixième Plaie : Les Ulcères
  20. Étude 20 : La Septième plaie : la grêle mêlée de feu
  21. Étude 21 : Les textes fondateurs de la Bible
  22. Étude 22 : La Bible Hébraïque
  23. Étude 23 : Parole de Dieu ou parole de Moïse ?
  24. Étude 24 : L’arrestation d’Etienne
  25. Étude 25 : Le discours d’Etienne devant le Sanhédrin
  26. Studio 26: La trasfigurazione
  27. Étude 27 : Le code d'Hammourabi
  28. Étude 28 : Le nom imprononçable de Dieu
  29. Étude 29 : Le pays de Canaan
  30. Étude 30 : La Torah
  31. Étude 31 : Le Pentateuque
  32. Étude 32 : Exemples de source Jahviste
  33. Étude 33 : Exemples de source Elohiste
  34. Étude 34 : Exemples de source Deutéronomiste
  35. Étude 35 : La source Jahviste
  36. Étude 36 : La source Deutéronomiste
  37. Étude 37 : Le Tanakh
  38. Étude 38 : Différence Tanakh, Torah et Bible hébraïque

Il ministero di Giovanni il Battista

  • La prima festa di Pasqua

    La pericope PER038 analizza la prima festa di Pasqua nel Vangelo di Giovanni (Giovanni 2,13), datata precisamente al 7 aprile 30. L’articolo formula tre osservazioni: il valore cronologico di questa festa per datare il ministero di Gesù su tre anni e mezzo, la distinzione giovannea della «Pasqua dei Giudei» e la sottomissione di Gesù ai riti del giudaismo. Solo Giovanni documenta questo periodo precedente all’arresto di Giovanni il Battista.

    Numeri 9.1-14 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    L’Eterno parlò ancora a Mosè, nel deserto di Sinai, il primo mese del secondo anno da che furono usciti dal paese d’Egitto, dicendo:“I figliuoli d’Israele celebreranno la pasqua nel tempo stabilito.La celebrerete nel tempo stabilito, il quattordicesimo giorno di questo mese, sull’imbrunire; la celebrerete secondo tutte le leggi e secondo tutte le prescrizioni che vi si riferiscono”.E Mosè parlò ai figliuoli d’Israele perché celebrassero la pasqua.Ed essi celebrarono la pasqua il quattordicesimo giorno del primo mese, sull’imbrunire, nel deserto di Sinai; i figliuoli d’Israele si conformarono a tutti gli ordini che l’Eterno avea dati a Mosè.Or v’erano degli uomini che, essendo impuri per aver toccato un morto, non potevan celebrare la pasqua in quel giorno. Si presentarono in quello stesso giorno davanti a Mosè e davanti ad Aaronne;e quegli uomini dissero a Mosè: “Noi siamo impuri per aver toccato un morto; perché ci sarebb’egli tolto di poter presentare l’offerta dell’Eterno, al tempo stabilito, in mezzo ai figliuoli d’Israele?”E Mosè rispose loro: “Aspettate, e sentirò quel che l’Eterno ordinerà a vostro riguardo”.E l’Eterno parlò a Mosè, dicendo:“Parla ai figliuoli d’Israele, e di’ loro: Se uno di voi o de’ vostri discendenti sarà impuro per il contatto con un morto o sarà lontano in viaggio, celebrerà lo stesso la pasqua in onore dell’Eterno.La celebreranno il quattordicesimo giorno del secondo mese, sull’imbrunire; la mangeranno con del pane senza lievito e con delle erbe amare;non ne lasceranno nulla di resto fino al mattino, e non ne spezzeranno alcun osso. La celebreranno secondo tutte le leggi della pasqua.Ma colui ch’è puro e che non è in viaggio, se s’astiene dal celebrare la pasqua, quel tale sarà sterminato di fra il suo popolo; siccome non ha presentato l’offerta all’Eterno nel tempo stabilito, quel tale porterà la pena del suo peccato.E se uno straniero che soggiorna tra voi celebra la pasqua dell’Eterno, si conformerà alle leggi e alle prescrizioni della pasqua. Avrete un’unica legge, per lo straniero e per il nativo del paese”.
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Dalla seconda alla terza festa di Pasqua

  • Testimonianze che confermano quella di Gesù, il Messia

    L'articolo discute le testimonianze che confermano Gesù come Messia, soprattutto quelle di Giovanni Battista e dei miracoli divini nel racconto di Giovanni. Il luogo è Gerusalemme, dopo la Pasqua di marzo 31. Gesù critica le autorità che non lo riconoscono ed evoca Mosè come precursore. Alcuni, come Nicodemo, si convertiranno.

    Giovanni 5.31-47 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Se io rendo testimonianza di me stesso, la mia testimonianza non è verace.V’è un altro che rende testimonianza di me; e io so che la testimonianza ch’egli rende di me, è verace.Voi avete mandato da Giovanni, ed egli ha reso testimonianza alla verità.Io però la testimonianza non la prendo dall’uomo, ma dico questo affinché voi siate salvati.Egli era la lampada ardente e splendente e voi avete voluto per breve ora godere alla sua luce.Ma io ho una testimonianza maggiore di quella di Giovanni; perché le opere che il Padre mi ha dato a compiere, quelle opere stesse che io fo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato.E il Padre che mi ha mandato, ha Egli stesso reso testimonianza di me. La sua voce, voi non l’avete mai udita; e il suo sembiante, non l’avete mai veduto;e la sua parola non l’avete dimorante in voi, perché non credete in colui ch’Egli ha mandato.Voi investigate le Scritture, perché pensate aver per mezzo d’esse vita eterna, ed esse son quelle che rendon testimonianza di me;eppure non volete venire a me per aver la vita!Io non prendo gloria dagli uomini;ma vi conosco che non avete l’amor di Dio in voi.Io son venuto nel nome del Padre mio, e voi non mi ricevete; se un altro verrà nel suo proprio nome, voi lo riceverete.Come potete credere, voi che prendete gloria gli uni dagli altri e non cercate la gloria che vien da Dio solo?Non crediate che io sia colui che vi accuserà davanti al Padre; v’è chi v’accusa, ed è Mosè, nel quale avete riposta la vostra speranza.Perché se credeste a Mosè, credereste anche a me; poiché egli ha scritto di me.Ma se non credete agli scritti di lui, come crederete alle mie parole?
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  • Il discorso della montagna (5), il rapporto del Messia Gesù con la legge

    Quinta parte del discorso della montagna, l'articolo analizza il rapporto di Gesù con la legge mosaica a partire da Matteo 5.17-20. Gesù afferma di non essere venuto ad abolirla, ma a compierla pienamente secondo il disegno originario di Dio. Distingue la vera legge di Mosè dalle tradizioni religiose aggiunte da scribi e farisei, avvertendo che la loro giustizia istituzionalizzata non conduce al regno dei cieli.

    Luca 24.44 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poi disse loro: Queste son le cose che io vi dicevo quand’ero ancora con voi: che bisognava che tutte le cose scritte di me nella legge di Mosè, ne’ profeti e nei Salmi, fossero adempiute.
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  • Il discorso della montagna (6), l'omicidio, l'offerta e il perdono

    Sesta parte del discorso della montagna (Mt 5.21-26), questa pericope esamina l'insegnamento di Gesù sull'omicidio, l'offerta e il perdono. Gesù approfondisce il quinto comandamento mostrando che l'ira e il disprezzo per il fratello sono spiritualmente gravi quanto l'omicidio stesso. Contrappone la lettera della legge farisaica allo spirito originario di Dio e afferma che solo il perdono sincero, non l'offerta, ristabilisce una relazione normale. L'avvertimento è escatologico: senza riconciliazione c'è la geenna.

    Esodo 20.13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Non uccidere.
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  • Il discorso della montagna (10), amare i propri nemici

    La decima sezione del Discorso della montagna riguarda l’amore per i nemici (Mt 5.43-48 ; Lc 6.27-36). Gesù va oltre l’interpretazione farisaica invitando i suoi discepoli ad amare anche i pagani, a immagine di Dio che ama tutti gli uomini. La 'regola d’oro' (Mt 7.12) completa questo insegnamento. L’obiettivo ultimo è la perfezione divina: 'Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste'.

    Matteo 7.12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Tutte le cose dunque che voi volete che gli uomini vi facciano, fatele anche voi a loro; perché questa è la legge ed i profeti.
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Dalla 3ª Pasqua all’inizio dell’ultima settimana

  • La reazione della folla

    Dopo la moltiplicazione dei pani, la folla riconosce Gesù come il profeta annunciato da Mosè e vuole proclamarlo re. Solo Giovanni riporta questo episodio. Gesù si ritira sul monte, rifiutando una regalità politica. Questo passo rivela la tensione tra le attese messianiche popolari e la missione spirituale del Messia, che rifiuta di conformarsi alle speranze nazionaliste del suo tempo.

    Giovanni 6.14-15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    La gente dunque, avendo veduto il miracolo che Gesù avea fatto, disse: Questi è certo il profeta che ha da venire al mondo.Gesù quindi, sapendo che stavan per venire a rapirlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, tutto solo.
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  • La trasfigurazione

    L'articolo esplora la trasfigurazione di Gesù, in cui egli risplende di luce divina accanto a Mosè ed Elia sul monte Ermon. Pietro, Giacomo e Giovanni ne sono testimoni. Questo evento manifesta la divinità di Gesù.

    Matteo 17.1-13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Sei giorni dopo, Gesù prese seco Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello, e li condusse sopra un alto monte, in disparte.E fu trasfigurato dinanzi a loro; la sua faccia risplendé come il sole, e i suoi vestiti divennero candidi come la luce.Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che stavan conversando con lui.E Pietro prese a dire a Gesù: Signore, egli è bene che stiamo qui; se vuoi, farò qui tre tende: una per te, una per Mosè ed una per Elia.Mentr’egli parlava ancora, ecco una nuvola luminosa li coperse della sua ombra, ed ecco una voce dalla nuvola che diceva: Questo è il mio diletto Figliuolo, nel quale mi sono compiaciuto; ascoltatelo.E i discepoli, udito ciò, caddero con la faccia a terra, e furon presi da gran timore.Ma Gesù, accostatosi, li toccò e disse: Levatevi, e non temete.Ed essi, alzati gli occhi, non videro alcuno, se non Gesù tutto solo.Poi, mentre scendevano dal monte, Gesù diede loro quest’ordine: Non parlate di questa visione ad alcuno, finché il Figliuol dell’uomo sia risuscitato dai morti.E i discepoli gli domandarono: Perché dunque dicono gli scribi che prima deve venir Elia?Ed egli, rispondendo, disse loro: Certo, Elia deve venire e ristabilire ogni cosa.Ma io vi dico: Elia è già venuto, e non l’hanno riconosciuto; anzi, gli hanno fatto tutto quello che hanno voluto; così anche il Figliuol dell’uomo ha da patire da loro.Allora i discepoli intesero ch’era di Giovanni Battista ch’egli aveva loro parlato.
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  • Domanda dei discepoli sul profeta Elia

    Dopo la trasfigurazione, i discepoli interrogano Gesù sulla profezia riguardante Elia. Gesù rivela che Giovanni Battista adempie questa profezia, un legame che i Vangeli sviluppano progressivamente.

    Marco 9.11-13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poi gli chiesero: Perché dicono gli scribi che prima deve venir Elia?Ed egli disse loro: Elia deve venir prima e ristabilire ogni cosa; e come mai è egli scritto del Figliuol dell’uomo che egli ha da patir molte cose e da essere sprezzato?Ma io vi dico che Elia è già venuto, ed anche gli hanno fatto quello che hanno voluto, com’è scritto di lui.
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  • Insegnamento del Messia Gesù nel tempio

    Durante la festa delle Capanne, nell'ottobre dell'anno 32, il Messia Gesù insegna nel tempio di Gerusalemme con un'autorità che stupisce la folla e indigna i farisei. Giovanni 7.14-24 riferisce questo episodio unico in cui Gesù afferma che il suo insegnamento viene da Dio e difende una guarigione compiuta di sabato con un'argomentazione scritturale rigorosa. L'ostilità delle autorità religiose si intensifica.

    Marco 3.1-6 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poi entrò di nuovo in una sinagoga; e quivi era un uomo che avea la mano secca.E l’osservavano per vedere se lo guarirebbe in giorno di sabato, per poterlo accusare.Ed egli disse all’uomo che avea la mano secca: Lèvati là nel mezzo!Poi disse loro: E’ egli lecito, in giorno di sabato, di far del bene o di far del male? di salvare una persona o di ucciderla? Ma quelli tacevano.Allora Gesù, guardatili tutt’intorno con indignazione, contristato per l’induramento del cuor loro, disse all’uomo: Stendi la mano! Egli la stese, e la sua mano tornò sana.E i Farisei, usciti, tennero subito consiglio con gli Erodiani contro di lui, con lo scopo di farlo morire.
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L’ultima settimana prima dell’arresto

  • Le domande dei farisei e degli erodiani

    Nel Tempio di Gerusalemme, i sadducei tentano di tendere una trappola a Gesù con una domanda sulla risurrezione che riguarda una donna che ebbe sette mariti. Gesù risponde rivelando la loro ignoranza delle Scritture e della potenza di Dio: nella vita futura non ci si sposa più. Prova la risurrezione a partire dalla Torah citando Esodo 3.6: Dio è il Dio dei viventi, non dei morti. I suoi avversari sono ridotti al silenzio.

    Matteo 22.23-33 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    In quell’istesso giorno vennero a lui de’ Sadducei, i quali dicono che non v’è risurrezione, e gli domandarono:Maestro, Mosè ha detto: Se uno muore senza figliuoli, il fratel suo sposi la moglie di lui e susciti progenie al suo fratello.Or v’erano fra di noi sette fratelli; e il primo, ammogliatosi, morì; e, non avendo prole, lasciò sua moglie al suo fratello.Lo stesso fece pure il secondo, poi il terzo, fino al settimo.Infine, dopo tutti, morì anche la donna.Alla risurrezione, dunque, di quale dei sette sarà ella moglie? Poiché tutti l’hanno avuta.Ma Gesù, rispondendo, disse loro: Voi errate, perché non conoscete le Scritture, né la potenza di Dio.Perché alla risurrezione né si prende né si dà moglie; ma i risorti son come angeli ne’ cieli.Quanto poi alla risurrezione dei morti, non avete voi letto quel che vi fu insegnato da Dio,quando disse: Io sono l’Iddio di Abramo e l’Iddio d’Isacco e l’Iddio di Giacobbe? Egli non è l’Iddio de’ morti, ma de’ viventi.E le turbe, udite queste cose, stupivano della sua dottrina.
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  • Requisitoria contro i capi religiosi

    Nel cortile del Tempio di Gerusalemme, il mercoledì precedente la sua Passione, Gesù pronuncia una severa requisitoria contro gli scribi e i farisei. Attraverso otto proclamazioni di ‘Guai a voi!’, denuncia la loro ipocrisia, il loro orgoglio e la loro religione di facciata, esprimendo al tempo stesso un profondo dolore per Gerusalemme. Invita i suoi discepoli a una fede autentica, umile e al servizio degli altri.

    Matteo 23.23 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché pagate la decima della menta e dell’aneto e del comino, e trascurate le cose più gravi della legge: il giudicio, e la misericordia, e la fede. Queste son le cose che bisognava fare, senza tralasciar le altre.
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Affidabilità delle Scritture e altri temi dottrinali

  • Le dieci piaghe d'Egitto

    L'articolo 'Le dieci piaghe d'Egitto' analizza questi eventi biblici come una rivelazione progressiva di Dio quale giudice e liberatore, stabilendo paralleli con l'Apocalisse di Giovanni. Il popolo ebraico, oppresso in Egitto, vede in Mosè, accompagnato da Aronne, lo strumento divino della propria liberazione nonostante il tenace rifiuto del Faraone.

    Esodo 7-11 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    L’Eterno disse a Mosè: “Vedi, io ti ho stabilito come Dio per Faraone, e Aaronne tuo fratello sarà il tuo profeta.Tu dirai tutto quello che t’ordinerò, e Aaronne tuo fratello parlerà a Faraone, perché lasci partire i figliuoli d’Israele dal suo paese.E io indurerò il cuore di Faraone, e moltiplicherò i miei segni e i miei prodigi nel paese d’Egitto.E Faraone non vi darà ascolto; e io metterò la mia mano sull’Egitto, e farò uscire dal paese d’Egitto le mie schiere, il mio popolo, i figliuoli d’Israele, mediante grandi giudizi.E gli Egiziani conosceranno che io sono l’Eterno, quando avrò steso la mia mano sull’Egitto e avrò tratto di mezzo a loro i figliuoli d’Israele”.E Mosè e Aaronne fecero così; fecero come l’Eterno avea loro ordinato.Or Mosè aveva ottant’anni e Aaronne ottantatre, quando parlarono a Faraone.L’Eterno parlò a Mosè e ad Aaronne, dicendo:“Quando Faraone vi parlerà e vi dirà: Fate un prodigio! tu dirai ad Aaronne: Prendi il tuo bastone, gettalo davanti a Faraone, e diventerà un serpente”.Mosè ed Aaronne andaron dunque da Faraone, e fecero come l’Eterno aveva ordinato. Aaronne gettò il suo bastone davanti a Faraone e davanti ai suoi servitori, e quello diventò un serpente.Faraone a sua volta chiamò i savi e gl’incantatori; e i magi d’Egitto fecero anch’essi lo stesso, con le loro arti occulte.Ognun d’essi gettò il suo bastone, e i bastoni diventaron serpenti; ma il bastone d’Aaronne inghiottì i bastoni di quelli.E il cuore di Faraone s’indurò, ed egli non diè ascolto a Mosè e ad Aaronne, come l’Eterno avea detto.L’Eterno disse a Mosè: “Il cuor di Faraone è ostinato;egli rifiuta di lasciar andare il popolo. Va’ da Faraone domani mattina; ecco, egli uscirà per andare verso l’acqua; tu sta’ ad aspettarlo sulla riva del fiume, e prendi in mano il bastone ch’è stato mutato in serpente.E digli: L’Eterno, l’Iddio degli Ebrei, m’ha mandato da te per dirti: Lascia andare il mio popolo, perché mi serva nel deserto; ed ecco, fino ad ora, tu non hai ubbidito.Così dice l’Eterno: Da questo conoscerai che io sono l’Eterno; ecco, io percoterò col bastone che ho in mia mano le acque che son nel fiume, ed esse saran mutate in sangue.E il pesce ch’è nel fiume morrà, e il fiume cara ammorbato, e gli Egiziani avranno ripugnanza a bere l’acqua del fiume”.E l’Eterno disse a Mosè: “Di’ ad Aaronne: Prendi il tuo bastone, e stendi la tua mano sulle acque dell’Egitto, sui loro fiumi, sui loro rivi, sui loro stagni e sopra ogni raccolta d’acqua; essi diventeranno sangue, e vi sarà sangue per tutto il paese d’Egitto, perfino ne’ recipienti di legno e ne’ recipienti di pietra”.Mosè ed Aaronne fecero come l’Eterno aveva ordinato. Aaronne alzò il bastone, e in presenza di Faraone e in presenza dei suoi servitori percosse le acque ch’erano nel fiume; e tutte le acque ch’erano nel fiume furon cangiate in sangue.E il pesce ch’era nel fiume morì; e il fiume fu ammorbato, sì che gli Egiziani non potevan bere l’acqua del fiume; e vi fu sangue per tutto il paese d’Egitto.E i magi d’Egitto fecero lo stesso con le loro arti occulte; e il cuore di Faraone s’indurò ed egli non diè ascolto a Mosè e ad Aaronne, come l’Eterno avea detto.E Faraone, volte ad essi le spalle, se ne andò a casa sua, e neanche di questo fece alcun caso.E tutti gli Egiziani fecero degli scavi ne’ pressi del fiume per trovare dell’acqua da bere, perché non potevan bere l’acqua del fiume.E passaron sette interi giorni, dopo che l’Eterno ebbe percosso il fiume.Poi l’Eterno disse a Mosè: “Va’ da Faraone, e digli: Così dice l’Eterno: Lascia andare il mio popolo perché mi serva.E se rifiuti di lasciarlo andare, ecco, io colpirò tutta l’estensione del tuo paese col flagello delle rane;e il fiume brulicherà di rane, che saliranno ed entreranno nella tua casa, nella camera ove dormi, sul tuo letto, nelle case de’ tuoi servitori e fra il tuo popolo, ne’ tuoi forni e nelle tue madie.E le rane assaliranno te, il tuo popolo e tutti i tuoi servitori”.E l’Eterno disse a Mosè: “Di’ ad Aaronne: Stendi la tua mano col tuo bastone sui fiumi, sui rivi e sugli stagni e fa salir le rane sul paese d’Egitto”.E Aaronne stese la sua mano sulle acque d’Egitto, e le rane salirono e coprirono il paese d’Egitto.E i magi fecero lo stesso con le loro arti occulte, e fecero salire le rane sul paese d’Egitto.Allora Faraone chiamò Mosè ed Aaronne e disse loro: “Pregate l’Eterno che allontani le rane da me e dal mio popolo, e io lascerò andare il popolo, perché offra sacrifizi all’Eterno”.E Mosè disse a Faraone: “Fammi l’onore di dirmi per quando io devo chiedere, nelle mie supplicazioni per te, per i tuoi servitori e per il tuo popolo, che l’Eterno distrugga le rane intorno a te e nelle tue case, e non ne rimanga se non nel fiume”.Egli rispose: “Per domani”. E Mosè disse: “Sarà fatto come tu dici, affinché tu sappia che non v’è alcuno pari all’Eterno, ch’è il nostro Dio.E le rane s’allontaneranno da te, dalle tue case, dai tuoi servitori e dal tuo popolo; non ne rimarrà che nel fiume”.Mosè ed Aaronne uscirono da Faraone; e Mosè implorò l’Eterno relativamente alle rane che aveva inflitte a Faraone.E l’Eterno fece quello che Mosè avea domandato, e le rane morirono nelle case, nei cortili e nei campi.Le radunarono a mucchi e il paese ne fu ammorbato.Ma quando Faraone vide che v’era un po’ di respiro, si ostinò in cuor suo, e non diè ascolto a Mosè e ad Aaronne, come l’Eterno avea detto.E l’Eterno disse a Mosè: “Di’ ad Aaronne: Stendi il tuo bastone e percuoti la polvere della terra, ed essa diventerà zanzare per tutto il paese di Egitto”.Ed essi fecero così. Aaronne stese la sua mano col suo bastone, percosse la polvere della terra, e ne vennero delle zanzare sugli uomini e sugli animali; tutta la polvere della terra diventò zanzare per tutto il paese d’Egitto.E i magi cercarono di far lo stesso coi loro incantesimi per produrre le zanzare, ma non poterono. Le zanzare furon dunque sugli uomini e sugli animali.Allora i magi dissero a Faraone: “Questo è il dito di Dio”. Ma il cuore di Faraone s’indurò ed egli non diè ascolto a Mosè e ad Aaronne, come l’Eterno avea detto.Poi l’Eterno disse a Mosè: “Alzati di buon mattino, e presentati a Faraone. Ecco, egli uscirà per andar verso l’acqua; e digli: Così dice l’Eterno: Lascia andare il mio popolo, perché mi serva.Se no, se non lasci andare il mio popolo, ecco io manderò su te, sui tuoi servitori, sul tuo popolo e nelle tue case, le mosche velenose; le case degli Egiziani saran piene di mosche velenose e il suolo su cui stanno ne sarà coperto.Ma in quel giorno io farò eccezione del paese di Goscen, dove abita il mio popolo; e quivi non ci saranno mosche, affinché tu sappia che io, l’Eterno, sono in mezzo al paese.E io farò una distinzione fra il mio popolo e il tuo popolo. Domani avverrà questo miracolo”.E l’Eterno fece così; e vennero grandi sciami di mosche velenose in casa di Faraone e nelle case dei suoi servitori; e in tutto il paese d’Egitto la terra fu guasta dalle mosche velenose.Faraone chiamò Mosè ed Aaronne e disse: “Andate, offrite sacrifizi al vostro Dio nel paese”.Ma Mosè rispose: “Non si può far così; poiché offriremmo all’Eterno, ch’è l’Iddio nostro, dei sacrifizi che sono un abominio per gli Egiziani. Ecco, se offrissimo sotto i loro occhi dei sacrifizi che sono un abominio per gli Egiziani, non ci lapiderebbero essi?Andremo tre giornate di cammino nel deserto, e offriremo sacrifizi all’Eterno, ch’è il nostro Dio, com’egli ci ordinerà”.E Faraone disse: “Io vi lascerò andare, perché offriate sacrifizi all’Eterno, ch’è il vostro Dio, nel deserto; soltanto, non andate troppo lontano; pregate per me”.E Mosè disse: “Ecco, io esco da te e pregherò l’Eterno, e domani le mosche s’allontaneranno da Faraone, dai suoi servitori e dal suo popolo; soltanto, Faraone non si faccia più beffe, impedendo al popolo d’andare a offrir sacrifizi all’Eterno”.E Mosè uscì dalla presenza di Faraone, e pregò l’Eterno.E l’Eterno fece quel che Mosè domandava, e allontanò le mosche velenose da Faraone, dai suoi servitori e dal suo popolo; non ne restò neppur una.Ma anche questa volta Faraone si ostinò in cuor suo, e non lasciò andare il popolo.Allora l’Eterno disse a Mosè: “Va’ da Faraone, e digli: Così dice l’Eterno, l’Iddio degli Ebrei: Lascia andare il mio popolo, perché mi serva;che se tu rifiuti di lasciarlo andare e lo rattieni ancora,ecco, la mano dell’Eterno sarà sul tuo bestiame ch’è nei campi, sui cavalli, sugli asini, sui cammelli, sui buoi e sulle pecore; ci sarà una tremenda mortalità.E l’Eterno farà distinzione fra il bestiame d’Israele ed il bestiame d’Egitto; e nulla morrà di tutto quello che appartiene ai figliuoli d’Israele”.E l’Eterno fissò un termine, dicendo: “Domani, l’Eterno farà questo nel paese”.E l’indomani l’Eterno lo fece, e tutto il bestiame d’Egitto morì; ma del bestiame dei figliuoli d’Israele neppure un capo morì.Faraone mandò a vedere, ed ecco che neppure un capo del bestiame degl’Israeliti era morto. Ma il cuore di Faraone fu ostinato, ed ei non lasciò andare il popolo.E l’Eterno disse a Mosè e ad Aaronne: “Prendete delle manate di cenere di fornace, e la sparga Mosè verso il cielo, sotto gli occhi di Faraone.Essa diventerà una polvere che coprirà tutto il paese d’Egitto, e produrrà delle ulceri germoglianti pustole sulle persone e sugli animali, per tutto il paese d’Egitto”.Ed essi presero della cenere di fornace, e si presentarono a Faraone; Mosè la sparse verso il cielo, ed essa produsse delle ulceri germoglianti pustole sulle persone e sugli animali.E i magi non poteron stare dinanzi a Mosè, a motivo delle ulceri, perché le ulceri erano addosso ai magi come addosso a tutti gli Egiziani.E l’Eterno indurò il cuor di Faraone, ed egli non diè ascolto a Mosè e ad Aaronne come l’Eterno avea detto a Mosè.Poi l’Eterno disse a Mosè: “Lèvati di buon mattino, presentati a Faraone, e digli: Così dice l’Eterno, l’Iddio degli Ebrei: Lascia andare il mio popolo, perché mi serva;poiché questa volta manderò tutte le mie piaghe sul tuo cuore, sui tuoi servitori e sul tuo popolo, affinché tu conosca che non c’è nessuno simile a me su tutta la terra.Che se ora io avessi steso la mia mano e avessi percosso di peste te e il tuo popolo, tu saresti stato sterminato di sulla terra.Ma no; io t’ho lasciato sussistere per questo: per mostrarti la mia potenza, e perché il mio nome sia divulgato per tutta la terra.E ti opponi ancora al mio popolo per non lasciarlo andare?Ecco, domani, verso quest’ora, io farò cadere una grandine così forte, che non ce ne fu mai di simile in Egitto, da che fu fondato, fino al dì d’oggi.Or dunque manda a far mettere al sicuro il tuo bestiame e tutto quello che hai per i campi. La grandine cadrà su tutta la gente e su tutti gli animali che si troveranno per i campi e non saranno stati raccolti in casa, e morranno”.Fra i servitori di Faraone, quelli che temettero la parola dell’Eterno fecero rifugiare nelle case i loro servitori e il loro bestiame;ma quelli che non fecero conto della parola dell’Eterno, lasciarono i loro servitori e il loro bestiame per i campi.E l’Eterno disse a Mosè: “Stendi la tua mano verso il cielo, e cada grandine in tutto il paese d’Egitto, sulla gente, sugli animali e sopra ogni erba dei campi, nel paese d’Egitto”.E Mosè stese il suo bastone verso il cielo; e l’Eterno mandò tuoni e grandine, e del fuoco s’avventò sulla terra; e l’Eterno fece piovere grandine sul paese d’Egitto.Così ci fu grandine e fuoco guizzante del continuo tra la grandine; e la grandine fu così forte, come non ce n’era stata di simile in tutto il paese d’Egitto, da che era diventato nazione.E la grandine percosse, in tutto il paese d’Egitto, tutto quello ch’era per i campi: uomini e bestie; e la grandine percosse ogni erba de’ campi e fracassò ogni albero della campagna.Solamente nel paese di Goscen, dov’erano i figliuoli d’Israele, non cadde grandine.Allora Faraone mandò a chiamare Mosè ed Aaronne, e disse loro: “Questa volta io ho peccato; l’Eterno è giusto, mentre io e il mio popolo siamo colpevoli.Pregate l’Eterno perché cessino questi grandi tuoni e la grandine; e io vi lascerò andare, e non sarete più trattenuti”.E Mosè gli disse: “Come sarò uscito dalla città, protenderò le mani all’Eterno; i tuoni cesseranno e non ci sarà più grandine, affinché tu sappia che la terra è dell’Eterno.Ma quanto a te e ai tuoi servitori, io so che non avrete ancora timore dell’Eterno Iddio”.Ora il lino e l’orzo erano stati percossi, perché l’orzo era in spiga e il lino in fiore;ma il grano e la spelda non furon percossi, perché sono serotini.Mosè dunque, lasciato Faraone, uscì di città, protese le mani all’Eterno, e i tuoni e la grandine cessarono, e non cadde più pioggia sulla terra.E quando Faraone vide che la pioggia, la grandine e i tuoni eran cessati, continuò a peccare, e si ostinò in cuor suo: lui e i suoi servitori.E il cuor di Faraone s’indurò, ed egli non lasciò andare i figliuoli d’Israele, come l’Eterno avea detto per bocca di Mosè.E l’Eterno disse a Mosè: “Va’ da Faraone; poiché io ho reso ostinato il suo cuore e il cuore dei suoi servitori, per fare in mezzo a loro i segni che vedrai,e perché tu narri ai tuoi figliuoli e ai figliuoli dei tuoi figliuoli quello che ho operato in Egitto e i segni che ho fatto in mezzo a loro, onde sappiate che io sono l’Eterno”.Mosè ed Aaronne andaron dunque da Faraone, e gli dissero: “Così dice l’Eterno, l’Iddio degli Ebrei: Fino a quando rifiuterai d’umiliarti dinanzi a me? Lascia andare il mio popolo, perché mi serva.Se tu rifiuti di lasciar andare il mio popolo, ecco, domani farò venire delle locuste in tutta l’estensione del tuo paese.Esse copriranno la faccia della terra, sì che non si potrà vedere il suolo; ed esse divoreranno il resto ch’è scampato, ciò che v’è rimasto dalla grandine, e divoreranno ogni albero che vi cresce ne’ campi.Ed empiranno le tue case, le case di tutti i tuoi servitori e le case di tutti gli Egiziani, come né i tuoi padri né i padri de’ tuoi padri videro mai, dal giorno che furono sulla terra, al dì d’oggi”. Detto questo, voltò le spalle, e uscì dalla presenza di Faraone.E i servitori di Faraone gli dissero: “Fino a quando quest’uomo ci sarà come un laccio? Lascia andare questa gente, e che serva l’Eterno, l’Iddio suo! Non sai tu che l’Egitto e rovinato?”Allora Mosè ed Aaronne furon fatti tornare da Faraone; ed egli disse loro: “Andate, servite l’Eterno, l’Iddio vostro; ma chi son quelli che andranno?” E Mosè disse:“Noi andremo col nostri fanciulli e coi nostri vecchi, coi nostri figliuoli e con le nostre figliuole; andremo coi nostri greggi e coi nostri armenti, perché dobbiam celebrare una festa all’Eterno”.E Faraone disse loro: “Così sia l’Eterno con voi, com’io lascerò andare voi e i vostri bambini! Badate bene, perché avete delle cattive intenzioni!No, no; andate voi uomini, e servite l’Eterno; poiché questo è quel che cercate”. E Faraone li cacciò dalla sua presenza.Allora l’Eterno disse a Mosè: “Stendi la tua mano sul paese d’Egitto per farvi venire le locuste; e salgano esse sul paese d’Egitto e divorino tutta l’erba del paese, tutto quello che la grandine ha lasciato”.E Mosè stese il suo bastone sul paese d’Egitto; e l’Eterno fece levare un vento orientale sul paese, tutto quel giorno e tutta la notte; e, come venne la mattina, il vento orientale avea portato le locuste.E le locuste salirono su tutto il paese d’Egitto, e si posarono su tutta l’estensione dell’Egitto; erano in sì grande quantità, che prima non ce n’eran mai state tante, né mai più tante ce ne saranno.Esse coprirono la faccia di tutto il paese, in guisa che il paese ne rimase oscurato; e divorarono tutta l’erba del paese e tutti i frutti degli alberi, che la grandine avea lasciato; e nulla restò di verde negli alberi, e nell’erba della campagna, per tutto il paese d’Egitto.Allora Faraone chiamò in fretta Mosè ed Aaronne, e disse: “Io ho peccato contro l’Eterno, l’Iddio vostro, e contro voi.Ma ora perdona, ti prego, il mio peccato, questa volta soltanto; e supplicate l’Eterno, l’Iddio vostro, perché almeno allontani da me questo flagello mortale”.E Mosè uscì da Faraone, e pregò l’Eterno.E l’Eterno fe’ levare un vento contrario, un gagliardissimo vento di ponente, che portò via le locuste e le precipitò nel mar Rosso. Non ci rimase neppure una locusta in tutta l’estensione dell’Egitto.Ma l’Eterno indurò il cuor di Faraone, ed egli non lasciò andare figliuoli d’Israele.E l’Eterno disse a Mosè: “Stendi la tua mano verso il cielo, e sianvi tenebre nel paese d’Egitto: tali, che si possan palpare”.E Mosè stese la sua mano verso il cielo, e ci fu una fitta tenebrìa in tutto il paese d’Egitto per tre giorni.Uno non vedeva l’altro, e nessuno si mosse di dove stava, per tre giorni; ma tutti i figliuoli d’Israele aveano della luce nelle loro dimore.Allora Faraone chiamò Mosè e disse: “Andate, servite l’Eterno; rimangano soltanto i vostri greggi e i vostri armenti; anche i vostri bambini potranno andare con voi”.E Mosè disse: “Tu ci devi anche concedere di prendere di che fare de’ sacrifizi e degli olocausti, perché possiamo offrire sacrifizi all’Eterno, ch’è l’Iddio nostro.Anche il nostro bestiame verrà con noi, senza che ne rimanga addietro neppure un’unghia; poiché di esso dobbiam prendere per servire l’Eterno Iddio nostro; e noi non sapremo con che dovremo servire l’Eterno, finché sarem giunti colà”.Ma l’Eterno indurò il cuore di Faraone, ed egli non volle lasciarli andare.E Faraone disse a Mosè: “Vattene via da me! Guardati bene dal comparire più alla mia presenza! poiché il giorno che comparirai alla mia presenza, tu morrai!”E Mosè rispose: “Hai detto bene; io non comparirò più alla tua presenza”.E l’Eterno disse a Mosè: “Io farò venire ancora una piaga su Faraone e sull’Egitto; poi egli vi lascerà partire di qui. Quando vi lascerà partire, egli addirittura vi caccerà di qui.Or parla al popolo e digli che ciascuno domandi al suo vicino e ogni donna alla sua vicina degli oggetti d’argento e degli oggetti d’oro”.E l’Eterno fece entrare il popolo nelle buone grazie degli Egiziani; anche Mosè era personalmente in gran considerazione nel paese d’Egitto, agli occhi dei servitori di Faraone e agli occhi del popolo.E Mosè disse: “Così dice l’Eterno: Verso mezzanotte, io passerò in mezzo all’Egitto;e ogni primogenito nel paese d’Egitto morrà: dal primogenito di Faraone che siede sul suo trono, al primogenito della serva che sta dietro la macina, e ad ogni primogenito del bestiame.E vi sarà per tutto il paese d’Egitto un gran grido, quale non ci fu mai prima, né ci sarà di poi.Ma fra tutti i figliuoli d’Israele, tanto fra gli uomini quanto fra gli animali, neppure un cane moverà la lingua, affinché conosciate la distinzione che l’Eterno fa tra gli Egiziani e Israele.E tutti questi tuoi servitori scenderanno da me, e s’inchineranno davanti a me, dicendo: Parti, tu e tutto il popolo ch’è al tuo séguito! E, dopo questo, io partirò”. E Mosè uscì dalla presenza di Faraone, acceso d’ira.E l’Eterno disse a Mosè: “Faraone non vi darà ascolto, affinché i miei prodigi si moltiplichino nel paese d’Egitto”.E Mosè ed Aaronne fecero tutti questi prodigi dinanzi a Faraone; ma l’Eterno indurò il cuore di Faraone, ed egli non lasciò uscire i figliuoli d’Israele dal suo paese.
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  • Il confronto iniziale tra Mosè e il faraone

    L'articolo esamina come il primo confronto tra Mosè e il faraone, prima delle dieci piaghe, simboleggi uno scontro di sovranità tra Yahvè e le divinità egiziane. Mosè sfida l'autorità del faraone, rivelando così una lotta per il riconoscimento divino e ponendo le basi del giudizio a venire. Questo incontro mette in luce il processo divino di redenzione avviato dalla parola, e sottolinea l'asimmetria della potenza divina di fronte alle pretese umane.

    Esodo 5.1-5 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Dopo questo, Mosè ed Aaronne vennero a Faraone, e gli dissero: “Così dice l’Eterno, l’Iddio d’Israele: Lascia andare il mio popolo, perché mi celebri una festa nel deserto”.Ma Faraone rispose: “Chi è l’Eterno ch’io debba ubbidire alla sua voce e lasciar andare Israele? Io non conosco l’Eterno, e non lascerò affatto andare Israele”.Ed essi dissero: “L’Iddio degli Ebrei si è presentato a noi; lasciaci andare tre giornate di cammino nel deserto per offrir sacrifizi all’Eterno, ch’è il nostro Dio, onde ei non abbia a colpirci con la peste o con la spada”.E il re d’Egitto disse loro: “O Mosè e Aaronne, perché distraete il popolo dai suoi lavori? Andate a fare quello che vi è imposto!”E Faraone disse: “Ecco, il popolo è ora numeroso nel paese, e voi gli fate interrompere i lavori che gli sono imposti”.
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  • La prima piaga: l’acqua del Nilo cambiata in sangue

    La prima piaga d'Egitto trasforma il Nilo in sangue, segnando una rottura nell'Esodo. Questo segno divino illustra la sovranità di Dio, la fragilità degli idoli egiziani, e invita al ravvedimento. Mette in luce la dinamica di capovolgimento orchestrata da Dio contro il faraone e le sue credenze.

    Esodo 7.14-24 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    L’Eterno disse a Mosè: “Il cuor di Faraone è ostinato;egli rifiuta di lasciar andare il popolo. Va’ da Faraone domani mattina; ecco, egli uscirà per andare verso l’acqua; tu sta’ ad aspettarlo sulla riva del fiume, e prendi in mano il bastone ch’è stato mutato in serpente.E digli: L’Eterno, l’Iddio degli Ebrei, m’ha mandato da te per dirti: Lascia andare il mio popolo, perché mi serva nel deserto; ed ecco, fino ad ora, tu non hai ubbidito.Così dice l’Eterno: Da questo conoscerai che io sono l’Eterno; ecco, io percoterò col bastone che ho in mia mano le acque che son nel fiume, ed esse saran mutate in sangue.E il pesce ch’è nel fiume morrà, e il fiume cara ammorbato, e gli Egiziani avranno ripugnanza a bere l’acqua del fiume”.E l’Eterno disse a Mosè: “Di’ ad Aaronne: Prendi il tuo bastone, e stendi la tua mano sulle acque dell’Egitto, sui loro fiumi, sui loro rivi, sui loro stagni e sopra ogni raccolta d’acqua; essi diventeranno sangue, e vi sarà sangue per tutto il paese d’Egitto, perfino ne’ recipienti di legno e ne’ recipienti di pietra”.Mosè ed Aaronne fecero come l’Eterno aveva ordinato. Aaronne alzò il bastone, e in presenza di Faraone e in presenza dei suoi servitori percosse le acque ch’erano nel fiume; e tutte le acque ch’erano nel fiume furon cangiate in sangue.E il pesce ch’era nel fiume morì; e il fiume fu ammorbato, sì che gli Egiziani non potevan bere l’acqua del fiume; e vi fu sangue per tutto il paese d’Egitto.E i magi d’Egitto fecero lo stesso con le loro arti occulte; e il cuore di Faraone s’indurò ed egli non diè ascolto a Mosè e ad Aaronne, come l’Eterno avea detto.E Faraone, volte ad essi le spalle, se ne andò a casa sua, e neanche di questo fece alcun caso.E tutti gli Egiziani fecero degli scavi ne’ pressi del fiume per trovare dell’acqua da bere, perché non potevan bere l’acqua del fiume.
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  • La seconda piaga: l’invasione delle rane

    L'articolo analizza la seconda piaga d'Egitto, l'invasione delle rane. Questo segno attacca un importante simbolo religioso egiziano e comincia a intaccare l'orgoglio del faraone, illustrando la pedagogia divina e la progressione dell'opera di liberazione d'Israele.

    Esodo 8.5-15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E l’Eterno disse a Mosè: “Di’ ad Aaronne: Stendi la tua mano col tuo bastone sui fiumi, sui rivi e sugli stagni e fa salir le rane sul paese d’Egitto”.E Aaronne stese la sua mano sulle acque d’Egitto, e le rane salirono e coprirono il paese d’Egitto.E i magi fecero lo stesso con le loro arti occulte, e fecero salire le rane sul paese d’Egitto.Allora Faraone chiamò Mosè ed Aaronne e disse loro: “Pregate l’Eterno che allontani le rane da me e dal mio popolo, e io lascerò andare il popolo, perché offra sacrifizi all’Eterno”.E Mosè disse a Faraone: “Fammi l’onore di dirmi per quando io devo chiedere, nelle mie supplicazioni per te, per i tuoi servitori e per il tuo popolo, che l’Eterno distrugga le rane intorno a te e nelle tue case, e non ne rimanga se non nel fiume”.Egli rispose: “Per domani”. E Mosè disse: “Sarà fatto come tu dici, affinché tu sappia che non v’è alcuno pari all’Eterno, ch’è il nostro Dio.E le rane s’allontaneranno da te, dalle tue case, dai tuoi servitori e dal tuo popolo; non ne rimarrà che nel fiume”.Mosè ed Aaronne uscirono da Faraone; e Mosè implorò l’Eterno relativamente alle rane che aveva inflitte a Faraone.E l’Eterno fece quello che Mosè avea domandato, e le rane morirono nelle case, nei cortili e nei campi.Le radunarono a mucchi e il paese ne fu ammorbato.Ma quando Faraone vide che v’era un po’ di respiro, si ostinò in cuor suo, e non diè ascolto a Mosè e ad Aaronne, come l’Eterno avea detto.
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  • La terza piaga: le zanzare emerse dalla polvere

    Questo articolo esplora la terza piaga d'Egitto, in cui la polvere si trasforma in zanzare, sottolineando una svolta strategica divina senza preavviso al faraone, e mettendo in risalto la potenza sovrana di Dio.

    Esodo 8.16-19 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E l’Eterno disse a Mosè: “Di’ ad Aaronne: Stendi il tuo bastone e percuoti la polvere della terra, ed essa diventerà zanzare per tutto il paese di Egitto”.Ed essi fecero così. Aaronne stese la sua mano col suo bastone, percosse la polvere della terra, e ne vennero delle zanzare sugli uomini e sugli animali; tutta la polvere della terra diventò zanzare per tutto il paese d’Egitto.E i magi cercarono di far lo stesso coi loro incantesimi per produrre le zanzare, ma non poterono. Le zanzare furon dunque sugli uomini e sugli animali.Allora i magi dissero a Faraone: “Questo è il dito di Dio”. Ma il cuore di Faraone s’indurò ed egli non diè ascolto a Mosè e ad Aaronne, come l’Eterno avea detto.
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  • La quarta piaga: le mosche velenose

    Questo articolo tratta della quarta piaga d'Egitto, le mosche velenose, ed esplora la distinzione divina tra Israele e l'Egitto. Dio protegge Israele mentre il faraone, inflessibile, comincia a negoziare.

    Esodo 8.20-32 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poi l’Eterno disse a Mosè: “Alzati di buon mattino, e presentati a Faraone. Ecco, egli uscirà per andar verso l’acqua; e digli: Così dice l’Eterno: Lascia andare il mio popolo, perché mi serva.Se no, se non lasci andare il mio popolo, ecco io manderò su te, sui tuoi servitori, sul tuo popolo e nelle tue case, le mosche velenose; le case degli Egiziani saran piene di mosche velenose e il suolo su cui stanno ne sarà coperto.Ma in quel giorno io farò eccezione del paese di Goscen, dove abita il mio popolo; e quivi non ci saranno mosche, affinché tu sappia che io, l’Eterno, sono in mezzo al paese.E io farò una distinzione fra il mio popolo e il tuo popolo. Domani avverrà questo miracolo”.E l’Eterno fece così; e vennero grandi sciami di mosche velenose in casa di Faraone e nelle case dei suoi servitori; e in tutto il paese d’Egitto la terra fu guasta dalle mosche velenose.Faraone chiamò Mosè ed Aaronne e disse: “Andate, offrite sacrifizi al vostro Dio nel paese”.Ma Mosè rispose: “Non si può far così; poiché offriremmo all’Eterno, ch’è l’Iddio nostro, dei sacrifizi che sono un abominio per gli Egiziani. Ecco, se offrissimo sotto i loro occhi dei sacrifizi che sono un abominio per gli Egiziani, non ci lapiderebbero essi?Andremo tre giornate di cammino nel deserto, e offriremo sacrifizi all’Eterno, ch’è il nostro Dio, com’egli ci ordinerà”.E Faraone disse: “Io vi lascerò andare, perché offriate sacrifizi all’Eterno, ch’è il vostro Dio, nel deserto; soltanto, non andate troppo lontano; pregate per me”.E Mosè disse: “Ecco, io esco da te e pregherò l’Eterno, e domani le mosche s’allontaneranno da Faraone, dai suoi servitori e dal suo popolo; soltanto, Faraone non si faccia più beffe, impedendo al popolo d’andare a offrir sacrifizi all’Eterno”.E Mosè uscì dalla presenza di Faraone, e pregò l’Eterno.E l’Eterno fece quel che Mosè domandava, e allontanò le mosche velenose da Faraone, dai suoi servitori e dal suo popolo; non ne restò neppur una.Ma anche questa volta Faraone si ostinò in cuor suo, e non lasciò andare il popolo.
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  • La quinta piaga: la moria del bestiame

    La quinta piaga d'Egitto, trattata in questo articolo, dimostra la potenza divina attraverso la moria del bestiame, pilastro dell'economia. Sottolinea la distinzione tra Israele e l'Egitto, nonostante l'indurimento del faraone. Questo giudizio amplifica la dimostrazione della sovranità di Dio, risparmiando però le greggi degli israeliti.

    Esodo 9.5-7 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E l’Eterno fissò un termine, dicendo: “Domani, l’Eterno farà questo nel paese”.E l’indomani l’Eterno lo fece, e tutto il bestiame d’Egitto morì; ma del bestiame dei figliuoli d’Israele neppure un capo morì.Faraone mandò a vedere, ed ecco che neppure un capo del bestiame degl’Israeliti era morto. Ma il cuore di Faraone fu ostinato, ed ei non lasciò andare il popolo.
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  • La sesta piaga: le ulcere

    La sesta piaga d'Egitto segna una svolta importante nell'Esodo. Dio colpisce direttamente gli egiziani con ulcere, rivelando il crollo dei poteri egiziani e illustrando la sua fedeltà verso gli ebrei. Questo gesto simbolico rovescia gli strumenti di oppressione in strumenti di giustizia, preparando così la liberazione imminente.

    Esodo 9.12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E l’Eterno indurò il cuor di Faraone, ed egli non diè ascolto a Mosè e ad Aaronne come l’Eterno avea detto a Mosè.
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  • La settima piaga: la grandine mista a fuoco

    Questo articolo esplora la settima piaga d'Egitto, la grandine mista a fuoco, sottolineando l'escalation del conflitto tra Dio e il faraone. Descrivendo la distruzione estesa causata da questa piaga, il testo esamina il messaggio divino sulla giustizia divina e sulla possibilità di salvezza. Questa analisi mette in luce i diversi comportamenti degli egiziani di fronte a questa manifestazione di potenza divina.

    Esodo 9.13-26 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poi l’Eterno disse a Mosè: “Lèvati di buon mattino, presentati a Faraone, e digli: Così dice l’Eterno, l’Iddio degli Ebrei: Lascia andare il mio popolo, perché mi serva;poiché questa volta manderò tutte le mie piaghe sul tuo cuore, sui tuoi servitori e sul tuo popolo, affinché tu conosca che non c’è nessuno simile a me su tutta la terra.Che se ora io avessi steso la mia mano e avessi percosso di peste te e il tuo popolo, tu saresti stato sterminato di sulla terra.Ma no; io t’ho lasciato sussistere per questo: per mostrarti la mia potenza, e perché il mio nome sia divulgato per tutta la terra.E ti opponi ancora al mio popolo per non lasciarlo andare?Ecco, domani, verso quest’ora, io farò cadere una grandine così forte, che non ce ne fu mai di simile in Egitto, da che fu fondato, fino al dì d’oggi.Or dunque manda a far mettere al sicuro il tuo bestiame e tutto quello che hai per i campi. La grandine cadrà su tutta la gente e su tutti gli animali che si troveranno per i campi e non saranno stati raccolti in casa, e morranno”.Fra i servitori di Faraone, quelli che temettero la parola dell’Eterno fecero rifugiare nelle case i loro servitori e il loro bestiame;ma quelli che non fecero conto della parola dell’Eterno, lasciarono i loro servitori e il loro bestiame per i campi.E l’Eterno disse a Mosè: “Stendi la tua mano verso il cielo, e cada grandine in tutto il paese d’Egitto, sulla gente, sugli animali e sopra ogni erba dei campi, nel paese d’Egitto”.E Mosè stese il suo bastone verso il cielo; e l’Eterno mandò tuoni e grandine, e del fuoco s’avventò sulla terra; e l’Eterno fece piovere grandine sul paese d’Egitto.Così ci fu grandine e fuoco guizzante del continuo tra la grandine; e la grandine fu così forte, come non ce n’era stata di simile in tutto il paese d’Egitto, da che era diventato nazione.E la grandine percosse, in tutto il paese d’Egitto, tutto quello ch’era per i campi: uomini e bestie; e la grandine percosse ogni erba de’ campi e fracassò ogni albero della campagna.Solamente nel paese di Goscen, dov’erano i figliuoli d’Israele, non cadde grandine.
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Storia della Bibbia

  • I testi fondatori della Bibbia

    L'articolo tratta della redazione dei primi cinque libri della Bibbia. Mette in luce la trasmissione orale, la scrittura e l'integrazione di diverse fonti letterarie. Viene affrontata anche l'importanza della conservazione del testo nel corso dei secoli, così come le motivazioni storiche dei redattori.

    Salmi 78.4 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    non lo celeremo ai loro figliuoli; diremo alla generazione avvenire le lodi dell’Eterno, e la sua potenza e le maraviglie ch’egli ha operato.
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  • La Bibbia ebraica

    L'articolo analizza l'evoluzione e la compilazione della Bibbia ebraica, o Tanakh, concentrandosi sulle sue tre sezioni: la Torah, i Nevi'im e i Ketouvim. Mette in luce i processi storici e le decisioni accademiche che hanno portato alla sua forma definitiva.

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Le contraddizioni

  • Parola di Dio o parola di Mosè?

    L'articolo esamina una divergenza tra Matteo e Marco riguardo al divorzio. Spiega che Gesù si rivolge in modo diverso a seconda del suo uditorio: i giudei, per i quali la legge divina è intrinsecamente legata a Mosè, e i non giudei, per i quali la menzione diretta di Mosè è più comprensibile. I due vangeli sono considerati fedeli nonostante il loro approccio distintivo.

    Luca 16.18 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Chiunque manda via la moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio; e chiunque sposa una donna mandata via dal marito, commette adulterio.
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Ministero di Pietro

  • L’arresto di Stefano

    L'articolo analizza l'arresto di Stefano (Atti 6.8-12) a Gerusalemme intorno al 34-35 d.C. Pur essendo stato designato tra i Sette, Stefano esercita un notevole ministero apostolico. La sua testimonianza suscita l'opposizione di giudei ellenisti che, incapaci di confutarlo, ricorrono a falsi testimoni per farlo comparire davanti al Sinedrio. Luca sottolinea i paralleli con il processo di Gesù e l'estensione progressiva della persecuzione a tutta la Chiesa.

    Atti 6.9 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ma alcuni della sinagoga detta dei Liberti, e de’ Cirenei, e degli Alessandrini, e di quei di Cilicia e d’Asia, si levarono a disputare con Stefano;
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  • Il discorso di Stefano davanti al Sinedrio

    Davanti al Sinedrio a Gerusalemme intorno al 34-35 d.C., Stefano pronuncia il più lungo discorso degli Atti. Ripercorrendo la storia d'Israele a partire da Abramo, mostra che gli inviati di Dio sono sempre stati respinti, fino al culmine del rifiuto del Messia. Lungi dal difendersi, Stefano diventa l'accusatore dei suoi giudici, inserendosi nella linea dei profeti e di Cristo.

    Atti 7.1-53 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E il sommo sacerdote disse: Stanno queste cose proprio così?Ed egli disse: Fratelli e padri, ascoltate. L’Iddio della gloria apparve ad Abramo, nostro padre, mentr’egli era in Mesopotamia, prima che abitasse in Carran,e gli disse: Esci dal tuo paese e dal tuo parentado, e vieni nel paese che io ti mostrerò.Allora egli uscì dal paese de’ Caldei, e abitò in Carran; e di là, dopo che suo padre fu morto, Iddio lo fece venire in questo paese, che ora voi abitate.E non gli diede alcuna eredità in esso, neppure un palmo di terra, ma gli promise di darne la possessione a lui e alla sua progenie dopo di lui, quand’egli non aveva ancora alcun figliuolo.E Dio parlò così: La sua progenie soggiornerà in terra straniera, e sarà ridotta in servitù e maltrattata per quattrocent’anni.Ma io giudicherò la nazione alla quale avranno servito, disse Iddio; e dopo questo essi partiranno e mi renderanno il loro culto in questo luogo.E gli dette il patto della circoncisione; e così Abramo generò Isacco, e lo circoncise l’ottavo giorno; e Isacco generò Giacobbe, e Giacobbe i dodici patriarchi.E i patriarchi, portando invidia a Giuseppe, lo venderono perché fosse menato in Egitto; ma Dio era con lui,e lo liberò da tutte le sue distrette, e gli diede grazia e sapienza davanti a Faraone, re d’Egitto, che lo costituì governatore dell’Egitto e di tutta la sua casa.Or sopravvenne una carestia e una gran distretta in tutto l’Egitto e in Canaan; e i nostri padri non trovavano viveri.Ma avendo Giacobbe udito che in Egitto v’era del grano, vi mandò una prima volta i nostri padri.E la seconda volta, Giuseppe fu riconosciuto dai suoi fratelli, e Faraone conobbe di che stirpe fosse Giuseppe.E Giuseppe mandò a chiamare Giacobbe suo padre, e tutto il suo parentado, che era di settantacinque anime.E Giacobbe scese in Egitto, e morirono egli e i padri nostri,i quali furon trasportati a Sichem, e posti nel sepolcro che Abramo avea comprato a prezzo di danaro dai figliuoli di Emmor in Sichem.Ma come si avvicinava il tempo della promessa che Dio aveva fatta ad Abramo, il popolo crebbe e moltiplicò in Egitto,finché sorse sull’Egitto un altro re, che non sapeva nulla di Giuseppe.Costui, procedendo con astuzia contro la nostra stirpe, trattò male i nostri padri, li costrinse ad esporre i loro piccoli fanciulli perché non vivessero.In quel tempo nacque Mosè, ed era divinamente bello; e fu nutrito per tre mesi in casa di suo padre;e quando fu esposto, la figliuola di Faraone lo raccolse e se lo allevò come figliuolo.E Mosè fu educato in tutta la sapienza degli Egizi ed era potente nelle sue parole ed opere.Ma quando fu pervenuto all’età di quarant’anni, gli venne in animo d’andare a visitare i suoi fratelli, i figliuoli d’Israele.E vedutone uno a cui era fatto torto, lo difese e vendicò l’oppresso, uccidendo l’Egizio.Or egli pensava che i suoi fratelli intenderebbero che Dio li voleva salvare per mano di lui; ma essi non l’intesero.E il giorno seguente egli comparve fra loro, mentre contendevano, e cercava di riconciliarli, dicendo: O uomini, voi siete fratelli, perché fate torto gli uni agli altri?Ma colui che facea torto al suo prossimo lo respinse dicendo: Chi ti ha costituito rettore e giudice su noi?Vuoi tu uccider me come ieri uccidesti l’Egizio?A questa parola Mosè fuggì, e dimorò come forestiero nel paese di Madian, dove ebbe due figliuoli.E in capo a quarant’anni, un angelo gli apparve nel deserto del monte Sinai, nella fiamma d’un pruno ardente.E Mosè, veduto ciò, si maravigliò della visione; e come si accostava per osservare, si fece udire questa voce del Signore:Io son l’Iddio de’ tuoi padri, l’Iddio d’Abramo, d’Isacco e di Giacobbe. E Mosè, tutto tremante, non ardiva osservare.E il Signore gli disse: Sciogliti i calzari dai piedi; perché il luogo dove stai è terra santa.Certo, io ho veduto l’afflizione del mio popolo che è in Egitto, e ho udito i loro sospiri, e son disceso per liberarli; or dunque vieni; io ti manderò in Egitto.Quel Mosè che aveano rinnegato dicendo: Chi ti ha costituito rettore e giudice? Iddio lo mandò loro come capo e come liberatore con l’aiuto dell’angelo che gli era apparito nel pruno.Egli li condusse fuori, avendo fatto prodigi e segni nel paese di Egitto, nel mar Rosso e nel deserto per quaranta anni.Questi è il Mosè che disse ai figliuoli d’Israele: Il Signore Iddio vostro vi susciterà un Profeta d’infra i vostri fratelli, come me.Questi è colui che nell’assemblea del deserto fu con l’angelo che gli parlava sul monte Sinai, e co’ padri nostri, e che ricevette rivelazioni viventi per darcele.A lui i nostri padri non vollero essere ubbidienti, ma lo ripudiarono, e rivolsero i loro cuori all’Egitto,dicendo ad Aronne: Facci degl’iddii che vadano davanti a noi; perché quant’è a questo Mosè che ci ha condotti fuori del paese d’Egitto, noi non sappiamo quel che ne sia avvenuto.E in quei giorni fecero un vitello, e offersero un sacrificio all’idolo, e si rallegrarono delle opere delle loro mani.Ma Dio si rivolse da loro e li abbandonò al culto dell’esercito del cielo, com’è scritto nel libro dei profeti: Casa d’Israele, mi offriste voi vittime e sacrifici durante quarant’anni nel deserto?Anzi, voi portaste la tenda di Moloc e la stella del dio Romfàn, immagini che voi faceste per adorarle. Perciò io vi trasporterò al di là di Babilonia.Il tabernacolo della testimonianza fu coi nostri padri nel deserto, come avea comandato Colui che avea detto a Mosè che lo facesse secondo il modello che avea veduto.E i nostri padri, guidati da Giosuè, ricevutolo, lo introdussero nel paese posseduto dalle genti che Dio scacciò d’innanzi ai nostri padri. Quivi rimase fino ai giorni di Davide,il quale trovò grazia nel cospetto di Dio, e chiese di preparare una dimora all’Iddio di Giacobbe.Ma Salomone fu quello che gli edificò una casa.L’Altissimo però non abita in templi fatti da man d’uomo, come dice il profeta:Il cielo è il mio trono, e la terra lo sgabello de’ miei piedi. Qual casa mi edificherete voi? dice il Signore; o qual sarà il luogo del mio riposo?Non ha la mia mano fatte tutte queste cose?Gente di collo duro e incirconcisa di cuore e d’orecchi, voi contrastate sempre allo Spirito Santo; come fecero i padri vostri, così fate anche voi.Qual dei profeti non perseguitarono i padri vostri? E uccisero quelli che preannunziavano la venuta del Giusto, del quale voi ora siete stati i traditori e gli uccisori;voi, che avete ricevuto la legge promulgata dagli angeli, e non l’avete osservata.
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Miracoli

  • La trasfigurazione

    La Trasfigurazione, narrata in Matteo, Marco e Luca, rivela la divinità di Gesù. Egli è trasfigurato davanti a Pietro, Giacomo e Giovanni su un monte. Mosè ed Elia appaiono, e una voce celeste dichiara Gesù il Figlio amato. Questi racconti sottolineano l’importanza di Gesù e del suo insegnamento.

    Marco 9.2-13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Sei giorni dopo, Gesù prese seco Pietro e Giacomo e Giovanni e li condusse soli, in disparte, sopra un alto monte.E fu trasfigurato in presenza loro; e i suoi vestiti divennero sfolgoranti, candidissimi, di un tal candore che niun lavator di panni sulla terra può dare.Ed apparve loro Elia con Mosè, i quali stavano conversando con Gesù.E Pietro rivoltosi a Gesù: Maestro, disse, egli è bene che stiamo qui; facciamo tre tende; una per te, una per Mosè ed una per Elia.Poiché non sapeva che cosa dire, perché erano stati presi da spavento.E venne una nuvola che li coperse della sua ombra; e dalla nuvola una voce: Questo è il mio diletto figliuolo; ascoltatelo.E ad un tratto, guardatisi attorno, non videro più alcuno con loro, se non Gesù solo.Or come scendevano dal monte, egli ordinò loro di non raccontare ad alcuno le cose che aveano vedute, se non quando il Figliuol dell’uomo sarebbe risuscitato dai morti.Ed essi tennero in sé la cosa, domandandosi fra loro che cosa fosse quel risuscitare dai morti.Poi gli chiesero: Perché dicono gli scribi che prima deve venir Elia?Ed egli disse loro: Elia deve venir prima e ristabilire ogni cosa; e come mai è egli scritto del Figliuol dell’uomo che egli ha da patir molte cose e da essere sprezzato?Ma io vi dico che Elia è già venuto, ed anche gli hanno fatto quello che hanno voluto, com’è scritto di lui.
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Note storiche

  • Il Codice di Hammurabi

    Il Codice di Hammurabi consentiva a una donna sterile di offrire la propria serva al marito per assicurarsi una discendenza, e il bambino era riconosciuto come legittimo. Questa pratica, diffusa nell'antico Vicino Oriente, non era prescritta nella Legge di Mosè. Essa illumina il gesto di Sara che offre Agar ad Abramo, un atto culturalmente accettabile ma contrario alla specifica promessa divina fatta ad Abramo riguardo alla sua discendenza.

    Genesi 16.1-4 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or Sarai, moglie d’Abramo, non gli avea dato figliuoli. Essa aveva una serva egiziana per nome Agar.E Sarai disse ad Abramo: “Ecco, l’Eterno m’ha fatta sterile; deh, va’ dalla mia serva; forse avrò progenie da lei”. E Abramo dette ascolto alla voce di Sarai.Sarai dunque, moglie d’Abramo, dopo che Abramo ebbe dimorato dieci anni nel paese di Canaan, prese la sua serva Agar, l’Egiziana, e la diede per moglie ad Abramo suo marito.Ed egli andò da Agar, che rimase incinta; e quando s’accorse ch’era incinta, guardò la sua padrona con disprezzo.
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  • Il nome impronunciabile di Dio

    YHWH, il nome proprio di Dio nella Bibbia ebraica, è composto da quattro consonanti ebraiche (il tetragramma). La sua pronuncia esatta è sconosciuta perché l'ebraico antico non scrive le vocali. Per rispetto del terzo comandamento (Es 20,7), gli ebrei lo sostituiscono con 'Adonai' o 'Ha Elohim'. Tradotto con 'Kyrios' in greco e poi con 'l'Eterno' nelle Bibbie protestanti, questo nome compare quasi 6800 volte nell'Antico Testamento.

    Esodo 20.7 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Non usare il nome dell’Eterno, ch’è l’Iddio tuo, in vano; perché l’Eterno non terra per innocente chi avrà usato il suo nome in vano.
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  • Il paese di Canaan

    Il paese di Canaan, corrispondente all'attuale Israele, Palestina, Libano e parti di Giordania e Siria, è descritto nella Bibbia come «il più bello di tutti i paesi». Abitato dai Cananei, dagli Amorei, dagli Ittiti e dai Filistei, costituisce la terra promessa al popolo ebreo. Due tappe separate da 470 anni segnano la sua conquista: l'arrivo di Abramo, poi la conquista di Giosuè dopo la schiavitù in Egitto e l'errare nel deserto.

    Ezechiele 20.6 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    quel giorno alzai la mano, giurando che li trarrei fuori dal paese d’Egitto per introdurli in un paese che io avevo cercato per loro, paese ove scorre il latte e il miele, il più splendido di tutti i paesi.
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  • La Torah

    La Torah, testo sacro dell'ebraismo, si compone dei primi cinque libri della Bibbia ebraica ed è essenziale per la fede e la morale ebraiche. Viene letta regolarmente in sinagoga e ha generato una ricca tradizione letteraria rabbinica.

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  • Il Pentateuco

    Il Pentateuco, composto dai primi cinque libri biblici, è essenziale per le tradizioni ebraica e cristiana. Racconta la creazione, la liberazione degli Ebrei con Mosè, e contiene leggi e racconti fondativi.

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  • Esempi della fonte jahvista

    L'articolo descrive passi del Pentateuco attribuiti alla fonte jahvista, che si distingue per l'uso del nome divino Jahvè e per le descrizioni antropomorfiche di Dio. Esempi notevoli: la creazione, la caduta, Caino e Abele e la chiamata di Mosè. Questi passi mostrano le caratteristiche distintive della fonte jahvista.

    Genesi 6.1-8 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or quando gli uomini cominciarono a moltiplicare sulla faccia della terra e furon loro nate delle figliuole,avvenne che i figliuoli di Dio videro che le figliuole degli uomini erano belle, e presero per mogli quelle che si scelsero fra tutte.E l’Eterno disse: “Lo spirito mio non contenderà per sempre con l’uomo; poiché, nel suo traviamento, egli non è che carne; i suoni giorni saranno quindi centoventi anni”.In quel tempo c’erano sulla terra i giganti, e ci furono anche di poi, quando i figliuoli di Dio si accostarono alle figliuole degli uomini, e queste fecero loro de’ figliuoli. Essi sono gli uomini potenti che, fin dai tempi antichi, sono stati famosi.E l’Eterno vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra, e che tutti i disegni dei pensieri del loro cuore non erano altro che male in ogni tempo.E l’Eterno si pentì d’aver fatto l’uomo sulla terra, e se ne addolorò in cuor suo.E l’Eterno disse: “Io sterminerò di sulla faccia della terra l’uomo che ho creato: dall’uomo al bestiame, ai rettili, agli uccelli dei cieli; perché mi pento d’averli fatti”.Ma Noè trovò grazia agli occhi dell’Eterno.
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  • Esempi della fonte elohista

    L'articolo esamina i passi biblici spesso attribuiti alla fonte elohista, che usa il nome divino Elohim e presenta Dio che appare in sogno. Affronta racconti come quelli di Abramo, Ismaele, Isacco, Giacobbe e Mosè, illustrandone gli elementi distintivi.

    Genesi 21.8-21 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Il bambino dunque crebbe e fu divezzato; e nei giorno che Isacco fu divezzato, Abrahamo fece un gran convito.E Sara vide che il figliuolo partorito ad Abrahamo da Agar, l’egiziana, rideva;allora ella disse ad Abrahamo: “Caccia via questa serva e il suo figliuolo; perché il figliuolo di questa serva non ha da essere erede col mio figliuolo, con Isacco”.E la cosa dispiacque fortemente ad Abrahamo, a motivo del suo figliuolo.Ma Dio disse ad Abrahamo: “Questo non ti dispiaccia, a motivo del fanciullo della tua serva; acconsenti a tutto quello che Sara ti dirà; poiché da Isacco uscirà la progenie che porterà il tuo nome.Ma anche del figliuolo di questa serva io farò una nazione, perché e tua progenie”.Abrahamo dunque si levò la mattina di buon’ora, prese del pane e un otre d’acqua, e lo diede ad Agar, mettendoglielo sulle spalle; le diede anche il fanciullo, e la mandò via. Ed essa partì e andò errando per il deserto di Beer-Sceba.E quando l’acqua dell’otre venne meno, essa lasciò cadere il fanciullo sotto un arboscello.E se ne andò, e si pose a sedere dirimpetto, a distanza d’un tiro d’arco; perché diceva: “Ch’io non vegga morire il fanciullo!” E sedendo così dirimpetto, alzò la voce e pianse.E Dio udì la voce del ragazzo; e l’angelo dì Dio chiamò Agar dal cielo, e le disse: “Che hai, Agar? non temere, poiché Iddio ha udito la voce del fanciullo là dov’è.Lèvati, prendi il ragazzo e tienlo per la mano; perché io farò di lui una grande nazione”.E Dio le aperse gli occhi, ed ella vide un pozzo d’acqua: e andò, empì d’acqua l’otre, e diè da bere al ragazzo.E Dio fu con lui; ed egli crebbe, abitò nel deserto, e fu tirator d’arco;dimorò nel deserto di Paran, e sua madre gli prese per moglie una donna del paese d’Egitto.
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  • Esempi della fonte deuteronomista

    Questo articolo esamina la fonte deuteronomista, sottolineandone il ruolo e l'influenza nella Bibbia ebraica attraverso il Deuteronomio e altri libri storici come Giosuè, Giudici, Samuele e Re. Incentrandosi sui temi della legge, dell'alleanza e del culto centralizzato, ne esplora la teologia deuteronomista e le implicazioni per Israele.

    Deuteronomio 12.1-14 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Queste sono le leggi e le prescrizioni che avrete cura d’osservare nel paese che l’Eterno, l’Iddio de’ tuoi padri, ti da perché tu lo possegga, tutto il tempo che vivrete sulla terra.Distruggerete interamente tutti i luoghi dove le nazioni che state per cacciare servono i loro dèi: sugli alti monti, sui colli, e sotto qualunque albero verdeggiante.Demolirete i loro altari, spezzerete le loro statue, darete alle fiamme i loro idoli d’Astarte, abbatterete le immagini scolpite dei loro dèi, e farete sparire il loro nome da quei luoghi.Non così farete riguardo all’Eterno, all’Iddio vostro;ma lo cercherete nella sua dimora, nel luogo che l’Eterno, il vostro Dio, avrà scelto fra tutte le vostre tribù, per mettervi il suo nome; e quivi andrete;quivi recherete i vostri olocausti e i vostri sacrifizi, le vostre decime, quel che le vostre mani avranno prelevato, le vostre offerte votive e le vostre offerte volontarie, e i primogeniti de’ vostri armenti e de’ vostri greggi;e quivi mangerete davanti all’Eterno, ch’è il vostro Dio, e vi rallegrerete, voi e le vostre famiglie, godendo di tutto ciò a cui avrete messo mano, e in cui l’Eterno, il vostro Dio, vi avrà benedetti.Non farete come facciamo oggi qui, dove ognuno fa tutto quel che gli par bene,perché finora non siete giunti al riposo e all’eredità che l’Eterno, il vostro Dio, vi dà.Ma passerete il Giordano e abiterete il paese che l’Eterno, il vostro Dio, vi dà in eredità, e avrete requie da tutti i vostri nemici che vi circondano e sarete stanziati in sicurtà;e allora, recherete al luogo che l’Eterno, il vostro Dio, avrà scelto per dimora del suo nome, tutto quello che vi comando: i vostri olocausti e i vostri sacrifizi, le vostre decime, quel che le vostre mani avranno prelevato, e tutte le offerte scelte che avrete votate all’Eterno.E vi rallegrerete dinanzi all’Eterno, al vostro Dio, voi, i vostri figliuoli, le vostre figliuole, i vostri servi, le vostre serve e il Levita che sarà entro le vostre porte; poich’egli non ha né parte né possesso tra voi.Allora ti guarderai bene dall’offrire i tuoi olocausti in qualunque luogo vedrai;ma offrirai i tuoi olocausti nel luogo che l’Eterno avrà scelto in una delle tue tribù; e quivi farai tutto quello che ti comando.
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  • La fonte jahvista

    La fonte jahvista (J) è una fonte ipotetica della Torah individuata dall'ipotesi documentaria dell'Ottocento. Prende il nome dall'uso del nome divino YHWH e si caratterizza per uno stile antropomorfico e narrativo. Associata a testi come la creazione (Gen 2) e la caduta (Gen 3), la sua datazione resta dibattuta. Oggi la sua validità è messa in discussione dagli esegeti contemporanei.

    Esodo 3.1-15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or Mosè pasceva il gregge di Jethro suo suocero, sacerdote di Madian; e guidando il gregge dietro al deserto, giunse alla montagna di Dio, a Horeb.E l’angelo dell’Eterno gli apparve in una fiamma di fuoco, di mezzo a un pruno. Mosè guardò, ed ecco il pruno era tutto in fiamme, ma non si consumava.E Mosè disse: “Ora voglio andar da quella parte a vedere questa grande visione e come mai il pruno non si consuma!”E l’Eterno vide ch’egli s’era scostato per andare a vedere. E Dio lo chiamò di mezzo al pruno, e disse: “Mosè! Mosè!” Ed egli rispose: “Eccomi”.E Dio disse: “Non t’avvicinar qua; togliti i calzari dai piedi, perché il luogo sul quale stai, e suolo sacro”.Poi aggiunse: “Io sono l’Iddio di tuo padre, l’Iddio d’Abrahamo, l’Iddio d’Isacco e l’Iddio di Giacobbe”. E Mosè si nascose la faccia, perché avea paura di guardare Iddio.E l’Eterno disse: “Ho veduto, ho veduto l’afflizione del mio popolo che è in Egitto, e ho udito il grido che gli strappano i suoi angariatori; perché conosco i suoi affanni;e sono sceso per liberarlo dalla mano degli Egiziani, e per farlo salire da quel paese in un paese buono e spazioso, in un paese ove scorre il latte e il miele, nel luogo dove sono i Cananei, gli Hittei, gli Amorei, i Ferezei, gli Hivvei e i Gebusei.Ed ora, ecco, le grida de’ figliuoli d’Israele son giunte a me, ed ho anche veduto l’oppressione che gli Egiziani fanno loro soffrire.Or dunque vieni, e io ti manderò a Faraone perché tu faccia uscire il mio popolo, i figliuoli d’Israele, dall’Egitto”.E Mosè disse a Dio: “Chi son io per andare da Faraone e per trarre i figliuoli d’Israele dall’Egitto?”E Dio disse: “Va’, perché io sarò teco; e questo sarà per te il segno che son io che t’ho mandato: quando avrai tratto il popolo dall’Egitto, voi servirete Iddio su questo monte”.E Mosè disse a Dio: “Ecco, quando sarò andato dai figliuoli d’Israele e avrò detto loro: L’Iddio de’ vostri padri m’ha mandato da voi, se essi mi dicono: Qual è il suo nome? che risponderò loro?”Iddio disse a Mosè: “Io sono quegli che sono”. Poi disse: “Dirai così ai figliuoli d’Israele: L’Io sono m’ha mandato da voi”.Iddio disse ancora a Mosè: “Dirai così ai figliuoli d’Israele: L’Eterno, l’Iddio de’ vostri padri, l’Iddio d’Abrahamo, l’Iddio d’Isacco e l’Iddio di Giacobbe mi ha mandato da voi. Tale è il mio nome in perpetuo, tale la mia designazione per tutte le generazioni.
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  • La fonte deuteronomista

    La fonte deuteronomista (D) è una delle quattro fonti ipotetiche della Torah secondo l'ipotesi documentaria. Associata al libro del Deuteronomio, si distingue per uno stile omiletico, una teologia dell'alleanza e l'insistenza sulla centralizzazione del culto a Gerusalemme. Datata al VII secolo a.C., è legata alle riforme religiose del re Giosia e influenza anche i libri storici, da Giosuè a 2 Re.

    Deuteronomio 1.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Queste sono le parole che Mosè rivolse a Israele di là dal Giordano, nel deserto, nella pianura dirimpetto a Suf, fra Paran, Tofel, Laban, Hatseroth e Di-Zahab.
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  • Il Tanakh

    Il Tanakh è il canone delle Scritture sacre dell'ebraismo e corrisponde all'Antico Testamento cristiano. Il suo nome è un acronimo formato dalle tre sezioni: Torah (Pentateuco), Nevi'im (Profeti) e Ketouvim (Scritti). Redatto principalmente in ebraico con alcuni passi in aramaico, costituisce il fondamento teologico, morale e liturgico dell'ebraismo e le radici comuni delle tradizioni ebraica e cristiana.

    Geremia 1.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Parole di Geremia, figliuolo di Hilkia, uno dei sacerdoti che stavano ad Anatoth, nel paese di Beniamino.
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  • Differenza tra Tanakh, Torah e Bibbia ebraica

    Questo articolo chiarisce la distinzione tra tre termini legati alle Scritture ebraiche: il Tanakh designa l'insieme del canone ebraico (Torah, Nevi'im, Ketouvim); la Torah ne è la prima sezione, composta dai cinque libri di Mosè (Pentateuco); la Bibbia ebraica è semplicemente un altro nome per il Tanakh. La Torah fa parte del Tanakh, e Bibbia ebraica e Tanakh sono sinonimi.

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