• Il discorso della montagna (2), le maledizioni riportate da Luca

    L'articolo si concentra sulle maledizioni pronunciate da Gesù nel discorso della montagna secondo Luca. Denunciando l'attaccamento materiale e la ricerca dell'approvazione umana, questi avvertimenti sottolineano i valori essenziali per essere veri discepoli.

    Matteo 23.13-31 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ma guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché serrate il regno de’ cieli dinanzi alla gente; poiché, né vi entrate voi, né lasciate entrare quelli che cercano di entrare.Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché divorate le case delle vedove, e fate per apparenza lunghe orazioni; perciò riceverete maggior condanna.Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché scorrete mare e terra per fare un proselito; e fatto che sia, lo rendete figliuol della geenna il doppio di voi.Guai a voi, guide cieche, che dite: Se uno giura per il tempio, non è nulla; ma se giura per l’oro del tempio, resta obbligato.Stolti e ciechi, poiché qual è maggiore: l’oro, o il tempio che santifica l’oro?E se uno, voi dite, giura per l’altare, non è nulla; ma se giura per l’offerta che c’è sopra, resta obbligato.Ciechi, poiché qual è maggiore: l’offerta, o l’altare che santifica l’offerta?Chi dunque giura per l’altare, giura per esso e per tutto quel che c’è sopra;e chi giura per il tempio, giura per esso e per Colui che l’abita;e chi giura per il cielo, giura per il trono di Dio e per Colui che vi siede sopra.Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché pagate la decima della menta e dell’aneto e del comino, e trascurate le cose più gravi della legge: il giudicio, e la misericordia, e la fede. Queste son le cose che bisognava fare, senza tralasciar le altre.Guide cieche, che colate il moscerino e inghiottite il cammello.Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché nettate il di fuori del calice e del piatto, mentre dentro son pieni di rapina e d’intemperanza.Fariseo cieco, netta prima il di dentro del calice e del piatto, affinché anche il di fuori diventi netto.Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché siete simili a sepolcri imbiancati, che appaion belli di fuori, ma dentro son pieni d’ossa di morti e d’ogni immondizia.Così anche voi, di fuori apparite giusti alla gente; ma dentro siete pieni d’ipocrisia e d’iniquità.Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché edificate i sepolcri ai profeti, e adornate le tombe de’ giusti e dite:Se fossimo stati ai dì de’ nostri padri, non saremmo stati loro complici nello spargere il sangue dei profeti!Talché voi testimoniate contro voi stessi, che siete figliuoli di coloro che uccisero i profeti.
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  • Il discorso della montagna (3), il sale della terra

    L'articolo esamina il «sale della terra» nel discorso della montagna di Gesù, attraverso Matteo 5:13 e collegamenti ai Vangeli di Marco e Luca. Gesù usa la metafora per illustrare il ruolo dei discepoli come portatori di saggezza e protezione dalla corruzione, avvertendoli del rischio di perdere l'influenza spirituale.

    Luca 14.34-35 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Il sale, certo, è buono; ma se anche il sale diventa insipido, con che gli si darà sapore?Non serve né per terra, né per concime; lo si butta via. Chi ha orecchi da udire, oda.
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  • Il discorso della montagna (4), la luce del mondo

    L'articolo esplora come, nel discorso della montagna, l'immagine della «luce del mondo» insegni ai discepoli a vivere visibilmente la fede, attraverso Matteo 5.14-16, Marco 4.21-22 e Luca 8.16/11.33-35. Queste allegorie incoraggiano a essere un esempio d'integrità, riflettendo la luce di Dio per ispirare altri a celebrarlo.

    Luca 11.33-35 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Nessuno, quand’ha acceso una lampada, la mette in un luogo nascosto o sotto il moggio; anzi la mette sul candeliere, affinché coloro che entrano veggano la luce.La lampada del tuo corpo è l’occhio; se l’occhio tuo è sano, anche tutto il tuo corpo è illuminato; ma se è viziato, anche il tuo corpo è nelle tenebre.Guarda dunque che la luce che è in te non sia tenebre.
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  • Il discorso della montagna (5), il rapporto del Messia Gesù con la legge

    Quinta parte del discorso della montagna, l'articolo analizza il rapporto di Gesù con la legge mosaica a partire da Matteo 5.17-20. Gesù afferma di non essere venuto ad abolirla, ma a compierla pienamente secondo il disegno originario di Dio. Distingue la vera legge di Mosè dalle tradizioni religiose aggiunte da scribi e farisei, avvertendo che la loro giustizia istituzionalizzata non conduce al regno dei cieli.

    Luca 24.44 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poi disse loro: Queste son le cose che io vi dicevo quand’ero ancora con voi: che bisognava che tutte le cose scritte di me nella legge di Mosè, ne’ profeti e nei Salmi, fossero adempiute.
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  • Il discorso della montagna (6), l'omicidio, l'offerta e il perdono

    Sesta parte del discorso della montagna (Mt 5.21-26), questa pericope esamina l'insegnamento di Gesù sull'omicidio, l'offerta e il perdono. Gesù approfondisce il quinto comandamento mostrando che l'ira e il disprezzo per il fratello sono spiritualmente gravi quanto l'omicidio stesso. Contrappone la lettera della legge farisaica allo spirito originario di Dio e afferma che solo il perdono sincero, non l'offerta, ristabilisce una relazione normale. L'avvertimento è escatologico: senza riconciliazione c'è la geenna.

    Luca 17.3-4 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Badate a voi stessi! Se il tuo fratello pecca, riprendilo; e se si pente, perdonagli.E se ha peccato contro te sette volte al giorno, e sette volte torna a te e ti dice: Mi pento, perdonagli.
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  • Il discorso della montagna (7), l'adulterio e il divorzio

    La pericope 91 esplora la settima parte del Discorso della montagna, incentrata sull’adulterio e sul divorzio (Mt 5.27-32 ; Lc 16.18). Gesù va oltre la Legge mosaica, condannando non solo l’atto, ma anche il pensiero nel quale ci si compiace. Affronta il divorzio confrontandosi con le scuole di Hillel e Shammai, ponendo esigenze radicali. Le metafore dell’occhio e della mano sottolineano la necessità di una trasformazione interiore del cuore per evitare il peccato.

    Romani 8.27 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    e Colui che investiga i cuori conosce qual sia il sentimento dello Spirito, perché esso intercede per i santi secondo Iddio.
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  • Il discorso della montagna (8), lo spergiuro

    Nel Discorso della montagna Gesù insegna sullo spergiuro (Mt 5.33-37). Contro la pratica dei giuramenti condizionati diffusa al suo tempo, esige una parola semplice e integra: che il 'sì' sia 'sì' e il 'no' sia 'no'. Matteo è l’unico evangelista a riportare questo insegnamento, mentre Luca si rivolge a non ebrei, meno interessati da questa pratica. Giacomo 5.12 riprende questo precetto nella tradizione apostolica.

    Matteo 5.33-37 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Avete udito pure che fu detto agli antichi: Non ispergiurare, ma attieni al Signore i tuoi giuramenti.Ma io vi dico: Del tutto non giurate, né per il cielo, perché è il trono di Dio;né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi; né per Gerusalemme, perché è la città del gran Re.Non giurar neppure per il tuo capo, poiché tu non puoi fare un solo capello bianco o nero.Ma sia il vostro parlare: Sì, sì; no, no; poiché il di più vien dal maligno.
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  • Il discorso della montagna (9), La vendetta

    PER093 esamina l’insegnamento di Gesù sulla vendetta nel Discorso della montagna (Mt 5.38-42). Gesù reinterpreta la legge del taglione (Ex 21.24 ; Lv 24.20 ; Dt 19.21), chiamando i suoi discepoli alla nonviolenza, al perdono e all’amore per i nemici. Questo insegnamento, proprio di Matteo, non promuove la passività totale, ma una risposta pacifica che trascende la logica della vendetta, in accordo con Rm 12.17 e 1 P 3.9.

    1 Pietro 3.9 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    non rendendo male per male, od oltraggio per oltraggio, ma, al contrario, benedicendo; poiché a questo siete stati chiamati onde ereditiate la benedizione.
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  • Il discorso della montagna (10), amare i propri nemici

    La decima sezione del Discorso della montagna riguarda l’amore per i nemici (Mt 5.43-48 ; Lc 6.27-36). Gesù va oltre l’interpretazione farisaica invitando i suoi discepoli ad amare anche i pagani, a immagine di Dio che ama tutti gli uomini. La 'regola d’oro' (Mt 7.12) completa questo insegnamento. L’obiettivo ultimo è la perfezione divina: 'Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste'.

    Luca 6.27-36 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ma a voi che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici; fate del bene a quelli che v’odiano;benedite quelli che vi maledicono, pregate per quelli che v’oltraggiano.A chi ti percuote su una guancia, porgigli anche l’altra; e a chi ti toglie il mantello non impedire di prenderti anche la tunica.Da’ a chiunque ti chiede; e a chi ti toglie il tuo, non glielo ridomandare.E come volete che gli uomini facciano a voi, fate voi pure a loro.E se amate quelli che vi amano, qual grazia ve ne viene? poiché anche i peccatori amano quelli che li amano.E se fate del bene a quelli che vi fanno del bene, qual grazia ve ne viene? anche i peccatori fanno lo stesso.E se prestate a quelli dai quali sperate ricevere, qual grazia ne avete? Anche i peccatori prestano ai peccatori per riceverne altrettanto.Ma amate i vostri nemici, e fate del bene e prestate senza sperarne alcun che, e il vostro premio sarà grande e sarete figliuoli dell’Altissimo; poich’Egli è benigno verso gl’ingrati e malvagi.Siate misericordiosi com’è misericordioso il Padre vostro.
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  • Il discorso della montagna (11), Le offerte

    Questo articolo esplora l’insegnamento di Gesù sulle offerte durante il discorso della montagna. Insistendo su una relazione personale con Dio, egli critica le pratiche ostentate dei farisei. Il contesto è la Galilea, poco dopo la Pasqua dell’anno 31, in un momento cruciale del ministero di Gesù.

    Matteo 6.2 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Quando dunque fai limosina, non far sonar la tromba dinanzi a te, come fanno gl’ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere onorati dagli uomini. Io vi dico in verità che cotesto è il premio che ne hanno.
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  • Il discorso della montagna (13), il perdono

    Questo articolo esplora il perdono nel discorso della montagna di Gesù, sottolineando che la nostra capacità di perdonare è legata al perdono divino, un tema centrale nel Vangelo di Matteo.

    1 Giovanni 1.7 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    ma se camminiamo nella luce, com’Egli è nella luce, abbiam comunione l’uno con l’altro, e il sangue di Gesù, suo Figliuolo, ci purifica da ogni peccato.
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  • Il discorso della montagna (14), il digiuno

    L’articolo analizza il Discorso della montagna, nel quale Gesù critica il formalismo religioso dei farisei. Insiste sull’importanza di motivazioni sincere e discrete nella pratica del digiuno e di altri atti religiosi.

    Matteo 6.16-18 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E quando digiunate, non siate mesti d’aspetto come gl’ipocriti; poiché essi si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. Io vi dico in verità che cotesto è il premio che ne hanno.Ma tu, quando digiuni, ungiti il capo e làvati la faccia,affinché non apparisca agli uomini che tu digiuni, ma al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa.
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  • Il discorso della montagna (15), un tesoro nel cielo

    Questo articolo analizza un passo del discorso della montagna nel quale Gesù Cristo discute dell’importanza di scegliere tra le ricchezze terrene e quelle spirituali, sottolineando che il vero tesoro si trova nel regno di Dio. Gesù mette in luce l’incompatibilità del servire contemporaneamente Dio e il denaro, sostenendo la priorità dei valori spirituali.

    Luca 12.33-34 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Vendete i vostri beni, e fatene elemosina; fatevi delle borse che non invecchiano, un tesoro che non venga meno ne’ cieli, ove ladro non s’accosta e tignuola non guasta.Perché dov’è il vostro tesoro, quivi sarà anche il vostro cuore.
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  • Il discorso della montagna (19), la regola d'oro

    L'articolo tratta della regola d'oro nel discorso della montagna, precisa che per applicarla è necessaria una trasformazione spirituale e sottolinea il bisogno dell'aiuto divino.

    Matteo 7.12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Tutte le cose dunque che voi volete che gli uomini vi facciano, fatele anche voi a loro; perché questa è la legge ed i profeti.
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  • Il discorso della montagna (20), le due vie

    L'articolo tratta del discorso della montagna, nel quale Gesù spiega l'importanza delle scelte spirituali, simboleggiate da due vie. Questo tema ricorrente sottolinea l'invito di Gesù ai suoi discepoli a scegliere la via difficile che conduce alla vita eterna.

    Luca 18.27 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ma egli rispose: Le cose impossibili agli uomini sono possibili a Dio.
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  • Il discorso della montagna (22), coloro che mi chiamano Signore

    L'articolo esplora il discorso della montagna, nel quale Gesù parla di presunti discepoli da lui non riconosciuti. Confrontando gli evangelisti Matteo e Luca, tratta dell'autenticità della fede necessaria per entrare nel regno di Dio, al di là dell'appartenenza etnica e delle opere miracolose.

    Luca 14.7-24 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Notando poi come gl’invitati sceglievano i primi posti, disse loro questa parabola:Quando sarai invitato a nozze da qualcuno, non ti mettere a tavola al primo posto, che talora non sia stato invitato da lui qualcuno più ragguardevole di te,e chi ha invitato te e lui non venga a dirti: Cedi il posto a questo! e tu debba con tua vergogna cominciare allora ad occupare l’ultimo posto.Ma quando sarai invitato, va a metterti all’ultimo posto, affinché quando colui che t’ha invitato verrà, ti dica: Amico, sali più in su. Allora ne avrai onore dinanzi a tutti quelli che saran teco a tavola.Poiché chiunque s’innalza sarà abbassato, e chi si abbassa sarà innalzato.E diceva pure a colui che lo aveva invitato: Quando fai un desinare o una cena, non chiamare i tuoi amici, né i tuoi fratelli, né i tuoi parenti, né i vicini ricchi; che talora anch’essi non t’invitino, e ti sia reso il contraccambio;ma quando fai un convito, chiama i poveri, gli storpi, gli zoppi, i ciechi;e sarai beato, perché non hanno modo di rendertene il contraccambio; ma il contraccambio ti sarà reso alla risurrezione de’ giusti.Or uno de’ commensali, udite queste cose, gli disse: Beato chi mangerà del pane nel regno di Dio!Ma Gesù gli disse: Un uomo fece una gran cena e invitò molti;e all’ora della cena mandò il suo servitore a dire agl’invitati: Venite, perché tutto è già pronto.E tutti, ad una voce, cominciarono a scusarsi. Il primo gli disse: Ho comprato un campo e ho necessità d’andarlo a vedere; ti prego, abbimi per iscusato.E un altro disse: Ho comprato cinque paia di buoi, e vado a provarli; ti prego, abbimi per iscusato.E un altro disse: Ho preso moglie, e perciò non posso venire.E il servitore, tornato, riferì queste cose al suo signore. Allora il padron di casa, adiratosi, disse al suo servitore: Va’ presto per le piazze e per le vie della città, e mena qua i poveri, gli storpi, i ciechi e gli zoppi.Poi il servitore disse: Signore, s’è fatto come hai comandato, e ancora c’è posto.E il signore disse al servitore: Va’ fuori per le strade e lungo le siepi, e costringili ad entrare, affinché la mia casa sia piena.Perché io vi dico che nessuno di quegli uomini ch’erano stati invitati assaggerà la mia cena.
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  • I risultati del discorso della montagna

    PER108 conclude il discorso della montagna secondo Matteo 7.28-29. La folla e i discepoli sono colpiti dall'autorità unica di Gesù, così diversa da quella dei farisei. Attraverso 23 punti, Gesù ha delineato il ritratto del vero discepolo, un ideale impossibile da raggiungere senza una trasformazione profonda. La folla intravede in lui il Messia e aspira a questa nuova vita che egli propone.

    Marco 1.22 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E la gente stupiva della sua dottrina, perch’egli li ammaestrava come avente autorità e non come gli scribi.
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  • La parabola della misura

    La parabola della misura (PER140) insegna che il modo in cui giudichiamo e trattiamo gli altri determina come Dio ci misurerà a sua volta. Gesù invita all'ascolto attivo, alla reciprocità, alla giustizia e alla generosità. Questo principio, comune a Marco 4.24-25, Matteo 7.1-2 e Luca 6.38, si ricollega alla regola d'oro e costituisce il cuore dell'etica cristiana.

    Marco 4.24-25 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Diceva loro ancora: Ponete mente a ciò che voi udite. Con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi; e a voi sarà data anche la giunta;poiché a chi ha sarà dato, e a chi non ha, anche quello che ha gli sarà tolto.
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