Étude 1 sur 7 · Le sermon sur la montagne (5), la relation du Messie Jésus avec la loi

  1. Étude 1 : Le sermon sur la montagne (5), la relation du Messie Jésus avec la loi
  2. Étude 2 : Le sermon sur la montagne (9), La vengeance
  3. Étude 3 : Le sermon sur la montagne (17), ne pas juger les autres
  4. Étude 4 : La parabole sur la mesure
  5. Étude 5 : La parabole du pharisien et du publicain
  6. Étude 6 : Les méchants vignerons
  7. Étude 7 : Le Messie Jésus réconforte ses disciples

Dalla seconda alla terza festa di Pasqua

  • Il discorso della montagna (5), il rapporto del Messia Gesù con la legge

    Quinta parte del discorso della montagna, l'articolo analizza il rapporto di Gesù con la legge mosaica a partire da Matteo 5.17-20. Gesù afferma di non essere venuto ad abolirla, ma a compierla pienamente secondo il disegno originario di Dio. Distingue la vera legge di Mosè dalle tradizioni religiose aggiunte da scribi e farisei, avvertendo che la loro giustizia istituzionalizzata non conduce al regno dei cieli.

    Matteo 5.17-20 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Non pensate ch’io sia venuto per abolire la legge od i profeti; io son venuto non per abolire ma per compire:poiché io vi dico in verità che finché non siano passati il cielo e la terra, neppure un iota o un apice della legge passerà, che tutto non sia adempiuto.Chi dunque avrà violato uno di questi minimi comandamenti ed avrà così insegnato agli uomini, sarà chiamato minimo nel regno de’ cieli; ma chi li avrà messi in pratica ed insegnati, esso sarà chiamato grande nel regno dei cieli.Poiché io vi dico che se la vostra giustizia non supera quella degli scribi e de’ Farisei, voi non entrerete punto nel regno dei cieli.
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  • Il discorso della montagna (9), La vendetta

    PER093 esamina l’insegnamento di Gesù sulla vendetta nel Discorso della montagna (Mt 5.38-42). Gesù reinterpreta la legge del taglione (Ex 21.24 ; Lv 24.20 ; Dt 19.21), chiamando i suoi discepoli alla nonviolenza, al perdono e all’amore per i nemici. Questo insegnamento, proprio di Matteo, non promuove la passività totale, ma una risposta pacifica che trascende la logica della vendetta, in accordo con Rm 12.17 e 1 P 3.9.

    Deuteronomio 19.21 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    L’occhio tuo non avrà pietà: vita per vita, occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede.
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  • Il discorso della montagna (17), non giudicare gli altri

    Questo articolo esamina il discorso della montagna di Gesù, in particolare il divieto di giudicare gli altri. Mettendo in risalto Matteo 7.1-6 e Luca 6.37-45, raccomanda la misericordia e la reciprocità nelle relazioni interpersonali.

    Luca 6.37-45 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Non giudicate, e non sarete giudicati; non condannate, e non sarete condannati; perdonate, e vi sarà perdonato.Date, e vi sarà dato: vi sarà versata in seno buona misura, pigiata, scossa, traboccante; perché con la misura onde misurate, sarà rimisurato a voi.Poi disse loro anche una parabola: Un cieco può egli guidare un cieco? Non cadranno tutti e due nella fossa?Un discepolo non è da più del maestro; ma ogni discepolo perfetto sarà come il suo maestro.Or perché guardi tu il bruscolo che è nell’occhio del tuo fratello, mentre non iscorgi la trave che è nell’occhio tuo proprio?Come puoi dire al tuo fratello: Fratello, lascia ch’io ti tragga il bruscolo che hai nell’occhio, mentre tu stesso non vedi la trave ch’è nell’occhio tuo? Ipocrita, trai prima dall’occhio tuo la trave, e allora ci vedrai bene per trarre il bruscolo che è nell’occhio del tuo fratello.Non v’è infatti albero buono che faccia frutto cattivo, né v’è albero cattivo che faccia frutto buono;poiché ogni albero si riconosce dal suo proprio frutto; perché non si colgon fichi dalle spine, ne si vendemmia uva dal pruno.L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore reca fuori il bene; e l’uomo malvagio, dal malvagio tesoro reca fuori il male; poiché dall’abbondanza del cuore parla la sua bocca.
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  • La parabola della misura

    La parabola della misura (PER140) insegna che il modo in cui giudichiamo e trattiamo gli altri determina come Dio ci misurerà a sua volta. Gesù invita all'ascolto attivo, alla reciprocità, alla giustizia e alla generosità. Questo principio, comune a Marco 4.24-25, Matteo 7.1-2 e Luca 6.38, si ricollega alla regola d'oro e costituisce il cuore dell'etica cristiana.

    Luca 6.38 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Date, e vi sarà dato: vi sarà versata in seno buona misura, pigiata, scossa, traboccante; perché con la misura onde misurate, sarà rimisurato a voi.
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Dalla 3ª Pasqua all’inizio dell’ultima settimana

  • La parabola del fariseo e del pubblicano

    L’articolo analizza la parabola di Luca 18.9-14, in cui Gesù insegna, attraverso le figure del fariseo e del pubblicano, che la vera giustizia davanti a Dio si fonda sull’umiltà e non sulle apparenze o sull’orgoglio spirituale.

    Luca 18.9-14 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E disse ancora questa parabola per certuni che confidavano in se stessi di esser giusti e disprezzavano gli altri:Due uomini salirono al tempio per pregare; l’uno Fariseo, e l’altro pubblicano.Il Fariseo, stando in piè, pregava così dentro di sé: O Dio, ti ringrazio ch’io non sono come gli altri uomini, rapaci, ingiusti, adulteri; né pure come quel pubblicano.Io digiuno due volte la settimana; pago la decima su tutto quel che posseggo.Ma il pubblicano, stando da lungi, non ardiva neppure alzar gli occhi al cielo; ma si batteva il petto, dicendo: O Dio, sii placato verso me peccatore!Io vi dico che questi scese a casa sua giustificato, piuttosto che quell’altro; perché chiunque s’innalza sarà abbassato; ma chi si abbassa sarà innalzato.
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Ministero di Gesù: chiamate, miracoli e insegnamenti

  • I vignaioli malvagi

    Questo articolo analizza la parabola dei vignaioli omicidi in cui Gesù denuncia il rifiuto dei profeti e annuncia il trasferimento del Regno a coloro che producono frutti degni. Le autorità religiose sono messe di fronte al loro rifiuto del divino, che segna una svolta profetica e spirituale nella storia della salvezza.

    Luca 20.9-19 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poi prese a dire al popolo questa parabola: Un uomo piantò una vigna, l’allogò a dei lavoratori, e se n’andò in viaggio per lungo tempo.E nella stagione mandò a que’ lavoratori un servitore perché gli dessero del frutto della vigna; ma i lavoratori, battutolo, lo rimandarono a mani vuote.Ed egli di nuovo mandò un altro servitore; ma essi, dopo aver battuto e vituperato anche questo, lo rimandarono a mani vuote.Ed egli ne mandò ancora un terzo; ed essi, dopo aver ferito anche questo, lo scacciarono.Allora il padron della vigna disse: Che farò? Manderò il mio diletto figliuolo; forse a lui porteranno rispetto.Ma quando i lavoratori lo videro, fecero tra loro questo ragionamento: Costui è l’erede; uccidiamolo, affinché l’eredità diventi nostra.E cacciatolo fuor dalla vigna, lo uccisero. Che farà loro dunque il padron della vigna?Verrà e distruggerà que’ lavoratori, e darà la vigna ad altri. Ed essi, udito ciò, dissero: Così non sia!Ma egli, guardatili in faccia, disse: Che vuol dir dunque questo che è scritto: La pietra che gli edificatori hanno riprovata è quella che è divenuta pietra angolare?Chiunque cadrà su quella pietra sarà sfracellato; ed ella stritolerà colui sul quale cadrà.E gli scribi e i capi sacerdoti cercarono di mettergli le mani addosso in quella stessa ora, ma temettero il popolo; poiché si avvidero bene ch’egli avea detto quella parabola per loro.
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L'ultimo giorno fino alla crocifissione

  • Gesù il Messia consola i suoi discepoli

    In Giovanni 16.5-15, Gesù consola i suoi discepoli e promette lo Spirito Santo per guidarli nella verità dopo la sua partenza. Questo importante passo sottolinea la missione dello Spirito: convincere di peccato, di giustizia e di giudizio, assicurando al tempo stesso la continuità degli insegnamenti di Gesù.

    Giovanni 16.5-15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ma ora me ne vo a Colui che mi ha mandato; e niun di voi mi domanda: Dove vai?Invece, perché v’ho detto queste cose, la tristezza v’ha riempito il cuore.Pure, io vi dico la verità, egli v’è utile ch’io me ne vada; perché, se non me ne vo, non verrà a voi il Consolatore; ma se me ne vo, io ve lo manderò.E quando sarà venuto, convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia, e al giudizio.Quanto al peccato, perché non credono in me;quanto alla giustizia, perché me ne vo al Padre e non mi vedrete più;quanto al giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato.Molte cose ho ancora da dirvi; ma non sono per ora alla vostra portata;ma quando sia venuto lui, lo Spirito della verità, egli vi guiderà in tutta la verità, perché non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annunzierà le cose a venire.Egli mi glorificherà perché prenderà del mio e ve l’annunzierà.Tutte le cose che ha il Padre, son mie: per questo ho detto che prenderà del mio e ve l’annunzierà.
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