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Il discorso della montagna (4), la luce del mondo

L'articolo esplora come, nel discorso della montagna, l'immagine della «luce del mondo» insegni ai discepoli a vivere visibilmente la fede, attraverso Matteo 5.14-16, Marco 4.21-22 e Luca 8.16/11.33-35. Queste allegorie incoraggiano a essere un esempio d'integrità, riflettendo la luce di Dio per ispirare altri a celebrarlo.

8 min discorso della montagna luce del mondo discepoli Gesù 9 versetti 4 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo 5.14-16 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Voi siete la luce del mondo; una città posta sopra un monte non può rimaner nascosta;

e non si accende una lampada per metterla sotto il moggio; anzi la si mette sul candeliere ed ella fa lume a tutti quelli che sono in casa.

Così risplenda la vostra luce nel cospetto degli uomini, affinché veggano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è ne’ cieli.

Marco
Marco 4.21-22 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Poi diceva ancora: Si reca forse la lampada per metterla sotto il moggio o sotto il letto? Non è ella recata per esser messa sul candeliere?

Poiché non v’è nulla che sia nascosto se non in vista d’esser manifestato; e nulla è stato tenuto segreto, se non per esser messo in luce.

Luca
Luca 8.16 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Or niuno, accesa una lampada, la copre con un vaso, o la mette sotto il letto; anzi la mette sul candeliere, acciocché chi entra vegga la luce.

Luca
Luca 11.33-35 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Nessuno, quand’ha acceso una lampada, la mette in un luogo nascosto o sotto il moggio; anzi la mette sul candeliere, affinché coloro che entrano veggano la luce.

La lampada del tuo corpo è l’occhio; se l’occhio tuo è sano, anche tutto il tuo corpo è illuminato; ma se è viziato, anche il tuo corpo è nelle tenebre.

Guarda dunque che la luce che è in te non sia tenebre.

Giovanni
Giovanni 8.12 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Or Gesù parlò loro di nuovo, dicendo: Io son la luce del mondo; chi mi seguita non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita.

Dettagli tecnici

Grafico a barre dell’anno 31

Luogo: Sul pianoro ai piedi di una montagna nei pressi di Cafarnao, in Galilea

Data: Dopo il pellegrinaggio pasquale a Gerusalemme, il 5 aprile 31

Metodo di lavoro: Torniamo a Matteo

Nota sul metodo: Matteo fornisce il massimo delle informazioni, Luca riprende più brevemente il discorso

Capernaum

Il discepolo deve essere la luce del mondo.

La luce del mondo

La luce del mondo

Commenti

Esaminiamo il discorso della montagna, suddiviso in 23 sezioni. Si nota facilmente che Luca omette tutti gli argomenti direttamente legati alla legge mosaica. Il suo pubblico è infatti soprattutto pagano e ignora le regole della vita ebraica.

Il secondo punto illustra ancora più intensamente il tema dell'allegoria precedente. Il discepolo deve essere la luce del mondo, riflettendo la luce di Dio. Sono affrontati tre aspetti diversi, tutti diretti alla stessa conclusione.

1. «Voi siete la luce del mondo; una città posta sopra un monte non può essere nascosta»: il Messia Gesù paragona i discepoli a una città sopra un monte che non può nascondersi. Con il loro modo di vivere devono quindi essere un esempio visibile al mondo, come una città sul monte è visibile da lontano.

2. «Non si accende una lampada per metterla sotto un secchio, ma sul sostegno, perché illumini tutti quelli che sono in casa»: una lampada viene accesa per illuminare una stanza, non per essere nascosta. I discepoli sono quindi chiamati a far brillare per tutti la loro «luce», cioè l'amore e la verità di Dio.

3. «La vostra luce risplenda davanti agli uomini, affinché vedano le vostre belle opere e celebrino la gloria del Padre vostro celeste»: il Messia Gesù spiega che lo scopo non è ricevere elogi, ma condurre gli altri a celebrare la gloria di Dio. Vivendo secondo i suoi insegnamenti, i discepoli possono aiutare gli altri a riconoscere e lodare Dio.

Questi versetti di Matteo esortano i discepoli a vivere riflettendo la luce di Dio nel mondo. Luca non riprende qui il tema, ma cita due passi sulla luce in relazione alla testimonianza del discepolo (Luca 8.16 e Luca 11.33-35). Provengono da altre conversazioni. Anche Marco 4.21 e Giovanni 8.12 riprendono il tema, sviluppato in tempi e luoghi diversi. Queste ripetizioni favorirono la memorizzazione dei numerosi punti trattati dal Messia Gesù.