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La parabola della lampada sotto il moggio

La parabola della lampada sotto il moggio insegna ai discepoli di Gesù a far risplendere la propria luce spirituale vivendo in modo esemplare. Ciò significa vivere in modo da intensificare la luce divina e incoraggiare gli altri a fare altrettanto, ispirandosi ai Vangeli.

7 min parabola lampada luce testimonianza discepoli 8 versetti 3 libri

Consultazione

Testi biblici

Matteo
Matteo 5.14-16 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Voi siete la luce del mondo; una città posta sopra un monte non può rimaner nascosta;

e non si accende una lampada per metterla sotto il moggio; anzi la si mette sul candeliere ed ella fa lume a tutti quelli che sono in casa.

Così risplenda la vostra luce nel cospetto degli uomini, affinché veggano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è ne’ cieli.

Marco
Marco 4.21-23 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Poi diceva ancora: Si reca forse la lampada per metterla sotto il moggio o sotto il letto? Non è ella recata per esser messa sul candeliere?

Poiché non v’è nulla che sia nascosto se non in vista d’esser manifestato; e nulla è stato tenuto segreto, se non per esser messo in luce.

Se uno ha orecchi da udire oda.

Luca
Luca 11.33-36 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Nessuno, quand’ha acceso una lampada, la mette in un luogo nascosto o sotto il moggio; anzi la mette sul candeliere, affinché coloro che entrano veggano la luce.

La lampada del tuo corpo è l’occhio; se l’occhio tuo è sano, anche tutto il tuo corpo è illuminato; ma se è viziato, anche il tuo corpo è nelle tenebre.

Guarda dunque che la luce che è in te non sia tenebre.

Se dunque tutto il tuo corpo è illuminato, senz’aver parte alcuna tenebrosa, sarà tutto illuminato come quando la lampada t’illumina col suo splendore.

Luca
Luca 8.16-18 (Riveduta 1927 (Luzzi))

Or niuno, accesa una lampada, la copre con un vaso, o la mette sotto il letto; anzi la mette sul candeliere, acciocché chi entra vegga la luce.

Poiché non v’è nulla di nascosto che non abbia a diventar manifesto, né di segreto che non abbia a sapersi ed a farsi palese.

Badate dunque come ascoltate: perché a chi ha sarà dato; ma a chi non ha, anche quel che pensa d’avere gli sarà tolto.

Giovanni
Giovanni (Riveduta 1927 (Luzzi)) non citato nel libro

Dettagli tecnici

Grafico a barre dell’anno 31

Luogo: Vicino alla casa di Cafarnao in Galilea.

Data: Ottobre o novembre del 31

Metodo di lavoro: Seguiamo Luca

Nota sulla modalità operativa: Luca, Matteo e Marco riprenderanno questo tema.

Capernaum

Il Messia Gesù descrive la vita del discepolo come una lampada destinata a illuminare.

La parabola della lampada sotto il moggio

Lampada

Commenti

Pur seguendo la cronologia di Luca, abbiamo integrato diversi testi sullo stesso argomento tratti da altri interventi di Gesù Cristo per favorire una comprensione più approfondita del messaggio.

Questa evoca una lampada accesa che, logicamente, deve essere posta nel luogo migliore per illuminare la stanza e permettere ai presenti di vedere bene. Luca spiega poi che il nostro occhio è la lampada del corpo, rappresentando così la luce menzionata in precedenza. Sottolinea che, quando l'occhio funziona correttamente, offre una visione chiara, cosa che non avviene più se la sua condizione peggiora.

Esistono quindi due applicazioni distinte: la prima consiste nell'illuminare gli altri, ricordando che il discepolo è diventato la luce del mondo (Matteo 5.14), e riguarda la testimonianza. La seconda mostra che anche il discepolo ha bisogno di essere illuminato dalla luce del Messia Gesù. Così, il discepolo riflette la luce che Gesù Cristo ha portato nella sua anima.

Che cosa significa vigilare affinché la nostra luce non diventi tenebra, secondo Luca 11.35?

Una risposta si può trovare in Matteo 5.16, che paragona la luce al nostro modo esemplare di vivere. Questa osservazione dovrebbe spingere coloro che ne sono testimoni a rendere omaggio a Dio. Se il nostro modo di vivere peggiora, la nostra luce diventa tenebra.

L'insegnamento di Gesù Cristo rivela chiaramente la verità divina, illuminando le nostre menti. Queste parole agiscono come una luce che mette in evidenza realtà spirituali prima nascoste, e tale illuminazione deve servire da testimonianza visibile per tutti.

Il passo di Matteo 5.14-16, tratto dal discorso della montagna (PER088), paragona l'individuo che ascolta e mette in pratica gli insegnamenti di Gesù Cristo a una persona che riceve la luce, vive in questa luce e illumina, a sua volta, coloro che la circondano. In altre parole, testimonia la grazia divina.