Étude 1 sur 21 · L’entretien du Messie Jésus avec Nicodème

  1. Étude 1 : L’entretien du Messie Jésus avec Nicodème
  2. Étude 2 : Le village de Sychar en Samarie
  3. Étude 3 : Témoignages confirmant celui du Messie Jésus
  4. Étude 4 : Les pharisiens envisagent d’assassiner le Messie Jésus
  5. Étude 5 : Le jugement des pharisiens
  6. Étude 6 : L'appréciation contradictoire du peuple
  7. Étude 7 : La parabole du figuier stérile
  8. Étude 8 : Les questions des docteurs de la loi
  9. Étude 9 : Le dialogue de Jésus avec Jean et les femmes
  10. Étude 10 : Joseph d’Arimathée demande le corps de Jésus
  11. Étude 11 : Joseph d’Arimathée et Nicodème mettent le corps de Jésus dans le tombeau
  12. Étude 12 : Quelqu’un est-il monté au ciel en dehors de Jésus ?
  13. Étude 13 : L'ensevelissement de Jésus : aromates et linceul
  14. Étude 14 : But de la visite des femmes au tombeau
  15. Étude 15 : Le retour et l’attente des disciples
  16. Étude 16 : Le choix de Matthias
  17. Étude 17 : La délibération et la sentence du Sanhédrin
  18. Étude 18 : La persécution
  19. Étude 19 : Les pharisiens
  20. Étude 20 : La recherche de Nicodème
  21. Étude 21 : La résurrection

Il ministero di Giovanni il Battista

  • Il colloquio di Gesù, il Messia, con Nicodemo

    Il colloquio tra Gesù e Nicodemo a Gerusalemme, evocato in Giovanni 3, rappresenta una svolta essenziale verso una spiritualità cristiana personale, lontana dai rituali giudaici, con particolare rilievo alla relazione interiore con Dio.

    Giovanni 3.1-21 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or v’era tra i Farisei un uomo, chiamato Nicodemo, un de’ capi de’ Giudei.Egli venne di notte a Gesù, e gli disse: Maestro, noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio; perché nessuno può fare questi miracoli che tu fai, se Dio non è con lui.Gesù gli rispose dicendo: In verità, in verità io ti dico che se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio.Nicodemo gli disse: Come può un uomo nascere quand’è vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel seno di sua madre e nascere?Gesù rispose: In verità, in verità io ti dico che se uno non è nato d’acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio.Quel che è nato dalla carne, è carne; e quel che è nato dallo Spirito, è spirito.Non ti maravigliare se t’ho detto: Bisogna che nasciate di nuovo.Il vento soffia dove vuole, e tu ne odi il rumore, ma non sai né d’onde viene né dove va; così è di chiunque è nato dallo Spirito.Nicodemo replicò e gli disse: Come possono avvenir queste cose?Gesù gli rispose: Tu se’ il dottor d’Israele e non sai queste cose?In verità, in verità io ti dico che noi parliamo di quel che sappiamo, e testimoniamo di quel che abbiamo veduto; ma voi non ricevete la nostra testimonianza.Se vi ho parlato delle cose terrene e non credete, come crederete se vi parlerò delle cose celesti?E nessuno è salito in cielo, se non colui che è disceso dal cielo: il Figliuol dell’uomo che è nel cielo.E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figliuol dell’uomo sia innalzato,affinché chiunque crede in lui abbia vita eterna.Poiché Iddio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figliuolo, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.Infatti Iddio non ha mandato il suo Figliuolo nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.Chi crede in lui non è giudicato; chi non crede è già giudicato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figliuol di Dio.E il giudizio è questo: che la luce è venuta nel mondo, e gli uomini hanno amato le tenebre più che la luce, perché le loro opere erano malvage.Poiché chiunque fa cose malvage odia la luce e non viene alla luce, perché le sue opere non siano riprovate;ma chi mette in pratica la verità viene alla luce, affinché le opere sue siano manifestate, perché son fatte in Dio.
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L’inizio del ministero in Galilea

  • Il villaggio di Sicar in Samaria

    L’articolo tratta dell’incontro di Gesù con la Samaritana a Sicar e ne sottolinea l’importanza nel ministero in Galilea. La conversione del villaggio illustra il messaggio universale di Gesù.

    Giovanni 4.27-42 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    In quel mentre giunsero i suoi discepoli, e si maravigliarono ch’egli parlasse con una donna; ma pur nessuno gli chiese: Che cerchi? o: Perché discorri con lei?La donna lasciò dunque la sua secchia, se ne andò in città e disse alla gente:Venite a vedere un uomo che m’ha detto tutto quello che ho fatto; non sarebb’egli il Cristo?La gente uscì dalla città e veniva a lui.Intanto i discepoli lo pregavano, dicendo: Maestro, mangia.Ma egli disse loro: Io ho un cibo da mangiare che voi non sapete.Perciò i discepoli si dicevano l’uno all’altro: Forse qualcuno gli ha portato da mangiare?Gesù disse loro: Il mio cibo è di far la volontà di Colui che mi ha mandato, e di compiere l’opera sua.Non dite voi che ci sono ancora quattro mesi e poi vien la mietitura? Ecco, io vi dico: Levate gli occhi e mirate le campagne come già son bianche da mietere.Il mietitore riceve premio e raccoglie frutto per la vita eterna, affinché il seminatore ed il mietitore si rallegrino assieme.Poiché in questo è vero il detto: L’uno semina e l’altro miete.Io v’ho mandati a mieter quello intorno a cui non avete faticato; altri hanno faticato, e voi siete entrati nella lor fatica.Or molti de’ Samaritani di quella città credettero in lui a motivo della testimonianza resa da quella donna: Egli m’ha detto tutte le cose che ho fatte.Quando dunque i Samaritani furono venuti a lui, lo pregarono di trattenersi da loro; ed egli si trattenne quivi due giorni.E più assai credettero a motivo della sua parola;e dicevano alla donna: Non è più a motivo di quel che tu ci hai detto, che crediamo; perché abbiamo udito da noi, e sappiamo che questi è veramente il Salvator del mondo.
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Dalla seconda alla terza festa di Pasqua

  • Testimonianze che confermano quella di Gesù, il Messia

    L'articolo discute le testimonianze che confermano Gesù come Messia, soprattutto quelle di Giovanni Battista e dei miracoli divini nel racconto di Giovanni. Il luogo è Gerusalemme, dopo la Pasqua di marzo 31. Gesù critica le autorità che non lo riconoscono ed evoca Mosè come precursore. Alcuni, come Nicodemo, si convertiranno.

    Giovanni 5.31-47 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Se io rendo testimonianza di me stesso, la mia testimonianza non è verace.V’è un altro che rende testimonianza di me; e io so che la testimonianza ch’egli rende di me, è verace.Voi avete mandato da Giovanni, ed egli ha reso testimonianza alla verità.Io però la testimonianza non la prendo dall’uomo, ma dico questo affinché voi siate salvati.Egli era la lampada ardente e splendente e voi avete voluto per breve ora godere alla sua luce.Ma io ho una testimonianza maggiore di quella di Giovanni; perché le opere che il Padre mi ha dato a compiere, quelle opere stesse che io fo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato.E il Padre che mi ha mandato, ha Egli stesso reso testimonianza di me. La sua voce, voi non l’avete mai udita; e il suo sembiante, non l’avete mai veduto;e la sua parola non l’avete dimorante in voi, perché non credete in colui ch’Egli ha mandato.Voi investigate le Scritture, perché pensate aver per mezzo d’esse vita eterna, ed esse son quelle che rendon testimonianza di me;eppure non volete venire a me per aver la vita!Io non prendo gloria dagli uomini;ma vi conosco che non avete l’amor di Dio in voi.Io son venuto nel nome del Padre mio, e voi non mi ricevete; se un altro verrà nel suo proprio nome, voi lo riceverete.Come potete credere, voi che prendete gloria gli uni dagli altri e non cercate la gloria che vien da Dio solo?Non crediate che io sia colui che vi accuserà davanti al Padre; v’è chi v’accusa, ed è Mosè, nel quale avete riposta la vostra speranza.Perché se credeste a Mosè, credereste anche a me; poiché egli ha scritto di me.Ma se non credete agli scritti di lui, come crederete alle mie parole?
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  • I farisei progettano di assassinare il Messia Gesù

    La pericope 78 racconta la decisione dei farisei di assassinare il Messia Gesù dopo la guarigione dell'uomo dalla mano paralizzata di sabato. Nell'anno 31, a Capernaum, una netta frattura contrappone le autorità religiose ostili al popolo ammirato. Voci dissidenti come Nicodemo e Gamaliele testimoniano un'opposizione interna al Sinedrio. Nonostante il complotto, Gesù prosegue con determinazione il suo ministero.

    Giovanni 7.45-53 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Le guardie dunque tornarono dai capi sacerdoti e dai Farisei, i quali dissero loro: Perché non l’avete condotto?Le guardie risposero: Nessun uomo parlò mai come quest’uomo!Onde i Farisei replicaron loro: Siete stati sedotti anche voi?Ha qualcuno de’ capi o de’ Farisei creduto in lui?Ma questa plebe, che non conosce la legge, è maledetta!Nicodemo (un di loro, quello che prima era venuto a lui) disse loro:La nostra legge giudica ella un uomo prima che sia stato udito e che si sappia quel che ha fatto?Essi gli risposero: sei anche tu di Galilea? Investiga, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta.E ognuno se ne andò a casa sua.
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  • Il giudizio dei farisei

    La pericope PER158 analizza la reazione dei farisei di fronte ai miracoli di Gesù a Cafarnao (Mt 9.33-34). Mentre la folla riconosce un'opera divina, i farisei attribuiscono le azioni di Gesù al diavolo. Il loro rifiuto è deliberato: accettare Gesù significherebbe perdere i loro privilegi. Eppure alcuni, come Nicodemo, Giuseppe d'Arimatea e Saulo di Tarso, sceglieranno di seguirlo. Il muto guarito, invece, riparte nella gioia e nella gratitudine.

    Atti 5.34-39 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ma un certo Fariseo, chiamato per nome Gamaliele, dottor della legge, onorato da tutto il popolo, levatosi in piè nel Sinedrio, comandò che gli apostoli fossero per un po’ messi fuori.Poi disse loro: Uomini Israeliti, badate bene, circa questi uomini, a quel che state per fare.Poiché, prima d’ora, sorse Teuda, dicendosi esser qualche gran cosa; e presso a lui si raccolsero intorno a quattrocento uomini; ed egli fu ucciso e tutti quelli che gli aveano prestata fede, furono sbandati e ridotti a nulla.Dopo costui, sorse Giuda il Galileo, a’ dì del censimento, e si trascinò dietro della gente; anch’egli perì, e tutti coloro che gli aveano prestata fede, furon dispersi.E adesso io vi dico: Non vi occupate di questi uomini, e lasciateli stare; perché, se questo disegno o quest’opera e dagli uomini, sarà distrutta;ma se è da Dio, voi non li potrete distruggere, se non volete trovarvi a combattere anche contro Dio.
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Dalla 3ª Pasqua all’inizio dell’ultima settimana

  • La valutazione contraddittoria del popolo

    Nell'ultimo giorno della festa di Sukkot a Gerusalemme (ottobre dell'anno 32), Gesù proclama di essere sorgente di acqua viva. La folla si divide: alcuni lo riconoscono come il Messia, altri rifiutano l'evidenza. Le guardie inviate per arrestarlo disobbediscono, colpite dalle sue parole. Nicodemo difende un giudizio equo, mentre i farisei avanzano argomenti deboli. L'opposizione delle autorità religiose diventa fanatica, facendo della morte di Gesù il loro unico obiettivo.

    Giovanni 7.51 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    La nostra legge giudica ella un uomo prima che sia stato udito e che si sappia quel che ha fatto?
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  • La parabola del fico sterile

    La parabola del fico sterile (Luca 13.6-9), riportata soltanto da Luca, illustra la pazienza di Dio e l’urgenza della conversione. Gesù avverte che ogni discepolo privo di frutto spirituale rischia il giudizio, sottolineando al tempo stesso che Dio concede un ulteriore tempo di grazia. Questo testo si colloca in continuità con Luca 13.1-5 e porta un duplice messaggio: solenne avvertimento e misericordia divina.

    Giovanni 9.1-3 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E passando vide un uomo ch’era cieco fin dalla nascita.E i suoi discepoli lo interrogarono, dicendo: Maestro, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?Gesù rispose: Né lui peccò, né i suoi genitori; ma è così, affinché le opere di Dio siano manifestate in lui.
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L’ultima settimana prima dell’arresto

  • Le domande dei dottori della legge

    Durante l’ultima settimana prima della sua Passione, Gesù viene interrogato da dottori della Legge sul più grande comandamento. Riassume tutta la Legge in due princìpi: amare Dio e amare il prossimo. Uno scriba sincero riconosce la giustezza di questa risposta, e Gesù gli dichiara che non è lontano dal Regno. L’articolo sfuma la visione del fariseismo e invita a una fede vissuta nell’amore piuttosto che nel legalismo.

    Matteo 22.37-40 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E Gesù gli disse: Ama il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore e con tutta l’anima tua e con tutta la mente tua.Questo è il grande e il primo comandamento.Il secondo, simile ad esso, è: Ama il tuo prossimo come te stesso.Da questi due comandamenti dipendono tutta la legge ed i profeti.
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L'ultimo giorno fino alla crocifissione

  • Il dialogo di Gesù con Giovanni e le donne

    Ai piedi della croce, Gesù affida sua madre Maria a Giovanni, il discepolo amato (Giovanni 19.25-27). Unico vangelo a riferire questa scena, Giovanni sottolinea la coraggiosa presenza delle donne e di Giovanni al Golgota. Questo dialogo rivela una duplice portata: umana, perché Gesù assume le sue responsabilità di figlio, e spirituale, perché istituisce una nuova famiglia fondata sulla fede e non sul sangue. Giovanni obbedisce subito, dando prova della sua fedeltà.

    Marco 15.40-41 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or v’erano anche delle donne, che guardavan da lontano; fra le quali era Maria Maddalena e Maria madre di Giacomo il piccolo e di Iose, e Salome;le quali, quand’egli era in Galilea, lo seguivano e lo servivano; e molte altre, che eran salite con lui a Gerusalemme.
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  • Giuseppe d'Arimatea chiede il corpo di Gesù

    Giuseppe d'Arimatea, membro eminente del Sinedrio e discepolo segreto di Gesù, chiede coraggiosamente a Pilato la consegna del corpo del Crocifisso. Accompagnato da Nicodemo, organizza una sepoltura degna nella propria tomba nuova, prima dell'inizio del sabato. Questo episodio, attestato da tutti e quattro i vangeli, illustra il passaggio dalla discrezione a un atto pubblico di fede nel momento in cui i discepoli più vicini restano nascosti.

    Matteo 27.57-58 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poi, fattosi sera, venne un uomo ricco di Arimatea, chiamato Giuseppe, il quale era divenuto anche egli discepolo di Gesù.Questi, presentatosi a Pilato, chiese il corpo di Gesù. Allora Pilato comandò che il corpo gli fosse rilasciato.
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  • Giuseppe d'Arimatea e Nicodemo depongono il corpo di Gesù nella tomba

    Giuseppe d'Arimatea e Nicodemo, due membri del Sinedrio favorevoli a Gesù, seppelliscono il suo corpo venerdì 1° aprile dell'anno 33, prima del sabato. Nicodemo porta una grande quantità di aromi, Giuseppe mette a disposizione il suo sepolcro nuovo. Il loro gesto coraggioso e pubblico, compiuto secondo i riti ebraici, conferisce alla sepoltura del Messia una dimensione regale e onorifica, segnando la loro uscita dalla discrezione dopo la crocifissione.

    Matteo 27.59-61 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E Giuseppe, preso il corpo, lo involse in un panno lino netto,e lo pose nella propria tomba nuova, che aveva fatta scavare nella roccia, e dopo aver rotolata una gran pietra contro l’apertura del sepolcro, se ne andò.Or Maria Maddalena e l’altra Maria eran quivi, sedute dirimpetto al sepolcro.
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Le contraddizioni

  • Qualcuno è salito al cielo oltre a Gesù?

    L'articolo esamina l'apparente contraddizione tra le affermazioni di Gesù in Giovanni 3.13 e il racconto del rapimento di Elia in 2 Re 2.11. Spiega che Gesù parla di un'autorità divina unica e di una rivelazione celeste che egli solo detiene, mentre Elia è trasportato miracolosamente da Dio. Il termine «cielo» ha significati diversi e l'accesso definitivo alla presenza divina è legato soltanto a Gesù.

    Ebrei 10.19-20 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Avendo dunque, fratelli, libertà d’entrare nel santuario in virtù del sangue di Gesù,per quella via recente e vivente che egli ha inaugurata per noi attraverso la cortina, vale a dire la sua carne,
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  • La sepoltura di Gesù: aromi e sudario

    L'articolo esamina la presunta contraddizione tra i Vangeli di Giovanni e di Marco sulla sepoltura di Gesù. Giovanni riferisce una preparazione funebre iniziale da parte di Nicodemo prima del sabato, mentre Marco descrive l'intenzione delle donne, dopo il sabato, di completare tale preparazione. L'articolo conclude che i racconti sono complementari e illustrano un omaggio comune reso a Gesù.

    Giovanni 19.39-40 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E Nicodemo, che da prima era venuto a Gesù di notte, venne anche egli, portando una mistura di mirra e d’aloe di circa cento libbre.Essi dunque presero il corpo di Gesù e lo avvolsero in pannilini con gli aromi, com’è usanza di seppellire presso i Giudei.
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  • Scopo della visita delle donne al sepolcro

    L'articolo esamina i racconti dei Vangeli sulla visita delle donne al sepolcro di Gesù, esplorando diverse intenzioni apparenti. Mentre Marco e Luca parlano di aromi, Matteo menziona l'atto di visitare il sepolcro, e Giovanni si concentra sul suo essere vuoto. Benché le narrazioni appaiano divergenti, si completano. Le pratiche funerarie giudaiche permettono di comprendere queste differenze.

    Giovanni 20.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or il primo giorno della settimana, la mattina per tempo, mentr’era ancora buio, Maria Maddalena venne al sepolcro, e vide la pietra tolta dal sepolcro.
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Ministero di Pietro

  • Il ritorno e l’attesa dei discepoli

    Dopo l'ascensione di Gesù (12 maggio 33), i discepoli tornano a Gerusalemme dal monte degli Ulivi, distante «un cammino di sabato». Si riuniscono in una stanza al piano superiore, probabilmente la casa di Maria, madre di Giovanni Marco, e perseverano unanimi nella preghiera, con le donne e la famiglia di Gesù. Questo periodo di attesa prefigura le caratteristiche della Chiesa nascente.

    Atti 4.32 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E la moltitudine di coloro che aveano creduto, era d’un sol cuore e d’un’anima sola; né v’era chi dicesse sua alcuna delle cose che possedeva, ma tutto era comune tra loro.
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  • La scelta di Mattia

    Analisi di Atti 1.15-26, che narra l'elezione di Mattia per sostituire Giuda Iscariota. Pietro, portavoce naturale dei discepoli, fonda la necessità di questa sostituzione sui Salmi. I criteri apostolici sono precisati: aver seguito Gesù fin dal suo battesimo ed essere testimone della sua risurrezione. Mattia è infine designato per sorteggio dopo la preghiera, ristabilendo il collegio dei Dodici, simbolo delle dodici tribù d'Israele.

    Giovanni 7.5 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poiché neppure i suoi fratelli credevano in lui.
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  • La deliberazione e la sentenza del Sinedrio

    Di fronte all'imbarazzo del Sinedrio dopo un miracolo compiuto da Pietro e Giovanni, le autorità religiose vietano la predicazione nel nome di Gesù, sperando che le minacce compromettano il messaggio cristiano. Pietro e Giovanni rispondono affermando la loro obbedienza prioritaria a Dio, illustrando una trasformazione spirituale sostenuta dallo Spirito Santo.

    Matteo 10.19-20 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ma quando vi metteranno nelle loro mani, non siate in ansietà del come parlerete o di quel che avrete a dire; perché in quell’ora stessa vi sarà dato ciò che avrete a dire.Poiché non siete voi che parlate, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.
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  • La persecuzione

    L'articolo ADA031 analizza la grande persecuzione della Chiesa primitiva a Gerusalemme (Atti 8.1-3), intorno all'anno 34-35. Dopo il martirio di Stefano, la repressione si estende a tutti i credenti, comprese le donne. Saulo di Tarso ne è il principale artefice, animato da uno zelo sincero ma mal diretto per le tradizioni giudaiche. Questo testo illustra il compimento degli avvertimenti di Gesù sulla persecuzione e prefigura la futura conversione di Paolo.

    1 Timoteo 1.13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    che prima ero un bestemmiatore, un persecutore e un oltraggiatore; ma misericordia mi è stata fatta, perché lo feci ignorantemente nella mia incredulità;
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Note storiche

  • I farisei

    I farisei, comparsi dopo la rivolta dei Maccabei (165 a.C.), furono un influente gruppo religioso dell'antico giudaismo. Legati alla Torah scritta e orale, credevano nella risurrezione e restavano vicini al popolo. Spesso in conflitto con Gesù nei Vangeli, diedero tuttavia figure come Nicodemo e Giuseppe d'Arimatea. I loro insegnamenti fondarono il giudaismo rabbinico dopo la distruzione del Tempio nel 70 d.C.

    Matteo 23.13-29 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ma guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché serrate il regno de’ cieli dinanzi alla gente; poiché, né vi entrate voi, né lasciate entrare quelli che cercano di entrare.Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché divorate le case delle vedove, e fate per apparenza lunghe orazioni; perciò riceverete maggior condanna.Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché scorrete mare e terra per fare un proselito; e fatto che sia, lo rendete figliuol della geenna il doppio di voi.Guai a voi, guide cieche, che dite: Se uno giura per il tempio, non è nulla; ma se giura per l’oro del tempio, resta obbligato.Stolti e ciechi, poiché qual è maggiore: l’oro, o il tempio che santifica l’oro?E se uno, voi dite, giura per l’altare, non è nulla; ma se giura per l’offerta che c’è sopra, resta obbligato.Ciechi, poiché qual è maggiore: l’offerta, o l’altare che santifica l’offerta?Chi dunque giura per l’altare, giura per esso e per tutto quel che c’è sopra;e chi giura per il tempio, giura per esso e per Colui che l’abita;e chi giura per il cielo, giura per il trono di Dio e per Colui che vi siede sopra.Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché pagate la decima della menta e dell’aneto e del comino, e trascurate le cose più gravi della legge: il giudicio, e la misericordia, e la fede. Queste son le cose che bisognava fare, senza tralasciar le altre.Guide cieche, che colate il moscerino e inghiottite il cammello.Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché nettate il di fuori del calice e del piatto, mentre dentro son pieni di rapina e d’intemperanza.Fariseo cieco, netta prima il di dentro del calice e del piatto, affinché anche il di fuori diventi netto.Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché siete simili a sepolcri imbiancati, che appaion belli di fuori, ma dentro son pieni d’ossa di morti e d’ogni immondizia.Così anche voi, di fuori apparite giusti alla gente; ma dentro siete pieni d’ipocrisia e d’iniquità.Guai a voi, scribi e Farisei ipocriti, perché edificate i sepolcri ai profeti, e adornate le tombe de’ giusti e dite:
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Parola di un Amico

  • La ricerca di Nicodemo

    L’articolo si sofferma sulla storia di Nicodemo, un fariseo che incontra Gesù di notte secondo Giovanni 3:1-21. Nicodemo cerca di comprendere l’idea biblica di nascere di nuovo per accedere al regno di Dio. Passa dalla paura a una fede coraggiosa, aiutando nella sepoltura di Gesù dopo la sua crocifissione. Questo racconto mostra come un incontro autentico con Gesù possa trasformare una vita. L’esperienza di Nicodemo simboleggia il passaggio dalla curiosità intellettuale a una fede autentica e impegnata.

    Giovanni 3.1-21 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or v’era tra i Farisei un uomo, chiamato Nicodemo, un de’ capi de’ Giudei.Egli venne di notte a Gesù, e gli disse: Maestro, noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio; perché nessuno può fare questi miracoli che tu fai, se Dio non è con lui.Gesù gli rispose dicendo: In verità, in verità io ti dico che se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio.Nicodemo gli disse: Come può un uomo nascere quand’è vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel seno di sua madre e nascere?Gesù rispose: In verità, in verità io ti dico che se uno non è nato d’acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio.Quel che è nato dalla carne, è carne; e quel che è nato dallo Spirito, è spirito.Non ti maravigliare se t’ho detto: Bisogna che nasciate di nuovo.Il vento soffia dove vuole, e tu ne odi il rumore, ma non sai né d’onde viene né dove va; così è di chiunque è nato dallo Spirito.Nicodemo replicò e gli disse: Come possono avvenir queste cose?Gesù gli rispose: Tu se’ il dottor d’Israele e non sai queste cose?In verità, in verità io ti dico che noi parliamo di quel che sappiamo, e testimoniamo di quel che abbiamo veduto; ma voi non ricevete la nostra testimonianza.Se vi ho parlato delle cose terrene e non credete, come crederete se vi parlerò delle cose celesti?E nessuno è salito in cielo, se non colui che è disceso dal cielo: il Figliuol dell’uomo che è nel cielo.E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figliuol dell’uomo sia innalzato,affinché chiunque crede in lui abbia vita eterna.Poiché Iddio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figliuolo, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.Infatti Iddio non ha mandato il suo Figliuolo nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.Chi crede in lui non è giudicato; chi non crede è già giudicato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figliuol di Dio.E il giudizio è questo: che la luce è venuta nel mondo, e gli uomini hanno amato le tenebre più che la luce, perché le loro opere erano malvage.Poiché chiunque fa cose malvage odia la luce e non viene alla luce, perché le sue opere non siano riprovate;ma chi mette in pratica la verità viene alla luce, affinché le opere sue siano manifestate, perché son fatte in Dio.
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  • La risurrezione

    L'articolo esamina la risurrezione di Gesù, un evento chiave del cristianesimo. Vengono sottolineati la visita delle donne al sepolcro e l'iniziale incredulità degli apostoli di fronte a questo evento straordinario. L'autore spiega che Dio continua a parlare agli uomini in diversi modi, ma che l'umanità sceglie spesso di ignorare questi messaggi spirituali.

    Ebrei 3.7-8 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Perciò, come dice lo Spirito Santo, Oggi, se udite la sua voce,non indurate i vostri cuori, come nel dì della provocazione, come nel dì della tentazione nel deserto
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