Étude 1 sur 9 · Le partage des vêtements et les moqueries

  1. Étude 1 : Le partage des vêtements et les moqueries
  2. Étude 2 : La mort du Messie Jésus
  3. Étude 3 : Les précisions de Jean
  4. Étude 4 : Les signes extraordinaires accompagnant la mort de Jésus
  5. Étude 5 : Les disciples présents à la crucifixion
  6. Étude 6 : Joseph d’Arimathée demande le corps de Jésus
  7. Étude 7 : Joseph d’Arimathée et Nicodème mettent le corps de Jésus dans le tombeau
  8. Étude 8 : Les brigands sur la croix ?
  9. Étude 9 : Quelles furent les dernières paroles de Jésus avant sa mort ?

L'ultimo giorno fino alla crocifissione

  • La spartizione delle vesti e le derisioni

    La pericope PER353 analizza la spartizione delle vesti di Gesù e gli scherni durante la sua crocifissione sul Golgota. I quattro Vangeli convergono su questo episodio: i soldati tirano a sorte la tunica senza cuciture, adempiendo il Salmo 22.19. Luca riporta la preghiera di perdono di Gesù per i suoi carnefici, Marco il suo grido di abbandono e Matteo le derisioni dei passanti e dei capi religiosi. Questo articolo sinottico mette in luce la ricchezza teologica di ciascun racconto evangelico.

    Giovanni 19.17 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Presero dunque Gesù; ed egli, portando la sua croce, venne al luogo del Teschio, che in ebraico si chiama Golgota,
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  • La morte del Messia Gesù

    La pericope PER357 analizza la morte di Gesù sulla croce al Golgota, il venerdì 1º aprile dell'anno 33 verso le 15, a partire dai quattro racconti evangelici. Matteo e Marco sono molto vicini; Luca riporta le ultime parole di Gesù e la reazione del centurione; Giovanni, testimone diretto, precisa gli eventi successivi alla morte e il loro compimento profetico. L'articolo include una cronologia precisa dei tre giorni e delle tre notti secondo il calendario ebraico.

    Giovanni 19.34 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    ma uno de’ soldati gli forò il costato con una lancia, e subito ne uscì sangue ed acqua.
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  • Le precisazioni di Giovanni

    Giovanni 19.31-37 riferisce dettagli esclusivi sugli eventi successivi alla morte di Gesù: la richiesta delle autorità ebraiche di rimuovere i corpi prima del sabato di Pasqua, il crurifragium applicato ai briganti ma non a Gesù, già morto, e la lancia che gli trafigge il costato. Giovanni, testimone oculare, attesta la realtà della morte di Cristo e il compimento delle Scritture riguardanti l'Agnello pasquale.

    Giovanni 19.31 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Allora i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato (poiché era la Preparazione, e quel giorno del sabato era un gran giorno), chiesero a Pilato che fossero loro fiaccate le gambe, e fossero tolti via.
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  • I segni straordinari che accompagnarono la morte di Gesù

    Alla morte di Gesù sul Golgota si verificano diversi segni straordinari: il velo del Tempio si squarcia dall'alto in basso, simboleggiando l'accesso diretto a Dio; un terremoto scuote la regione; le rocce si spaccano e le tombe si aprono. Questi fenomeni, riferiti soprattutto da Matteo, significano la fine dell'antica alleanza, l'avvento di una nuova e la vittoria di Cristo sulla morte, confermata dalla confessione del centurione romano.

    Matteo 27.53 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    ed usciti dai sepolcri dopo la risurrezione di lui, entrarono nella santa città, ed apparvero a molti.
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  • I discepoli presenti alla crocifissione

    PER360 analizza i discepoli presenti alla crocifissione di Gesù sul Golgota, mettendo a confronto i quattro Vangeli. Erano in maggioranza donne — Maria madre di Gesù, Maria Maddalena, Salome, Maria di Cleopa — e l'apostolo Giovanni, l'unico uomo menzionato. Il loro coraggio contrasta con la fuga dei discepoli uomini. Gesù affida la madre a Giovanni, gesto di profonda umanità. Una tenebra soprannaturale copre la scena da mezzogiorno alle 15, venerdì 1º aprile del 33.

    Giovanni 19.25-27 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or presso la croce di Gesù stavano sua madre e la sorella di sua madre, Maria moglie di Cleopa, e Maria Maddalena.Gesù dunque, vedendo sua madre e presso a lei il discepolo ch’egli amava, disse a sua madre: Donna, ecco il tuo figlio!Poi disse al discepolo: Ecco tua madre! E da quel momento, il discepolo la prese in casa sua.
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  • Giuseppe d'Arimatea chiede il corpo di Gesù

    Giuseppe d'Arimatea, membro eminente del Sinedrio e discepolo segreto di Gesù, chiede coraggiosamente a Pilato la consegna del corpo del Crocifisso. Accompagnato da Nicodemo, organizza una sepoltura degna nella propria tomba nuova, prima dell'inizio del sabato. Questo episodio, attestato da tutti e quattro i vangeli, illustra il passaggio dalla discrezione a un atto pubblico di fede nel momento in cui i discepoli più vicini restano nascosti.

    Luca 23.50-51 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ed ecco un uomo per nome Giuseppe, che era consigliere, uomo dabbene e giusto,il quale non avea consentito alla deliberazione e all’operato degli altri, ed era da Arimatea, città de’ Giudei, e aspettava il regno di Dio,
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  • Giuseppe d'Arimatea e Nicodemo depongono il corpo di Gesù nella tomba

    Giuseppe d'Arimatea e Nicodemo, due membri del Sinedrio favorevoli a Gesù, seppelliscono il suo corpo venerdì 1° aprile dell'anno 33, prima del sabato. Nicodemo porta una grande quantità di aromi, Giuseppe mette a disposizione il suo sepolcro nuovo. Il loro gesto coraggioso e pubblico, compiuto secondo i riti ebraici, conferisce alla sepoltura del Messia una dimensione regale e onorifica, segnando la loro uscita dalla discrezione dopo la crocifissione.

    Giovanni 3.1-7 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or v’era tra i Farisei un uomo, chiamato Nicodemo, un de’ capi de’ Giudei.Egli venne di notte a Gesù, e gli disse: Maestro, noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio; perché nessuno può fare questi miracoli che tu fai, se Dio non è con lui.Gesù gli rispose dicendo: In verità, in verità io ti dico che se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio.Nicodemo gli disse: Come può un uomo nascere quand’è vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel seno di sua madre e nascere?Gesù rispose: In verità, in verità io ti dico che se uno non è nato d’acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio.Quel che è nato dalla carne, è carne; e quel che è nato dallo Spirito, è spirito.Non ti maravigliare se t’ho detto: Bisogna che nasciate di nuovo.
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Le contraddizioni

  • I briganti sulla croce?

    Cet article explore la complémentarité entre les récits de Marc et de Luc concernant les brigands crucifiés avec Jésus. Marc décrit le début des moqueries, tandis que Luc révèle la repentance d'un brigand, soulignant son évolution spirituelle.

    Marco 15.32 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Il Cristo, il Re d’Israele, scenda ora giù di croce, affinché vediamo e crediamo! Anche quelli che erano stati crocifissi con lui, lo insultavano.
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  • Quali furono le ultime parole di Gesù prima di morire?

    Cet article examine la prétendue contradiction entre Luc et Jean sur les dernières paroles de Jésus. Luc mentionne "Père, je remets mon esprit", tandis que Jean rapporte "Tout est accompli". L'analyse révèle que ces déclarations sont complémentaires, illustrant deux dimensions de la mort de Jésus : l'accomplissement du salut et la remise de l'esprit au Père. Les différences soulignent les perspectives théologiques uniques de chaque évangéliste.

    Giovanni 19.28 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era già compiuta, affinché la Scrittura fosse adempiuta, disse: Ho sete.
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Approfondimenti
  • ANN091 Le donne ai piedi della croce

    L'article analyse la présence et le rôle des femmes lors de la crucifixion de Jésus. Ces femmes, notamment Marie de Magdala, font preuve d'une…