Studi da 1 a 9
- 1Guérison d’aveugles et de boiteuxLa dernière semaine avant l'arrestationMatteo 21.14
- 2L’autorité du Messie Jésus contestéeLa dernière semaine avant l'arrestationMatteo 21.23-27
- 3Les questions des pharisiens et des hérodiensLa dernière semaine avant l'arrestationMatteo 22.15-22
- 4Les questions des pharisiens et des hérodiensLa dernière semaine avant l'arrestationMatteo 22.23-33
- 5Les questions des docteurs de la loiLa dernière semaine avant l'arrestationMatteo 22.34-40
- 6La Messianité de JésusLa dernière semaine avant l'arrestationMatteo 22.41-46
- 7Réquisitoire contre les responsables religieuxLa dernière semaine avant l'arrestationMatteo 23.1-39
- 8Le don de la pauvre veuveLa dernière semaine avant l'arrestationMarco 12.41-44
- 9L’incrédulité des JuifsLa dernière semaine avant l'arrestationGiovanni 12.37-50
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PER285
Guarigione di ciechi e zoppi
Dopo la purificazione del Tempio, Gesù guarisce ciechi e zoppi nel cortile, il lunedì 28 marzo del 33. Solo Matteo riporta questo episodio. La folla e i bambini lo acclamano come Figlio di Davide, mentre i capi dei sacerdoti e gli scribi, sempre più ostili, si indignano per queste manifestazioni messianiche. Questo episodio illustra il contrasto tra la fede del popolo semplice e il rifiuto delle autorità religiose.
Salmi 8.2 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Dalla bocca de’ fanciulli e de’ lattanti tu hai tratto una forza, per cagione de’ tuoi nemici, per ridurre al silenzio l’avversario e il vendicatore.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER289
L’autorità del Messia Gesù contestata
Nel Tempio di Gerusalemme, i capi religiosi contestano pubblicamente l’autorità di Gesù. Con un’abile contro-domanda sul battesimo di Giovanni, egli li riduce al silenzio e smaschera la loro malafede. Questo episodio sinottico (Mt 21.23-27; Mc 11.27-33; Lc 20.1-8) illustra la crescente opposizione delle autorità al Messia durante l’ultima settimana prima dell’arresto.
Luca 20.1-8 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E avvenne un di quei giorni, che mentre insegnava al popolo nel tempio ed evangelizzava, sopraggiunsero i capi sacerdoti e gli scribi con gli anziani, e gli parlaron così:Dicci con quale autorità tu fai queste cose, e chi t’ha data codesta autorità.Ed egli, rispondendo, disse loro: Anch’io vi domanderò una cosa:Il battesimo di Giovanni era dal cielo a dagli uomini?Ed essi ragionavan fra loro, dicendo: Se diciamo: Dal cielo, egli ci dirà: Perché non gli credeste?Ma se diciamo: Dagli uomini, tutto il popolo ci lapiderà, perché è persuaso che Giovanni era un profeta.E risposero che non sapevano d’onde fosse.E Gesù disse loro: Neppur io vi dico con quale autorità fo queste cose.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER294
Le domande dei farisei e degli erodiani
Farisei ed erodiani cercano di tendere una trappola a Gesù chiedendogli se si debba pagare il tributo a Cesare. La sua risposta — «Rendete a Cesare quello che è di Cesare, e a Dio quello che è di Dio» — sventa la trappola e pone la distinzione fondamentale tra autorità civile e sovranità divina, ricordando che l'uomo, che porta l'immagine di Dio, gli appartiene interamente.
Genesi 1.26-27 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poi Dio disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine e a nostra somiglianza, ed abbia dominio sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e sul bestiame e su tutta la terra e su tutti i rettili che strisciano sulla terra”.E Dio creò l’uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER295
Le domande dei farisei e degli erodiani
Nel Tempio di Gerusalemme, i sadducei tentano di tendere una trappola a Gesù con una domanda sulla risurrezione che riguarda una donna che ebbe sette mariti. Gesù risponde rivelando la loro ignoranza delle Scritture e della potenza di Dio: nella vita futura non ci si sposa più. Prova la risurrezione a partire dalla Torah citando Esodo 3.6: Dio è il Dio dei viventi, non dei morti. I suoi avversari sono ridotti al silenzio.
Esodo 3.6 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poi aggiunse: “Io sono l’Iddio di tuo padre, l’Iddio d’Abrahamo, l’Iddio d’Isacco e l’Iddio di Giacobbe”. E Mosè si nascose la faccia, perché avea paura di guardare Iddio.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER296
Le domande dei dottori della legge
Durante l’ultima settimana prima della sua Passione, Gesù viene interrogato da dottori della Legge sul più grande comandamento. Riassume tutta la Legge in due princìpi: amare Dio e amare il prossimo. Uno scriba sincero riconosce la giustezza di questa risposta, e Gesù gli dichiara che non è lontano dal Regno. L’articolo sfuma la visione del fariseismo e invita a una fede vissuta nell’amore piuttosto che nel legalismo.
Matteo 22.37-40 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E Gesù gli disse: Ama il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore e con tutta l’anima tua e con tutta la mente tua.Questo è il grande e il primo comandamento.Il secondo, simile ad esso, è: Ama il tuo prossimo come te stesso.Da questi due comandamenti dipendono tutta la legge ed i profeti.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER297
La messianità di Gesù
Nel cortile del Tempio di Gerusalemme, il martedì prima della sua Passione, Gesù interroga i farisei sull’identità del Messia. Citando il Salmo 110, rivela che il Messia è al tempo stesso Figlio di Davide secondo la carne e Signore eterno secondo la sua divinità, confondendo i suoi avversari, che restano senza risposta. Un’affermazione cristologica fondamentale sulla doppia natura di Gesù.
Giovanni 18.36 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Gesù rispose: Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori combatterebbero perch’io non fossi dato in man de’ Giudei; ma ora il mio regno non è di qui.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER298
Requisitoria contro i capi religiosi
Nel cortile del Tempio di Gerusalemme, il mercoledì precedente la sua Passione, Gesù pronuncia una severa requisitoria contro gli scribi e i farisei. Attraverso otto proclamazioni di ‘Guai a voi!’, denuncia la loro ipocrisia, il loro orgoglio e la loro religione di facciata, esprimendo al tempo stesso un profondo dolore per Gerusalemme. Invita i suoi discepoli a una fede autentica, umile e al servizio degli altri.
Marco 12.38-40 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E diceva nel suo insegnamento: Guardatevi dagli scribi, i quali amano passeggiare in lunghe vesti, ed esser salutati nelle piazze,ed avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti ne’ conviti;essi che divorano le case delle vedove, e fanno per apparenza lunghe orazioni. Costoro riceveranno una maggiore condanna.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER299
L’offerta della povera vedova
Nel Tempio di Gerusalemme, Gesù osserva una povera vedova mettere due monetine nel tesoro, tutto ciò che possiede. A differenza dei ricchi, che danno del loro superfluo con ostentazione, lei offre tutto il suo sostentamento. Gesù dichiara che ha dato più di tutti gli altri, capovolgendo i criteri umani di valore. Questo racconto, riferito da Marco (12.41-44) e Luca (21.1-4), insegna che la vera generosità si misura non dalla quantità data, ma dalla disposizione del cuore e dal sacrificio compiuto.
Marco 12.41-44 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E postosi a sedere dirimpetto alla cassa delle offerte, stava guardando come la gente gettava danaro nella cassa; e molti ricchi ne gettavano assai.E venuta una povera vedova, vi gettò due spiccioli che fanno un quarto di soldo.E Gesù, chiamati a se i suoi discepoli, disse loro: in verità io vi dico che questa povera vedova ha gettato nella cassa delle offerte più di tutti gli altri;poiché tutti han gettato del superfluo; ma costei, del suo necessario, vi ha gettato tutto ciò che possedeva, tutto quanto avea per vivere.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER300
L’incredulità dei Giudei
La pericope 300 tratta dell’incredulità dei Giudei di fronte ai segni compiuti da Gesù, episodio riportato soltanto da Giovanni (Gv 12,37-50), collocato nel Tempio di Gerusalemme il mercoledì 30 marzo del 33. In contrasto, il dono della povera vedova illustra la fede autentica. Gesù capovolge i criteri umani: la vera generosità non si misura dalla quantità donata, ma dalla disposizione del cuore, che offre a Dio tutto ciò che si è.
Luca 21.1-4 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poi, alzati gli occhi, Gesù vide dei ricchi che gettavano i loro doni nella cassa delle offerte.Vide pure una vedova poveretta che vi gettava due spiccioli;e disse: In verità vi dico che questa povera vedova ha gettato più di tutti;poiché tutti costoro hanno gettato nelle offerte del loro superfluo; ma costei, del suo necessario, v’ha gettato tutto quanto avea per vivere.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org