Episodi da 1 a 10
- 1La preghiera di addio: Gesù il Messia prega per se stessoL'ultimo giorno fino alla crocifissioneGiovanni 16.5-33
- 2Il combattimento nella preghieraL'ultimo giorno fino alla crocifissioneMatteo 26.37-45
- 3La tragica fine di Giuda IscariotaL'ultimo giorno fino alla crocifissioneMatteo 27.3-9
- 4Il ritorno davanti a Ponzio PilatoL'ultimo giorno fino alla crocifissioneLuca 23.6-12
- 5L’accanimento del Sinedrio, condanna ufficialeL'ultimo giorno fino alla crocifissioneMatteo 27.20-25
- 6Gli sforzi di Pilato per salvare GesùL'ultimo giorno fino alla crocifissioneGiovanni 19.4
- 7Il titulus di PilatoL'ultimo giorno fino alla crocifissioneLuca 23.37-38
- 8La crocifissioneL'ultimo giorno fino alla crocifissioneMatteo 27.22
- 9Il dialogo con i due malfattori che lo circondavanoL'ultimo giorno fino alla crocifissioneLuca 23.39
- 10La notte a mezzogiornoL'ultimo giorno fino alla crocifissioneMatteo 27.45
Episodi da 11 a 12
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PER325
La preghiera di addio: Gesù il Messia prega per sé stesso
Questo articolo si concentra sulla preghiera d’addio di Gesù nel Vangelo di Giovanni. Prima della sua crocifissione, egli prega ad alta voce per i suoi discepoli secondo il piano divino. Ambientata a Gerusalemme, la scena rivela l’unità tra Gesù e Dio, offrendo una solida testimonianza per rafforzare la fede dei discepoli. Questa preghiera sottolinea la consapevolezza di Gesù degli eventi futuri e il suo impegno nella sua missione redentrice.
Giovanni 12.23 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E Gesù rispose loro dicendo: L’ora è venuta, che il Figliuol dell’uomo ha da esser glorificato.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER329
Il combattimento nella preghiera
L'articolo analizza la preghiera di Gesù nel Getsemani, che illustra la sua sofferenza umana e la sua sottomissione alla volontà divina. Ne sottolinea il contesto storico e scritturale e offre una riflessione teologica sulla missione redentrice di Gesù e sull'esortazione a vegliare e pregare nella prova.
Ebrei 5.7-8 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Il quale, ne’ giorni della sua carne, avendo con gran grida e con lagrime offerto preghiere e supplicazioni a Colui che lo potea salvar dalla morte, ed avendo ottenuto d’esser liberato dal timore,benché fosse figliuolo, imparò l’ubbidienza dalle cose che soffrì;Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER342
La tragica fine di Giuda Iscariota
Solo Matteo racconta la tragica fine di Giuda Iscariota. Dopo la condanna di Gesù, sopraffatto dal rimorso, Giuda getta le trenta monete d’argento nel santuario del Tempio e si toglie la vita. I sacerdoti comprano con quel denaro il campo del vasaio, chiamato Acheldama. Questo episodio illustra l’irreversibilità del tradimento e la disperazione di un uomo incapace di accettare il perdono.
Zaccaria 11.12-13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E io dissi loro: “Se vi par bene, datemi il mio salario; se no, lasciate stare”. Ed essi mi pesarono il mio salario; trenta sicli d’argento.E l’Eterno mi disse: “Gettalo per il vasaio, questo magnifico prezzo, al quale m’hanno stimato!” E io presi i trenta sicli d’argento, e li gettai nella casa dell’Eterno per il vasaio.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER344
Il ritorno davanti a Ponzio Pilato
La pericope PER344 analizza il ritorno di Gesù davanti a Ponzio Pilato dopo la sua comparizione davanti a Erode Antipa, episodio riferito soltanto da Luca. Pilato, non trovando alcuna colpa punibile con la morte secondo il diritto romano, cerca di resistere alla pressione dei capi religiosi ebrei. L’articolo propone una ricostruzione cronologica precisa della mattina del venerdì della Passione e solleva la questione linguistica degli scambi tra Gesù e Pilato, verosimilmente avvenuti in greco.
Matteo 27.15-30 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or ogni festa di Pasqua il governatore soleva liberare alla folla un carcerato, qualunque ella volesse.Avevano allora un carcerato famigerato di nome Barabba.Essendo dunque radunati, Pilato domandò loro: Chi volete che vi liberi, Barabba, o Gesù detto Cristo?Poiché egli sapeva che glielo aveano consegnato per invidia.Or mentre egli sedeva in tribunale, la moglie gli mandò a dire: Non aver nulla a che fare con quel giusto, perché oggi ho sofferto molto in sogno a cagion di lui.Ma i capi sacerdoti e gli anziani persuasero le turbe a chieder Barabba e far perire Gesù.E il governatore prese a dir loro: Qual de’ due volete che vi liberi? E quelli dissero: Barabba.E Pilato a loro: Che farò dunque di Gesù detto Cristo? Tutti risposero: Sia crocifisso.Ma pure, riprese egli, che male ha fatto? Ma quelli viepiù gridavano: Sia crocifisso!E Pilato, vedendo che non riusciva a nulla, ma che si sollevava un tumulto, prese dell’acqua e si lavò le mani in presenza della moltitudine, dicendo: Io sono innocente del sangue di questo giusto; pensateci voi.E tutto il popolo, rispondendo, disse: Il suo sangue sia sopra noi e sopra i nostri figliuoli.Allora egli liberò loro Barabba; e dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.Allora i soldati del governatore, tratto Gesù nel pretorio, radunarono attorno a lui tutta la coorte.E spogliatolo, gli misero addosso un manto scarlatto;e intrecciata una corona di spine, gliela misero sul capo, e una canna nella man destra; e inginocchiatisi dinanzi a lui, lo beffavano, dicendo: Salve, re de’ Giudei!E sputatogli addosso, presero la canna, e gli percotevano il capo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER346
L’accanimento del Sinedrio, condanna ufficiale
PER346 analizza la condanna ufficiale di Gesù da parte di Ponzio Pilato sotto l’accanita pressione del Sinedrio. A Gerusalemme, il venerdì mattina, la folla, manipolata dai capi religiosi, chiede la crocifissione. Pilato, politicamente intrappolato, cede nonostante l’assenza di un motivo valido. Lo studio affronta le irregolarità del processo e la questione cronologica della «sesta ora» in Giovanni 19.14, attraverso un approccio sinottico dei quattro vangeli.
Luca 23.13-25 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E Pilato, chiamati assieme i capi sacerdoti e i magistrati e il popolo, disse loro:Voi mi avete fatto comparir dinanzi quest’uomo come sovvertitore del popolo; ed ecco, dopo averlo in presenza vostra esaminato, non ho trovato in lui alcuna delle colpe di cui l’accusate;e neppure Erode, poiché egli l’ha rimandato a noi; ed ecco, egli non ha fatto nulla che sia degno di morte.Io dunque, dopo averlo castigato, lo libererò.Or egli era in obbligo di liberar loro un carcerato in occasion della festa.Ma essi gridarono tutti insieme: Fa’ morir costui, e liberaci Barabba!(Barabba era stato messo in prigione a motivo di una sedizione avvenuta in città e di un omicidio).E Pilato da capo parlò loro, desiderando liberar Gesù;ma essi gridavano: Crocifiggilo, crocifiggilo!E per la terza volta egli disse loro: Ma che male ha egli fatto? Io non ho trovato nulla in lui, che meriti la morte. Io dunque, dopo averlo castigato, lo libererò.Ma essi insistevano con gran grida, chiedendo che fosse crocifisso; e le loro grida finirono con avere il sopravvento.E Pilato sentenziò che fosse fatto quello che domandavano.E liberò colui che era stato messo in prigione per sedizione ed omicidio, e che essi aveano richiesto; ma abbandonò Gesù alla loro volontà.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER348
Gli sforzi di Pilato per salvare Gesù
La pericope PER348 analizza i ripetuti tentativi di Ponzio Pilato di salvare Gesù durante il processo davanti al pretorio a Gerusalemme, un venerdì mattina. Basata principalmente su Giovanni 19.4-15, ripercorre le pressioni politiche e religiose che portano Pilato a condannare Gesù nonostante la sua convinzione della sua innocenza. Questo passo rivela la tensione tra giustizia, potere politico e autorità religiosa durante la Passione di Cristo.
Giovanni 19.4 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Pilato uscì di nuovo, e disse loro: Ecco, ve lo meno fuori, affinché sappiate che non trovo in lui alcuna colpa.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER349
Il titulus di Pilato
Il titulus di Pilato è il cartello posto sulla croce di Gesù con la scritta 'Gesù di Nazaret, il re dei Giudei', redatta in ebraico, latino e greco. Pilato impone questa formulazione nonostante la protesta dei capi dei sacerdoti, affermando così un'autorità simbolica dopo aver ceduto sulla condanna. Questo atto rivela una tragica ironia: l'iscrizione proclama pubblicamente la regalità di Gesù proprio nel momento della sua morte.
Marco 15.21-22 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E costrinsero a portar la croce di lui un certo Simon cireneo, il padre di Alessandro e di Rufo, il quale passava di là, tornando dai campi.E menarono Gesù al luogo detto Golgota; il che, interpretato, vuol dire luogo del teschio.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER352
La crocifissione
La pericope PER352 analizza la crocifissione di Gesù sul monte Golgota attraverso i quattro vangeli. Colloca l’evento verso le 9 di un venerdì mattina, esamina il compimento delle profezie (Isaia 53,12; Salmo 22,19), i dettagli tecnici della crocifissione, l’iscrizione regale e gli scherni dei testimoni. Una lettura sinottica rigorosa che unisce storia, cronologia e teologia.
Salmi 22.18 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :spartiscon fra loro i miei vestimenti e tirano a sorte la mia veste.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER354
Il dialogo con i due malfattori che gli stavano accanto
La pericope 354 analizza l'unico dialogo riportato da Luca tra Gesù e i due malfattori crocifissi accanto a lui (Lc 23,39-43). Uno schernisce Gesù; l'altro riconosce la propria colpa, afferma l'innocenza di Gesù e chiede di essere accolto nel suo regno. Gesù gli promette il paradiso «oggi». Questo brano rivela un paradosso teologico centrale: Gesù salva dalla croce, manifestando un'autorità spirituale proprio là dove tutto sembra contraddirla.
Giovanni 19.23-24 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :I soldati dunque, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti, e ne fecero quattro parti, una parte per ciascun soldato, e la tunica. Or la tunica era senza cuciture, tessuta per intero dall’alto in basso.Dissero dunque tra loro: Non la stracciamo, ma tiriamo a sorte a chi tocchi; affinché si adempisse la Scrittura che dice: Hanno spartito fra loro le mie vesti, e han tirato la sorte sulla mia tunica. Questo dunque fecero i soldati.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER356
La notte a mezzogiorno
La pericope 356 analizza la comparsa delle tenebre durante la crocifissione di Gesù, da mezzogiorno alle 15, riferita dai tre sinottici. Questo evento cosmico è studiato nelle sue dimensioni cronologiche e teologiche: segno di giudizio divino, compimento profetico (Amos 8.9, Isaia 53) e velo pietoso sull'ignominia della croce. Precede le ultime parole di Gesù e la sua morte.
Luca 23.44-45 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ora era circa l’ora sesta, e si fecero tenebre per tutto il paese, fino all’ora nona, essendosi oscurato il sole.La cortina del tempio si squarciò pel mezzo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER357
La morte del Messia Gesù
La pericope PER357 analizza la morte di Gesù sulla croce al Golgota, il venerdì 1º aprile dell'anno 33 verso le 15, a partire dai quattro racconti evangelici. Matteo e Marco sono molto vicini; Luca riporta le ultime parole di Gesù e la reazione del centurione; Giovanni, testimone diretto, precisa gli eventi successivi alla morte e il loro compimento profetico. L'articolo include una cronologia precisa dei tre giorni e delle tre notti secondo il calendario ebraico.
Marco 15.33-37 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E venuta l’ora sesta, si fecero tenebre per tutto il paese, fino all’ora nona.Ed all’ora nona, Gesù gridò con gran voce: Eloì, Eloì, lamà sabactanì? il che, interpretato, vuol dire: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?E alcuni degli astanti, udito ciò, dicevano: Ecco, chiama Elia!E uno di loro corse, e inzuppata d’aceto una spugna, e postala in cima ad una canna, gli diè da bere dicendo: Aspettate, vediamo se Elia viene a trarlo giù.E Gesù, gettato un gran grido, rendé lo spirito.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
PER359
I segni straordinari che accompagnarono la morte di Gesù
Alla morte di Gesù sul Golgota si verificano diversi segni straordinari: il velo del Tempio si squarcia dall'alto in basso, simboleggiando l'accesso diretto a Dio; un terremoto scuote la regione; le rocce si spaccano e le tombe si aprono. Questi fenomeni, riferiti soprattutto da Matteo, significano la fine dell'antica alleanza, l'avvento di una nuova e la vittoria di Cristo sulla morte, confermata dalla confessione del centurione romano.
Levitico 16.2-15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :L’Eterno disse a Mosè: “Parla ad Aaronne, tuo fratello, e digli di non entrare in ogni tempo nel santuario, di là dal velo, davanti al propiziatorio che è sull’arca, onde non abbia a morire; poiché io apparirò nella nuvola sul propiziatorio.Aaronne entrerà nel santuario in questo modo: prenderà un giovenco per un sacrifizio per il peccato, e un montone per un olocausto.Si metterà la tunica sacra di lino, e porterà sulla carne le brache di lino; si cingerà della cintura di lino, e si porrà in capo la mitra di lino. Questi sono i paramenti sacri; egli l’indosserà dopo essersi lavato il corpo nell’acqua.Dalla raunanza de’ figliuoli d’Israele prenderà due capri per un sacrifizio per il peccato, e un montone per un olocausto.Aaronne offrirà il giovenco del sacrifizio per il peccato, che è per sé, e farà l’espiazione per sé e per la sua casa.Poi prenderà i due capri, e li presenterà davanti all’Eterno all’ingresso della tenda di convegno.E Aaronne trarrà le sorti per vedere qual de’ due debba essere dell’Eterno e quale di Azazel.E Aaronne farà accostare il capro ch’è toccato in sorte all’Eterno, e l’offrirà come sacrifizio per il peccato;ma il capro ch’è toccato in sorte ad Azazel sarà posto vivo davanti all’Eterno, perché serva a fare l’espiazione e per mandarlo poi ad Azazel nel deserto.Aaronne offrirà dunque il giovenco del sacrifizio per il peccato per sé, e farà l’espiazione per sé e per la sua casa; e scannerà il giovenco del sacrifizio per il peccato per sé.Poi prenderà un turibolo pieno di carboni accesi tolti di sopra all’altare davanti all’Eterno, e due manate piene di profumo fragrante polverizzato; e porterà ogni cosa di là dal velo.Metterà il profumo sul fuoco davanti all’Eterno, affinché il nuvolo del profumo copra il propiziatorio che è sulla testimonianza, e non morrà.Poi prenderà del sangue del giovenco, e ne aspergerà col dito il propiziatorio dal lato d’oriente, e farà sette volte l’aspersione del sangue col dito, davanti al propiziatorio.Poi scannerà il capro del sacrifizio per il peccato, che è per il popolo, e ne porterà il sangue di là dal velo; e farà di questo sangue quello che ha fatto del sangue del giovenco: ne farà l’aspersione sul propiziatorio e davanti al propiziatorio.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org