Étude 1 sur 8 · Les difficultés à Nazareth

  1. Étude 1 : Les difficultés à Nazareth
  2. Étude 2 : L'éloge de Jean le baptiste
  3. Étude 3 : Retour à Nazareth
  4. Étude 4 : Mort de Jean le baptiste
  5. Étude 5 : Rappel de l'arrestation de Jean le baptiste
  6. Étude 6 : Rappel des conditions de l'assassinat de Jean le baptiste
  7. Étude 7 : La réaction de la foule
  8. Studio 8: Il profeta Daniele

L’inizio del ministero in Galilea

  • Le difficoltà a Nazaret

    L’articolo esplora il ritorno di Gesù a Nazaret, dove affronta l’incredulità dei concittadini. Benché percepito come Messia dopo i miracoli a Cafarnao, viene respinto, illustrando il proverbio «nessuno è profeta in patria».

    Luca 4.16-30 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E venne a Nazaret, dov’era stato allevato; e com’era solito, entrò in giorno di sabato nella sinagoga, e alzatosi per leggere,gli fu dato il libro del profeta Isaia; e aperto il libro trovò quel passo dov’era scritto:Lo Spirito del Signore è sopra me; per questo egli mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha mandato a bandir liberazione a’ prigionieri, ed ai ciechi ricupero della vista; a rimettere in libertà gli oppressi,e a predicare l’anno accettevole del Signore.Poi, chiuso il libro e resolo all’inserviente, si pose a sedere; e gli occhi di tutti nella sinagoga erano fissi in lui.Ed egli prese a dir loro: Oggi, s’è adempiuta questa scrittura, e voi l’udite.E tutti gli rendeano testimonianza, e si maravigliavano delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca, e dicevano: Non è costui il figliuol di Giuseppe?Ed egli disse loro: Certo, voi mi citerete questo proverbio: Medico, cura te stesso; fa’ anche qui nella tua patria tutto quello che abbiamo udito essere avvenuto in Capernaum!Ma egli disse: In verità vi dico che nessun profeta è ben accetto nella sua patria.Anzi, vi dico in verità che ai dì d’Elia, quando il cielo fu serrato per tre anni e sei mesi e vi fu gran carestia in tutto il paese, c’eran molte vedove in Israele;eppure a nessuna di esse fu mandato Elia, ma fu mandato a una vedova in Sarepta di Sidon.E al tempo del profeta Eliseo, c’eran molti lebbrosi in Israele; eppure nessun di loro fu mondato, ma lo fu Naaman il Siro.E tutti, nella sinagoga, furon ripieni d’ira all’udir queste cose.E levatisi, lo cacciaron fuori della città, e lo menarono fin sul ciglio del monte sul quale era fabbricata la loro città, per precipitarlo giù.Ma egli, passando in mezzo a loro, se ne andò.
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Dalla seconda alla terza festa di Pasqua

  • L'elogio di Giovanni Battista

    Gesù rende omaggio a Giovanni Battista a Cafarnao (maggio-giugno 31), secondo Matteo 11.7-19 e Luca 7.24-35. Senza cercare di reclutarne i discepoli, afferma la grandezza profetica di Giovanni, lo identifica con l'Elia annunciato da Malachia e indica la fine dell'antica alleanza. Contrappone il regno di Dio al regno costruito dai farisei secondo le proprie regole.

    Matteo 11.12 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or dai giorni di Giovanni Battista fino ad ora, il regno de’ cieli è preso a forza ed i violenti se ne impadroniscono.
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  • Ritorno a Nazaret

    Il secondo ritorno di Gesù a Nazaret (marzo 32 d.C.) è raccontato da Matteo e Marco. Nonostante i suoi insegnamenti nella sinagoga, gli abitanti lo rifiutano a causa della loro familiarità con lui e con la sua famiglia. La mancanza di fede limita i suoi miracoli. Gesù pronuncia la celebre frase: «Un profeta è disprezzato soltanto nella sua patria». Marco aggiunge dettagli assenti in Matteo: la presenza dei discepoli e lo stupore di Gesù di fronte all’incredulità.

    Marco 6.5 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E non poté far quivi alcun’opera potente, salvo che, imposte le mani ad alcuni pochi infermi, li guarì.
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  • Morte di Giovanni il Battista

    La pericope 163 analizza la reazione di Erode Antipa davanti alla fama di Gesù, che egli identifica con Giovanni il Battista risuscitato. Attraverso un confronto sinottico di Matteo 14.1-2, Marco 6.14-16 e Luca 9.7-9, l'articolo esplora le convergenze e le differenze tra i tre racconti, il contesto politico in Galilea nel marzo del 32 d.C. e il peso della colpa di Erode dopo l'uccisione di Giovanni il Battista.

    Matteo 14.1-2 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    In quel tempo Erode, il tetrarca, udì la fama di Gesù,e disse ai suoi servitori: Costui è Giovanni Battista; egli è risuscitato dai morti, e però agiscono in lui le potenze miracolose.
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  • Richiamo dell'arresto di Giovanni il Battista

    La pericope PER164 richiama le circostanze dell'arresto di Giovanni il Battista, narrate da Matteo (14.3-5) e Marco (6.17-20). Giovanni fu imprigionato per aver denunciato pubblicamente il matrimonio illecito di Erode Antipa con Erodiade, ex moglie di suo fratello. Marco offre un ritratto sfumato di Erode, ambiguo e affascinato da Giovanni, mentre Matteo insiste sul suo timore della folla. È Erodiade a spingere alla morte del profeta, detenuto a Macheronte nel marzo del 32 d.C.

    Marco 6.17-20 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poiché esso Erode avea fatto arrestare Giovanni e l’avea fatto incatenare in prigione a motivo di Erodiada, moglie di Filippo suo fratello, ch’egli, Erode, avea sposata.Giovanni infatti gli diceva: E’ non t’è lecito di tener la moglie di tuo fratello!Ed Erodiada gli serbava rancore e bramava di farlo morire, ma non poteva;perché Erode avea soggezione di Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e lo proteggeva; dopo averlo udito era molto perplesso, e l’ascoltava volentieri.
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  • Richiamo alle circostanze dell'assassinio di Giovanni Battista

    La pericope 165 analizza le circostanze dell'assassinio di Giovanni il Battista secondo Matteo (14.6-12) e Marco (6.21-29). In Galilea, nel marzo del 32 d.C., Erode Antipa cede alla manipolazione di Erodiade attraverso la danza di Salome e fa decapitare il profeta. L'articolo sottolinea il parallelo tra il martirio di Giovanni e quello di Gesù, due figure messianiche ingiustamente condannate e sepolte in un sepolcro.

    Marco 6.14-29 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ora il re Erode udì parlar di Gesù (ché la sua rinomanza s’era sparsa), e diceva: Giovanni Battista è risuscitato dai morti; ed è per questo che agiscono in lui le potenze miracolose.Altri invece dicevano: E’ Elia! Ed altri: E’ un profeta come quelli di una volta.Ma Erode, udito ciò, diceva: Quel Giovanni ch’io ho fatto decapitare, è lui che è risuscitato!Poiché esso Erode avea fatto arrestare Giovanni e l’avea fatto incatenare in prigione a motivo di Erodiada, moglie di Filippo suo fratello, ch’egli, Erode, avea sposata.Giovanni infatti gli diceva: E’ non t’è lecito di tener la moglie di tuo fratello!Ed Erodiada gli serbava rancore e bramava di farlo morire, ma non poteva;perché Erode avea soggezione di Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e lo proteggeva; dopo averlo udito era molto perplesso, e l’ascoltava volentieri.Ma venuto un giorno opportuno che Erode, nel suo natalizio, fece un convito ai grandi della sua corte, ai capitani ad ai primi della Galilea,la figliuola della stessa Erodiada, essendo entrata, ballò e piacque ad Erode ed ai commensali. E il re disse alla fanciulla: Chiedimi quello che vuoi e te lo darò.E le giurò: Ti darò quel che mi chiederai; fin la metà del mio regno.Costei, uscita, domandò a sua madre: Che chiederò? E quella le disse: La testa di Giovanni Battista.E rientrata subito frettolosamente dal re, gli fece così la domanda: Voglio che sul momento tu mi dia in un piatto la testa di Giovanni Battista.Il re ne fu grandemente attristato; ma a motivo de’ giuramenti fatti e dei commensali, non volle dirle di no;e mandò subito una guardia con l’ordine di portargli la testa di lui.E quegli andò, lo decapitò nella prigione, e ne portò la testa in un piatto, e la dette alla fanciulla, e la fanciulla la dette a sua madre.I discepoli di Giovanni, udita la cosa, andarono a prendere il suo corpo e lo deposero in un sepolcro.
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Dalla 3ª Pasqua all’inizio dell’ultima settimana

  • La reazione della folla

    Dopo la moltiplicazione dei pani, la folla riconosce Gesù come il profeta annunciato da Mosè e vuole proclamarlo re. Solo Giovanni riporta questo episodio. Gesù si ritira sul monte, rifiutando una regalità politica. Questo passo rivela la tensione tra le attese messianiche popolari e la missione spirituale del Messia, che rifiuta di conformarsi alle speranze nazionaliste del suo tempo.

    Deuteronomio 18.15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    L’Eterno, il tuo Dio, ti susciterà un profeta come me, in mezzo a te, d’infra i tuoi fratelli; a quello darete ascolto!
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Informazioni complementari

  • Il profeta Daniele

    L'articolo approfondisce la vita e gli scritti profetici di Daniele, rivelando periodi cronologici fondamentali per comprendere le profezie. Giosia, re di Giuda, è descritto come un servo divino devoto, che muore tragicamente sfidando l'Egitto. Daniele, allora giovane, inizia il suo destino profetico in questo contesto turbolento.

    2 Re 22.18-20 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Quanto al re di Giuda che v’ha mandati a consultare l’Eterno, gli direte questo: Così dice l’Eterno, l’Iddio d’Israele, riguardo alle parole che tu hai udite:Giacché il tuo cuore è stato toccato, giacché ti sei umiliato dinanzi all’Eterno, udendo ciò che io ho detto contro questo luogo e contro i suoi abitanti, che saranno cioè abbandonati alla desolazione ed alla maledizione; giacché ti sei stracciate le vesti e hai pianto dinanzi a me, anch’io t’ho ascoltato, dice l’Eterno.Perciò, ecco, io ti riunirò coi tuoi padri, e te n’andrai in pace nel tuo sepolcro; e gli occhi tuoi non vedranno tutte le sciagure ch’io farò piombare su questo luogo”. E quelli riferirono al re la risposta.
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Approfondimenti