• Giuda Iscariota, il traditore, viene identificato

    Questo articolo esplora il tradimento di Giuda Iscariota durante l’ultima cena pasquale con Gesù. Analizzando i racconti dei Vangeli, mette in evidenza le reazioni dei discepoli e le implicazioni teologiche di questo evento cruciale a Gerusalemme.

    Giovanni 13.2-3 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E durante la cena, quando il diavolo avea già messo in cuore a Giuda Iscariot, figliuol di Simone, di tradirlo,Gesù, sapendo che il Padre gli avea dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio se ne tornava,
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  • La disputa dei discepoli sulla preminenza

    L’articolo analizza una scena dei Vangeli in cui i discepoli di Gesù discutono su chi sia il più grande, rivelando così il loro attaccamento a una concezione terrena del Regno di Dio. Gesù insegna che la vera grandezza sta nel servizio disinteressato. Questo racconto illustra i valori spirituali capovolti del cristianesimo.

    Marco 9.33-34 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E vennero a Capernaum; e quand’egli fu in casa, domandò loro: Di che discorrevate per via?Ed essi tacevano, perché per via aveano questionato fra loro chi fosse il maggiore.
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  • Il Messia Gesù lava i piedi ai suoi discepoli

    Questo articolo analizza la lavanda dei piedi compiuta da Gesù, gesto singolare riferito da Giovanni, che simboleggia il capovolgimento dei valori umani e illustra il messaggio centrale di Gesù: servire per amore. Questo evento, collocato a Gerusalemme durante l’ultima cena di Pasqua, rivela ai suoi discepoli la vera missione di Gesù anticipando la sua crocifissione.

    Giovanni 13.4-11 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    si levò da tavola, depose le sue vesti, e preso un asciugatoio, se ne cinse.Poi mise dell’acqua nel bacino, e cominciò a lavare i piedi a’ discepoli, e ad asciugarli con l’asciugatoio del quale era cinto.Venne dunque a Simon Pietro, il quale gli disse: Tu, Signore, lavare i piedi a me?Gesù gli rispose: Tu non sai ora quello che io fo, ma lo capirai dopo.Pietro gli disse: Tu non mi laverai mai i piedi! Gesù gli rispose: Se non ti lavo, non hai meco parte alcuna.E Simon Pietro: Signore, non soltanto i piedi, ma anche le mani e il capo!Gesù gli disse: Chi è lavato tutto non ha bisogno che d’aver lavati i piedi; è netto tutto quanto; e voi siete netti, ma non tutti.Perché sapeva chi era colui che lo tradirebbe; per questo disse: Non tutti siete netti.
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  • La promessa dello Spirito Santo

    L’articolo esamina la promessa dello Spirito Santo fatta da Gesù in Giovanni 14.16-31. Gesù prepara i suoi discepoli alla sua partenza, promettendo lo Spirito di verità come legame vivo tra Cristo e la Chiesa. Questo testo illustra la perfetta obbedienza di Gesù al piano divino e il suo amore manifestato nell’invio del Consolatore.

    Giovanni 14.16-31 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro Consolatore, perché stia con voi in perpetuo,lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché dimora con voi, e sarà in voi.Non vi lascerò orfani; tornerò a voi.Ancora un po’, e il mondo non mi vedrà più; ma voi mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete.In quel giorno conoscerete che io sono nel Padre mio, e voi in me ed io in voi.Chi ha i miei comandamenti e li osserva, quello mi ama; e chi mi ama sarà amato dal Padre mio, e io l’amerò e mi manifesterò a lui.Giuda (non l’Iscariota) gli domandò: Signore, come mai ti manifesterai a noi e non al mondo?Gesù rispose e gli disse: Se uno mi ama, osserverà la mia parola; e il Padre mio l’amerà, e noi verremo a lui e faremo dimora presso di lui.Chi non mi ama non osserva le mie parole; e la parola che voi udite non è mia, ma è del Padre che mi ha mandato.Queste cose v’ho detto, stando ancora con voi;ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v’insegnerà ogni cosa e vi rammenterà tutto quello che v’ho detto.Io vi lascio pace; vi do la mia pace. Io non vi do come il mondo dà. Il vostro cuore non sia turbato e non si sgomenti.Avete udito che v’ho detto: “Io me ne vo, e torno a voi”; se voi m’amaste, vi rallegrereste ch’io vo al Padre, perché il Padre è maggiore di me.E ora ve l’ho detto prima che avvenga, affinché, quando sarà avvenuto, crediate.Io non parlerò più molto con voi, perché viene il principe di questo mondo. Ed esso non ha nulla in me;ma così avviene, affinché il mondo conosca che amo il Padre, e opero come il Padre m’ha ordinato. Levatevi, andiamo via di qui.
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  • Colloquio personale con i suoi discepoli

    L’articolo analizza le ultime interazioni di Gesù con i suoi discepoli, sottolineando la loro trasformazione spirituale per mezzo della rivelazione divina. Gesù li chiama amici, non servi, mettendo in evidenza l’importanza dell’amore e della missione divina. Il racconto invita a vedere l’elezione e la missione in una continuità teologica.

    Esodo 33.11 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or l’Eterno parlava con Mosè faccia a faccia, come un uomo parla col proprio amico; poi Mosè tornava al campo; ma Giosuè, figliuolo di Nun, suo giovane ministro, non si dipartiva dalla tenda.
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  • Avvertimento sulla persecuzione

    L’articolo spiega l’avvertimento di Gesù ai suoi discepoli sull’inevitabile persecuzione che subiranno. Basandosi sui Vangeli, mostra che questo odio è legato alla loro appartenenza a Cristo. Tuttavia, Gesù promette il sostegno dello Spirito Santo per aiutarli ad attraversare queste prove.

    Giovanni 16.1-4 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Io vi ho dette queste cose, affinché non siate scandalizzati.Vi espelleranno dalle sinagoghe; anzi, l’ora viene che chiunque v’ucciderà, crederà di offrir servigio a Dio.E questo faranno, perché non hanno conosciuto né il Padre né me.Ma io v’ho dette queste cose, affinché quando sia giunta l’ora in cui avverranno, vi ricordiate che ve l’ho dette. Non ve le dissi da principio, perché ero con voi.
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  • Gesù il Messia parla della sua morte imminente

    L'articolo affronta il passo in cui Gesù annuncia la sua morte imminente, dando ai suoi discepoli parole di conforto e di certezza della vittoria sul male mediante la risurrezione.

    Marco 14.50 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E tutti, lasciatolo, se ne fuggirono.
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  • Il Messia Gesù e i suoi discepoli cantano i salmi

    L’articolo analizza il canto dei salmi da parte di Gesù e dei suoi discepoli dopo la Pasqua. Radicato nella tradizione ebraica, questo momento assume un significato spirituale particolare per Gesù, preludio alla sua crocifissione.

    Giovanni 18.28 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poi, da Caiàfa, menarono Gesù nel pretorio. Era mattina, ed essi non entrarono nel pretorio per non contaminarsi e così poter mangiare la pasqua.
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