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La rivelazione di Daniele

  • Il «secondo anno» di Nabucodonosor e la cronologia di Daniele 2

    Daniele 2 inizia così: «Nel secondo anno del suo regno, Nabucodonosor fece dei sogni. Ne ebbe lo spirito turbato e non poté dormire…

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  • La Preghiera di Nabonedo (4Q242) e Daniele 4

    La Preghiera di Nabonedo è un testo aramaico frammentario scoperto nella grotta 4 di Qumran. È generalmente designata con la sigla 4Q242, «…

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  • I «sette tempi» di Daniele 4: sette anni o durata indeterminata?

    L'espressione compare più volte nel capitolo, in particolare nell'annuncio riguardante Nabucodonosor. L'aramaico impiega il sostantivo עִדָּן (ʿiddān), al plurale עִדָּנִין (ʿiddānîn). Il senso…

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  • Presenza del Vivente in mezzo alle Chiese

    Primo capitolo di uno studio dell’Apocalisse, questo articolo presenta la datazione del libro (verso il 95 d.C., sotto Domiziano), l’identità di Giovanni come autore e il suo esilio a Patmos. L’analisi esegetica di Apocalisse 1 rivela un Cristo glorioso, sovrano e presente in mezzo alle sue Chiese, che chiama i credenti alla fedeltà nella persecuzione.

    Apocalisse 1.17-18 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E quando l’ebbi veduto, caddi ai suoi piedi come morto; ed egli mise la sua man destra su di me, dicendo: Non temere;io sono il primo e l’ultimo, e il Vivente; e fui morto, ma ecco son vivente per i secoli dei secoli, e tengo le chiavi della morte e dell’Ades.
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  • Il profeta Daniele

    L'articolo approfondisce la vita e gli scritti profetici di Daniele, rivelando periodi cronologici fondamentali per comprendere le profezie. Giosia, re di Giuda, è descritto come un servo divino devoto, che muore tragicamente sfidando l'Egitto. Daniele, allora giovane, inizia il suo destino profetico in questo contesto turbolento.

    2 Re 22.18-20 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Quanto al re di Giuda che v’ha mandati a consultare l’Eterno, gli direte questo: Così dice l’Eterno, l’Iddio d’Israele, riguardo alle parole che tu hai udite:Giacché il tuo cuore è stato toccato, giacché ti sei umiliato dinanzi all’Eterno, udendo ciò che io ho detto contro questo luogo e contro i suoi abitanti, che saranno cioè abbandonati alla desolazione ed alla maledizione; giacché ti sei stracciate le vesti e hai pianto dinanzi a me, anch’io t’ho ascoltato, dice l’Eterno.Perciò, ecco, io ti riunirò coi tuoi padri, e te n’andrai in pace nel tuo sepolcro; e gli occhi tuoi non vedranno tutte le sciagure ch’io farò piombare su questo luogo”. E quelli riferirono al re la risposta.
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  • Il profeta Daniele

    L'articolo esamina la figura del profeta Daniele in una serie di studi cronologici sulla vita di Gesù. Si concentra sulla profezia delle settanta settimane di Daniele e ne discute le implicazioni storiche e interpretative, esplorando al contempo il contesto del regno del re Giosia.

    Daniele 9.24-27 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Settanta settimane son fissate riguardo al tuo popolo e alla tua santa città, per far cessare la trasgressione, per metter fine al peccato, per espiare l’iniquità e addurre una giustizia eterna, per suggellare visione e profezia, e per ungere un luogo santissimo.Sappilo dunque, e intendi! Dal momento in cui è uscito l’ordine di restaurare e riedificare Gerusalemme fino all’apparire di un unto, di un capo, vi sono sette settimane; e in sessantadue settimane essa sarà restaurata e ricostruita, piazze e mura, ma in tempi angosciosi.Dopo le sessantadue settimane, un unto sarà soppresso, nessuno sarà per lui. E il popolo d’un capo che verrà, distruggerà la città e il santuario; la sua fine verrà come un’inondazione; ed è decretato che vi saranno delle devastazioni sino alla fine della guerra.Egli stabilirà un saldo patto con molti, durante una settimana; e in mezzo alla settimana farà cessare sacrifizio e oblazione; e sulle ali delle abominazioni verrà un devastatore; e questo, finché la completa distruzione, che è decretata, non piombi sul devastatore”.
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  • La spiegazione delle 70 settimane di Daniele

    L’articolo analizza le settanta settimane di Daniele, concentrandosi su due interpretazioni principali: quella di sir Robert Anderson, diffusa negli ambienti evangelici, e quella di Edward Denney, che sottolinea una lettura più semplice e coerente. Ne valuta i fondamenti.

    Giovanni 13.19 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Fin da ora ve lo dico, prima che accada; affinché, quando sia accaduto, voi crediate che sono io (il Cristo).
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  • Introduzione generale al libro di Daniele

    Introduzione generale al libro di Daniele, testo profetico maggiore dell'Antico Testamento. L'articolo pone le basi storiche, letterarie e teologiche necessarie per comprendere questo libro apocalittico, affrontandone la struttura, l'autore, i temi principali e i dibattiti esegetici relativi alla sua datazione e alla sua affidabilità.

    Daniele 9.24-27 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Settanta settimane son fissate riguardo al tuo popolo e alla tua santa città, per far cessare la trasgressione, per metter fine al peccato, per espiare l’iniquità e addurre una giustizia eterna, per suggellare visione e profezia, e per ungere un luogo santissimo.Sappilo dunque, e intendi! Dal momento in cui è uscito l’ordine di restaurare e riedificare Gerusalemme fino all’apparire di un unto, di un capo, vi sono sette settimane; e in sessantadue settimane essa sarà restaurata e ricostruita, piazze e mura, ma in tempi angosciosi.Dopo le sessantadue settimane, un unto sarà soppresso, nessuno sarà per lui. E il popolo d’un capo che verrà, distruggerà la città e il santuario; la sua fine verrà come un’inondazione; ed è decretato che vi saranno delle devastazioni sino alla fine della guerra.Egli stabilirà un saldo patto con molti, durante una settimana; e in mezzo alla settimana farà cessare sacrifizio e oblazione; e sulle ali delle abominazioni verrà un devastatore; e questo, finché la completa distruzione, che è decretata, non piombi sul devastatore”.
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  • Struttura e organizzazione del libro di Daniele

    Il libro di Daniele, complesso e bilingue, presenta racconti e visioni profetiche che illustrano la successione dei regni umani e la sovranità eterna di Dio. Daniele, fedele in esilio, diventa profeta e rivela profezie maggiori che culminano nella liberazione e nella risurrezione.

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  • Daniele 1 – Fedeli a Babilonia: vivere in un mondo straniero senza perdere la propria identità

    Daniele 1 mostra come Daniele e i suoi amici riescano a rimanere fedeli alla loro fede in un ambiente straniero, nonostante i tentativi di trasformazione culturale, grazie alla saggezza e alla fedeltà a Dio.

    Daniele 1.2 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Il Signore gli diede nelle mani Joiakim, re di Giuda, e una parte degli utensili della casa di Dio; e Nebucadnetsar portò gli utensili nel paese di Scinear, nella casa del suo dio, e li mise nella casa del tesoro del suo dio.
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  • Daniele 2 – Il Dio che rivela i misteri e dirige la storia

    Daniele 2 rivela la sovranità di Dio sulla storia. Nabucodonosor, re di Babilonia, riceve un sogno inspiegabile che i saggi non sanno interpretare. Grazie a Dio, Daniele descrive una statua che rappresenta regni successivi. Dio, non gli imperi, domina la storia. È un’affermazione della fede di Daniele e della potenza divina.

    Daniele 2.19 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Allora il segreto fu rivelato a Daniele in una visione notturna. E Daniele benedisse l’Iddio del cielo.
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  • Daniele 2 – La statua e i regni: quando Dio rivela il senso della storia

    Questo articolo analizza il sogno di Nabucodonosor descritto in Daniele 2, in cui una statua multicolore proietta l’immagine dei futuri imperi. L’importanza di questa visione sta nell’emergere finale del Regno eterno di Dio, che supera i regni terreni.

    Daniele 2.31-35 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Tu, o re, guardavi, ed ecco una grande statua; questa statua, ch’era immensa e d’uno splendore straordinario, si ergeva dinanzi a te, e il suo aspetto era terribile.La testa di questa statua era d’oro fino; il suo petto e le sue braccia eran d’argento; il suo ventre e le sue cosce, di rame;le sue gambe, di ferro; i suoi piedi, in parte di ferro e in parte d’argilla.Tu stavi guardando, quand’ecco una pietra si staccò, senz’opera di mano, e colpì i piedi di ferro e d’argilla della statua, e li frantumò.Allora il ferro, l’argilla, il rame, l’argento e l’oro furon frantumati insieme, e diventarono come la pula sulle aie d’estate; il vento li portò via, e non se ne trovò più traccia; ma la pietra che aveva colpito la statua diventò un gran monte, che riempì tutta la terra.
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  • Daniele 3 – Fedeli fin dentro la fornace

    Tre giudei rifiutano di adorare una statua d’oro sotto il regno di Nabucodonosor, rischiando così la vita per fedeltà a Dio. Gettati in una fornace, sono miracolosamente protetti da un angelo. Questo racconto illustra l’opposizione tra l’autorità umana e la fedeltà divina.

    Daniele 3.19 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Allora Nebucadnetsar fu ripieno di furore, e l’aspetto del suo viso fu mutato verso Shadrac, Meshac e Abed-nego. Egli riprese la parola, e si ordinò che si accendesse la fornace sette volte più di quello che s’era pensato di fare;
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  • Nabucodonosor umiliato: l’orgoglio del re di fronte alla sovranità di Dio

    L’articolo racconta come l’orgoglio del re Nabucodonosor si scontri con la sovranità divina attraverso il sogno di un albero immenso abbattuto. Daniele interpreta questo sogno come un avvertimento divino contro l’arroganza del re e lo esorta a pentirsi. Dopo un periodo simboleggiato da «sette tempi», Nabucodonosor riconosce la supremazia di Dio, riacquista la ragione e restaura il suo regno.

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  • Daniele 7 – Le quattro bestie e il regno del Figlio dell’uomo

    Daniele 7 descrive una visione profetica fondamentale che usa quattro bestie per simboleggiare dei regni: Babilonia, la Media-Persia, la Grecia e Roma. Il testo illustra la natura temporanea delle potenze umane rispetto al regno eterno di Dio affidato a «uno simile a un figlio d'uomo».

    Apocalisse 13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    (G12-18) E si fermò sulla riva del mare. (G13-1) E vidi salir dal mare una bestia che aveva dieci corna e sette teste, e sulle corna dieci diademi, e sulle teste nomi di bestemmia.E la bestia ch’io vidi era simile a un leopardo, e i suoi piedi erano come di orso, e la sua bocca come bocca di leone; e il dragone le diede la propria potenza e il proprio trono e grande potestà.E io vidi una delle sue teste come ferita a morte; e la sua piaga mortale fu sanata; e tutta la terra maravigliata andò dietro alla bestia;e adorarono il dragone perché avea dato il potere alla bestia; e adorarono la bestia dicendo: Chi è simile alla bestia? e chi può guerreggiare con lei?E le fu data una bocca che proferiva parole arroganti e bestemmie e le fu data potestà di agire per quarantadue mesi.Ed essa apri la bocca per bestemmiare contro Dio, per bestemmiare il suo nome e il suo tabernacolo e quelli che abitano nel cielo.E le fu dato di far guerra ai santi e di vincerli; e le fu data potestà sopra ogni tribù e popolo e lingua e nazione.E tutti gli abitanti della terra i cui nomi non sono scritti fin dalla fondazione del mondo nel libro della vita dell’Agnello che è stato immolato, l’adoreranno.Se uno ha orecchio, ascolti. Se uno mena in cattività, andrà in cattività;se uno uccide con la spada, bisogna che sia ucciso con la spada. Qui sta la costanza e la fede dei santi.Poi vidi un’altra bestia, che saliva dalla terra, ed avea due corna come quelle d’un agnello, ma parlava come un dragone.Ed esercitava tutta la potestà della prima bestia, alla sua presenza; e facea sì che la terra e quelli che abitano in essa adorassero la prima bestia la cui piaga mortale era stata sanata.E operava grandi segni, fino a far scendere del fuoco dal cielo sulla terra in presenza degli uomini.E seduceva quelli che abitavano sulla terra coi segni che le era dato di fare in presenza della bestia, dicendo agli abitanti della terra di fare una immagine della bestia che avea ricevuta la ferita della spada ed era tornata in vita.E le fu concesso di dare uno spirito all’immagine della bestia, onde l’immagine della bestia parlasse e facesse sì che tutti quelli che non adorassero l’immagine della bestia fossero uccisi.E faceva sì che a tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e servi, fosse posto un marchio sulla mano destra o sulla fronte;e che nessuno potesse comprare o vendere se non chi avesse il marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome.Qui sta la sapienza. Chi ha intendimento conti il numero della bestia, poiché è numero d’uomo; e il suo numero è 666.
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  • Daniele 10 – Dietro la storia visibile, il combattimento invisibile

    Daniele 10 rivela un conflitto invisibile tra potenze spirituali. Daniele prega per tre settimane senza una risposta apparente. Un personaggio celeste gli spiega di essere stato trattenuto dal principe di Persia, ma aiutato da Michele, un capo celeste. Ciò mette in luce la necessità di una preghiera perseverante e la realtà di un combattimento spirituale nascosto, affermando al tempo stesso che il futuro è nelle mani di Dio.

    Apocalisse 12.7 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E vi fu battaglia in cielo: Michele e i suoi angeli combatterono col dragone, e il dragone e i suoi angeli combatterono,
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  • Daniele 11 – Le guerre dei re e il tempo della fine (Versione didattica)

    Daniele 11 espone in dettaglio profezie su conflitti storici, tra cui Antioco IV, e prefigura tensioni future. Nonostante le persecuzioni, viene messa in risalto la fedeltà a Dio.

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  • Daniele 12 – Fino alla risurrezione: la vittoria finale di Dio

    Daniele 12 è una profezia sulla risurrezione e sulla vittoria finale di Dio. Predice un tempo di angoscia prima della liberazione portata da Michele. I tempi profetici evocano periodi di prova per il popolo fedele, ma la risurrezione e la vita eterna sono promesse a coloro che perseverano.

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