Études 1 à 8
- 1Le livre des révélationsFiabilité des Écritures et autres thèmes doctrinauxApocalisse 1.1
- 2Présence du Vivant au milieu des EglisesFiabilité des Écritures et autres thèmes doctrinauxApocalypse 1.1-20
- 3Ecouter, discerner, revenir à l’amour premierFiabilité des Écritures et autres thèmes doctrinauxApocalypse 2.1-29
- 4Apparence ou véritéFiabilité des Écritures et autres thèmes doctrinauxApocalypse 3.1
- 5Le premier sceau, le premier cavalierFiabilité des Écritures et autres thèmes doctrinauxApocalisse 1.1
- 6Le deuxième sceau, le deuxième cavalierFiabilité des Écritures et autres thèmes doctrinauxApocalisse 6.3-4
- 7Le troisième sceau, le troisième cavalierFiabilité des Écritures et autres thèmes doctrinauxApocalisse 6.5-6
- 8Le quatrième sceau, le quatrième cavalierFiabilité des Écritures et autres thèmes doctrinauxApocalisse 6.7-8
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APO000
Il libro delle rivelazioni
Introduzione generale al libro dell’Apocalisse, scritto da Giovanni di Patmos nel I secolo. L’articolo spiega il titolo, il genere apocalittico, la struttura in cicli simbolici (sigilli, trombe, coppe) e la finalità del testo: non un calendario di catastrofi, ma un libro di speranza che proclama la vittoria dell’Agnello. Sono annunciati paralleli con Daniele per uno studio versetto per versetto dei 22 capitoli.
Apocalisse 21 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poi vidi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il primo cielo e la prima terra erano passati, e il mare non era più.E vidi la santa città, la nuova Gerusalemme, scender giù dal cielo d’appresso a Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo.E udii una gran voce dal trono, che diceva: Ecco il tabernacolo di Dio con gli uomini; ed Egli abiterà con loro, ed essi saranno suoi popoli, e Dio stesso sarà con loro e sarà loro Dio;e asciugherà ogni lagrima dagli occhi loro e la morte non sarà più; né ci saran più cordoglio, né grido, né dolore, poiché le cose di prima sono passate.E Colui che siede sul trono disse: Ecco, io fo ogni cosa nuova, ed aggiunse: Scrivi, perché queste parole sono fedeli e veraci.Poi mi disse: E’ compiuto. Io son l’Alfa e l’Omega, il principio e la fine. A chi ha sete io darò gratuitamente della fonte dell’acqua della vita.Chi vince erediterà queste cose; e io gli sarò Dio, ed egli mi sarà figliuolo;ma quanto ai codardi, agl’increduli, agli abominevoli, agli omicidi, ai fornicatori, agli stregoni, agli idolatri e a tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda.E venne uno dei sette angeli che aveano le sette coppe piene delle sette ultime piaghe; e parlò meco, dicendo: Vieni e ti mostrerò la sposa, la moglie dell’Agnello.E mi trasportò in ispirito su di una grande ed alta montagna, e mi mostrò la santa città, Gerusalemme, che scendeva dal cielo d’appresso a Dio, avendo la gloria di Dio.Il suo luminare era simile a una pietra preziosissima, a guisa d’una pietra di diaspro cristallino.Avea un muro grande ed alto; avea dodici porte, e alle porte dodici angeli, e sulle porte erano scritti dei nomi, che sono quelli delle dodici tribù dei figliuoli d’Israele.A oriente c’eran tre porte; a settentrione tre porte; a mezzogiorno tre porte, e ad occidente tre porte.E il muro della città avea dodici fondamenti, e su quelli stavano i dodici nomi dei dodici apostoli dell’Agnello.E colui che parlava meco aveva una misura, una canna d’oro, per misurare la città, le sue porte e il suo muro.E la città era quadrangolare, e la sua lunghezza era uguale alla larghezza; egli misurò la città con la canna, ed era dodicimila stadi; la sua lunghezza, la sua larghezza e la sua altezza erano uguali.Ne misurò anche il muro, ed era di centoquarantaquattro cubiti, a misura d’uomo, cioè d’angelo.Il muro era costruito di diaspro e la città era d’oro puro, simile a vetro puro.I fondamenti del muro della città erano adorni d’ogni maniera di pietre preziose. Il primo fondamento era di diaspro; il secondo di zaffiro; il terzo di calcedonio; il quarto di smeraldo;il quinto di sardonico; il sesto di sardio; il settimo di crisolito; l’ottavo di berillo; il nono di topazio; il decimo di crisopazio; l’undecimo di giacinto; il dodicesimo di ametista.E le dodici porte eran dodici perle, e ognuna delle porte era fatta d’una perla; e la piazza della città era d’oro puro, simile a vetro trasparente.E non vidi in essa alcun tempio, perché il Signore Iddio, l’Onnipotente, e l’Agnello sono il suo tempio.E la città non ha bisogno di sole, né di luna che risplendano in lei perché la illumina la gloria di Dio, e l’Agnello è il suo luminare.E le nazioni cammineranno alla sua luce; e i re della terra vi porteranno la loro gloria.E le sue porte non saranno mai chiuse di giorno (la notte quivi non sarà più);e in lei si porterà la gloria e l’onore delle nazioni.E niente d’immondo e nessuno che commetta abominazione o falsità, v’entreranno; ma quelli soltanto che sono scritti nel libro della vita dell’Agnello.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
APO001
Presenza del Vivente in mezzo alle Chiese
Primo capitolo di uno studio dell’Apocalisse, questo articolo presenta la datazione del libro (verso il 95 d.C., sotto Domiziano), l’identità di Giovanni come autore e il suo esilio a Patmos. L’analisi esegetica di Apocalisse 1 rivela un Cristo glorioso, sovrano e presente in mezzo alle sue Chiese, che chiama i credenti alla fedeltà nella persecuzione.
Apocalisse 1.4 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Giovanni alle sette chiese che sono nell’Asia: Grazia a voi e pace da Colui che è, che era e che viene, e dai sette Spiriti che son davanti al suo trono,Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
APO002
Ascoltare, discernere, tornare al primo amore
Studio esegetico di Apocalisse 2, che analizza i messaggi alle Chiese di Efeso, Smirne, Pergamo e Tiatira. Ogni lettera segue una struttura comune: diagnosi, appello alla fedeltà e promessa escatologica. L'articolo invita ad ascoltare lo Spirito, a discernere le derive comunitarie e a ritrovare il primo amore verso Cristo, in una prospettiva al tempo stesso storica e teologica.
Apocalisse 2.18-29 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :E all’angelo della chiesa di Tiatiri scrivi: Queste cose dice il Figliuol di Dio, che ha gli occhi come fiamma di fuoco, e i cui piedi son come terso rame:Io conosco le tue opere e il tuo amore e la tua fede e il tuo ministerio e la tua costanza, e che le tue opere ultime sono più abbondanti delle prime.Ma ho questo contro a te: che tu tolleri quella donna Jezabel, che si dice profetessa e insegna e seduce i miei servitori perché commettano fornicazione e mangino cose sacrificate agl’idoli.E io le ho dato tempo per ravvedersi, ed ella non vuol ravvedersi della sua fornicazione.Ecco, io getto lei sopra un letto di dolore, e quelli che commettono adulterio con lei in una gran tribolazione, se non si ravvedono delle opere d’essa.E metterò a morte i suoi figliuoli; e tutte le chiese conosceranno che io son colui che investigo le reni ed i cuori; e darò a ciascun di voi secondo le opere vostre.Ma agli altri di voi in Tiatiri che non professate questa dottrina e non avete conosciuto le profondità di Satana (come le chiaman loro), io dico: Io non v’impongo altro peso.Soltanto, quel che avete tenetelo fermamente finché io venga.E a chi vince e persevera nelle mie opere sino alla fine io darò potestà sulle nazioni,ed egli le reggerà con una verga di ferro frantumandole a mo’ di vasi d’argilla; come anch’io ho ricevuto potestà dal Padre mio.E gli darò la stella mattutina.Chi ha orecchio ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
APO003
Apparenza o verità
APO003 analizza il capitolo 3 dell’Apocalisse e le sue tre lettere alle Chiese di Sardi, Filadelfia e Laodicea. Questi messaggi del Cristo risorto tracciano tre diagnosi spirituali senza tempo: l’apparenza senza vita, la fedeltà umile e la tiepidezza compiaciuta. Ogni lettera segue una struttura precisa e si rivolge a tutte le generazioni di credenti, invitandoli a discernere il loro reale stato spirituale e a perseverare nella fede.
Apocalisse 3.15 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Io conosco le tue opere: tu non sei né freddo né fervente. Oh fossi tu pur freddo o fervente!Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
APO009
Il primo sigillo, il primo cavaliere
APO009 analizza il primo sigillo dell’Apocalisse (Ap 6.1-2) e la comparsa di un cavaliere su un cavallo bianco. Si scontrano due teorie: questo cavaliere rappresenta il Messia Gesù vittorioso oppure un impostore, o addirittura l’Anticristo? L’articolo espone le due posizioni, sottolinea che il dibattito esegetico resta aperto e annuncia un parallelo con il discorso di Gesù sul monte degli Ulivi.
Apocalisse 1.1 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :La rivelazione di Gesù Cristo, che Dio gli ha data per mostrare ai suoi servitori le cose che debbono avvenire in breve; ed egli l’ha fatta conoscere mandandola per mezzo del suo angelo al suo servitore Giovanni,Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
APO010
Il secondo sigillo, il secondo cavaliere
L’articolo APO010 analizza il secondo sigillo dell’Apocalisse (Ap 6.3-4): un cavallo rosso il cui cavaliere riceve una grande spada e il potere di togliere la pace dalla terra. Attraverso quattro simboli — il cavallo rosso, il cavaliere, la spada e la pace tolta — lo studio esplora la realtà della guerra come giudizio divino e responsabilità umana, sottolineando che solo Cristo può portare una pace vera e duratura.
Apocalisse 6.1-8 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poi vidi quando l’Agnello ebbe aperto uno dei sette suggelli; e udii una delle quattro creature viventi, che diceva con voce come di tuono: Vieni.E vidi, ed ecco un cavallo bianco; e colui che lo cavalcava aveva un arco; e gli fu data una corona, ed egli uscì fuori da vincitore, e per vincere.E quando ebbe aperto il secondo suggello, io udii la seconda creatura vivente che diceva: Vieni.E uscì fuori un altro cavallo, rosso; e a colui che lo cavalcava fu dato di toglier la pace dalla terra affinché gli uomini si uccidessero gli uni gli altri, e gli fu data una grande spada.E quando ebbe aperto il terzo suggello, io udii la terza creatura vivente che diceva: Vieni. Ed io vidi, ed ecco un cavallo nero; e colui che lo cavalcava aveva una bilancia in mano.E udii come una voce in mezzo alle quattro creature viventi che diceva: Una chènice di frumento per un denaro e tre chènici d’orzo per un denaro; e non danneggiare né l’olio né il vino.E quando ebbe aperto il quarto suggello, io udii la voce della quarta creatura vivente che diceva: Vieni.E io vidi, ed ecco un cavallo giallastro; e colui che lo cavalcava avea nome la Morte; e gli teneva dietro l’Ades. E fu loro data potestà sopra la quarta parte della terra di uccidere con la spada, con la fame, con la mortalità e con le fiere della terra.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
APO011
Il terzo sigillo, il terzo cavaliere
Il terzo sigillo dell'Apocalisse (Ap 6.5-6) rivela un cavallo nero il cui cavaliere tiene in mano una bilancia, simbolo della carestia e del razionamento. Dopo la conquista e la guerra, la penuria colpisce l'umanità. Questa visione illustra la fragilità dei sistemi economici, l'ingiustizia sociale tra ricchi e poveri e la sovranità di Dio anche nel giudizio. Ci invita a cercare in Cristo la vera sicurezza di fronte alla precarietà del mondo.
Geremia 14.2 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Giuda è in lutto, e le assemblee delle sue porte languiscono, giacciono per terra in abito lugubre; il grido di Gerusalemme sale al cielo.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
APO012
Il quarto sigillo, il quarto cavaliere
L’articolo APO012 studia il quarto sigillo dell’Apocalisse (Ap 6.7-8) e l’apparizione del cavallo pallido montato dalla Morte. Culmine dei tre cavalieri precedenti, questo cavaliere riceve il potere di uccidere un quarto dell’umanità con la guerra, la fame, i flagelli e le bestie selvatiche. L’articolo sottolinea la sovranità divina che inquadra questo terribile giudizio e colloca questo evento nello svolgimento profetico della fine dei tempi.
Apocalisse 6.1-8 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Poi vidi quando l’Agnello ebbe aperto uno dei sette suggelli; e udii una delle quattro creature viventi, che diceva con voce come di tuono: Vieni.E vidi, ed ecco un cavallo bianco; e colui che lo cavalcava aveva un arco; e gli fu data una corona, ed egli uscì fuori da vincitore, e per vincere.E quando ebbe aperto il secondo suggello, io udii la seconda creatura vivente che diceva: Vieni.E uscì fuori un altro cavallo, rosso; e a colui che lo cavalcava fu dato di toglier la pace dalla terra affinché gli uomini si uccidessero gli uni gli altri, e gli fu data una grande spada.E quando ebbe aperto il terzo suggello, io udii la terza creatura vivente che diceva: Vieni. Ed io vidi, ed ecco un cavallo nero; e colui che lo cavalcava aveva una bilancia in mano.E udii come una voce in mezzo alle quattro creature viventi che diceva: Una chènice di frumento per un denaro e tre chènici d’orzo per un denaro; e non danneggiare né l’olio né il vino.E quando ebbe aperto il quarto suggello, io udii la voce della quarta creatura vivente che diceva: Vieni.E io vidi, ed ecco un cavallo giallastro; e colui che lo cavalcava avea nome la Morte; e gli teneva dietro l’Ades. E fu loro data potestà sopra la quarta parte della terra di uccidere con la spada, con la fame, con la mortalità e con le fiere della terra.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
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ANN096
Gli anni di 360 giorni nella Bibbia
L'article discute l'idée d'années de 360 jours dans la Bible, reliée à des prophéties majeures telles que celles dans Daniel et l'Apocalypse. Ces années…