Studio 1 di 3 · Il libro delle rivelazioni

  1. Studio 1: Il libro delle rivelazioni
  2. Studio 2: Il primo sigillo, il primo cavaliere
  3. Étude 3 : Le deuxième sceau, le deuxième cavalier
  • Il libro delle rivelazioni

    Introduzione generale al libro dell’Apocalisse, scritto da Giovanni di Patmos nel I secolo. L’articolo spiega il titolo, il genere apocalittico, la struttura in cicli simbolici (sigilli, trombe, coppe) e la finalità del testo: non un calendario di catastrofi, ma un libro di speranza che proclama la vittoria dell’Agnello. Sono annunciati paralleli con Daniele per uno studio versetto per versetto dei 22 capitoli.

    Apocalisse 21 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poi vidi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il primo cielo e la prima terra erano passati, e il mare non era più.E vidi la santa città, la nuova Gerusalemme, scender giù dal cielo d’appresso a Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo.E udii una gran voce dal trono, che diceva: Ecco il tabernacolo di Dio con gli uomini; ed Egli abiterà con loro, ed essi saranno suoi popoli, e Dio stesso sarà con loro e sarà loro Dio;e asciugherà ogni lagrima dagli occhi loro e la morte non sarà più; né ci saran più cordoglio, né grido, né dolore, poiché le cose di prima sono passate.E Colui che siede sul trono disse: Ecco, io fo ogni cosa nuova, ed aggiunse: Scrivi, perché queste parole sono fedeli e veraci.Poi mi disse: E’ compiuto. Io son l’Alfa e l’Omega, il principio e la fine. A chi ha sete io darò gratuitamente della fonte dell’acqua della vita.Chi vince erediterà queste cose; e io gli sarò Dio, ed egli mi sarà figliuolo;ma quanto ai codardi, agl’increduli, agli abominevoli, agli omicidi, ai fornicatori, agli stregoni, agli idolatri e a tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda.E venne uno dei sette angeli che aveano le sette coppe piene delle sette ultime piaghe; e parlò meco, dicendo: Vieni e ti mostrerò la sposa, la moglie dell’Agnello.E mi trasportò in ispirito su di una grande ed alta montagna, e mi mostrò la santa città, Gerusalemme, che scendeva dal cielo d’appresso a Dio, avendo la gloria di Dio.Il suo luminare era simile a una pietra preziosissima, a guisa d’una pietra di diaspro cristallino.Avea un muro grande ed alto; avea dodici porte, e alle porte dodici angeli, e sulle porte erano scritti dei nomi, che sono quelli delle dodici tribù dei figliuoli d’Israele.A oriente c’eran tre porte; a settentrione tre porte; a mezzogiorno tre porte, e ad occidente tre porte.E il muro della città avea dodici fondamenti, e su quelli stavano i dodici nomi dei dodici apostoli dell’Agnello.E colui che parlava meco aveva una misura, una canna d’oro, per misurare la città, le sue porte e il suo muro.E la città era quadrangolare, e la sua lunghezza era uguale alla larghezza; egli misurò la città con la canna, ed era dodicimila stadi; la sua lunghezza, la sua larghezza e la sua altezza erano uguali.Ne misurò anche il muro, ed era di centoquarantaquattro cubiti, a misura d’uomo, cioè d’angelo.Il muro era costruito di diaspro e la città era d’oro puro, simile a vetro puro.I fondamenti del muro della città erano adorni d’ogni maniera di pietre preziose. Il primo fondamento era di diaspro; il secondo di zaffiro; il terzo di calcedonio; il quarto di smeraldo;il quinto di sardonico; il sesto di sardio; il settimo di crisolito; l’ottavo di berillo; il nono di topazio; il decimo di crisopazio; l’undecimo di giacinto; il dodicesimo di ametista.E le dodici porte eran dodici perle, e ognuna delle porte era fatta d’una perla; e la piazza della città era d’oro puro, simile a vetro trasparente.E non vidi in essa alcun tempio, perché il Signore Iddio, l’Onnipotente, e l’Agnello sono il suo tempio.E la città non ha bisogno di sole, né di luna che risplendano in lei perché la illumina la gloria di Dio, e l’Agnello è il suo luminare.E le nazioni cammineranno alla sua luce; e i re della terra vi porteranno la loro gloria.E le sue porte non saranno mai chiuse di giorno (la notte quivi non sarà più);e in lei si porterà la gloria e l’onore delle nazioni.E niente d’immondo e nessuno che commetta abominazione o falsità, v’entreranno; ma quelli soltanto che sono scritti nel libro della vita dell’Agnello.
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  • Il primo sigillo, il primo cavaliere

    APO009 analizza il primo sigillo dell’Apocalisse (Ap 6.1-2) e la comparsa di un cavaliere su un cavallo bianco. Si scontrano due teorie: questo cavaliere rappresenta il Messia Gesù vittorioso oppure un impostore, o addirittura l’Anticristo? L’articolo espone le due posizioni, sottolinea che il dibattito esegetico resta aperto e annuncia un parallelo con il discorso di Gesù sul monte degli Ulivi.

    Apocalisse 6.1-2 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poi vidi quando l’Agnello ebbe aperto uno dei sette suggelli; e udii una delle quattro creature viventi, che diceva con voce come di tuono: Vieni.E vidi, ed ecco un cavallo bianco; e colui che lo cavalcava aveva un arco; e gli fu data una corona, ed egli uscì fuori da vincitore, e per vincere.
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  • Il secondo sigillo, il secondo cavaliere

    L’articolo APO010 analizza il secondo sigillo dell’Apocalisse (Ap 6.3-4): un cavallo rosso il cui cavaliere riceve una grande spada e il potere di togliere la pace dalla terra. Attraverso quattro simboli — il cavallo rosso, il cavaliere, la spada e la pace tolta — lo studio esplora la realtà della guerra come giudizio divino e responsabilità umana, sottolineando che solo Cristo può portare una pace vera e duratura.

    Apocalisse 6.1-8 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poi vidi quando l’Agnello ebbe aperto uno dei sette suggelli; e udii una delle quattro creature viventi, che diceva con voce come di tuono: Vieni.E vidi, ed ecco un cavallo bianco; e colui che lo cavalcava aveva un arco; e gli fu data una corona, ed egli uscì fuori da vincitore, e per vincere.E quando ebbe aperto il secondo suggello, io udii la seconda creatura vivente che diceva: Vieni.E uscì fuori un altro cavallo, rosso; e a colui che lo cavalcava fu dato di toglier la pace dalla terra affinché gli uomini si uccidessero gli uni gli altri, e gli fu data una grande spada.E quando ebbe aperto il terzo suggello, io udii la terza creatura vivente che diceva: Vieni. Ed io vidi, ed ecco un cavallo nero; e colui che lo cavalcava aveva una bilancia in mano.E udii come una voce in mezzo alle quattro creature viventi che diceva: Una chènice di frumento per un denaro e tre chènici d’orzo per un denaro; e non danneggiare né l’olio né il vino.E quando ebbe aperto il quarto suggello, io udii la voce della quarta creatura vivente che diceva: Vieni.E io vidi, ed ecco un cavallo giallastro; e colui che lo cavalcava avea nome la Morte; e gli teneva dietro l’Ades. E fu loro data potestà sopra la quarta parte della terra di uccidere con la spada, con la fame, con la mortalità e con le fiere della terra.
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