Étude 1 sur 5 · Introduction générale au livre de Daniel

  1. Studio 1: Introduzione generale al libro di Daniele
  2. Étude 2 : Daniel 1 – Fidèles à Babylone : vivre dans un monde étranger sans perdre son identité
  3. Étude 3 : Daniel 2 – La statue et les royaumes : quand Dieu révèle le sens de l’histoire
  4. Étude 4 : Daniel 5 – Le festin de Belshatzar : quand Babylone est pesée et jugée
  5. Studio 5: Il profeta Daniele

Profezie bibliche e “fine dei tempi”

  • Introduzione generale al libro di Daniele

    Introduzione generale al libro di Daniele, testo profetico maggiore dell'Antico Testamento. L'articolo pone le basi storiche, letterarie e teologiche necessarie per comprendere questo libro apocalittico, affrontandone la struttura, l'autore, i temi principali e i dibattiti esegetici relativi alla sua datazione e alla sua affidabilità.

    Daniele 5.31 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    e Dario il Medo, ricevette il regno, all’età di sessantadue anni.
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La rivelazione di Daniele

  • Daniele 1 – Fedeli a Babilonia: vivere in un mondo straniero senza perdere la propria identità

    Daniele 1 mostra come Daniele e i suoi amici riescano a rimanere fedeli alla loro fede in un ambiente straniero, nonostante i tentativi di trasformazione culturale, grazie alla saggezza e alla fedeltà a Dio.

    Daniele 1.8 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E Daniele prese in cuor suo la risoluzione di non contaminarsi con le vivande del re e col vino che il re beveva; e chiese al capo degli eunuchi di non obbligarlo a contaminarsi;
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  • Daniele 2 – La statua e i regni: quando Dio rivela il senso della storia

    Questo articolo analizza il sogno di Nabucodonosor descritto in Daniele 2, in cui una statua multicolore proietta l’immagine dei futuri imperi. L’importanza di questa visione sta nell’emergere finale del Regno eterno di Dio, che supera i regni terreni.

    Daniele 2.38 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    e dovunque dimorano i figliuoli degli uomini, le bestie della compagna e gli uccelli del cielo, egli te li ha dati nelle mani, e t’ha fatto dominare sopra essi tutti. La testa d’oro sei tu;
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  • Daniele 5 – Il banchetto di Baldassarre: quando Babilonia è pesata e giudicata

    Daniele 5 racconta la caduta di Babilonia durante il regno di Baldassarre, che profana i vasi sacri. Una misteriosa iscrizione, interpretata da Daniele, predice la fine del regno. Dio giudica le potenze umane, a illustrazione dell'arroganza di Baldassarre.

    Daniele 5.1-30 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Il re Belsatsar fece un gran convito a mille de’ suoi grandi; e bevve del vino in presenza dei mille.Belsatsar, mentre stava assaporando il vino, ordinò che si recassero i vasi d’oro e d’argento che Nebucadnetsar suo padre aveva portati via dal tempio di Gerusalemme, perché il re, i suoi grandi, le sue mogli e le sue concubine se ne servissero per bere.Allora furono recati i vasi d’oro ch’erano stati portati via dal tempio, dalla casa di Dio, ch’era in Gerusalemme; e il re, i suoi grandi, le sue mogli e le sue concubine se ne servirono per bere.Bevvero del vino e lodarono gli dèi d’oro, d’argento, di rame, di ferro, di legno e di pietra.In quel momento apparvero delle dita d’una mano d’uomo, che si misero a scrivere difaccia al candelabro, sull’intonaco della parete del palazzo reale. E il re vide quel mozzicone di mano che scriveva.Allora il re mutò di colore, e i suoi pensieri lo spaventarono; le giunture de’ suoi fianchi si rilassarono, e i suoi ginocchi cominciarono ad urtarsi l’uno contro l’altro.Il re gridò forte che si facessero entrare gl’incantatori, i Caldei e gli astrologi; e il re prese a dire ai savi di Babilonia: “Chiunque leggerà questo scritto e me ne darà l’interpretazione sarà rivestito di porpora, avrà al collo una collana d’oro, e sarà terzo nel governo del regno”.Allora entrarono tutti i savi del re; ma non poteron leggere lo scritto, né darne al re l’interpretazione.Allora il re Belsatsar fu preso da grande spavento, mutò di colore, e i suoi grandi furono costernati.La regina, com’ebbe udito le parole del re e dei suoi grandi, entrò nella sala del convito. La regina prese a dire: “O re, possa tu vivere in perpetuo! I tuoi pensieri non ti spaventino, e non mutar di colore!C’è un uomo nel tuo regno, in cui è lo spirito degli dei santi; e al tempo di tuo padre si trovò in lui una luce, un intelletto e una sapienza, pari alla sapienza degli dèi; e il re Nebucadnetsar tuo padre, il padre tuo, o re, lo stabilì capo dei magi, degli incantatori, de’ Caldei e degli astrologi,perché in lui, in questo Daniele, a cui il re avea posto nome Beltsatsar, fu trovato uno spirito straordinario, conoscenza, intelletto, facoltà d’interpretare i sogni, di spiegare enigmi, e di risolvere questioni difficili. Si chiami dunque Daniele ed egli darà l’interpretazione”.Allora Daniele fu introdotto alla presenza del re; e il re parlò a Daniele, e gli disse: “Sei tu Daniele, uno dei Giudei che il mio re padre menò in cattività da Giuda?Io ha sentito dire di te che lo spirito degli dèi è in te, e che in te si trova luce, intelletto, e una sapienza straordinaria.Ora, i savi e gl’incantatori sono stati introdotti alla mia presenza, per leggere questo scritto e farmene conoscere l’interpretazione; ma non hanno potuto darmi l’interpretazione della cosa.Però, ho sentito dire di te che tu puoi dare interpretazioni e risolvere questioni difficili; ora, se puoi leggere questo scritto e farmene conoscere l’interpretazione, tu sarai rivestito di porpora, avrai al collo una collana d’oro, e sarai terzo nel governo del regno”.Allora Daniele prese a dire in presenza del re: “Tieniti i tuoi doni e da’ a un altro le tue ricompense; nondimeno io leggerò lo scritto al re e gliene farò conoscere l’interpretazione.O re, l’Iddio altissimo aveva dato a Nebucadnetsar tuo padre, regno, grandezza, gloria e maestà;e a motivo della grandezza ch’Egli gli aveva dato, tutti i popoli, tutte le nazioni e lingue temevano e tremavano alla sua presenza; egli faceva morire chi voleva, lasciava in vita chi voleva; innalzava chi voleva, abbassava chi voleva.Ma quando il suo cuore divenne altero e il suo spirito s’indurò fino a diventare arrogante, fu deposto dal suo trono reale e gli fu tolta la sua gloria;fu cacciato di tra i figliuoli degli uomini, il suo cuore fu reso simile a quello delle bestie, e la sua dimora fu con gli asini selvatici; gli fu data a mangiare dell’erba come ai buoi, e il suo corpo fu bagnato dalla rugiada del cielo, finché non riconobbe che l’Iddio altissimo, domina sul regno degli uomini, e ch’egli vi stabilisce sopra chi vuole.E tu, o Belsatsar, suo figliuolo, non hai umiliato il tuo cuore, quantunque tu sapessi tutto questo;ma ti sei innalzato contro il Signore del cielo; ti sono stati portati davanti i vasi della sua casa, e tu, i tuoi grandi, le tue mogli e le tue concubine ve ne siete serviti per bere; e tu hai lodato gli dèi d’argento, d’oro, di rame, di ferro, di legno e di pietra, i quali non vedono, non odono, non hanno conoscenza di sorta, e non hai glorificato l’Iddio che ha nella sua mano il tuo soffio vitale, e da cui dipendono tutte le tue vie.Perciò è stato mandato, da parte sua, quel mozzicone di mano, che ha tracciato quello scritto.Questo e lo scritto ch’è stato tracciato: MENE, MENE, TEKEL, UFARSIN.E questa è l’interpretazione delle parole: MENE: Dio ha fatto il conto del tuo regno, e vi ha posto fine.TEKEL: tu sei stato pesato con la bilancia, e sei stato trovato mancante.PERES: il tuo regno è diviso, e dato ai Medi e ai Persiani”.Allora, per ordine di Belsatsar, Daniele fu rivestito di porpora, gli fu messa al collo una collana d’oro, e fu proclamato che egli sarebbe terzo nel governo del regno.In quella stessa notte, Belsatsar, re de’ Caldei, fu ucciso;
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Informazioni complementari

  • Il profeta Daniele

    L'articolo approfondisce la vita e gli scritti profetici di Daniele, rivelando periodi cronologici fondamentali per comprendere le profezie. Giosia, re di Giuda, è descritto come un servo divino devoto, che muore tragicamente sfidando l'Egitto. Daniele, allora giovane, inizia il suo destino profetico in questo contesto turbolento.

    2 Cronache 35.20-24 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Dopo tutto questo, quando Giosia ebbe restaurato il tempio, Neco, re d’Egitto, salì per combattere a Carkemish, sull’Eufrate; e Giosia gli mosse contro.Ma Neco gl’inviò dei messi per dirgli: “Che v’è egli fra me e te, o re di Giuda? Io non salgo oggi contro di te, ma contro una casa con la quale sono in guerra; e Dio m’ha comandato di far presto; bada dunque di non opporti a Dio, il quale è meco, affinch’egli non ti distrugga”.Ma Giosia non volle tornare indietro; anzi, si travestì per assalirlo, e non diede ascolto alle parole di Neco, che venivano dalla bocca di Dio. E venne a dar battaglia nella valle di Meghiddo.E gli arcieri tirarono al re Giosia; e il re disse ai suoi servi: “Portatemi via di qui, perché son ferito gravemente”.I suoi servi lo tolsero dal carro e lo misero sopra un secondo carro ch’era pur suo, e lo menarono a Gerusalemme. E morì, e fu sepolto nel sepolcreto de’ suoi padri. Tutto Giuda e Gerusalemme piansero Giosia.
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