Étude 1 sur 9 · L’appel d’un autre disciple, Matthieu

  1. Étude 1 : L’appel d’un autre disciple, Matthieu
  2. Étude 2 : La relation personnelle du disciple avec son Seigneur
  3. Étude 3 : Conclusion du Messie Jésus
  4. Étude 4 : Les hommes qui veulent suivre le Messie Jésus
  5. Étude 5 : La parabole du figuier stérile
  6. Étude 6 : L’image du sel sans saveur
  7. Étude 7 : Parabole des serviteurs inutiles
  8. Étude 8 : Le cep et les sarments
  9. Étude 9 : L'incompréhension des disciples

L’inizio del ministero in Galilea

  • La chiamata di un altro discepolo, Matteo

    L'articolo esamina la chiamata di Matteo da parte di Gesù, sottolineando il suo ruolo unico tra i discepoli come futuro autore del Vangelo. Matteo lascia il mestiere di esattore per seguire Cristo, che già conosceva, probabilmente tramite Giovanni Battista. Questa chiamata è significativa perché ne fa un portavoce fondamentale degli apostoli.

    Luca 5.27-28 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E dopo queste cose, egli uscì e notò un pubblicano, di nome Levi, che sedeva al banco della gabella, e gli disse: Seguimi.Ed egli, lasciata ogni cosa, si levò e si mise a seguirlo.
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Dalla seconda alla terza festa di Pasqua

  • La relazione personale del discepolo con il suo Signore

    La pericope 116 esplora la relazione personale fra il discepolo e il suo Signore a partire da Matteo 11.25-30 e Luca 10.21-24. Dopo aver condannato le città incredule, Gesù si rallegra che gli umili comprendano la sua parola là dove i sapienti falliscono. Afferma la propria filiazione divina e invita tutti gli affaticati a venire a lui, promettendo riposo e dolcezza sotto il suo giogo condiviso, in contrapposizione ai pesi imposti dai farisei.

    Luca 7.13 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E il Signore, vedutala, ebbe pietà di lei e le disse: Non piangere!
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  • Conclusione del Messia Gesù

    La pericope 150 chiude il discorso in parabole di Matteo 13. Gesù chiede ai suoi discepoli se hanno capito, poi descrive il discepolo ideale come uno scriba istruito nel regno, capace di trarre dal suo tesoro cose nuove e cose antiche. Questo passo sottolinea la complementarità dell'Antico e del Nuovo Testamento e la responsabilità degli insegnanti di trasmettere fedelmente l'insegnamento del Messia.

    Matteo 13.51-53 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Avete intese tutte queste cose? Essi gli risposero: Sì.Allora disse loro: Per questo, ogni scriba ammaestrato pel regno de’ cieli è simile ad un padron di casa il quale trae fuori dal suo tesoro cose nuove e cose vecchie.Or quando Gesù ebbe finite queste parabole, partì di là.
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Dalla 3ª Pasqua all’inizio dell’ultima settimana

  • Gli uomini che vogliono seguire il Messia Gesù

    Luca 9.57-62 presenta tre uomini che desiderano seguire il Messia Gesù, ciascuno con una condizione o un'esitazione. Gesù risponde chiamando alla rinuncia alle comodità materiali, alla priorità del Regno sui doveri familiari e a una determinazione senza ripensamenti. Questo passo, esclusivo di Luca, si colloca durante il viaggio attraverso la Samaria verso Gerusalemme e costituisce un appello radicale a un impegno totale e senza compromessi verso il Messia.

    Luca 9.57-62 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or avvenne che mentre camminavano per la via, qualcuno gli disse: Io ti seguiterò dovunque tu andrai.E Gesù gli rispose: Le volpi hanno delle tane e gli uccelli del cielo dei nidi, ma il Figliuol dell’uomo non ha dove posare il capo.E ad un altro disse: Seguitami. Ed egli rispose: Permettimi prima d’andare a seppellir mio padre.Ma Gesù gli disse: Lascia i morti seppellire i loro morti; ma tu va’ ad annunziare il regno di Dio.E un altro ancora gli disse: Ti seguiterò, Signore, ma permettimi prima d’accomiatarmi da que’ di casa mia.Ma Gesù gli disse: Nessuno che abbia messo la mano all’aratro e poi riguardi indietro, è adatto al regno di Dio.
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  • La parabola del fico sterile

    La parabola del fico sterile (Luca 13.6-9), riportata soltanto da Luca, illustra la pazienza di Dio e l’urgenza della conversione. Gesù avverte che ogni discepolo privo di frutto spirituale rischia il giudizio, sottolineando al tempo stesso che Dio concede un ulteriore tempo di grazia. Questo testo si colloca in continuità con Luca 13.1-5 e porta un duplice messaggio: solenne avvertimento e misericordia divina.

    Giovanni 9.1-3 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    E passando vide un uomo ch’era cieco fin dalla nascita.E i suoi discepoli lo interrogarono, dicendo: Maestro, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?Gesù rispose: Né lui peccò, né i suoi genitori; ma è così, affinché le opere di Dio siano manifestate in lui.
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  • L'immagine del sale insipido

    L'articolo 'PER241 - L'immagine del sale insipido' analizza un passo di Luca 14:34-35, in cui Gesù insegna che i discepoli devono essere come il sale, essenziale e trasformatore. Se un discepolo perde il suo 'sapore' spirituale, diventa inutile, simile a un sale insipido. Questo insegnamento invita a un impegno attivo e duraturo nella vita spirituale.

    Luca 14.34-35 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Il sale, certo, è buono; ma se anche il sale diventa insipido, con che gli si darà sapore?Non serve né per terra, né per concime; lo si butta via. Chi ha orecchi da udire, oda.
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  • Parabola dei servi inutili

    L'articolo esplora la parabola dei servi inutili di Luca 17.7-10, sottolineando l'importanza dell'umiltà e della gratitudine nella vita del discepolo. Gesù insegna che il servizio fedele non attende riconoscimento dal padrone e che ogni capacità è un dono di Dio. L'obbedienza non conferisce alcun diritto, promuovendo così un atteggiamento di gratitudine, non di rivendicazione.

    Luca 17.7-10 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or chi di voi, avendo un servo ad arare o pascere, quand’ei torna a casa dai campi, gli dirà: Vieni presto a metterti a tavola?Non gli dirà invece: Preparami la cena, e cingiti a servirmi finch’io abbia mangiato e bevuto, e poi mangerai e berrai tu?Si ritiene egli forse obbligato al suo servo perché ha fatto le cose comandategli?Così anche voi, quand’avrete fatto tutto ciò che v’è comandato, dite: Noi siamo servi inutili; abbiam fatto quel ch’eravamo in obbligo di fare.
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L'ultimo giorno fino alla crocifissione

  • La vite e i tralci

    L'articolo "PER320 - La vite e i tralci" esplora l'insegnamento di Gesù in Giovanni 15:1-17, usando l'immagine della vite e dei tralci per illustrare il rapporto con i suoi discepoli. Gesù si presenta come la fonte della vera fecondità spirituale, chiamando a un'unione reciproca incentrata sull'amore e sull'obbedienza.

    Giovanni 13.30 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Egli dunque, preso il boccone, uscì subito; ed era notte.
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Le contraddizioni

  • L'incomprensione dei discepoli

    L'article explore les différences dans la compréhension des paroles de Jésus par les disciples selon Matthieu, Marc et Luc. Il argue que Matthieu montre leur tristesse due à la compréhension partielle de sa mort, tandis que Marc et Luc indiquent leur incompréhension de la résurrection. Ces récits complémentaires enrichissent la compréhension de cet événement.

    Marco 9.31-32 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Poich’egli ammaestrava i suoi discepoli, e diceva loro: Il Figliuol dell’uomo sta per esser dato nelle mani degli uomini ed essi l’uccideranno; e tre giorni dopo essere stato ucciso, risusciterà.Ma essi non intendevano il suo dire e temevano d’interrogarlo.
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