Questo articolo esplora la tentazione di Gesù, il suo digiuno di 40 giorni e i racconti evangelici di questo periodo in Giudea. I Vangeli sinottici offrono una versione armonizzata di questi avvenimenti, mentre Giovanni fornisce dettagli supplementari, che sollevano questioni di cronologia affrontate in questa analisi.
27 min
GesùtentazioneVangeli sinotticiGiovanni Battistadeserto di Giudea
16 versetti
5 libri
L'analisi dei Vangeli sinottici permette di ripercorrere con precisione lo svolgimento degli avvenimenti. Dopo il suo battesimo, il Messia Gesù si dirige direttamente verso il deserto di Giudea.
Inizia allora un digiuno di 40 giorni, durante il quale il Diavolo lo tenta. In seguito raggiunge la Galilea, dove inizia il suo ministero.
Il testo di Giovanni sembra contraddire questa descrizione. Ci rivela un periodo della vita del Messia Gesù che né Matteo, né Marco, né Luca hanno ritenuto utile menzionare. Queste precisazioni ci obbligano a ripensare la cronologia dei Vangeli sinottici.
Infatti Giovanni indica che il Messia Gesù e Giovanni il Battista hanno lavorato insieme in Giudea.
Il nostro obiettivo, ora, consiste nel ricollocare cronologicamente gli avvenimenti, citati da Giovanni, riguardanti gli inizi del ministero del Messia Gesù, e nell'armonizzarli con i racconti sinottici.
Le informazioni fornite dai nostri quattro autori si basano sulle testimonianze del Messia Gesù e dei suoi apostoli. È dunque pertinente esaminare perché gli autori dei Vangeli sinottici non menzionino il periodo in cui Gesù ha lavorato in Giudea con Giovanni il Battista.
L'apostolo Giovanni, conformemente al suo metodo abituale, fornisce informazioni riguardanti questo periodo in Giudea, il che solleva alcune sfide di ordine cronologico. Questa situazione porta talvolta i commentatori a evocare l'esistenza di contraddizioni apparenti. Tuttavia, come dimostreremo in questo studio, tali contraddizioni non sono in realtà che illusioni e possono essere risolte con un'analisi approfondita dei testi.
I. Le informazioni dei Vangeli sinottici
I tre Vangeli sinottici raccontano il battesimo del Messia Gesù da parte di Giovanni il Battista, poi descrivono un periodo di digiuno e di tentazione da parte del Diavolo, nel deserto di Giudea, per 40 giorni e 40 notti. Al termine di questa prova annotano l'arresto di Giovanni il Battista, che provoca la partenza del Messia Gesù per la Galilea.
Il suo ministero sembra iniziare nella regione di Cafarnao; egli chiama i suoi discepoli a seguirlo sulle rive del nei pressi di questa città.
Matteo 4.1-11 (Riveduta 1927 (Luzzi))
Allora Gesù fu condotto dallo Spirito su nel deserto, per esser tentato dal diavolo.
E dopo che ebbe digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame.
E il tentatore, accostatosi, gli disse: Se tu sei Figliuol di Dio, di’ che queste pietre divengan pani.
Ma egli rispondendo disse: Sta scritto: Non di pane soltanto vivrà l’uomo, ma d’ogni parola che procede dalla bocca di Dio.
Allora il diavolo lo menò seco nella santa città e lo pose sul pinnacolo del tempio,
e gli disse: Se tu sei Figliuol di Dio, gettati giù; poiché sta scritto: Egli darà ordine di suoi angeli intorno a te, ed essi ti porteranno sulle loro mani, che talora tu non urti col piede contro una pietra.
Gesù gli disse: Egli è altresì scritto: Non tentare il Signore Iddio tuo.
Di nuovo il diavolo lo menò seco sopra un monte altissimo, e gli mostrò tutti i regni del mondo e la lor gloria, e gli disse:
Tutte queste cose io te le darò, se, prostrandoti, tu mi adori.
Allora Gesù gli disse: Va’, Satana, poiché sta scritto: Adora il Signore Iddio tuo, ed a lui solo rendi il culto.
Allora il diavolo lo lasciò; ed ecco degli angeli vennero a lui e lo servivano.
Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
Marco 1.12-13 (Riveduta 1927 (Luzzi))
E subito dopo lo Spirito lo sospinse nel deserto;
e nel deserto rimase per quaranta giorni, tentato da Satana; e stava tra le fiere e gli angeli lo servivano.
Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
Luca 4.1-13 (Riveduta 1927 (Luzzi))
Or Gesù, ripieno dello Spirito Santo, se ne ritornò dal Giordano, e fu condotto dallo Spirito nel deserto per quaranta giorni, ed era tentato dal diavolo.
E durante quei giorni non mangiò nulla; e dopo che quelli furon trascorsi, ebbe fame.
E il diavolo gli disse: Se tu sei Figliuol di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane.
E Gesù gli rispose: Sta scritto: Non di pane soltanto vivrà l’uomo.
E il diavolo, menatolo in alto, gli mostrò in un attimo tutti i regni del mondo e gli disse:
Ti darò tutta quanta questa potenza e la gloria di questi regni; perch’essa mi è stata data, e la do a chi voglio.
Se dunque tu ti prostri ad adorarmi, sarà tutta tua.
E Gesù, rispondendo, gli disse: Sta scritto: Adora il Signore Iddio tuo, e a lui solo rendi il tuo culto.
Poi lo menò a Gerusalemme e lo pose sul pinnacolo del tempio e gli disse: Se tu sei Figliuolo di Dio, gettati giù di qui;
perché sta scritto: Egli ordinerà ai suoi angeli intorno a te, che ti proteggano;
ed essi ti porteranno sulle mani, che talora tu non urti col piede contro una pietra.
E Gesù, rispondendo, gli disse: E’ stato detto: Non tentare il Signore Iddio tuo.
Allora il diavolo, finita che ebbe ogni sorta di tentazione, si partì da lui fino ad altra occasione.
Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
Le informazioni dei tre Vangeli sinottici riguardanti questo periodo sono in armonia.
–Matteo
Nel Vangelo secondo Matteo, il racconto menziona dapprima il battesimo di Gesù, poi passa direttamente a quello della tentazione. Matteo colloca quindi l'inizio del ministero di Gesù in Galilea, subito dopo l'arresto di Giovanni il Battista. È in questa occasione che vengono chiamati i primi discepoli, mentre esercitano il loro mestiere di pescatori sulle rive del lago di Tiberiade.
Matteo 4.12-13 (Riveduta 1927 (Luzzi))
Or Gesù, avendo udito che Giovanni era stato messo in prigione, si ritirò in Galilea.
E, lasciata Nazaret, venne ad abitare in Capernaum, città sul mare, ai confini di Zabulon e di Neftali,
Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
–Marco
Riprende esattamente gli stessi elementi di Matteo, costituendo così una riproduzione fedele.
Marco 1.14-15 (Riveduta 1927 (Luzzi))
Dopo che Giovanni fu messo in prigione, Gesù si recò in Galilea, predicando l’evangelo di Dio e dicendo:
Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; ravvedetevi e credete all’evangelo.
Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
–Luca
Luca apporta alcune modifiche all'ordine narrativo di Matteo e di Marco. Chiude dapprima il suo racconto riguardante Giovanni il Battista con l'episodio del suo arresto, prima di tornare sul battesimo di Gesù, il Messia. Inserisce poi la genealogia del Maestro, seguita dalla tentazione nel deserto, e conclude questa sequenza con l'inizio del ministero di Gesù in Galilea.
Luca precisa che la tentazione è durata quaranta giorni e che è durante questo periodo che Gesù ha digiunato. Questa indicazione ci porta a escludere l'ipotesi di spostamenti durante questi quaranta giorni di digiuno.
I Vangeli sinottici seguono una cronologia simile e non descrivono nei dettagli il primo incontro del Maestro con i suoi discepoli in Giudea né l'inizio della sua attività in questa regione.
I vangeli di Matteo, Marco e Luca presentano gli avvenimenti nel modo seguente: il battesimo, la tentazione di quaranta giorni, l'arresto di Giovanni il Battista, la partenza per la Galilea e l'inizio del suo ministero nella regione di Cafarnao.
È importante notare che questa successione dei fatti deriva da un'interpretazione dei testi, poiché essi non forniscono alcun riferimento temporale. Il libro di Giovanni fornisce informazioni supplementari che sembrano mettere in discussione l'armonia di queste interpretazioni.
II. Le informazioni supplementari di Giovanni
Giovanni ci dà altri dettagli, svoltisi dopo il battesimo del Messia Gesù.
Giovanni 1.35-39 (Riveduta 1927 (Luzzi))
Il giorno seguente, Giovanni era di nuovo là con due de’ suoi discepoli;
e avendo fissato lo sguardo su Gesù che stava passando, disse: Ecco l’Agnello di Dio!
E i suoi due discepoli, avendolo udito parlare, seguirono Gesù.
E Gesù, voltatosi, e osservando che lo seguivano, domandò loro: Che cercate? Ed essi gli dissero: Rabbì (che, interpretato, vuol dire: Maestro), ove dimori?
Egli rispose loro: Venite e vedrete. Essi dunque andarono, e videro ove dimorava, e stettero con lui quel giorno. Era circa la decima ora.
Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
Abbiamo studiato con precisione questo periodo descritto da Giovanni nell'appendice ANN064 : I «giorni seguenti» annotati da Giovanni. Non riprenderemo dunque qui tutta l'analisi, ma solo le conclusioni a cui siamo giunti.
Contrariamente agli altri evangelisti, Giovanni non fa menzione del periodo di tentazione del Messia Gesù. È dunque necessario ricollocare questo avvenimento nella sua cronologia. Abbiamo così situato questo periodo di tentazione prima degli elementi dettagliati da Giovanni nel suo racconto.
Giovanni 1.40-51 (Riveduta 1927 (Luzzi))
Andrea, il fratello di Simon Pietro, era uno dei due che aveano udito Giovanni ed avean seguito Gesù.
Egli pel primo trovò il proprio fratello Simone e gli disse: Abbiam trovato il Messia (che, interpretato, vuol dire: Cristo); e lo menò da Gesù.
E Gesù, fissato in lui lo sguardo, disse: Tu sei Simone, il figliuol di Giovanni; tu sarai chiamato Cefa (che significa Pietro).
Il giorno seguente, Gesù volle partire per la Galilea; trovò Filippo, e gli disse: Seguimi.
Or Filippo era di Betsaida, della città d’Andrea e di Pietro.
Filippo trovò Natanaele, e gli disse: Abbiam trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella legge, ed i profeti: Gesù figliuolo di Giuseppe, da Nazaret.
E Natanaele gli disse: Può forse venir qualcosa di buono da Nazaret? Filippo gli rispose: Vieni a vedere.
Gesù vide Natanaele che gli veniva incontro, e disse di lui: Ecco un vero israelita in cui non c’è frode.
Natanaele gli chiese: Da che mi conosci? Gesù gli rispose: Prima che Filippo ti chiamasse, quand’eri sotto il fico, io t’ho veduto.
Natanaele gli rispose: Maestro, tu sei il Figliuol di Dio, tu sei il Re d’Israele.
Gesù rispose e gli disse: Perché t’ho detto che t’avevo visto sotto il fico, tu credi? Tu vedrai cose maggiori di queste.
Poi gli disse: In verità, in verità vi dico che vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figliuol dell’uomo.
Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
La tabella seguente presenta una sintesi delle nostre conclusioni. Le date proposte restano ipotetiche; derivano dalle nostre analisi e dai dati forniti da diversi convertitori di date disponibili online.
Ordine
Avvenimento
Data
Riferimento
1
Battesimo del Messia Gesù
Giovedì 4 ott. del 29
Matteo 3.13-17
Marco 1.9-11
Luca 3.21-23
2
La partenza per il deserto di Giuda
Giovedì 4 ott. del 29
Matteo 3.13
Marco 1.9
3
Il periodo di tentazione
Dal venerdì 5 ottobre al mercoledì 14 novembre del 29
Matteo 4.1-11
Marco 1.12-13
Luca 4.1-13
4
Gli angeli servono il Messia Gesù
Giovedì 15 nov. del 29
Matteo 4.11
Marco 1.13
5
Il ritorno
Venerdì 16 nov. del 29
Giovanni 1.35
6
Visita della delegazione
Venerdì 16 nov. del 29
Giovanni 1.19-20
7
Il primo giorno seguente
Sabato 17 nov. del 29
Giovanni 1.29
8
Il secondo giorno seguente
Domenica 18 nov. del 29
Giovanni 1.35
9
La scoperta di Andrea e Giovanni (?)
Domenica 18 nov. del 29
Giovanni 1.40
10
L’incontro con Simone (Pietro)
Domenica 18 nov. del 29
Giovanni 1.41
11
Simone sarà chiamato Cefa
Domenica 18 nov. del 29
Giovanni 1.42
12
Il terzo giorno seguente
Lunedì 19 nov. del 29
Giovanni 1.43
13
Partenza per la Galilea
Lunedì 19 nov. del 29
Giovanni 1.43
14
Incontro con Filippo
Lunedì 19 nov. del 29
Giovanni 1.43
15
L’arrivo in Galilea (Nazaret?)
Mercoledì 21 nov. del 29 (o giovedì 22)
16
Incontro di Filippo con Natanaele (verso Nazaret)
Venerdì 23 nov. del 29
Giovanni 1.45
17
Incontro di Natanaele e Gesù (verso Nazaret)
Venerdì 23 nov. del 29
Giovanni 1.47
18
Tre giorni dopo, le
Domenica 25 nov. del 29
Giovanni 2.1
III. La concordanza dei fatti
Nel suo Vangelo, l'apostolo Giovanni non menziona il battesimo di Gesù. Ciò può spiegarsi con il fatto che conosceva gli scritti degli altri evangelisti e preferiva fornire precisazioni e informazioni supplementari piuttosto che ripetere gli stessi fatti. Egli affronta unicamente la testimonianza di Giovanni il Battista e menziona Gesù in questo contesto, perché le due figure sono legate.
Il giorno dei suoi trent'anni il Messia Gesù è solo nel deserto! Notiamo così la precisione del dettaglio di Luca 3.23: «Gesù aveva circa 30 anni quando cominciò il suo ministero». Abbiamo stabilito che il battesimo ha costituito l'inizio del suo ministero. Di conseguenza, aveva trent'anni otto giorni dopo questo avvenimento.
Per comprendere bene la cronologia indicata, vi invitiamo a consultare i dettagli delle nostre dimostrazioni nelle tre appendici seguenti.
Collocando il battesimo del Messia Gesù e la sua tentazione prima della chiamata dei suoi primi quattro discepoli in Giudea, rispettiamo scrupolosamente i dettagli dei vangeli di Matteo, Marco e Luca. Così i quattro racconti si armonizzano in modo coerente e naturale.
Riguardo alla questione della chiamata dei discepoli, che coinvolge la Giudea secondo Giovanni e la Galilea secondo i sinottici, presentiamo una spiegazione dettagliata dello svolgimento dei fatti nell'appendice.
Per spiegare l'assenza di dettagli riguardo al ministero del Messia Gesù in Giudea subito dopo il suo battesimo e la sua tentazione, si può supporre che Matteo, Marco e Luca abbiano ritenuto che questi avvenimenti non avrebbero aggiunto informazioni supplementari pertinenti ai loro racconti. Possono aver considerato che includere questi dettagli avrebbe occupato troppo spazio nei loro scritti. (Si consulti l'appendice: ANN046 Le esigenze tecniche di edizione nel I secolo).
IV. La tentazione nel deserto
Abbiamo presentato la cronologia degli avvenimenti descritti nei quattro Vangeli. Affronteremo ora la tentazione nel deserto di Giudea.
I racconti della tentazione di Gesù compaiono in Matteo 4.1-11, Marco 1.12-13 e Luca 4.1-13. Anche se questi racconti non si contraddicono, presentano differenze nei dettagli, che possono riflettere gli obiettivi teologici e letterari specifici di ciascun evangelista. Ecco una sintesi delle differenze e delle somiglianze:
Somiglianze:
Lo Spirito conduce Gesù nel deserto: I tre Vangeli indicano che Gesù è condotto dallo Spirito nel deserto dopo il suo battesimo per esservi tentato.
La durata: I 40 giorni di digiuno sono menzionati in Matteo e in Luca, mentre Marco si limita a menzionare che Gesù resta nel deserto per un certo tempo.
Satana tenta Gesù: Tutti riferiscono che Gesù è tentato da Satana.
La tentation: Luc précise bien que le Diable a commencé à tenter le Messie Jésus à la fin du jeûne.
Matthieu et Luc notent trois tentations :
1- Le pietre trasformate in pane
La trasformazione delle pietre in pane è una tentazione per Gesù perché sfrutta una situazione di vulnerabilità umana e cerca di distoglierlo dalla sua missione divina. Ecco perché questa proposta di Satana è significativa:
Sfruttare un bisogno fisico immediato: Gesù ha digiunato per 40 giorni e ha fame. La tentazione mira a un bisogno umano fondamentale, quello di nutrirsi. Ma cedendo, Gesù avrebbe usato il suo potere divino per rispondere a un desiderio personale, il che non era in accordo con la sua missione di dipendere interamente da Dio.
Mettere alla prova la sua identità divina: Satana comincia dicendo: «Se sei il Figlio di Dio…» (Matteo 4.3). Ciò mette in dubbio l'identità di Gesù e cerca di provocarlo a dimostrare che è davvero il Figlio di Dio compiendo un miracolo. Cedere a questa tentazione avrebbe significato obbedire a Satana piuttosto che a Dio, e usare il proprio potere per soddisfare una provocazione.
Dare la priorità al fisico sullo spirituale: La tentazione implica che i bisogni materiali (come il cibo) siano più importanti dei bisogni spirituali. Gesù, con la sua risposta, mostra che l'uomo vive anzitutto della Parola di Dio e che la dipendenza spirituale è primaria, anche di fronte a privazioni fisiche.
Refuser une solution facile : En transformant les pierres en pain, Jésus aurait choisi un chemin de facilité pour surmonter sa faim. Mais cela aurait contredit sa mission, qui est d’accepter pleinement la condition humaine et de se soumettre à la volonté de Dieu, sans chercher de solutions extraordinaires pour éviter la difficulté.
In sintesi, questa tentazione mira a distogliere Gesù dalla sua fiducia in Dio e a spingerlo a usare i suoi poteri per ragioni personali, cosa che egli rifiuta con fermezza.
Dobbiamo considerare che il Padre ha voluto questa tentazione; in queste condizioni, trasformando queste pietre in pane il Figlio si sarebbe messo in contraddizione con il Padre, che voleva che avesse fame.
La : La a questa tentazione è straordinariamente significativa. Quando dichiara: «Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio» (Matteo 4.4), egli afferma diverse verità fondamentali:
Una fede incrollabile in Dio: Gesù mostra che, anche in una situazione di bisogno fisico estremo (la sua fame dopo 40 giorni di digiuno), la sua fiducia in Dio prevale sui suoi desideri personali. Afferma che la fedeltà a Dio supera i bisogni immediati.
L'importanza della Parola divina: Citando Deuteronomio 8.3, Gesù insegna che l'uomo non si nutre soltanto fisicamente, ma soprattutto spiritualmente. La Parola di Dio è la fonte ultima di vita, ben al di là delle necessità materiali.
Una risposta alla sottigliezza della tentazione: La proposta di Satana sembra ragionevole; dopo tutto, Gesù ha fame e ha il potere di cambiare le pietre in pane. Tuttavia, con la sua risposta, Gesù mostra che rifiuta di usare il suo potere divino a proprio vantaggio o di cedere a un suggerimento proveniente da Satana, anche quando sembra legittimo.
Un richiamo per l'umanità: Questa dichiarazione non è solo una difesa contro Satana, ma anche un insegnamento per noi. Ci invita a non cercare soltanto soddisfazioni materiali, ma a nutrire il nostro spirito con la Parola e con la relazione con Dio.
La risposta di Gesù è dunque un modello di fiducia, di fedeltà e di discernimento spirituale.
Il Messia Gesù cita la parola, Deuteronomio 8.3, «l'uomo non vivrà di solo pane, ma della parola di Dio». È dunque preferibile obbedire a Dio che soddisfare i nostri desideri umani.
2- Gettarsi dal pinnacolo del tempio
Satana cita il Salmi 91.11-12, che promette la protezione divina a coloro che sono fedeli. L'idea era di spingere Gesù a mettere alla prova la fedeltà di Dio mettendo intenzionalmente in pericolo la propria vita. Ciò avrebbe implicato una mancanza di fiducia nel piano di Dio, trasformando la fede in una sorta di manipolazione divina.
Se Gesù si fosse gettato dal tempio e fosse stato miracolosamente salvato dagli angeli, sarebbe stata una dimostrazione pubblica impressionante del suo potere divino. Tuttavia, ciò avrebbe trasformato la sua missione spirituale in un atto sensazionale, volto a conquistare discepoli con lo spettacolo piuttosto che con la fede e l'amore sinceri.
In quanto Messia, Gesù avrebbe potuto sentire la pressione di provare la sua identità in modo clamoroso e immediato. Questa tentazione mirava alla sua umanità cercando di spingerlo verso l'orgoglio o l'egoismo, due trappole incompatibili con la sua missione di umiltà e di servizio.
La : Durante la tentazione di gettarsi dal pinnacolo del tempio, Gesù risponde a Satana dicendo: «Non tenterai il Signore Dio tuo» (Matteo 4.7). Questa risposta è una citazione diretta di Deuteronomio 6.16, dove Mosè esorta gli Israeliti a non mettere Dio alla prova, come fecero a Massa.
Questa risposta di Gesù mette in luce diversi punti essenziali:
La fiducia in Dio: Gesù rifiuta di mettere Dio alla prova esigendo una dimostrazione spettacolare della sua protezione. Mostra che la vera fede poggia sulla fiducia e sull'obbedienza, e non su test o prove visibili.
Il rifiuto della manipolazione spirituale: Rifiutando questa tentazione, Gesù mostra che non si deve manipolare la relazione con Dio per ottenere benefici o per forzare un intervento divino.
Una risposta all'interpretazione errata delle Scritture: Satana usa le Scritture (Salmi 91.11-12) per spingere Gesù ad agire. Ma Gesù ristabilisce l'equilibrio citando un passo che mette in risalto l'umiltà e il rispetto di Dio, mostrando che le Scritture non devono mai essere usate per giustificare un comportamento contrario alla volontà divina.
Questa risposta mette in luce l'integrità del Messia Gesù e il suo impegno a compiere la missione divina con fedeltà e umiltà.
Rifiutando questa tentazione, il Messia Gesù mostra di riporre la sua totale fiducia in Dio senza cercare di metterlo alla prova. Ricorda inoltre che il suo potere e la sua autorità non saranno mai usati per impressionare o soddisfare attese umane, ma per compiere la volontà del Padre suo.
3- Adorare Satana
Satana offre al Messia Gesù «tutti i regni del mondo e la loro gloria» (Matteo 4.8-9) in cambio della sua adorazione. Questa proposta rappresenta una via facile verso il potere e l'autorità, che evita la sofferenza, il rifiuto e la croce. Ma avrebbe compromesso la missione divina di Gesù, che consisteva nello stabilire il regno di Dio mediante la fedeltà, l'amore e il sacrificio, e non con mezzi corrotti.
Adorando Satana, Gesù avrebbe rifiutato la sua totale obbedienza a Dio Padre. Ciò avrebbe simboleggiato un rovesciamento dell'ordine divino, ponendo Satana al di sopra di Dio e tradendo la fiducia e la missione che Gesù portava come Messia.
La tentazione di ricevere «tutti i regni» fa leva sul desiderio umano di potere e di gloria. Per Gesù, che è pienamente Dio ma anche pienamente uomo, era un tentativo di attirarlo verso l'orgoglio, contrario alla sua umile missione di servo.
La risposta del Messia Gesù
La di fronte a questa tentazione è al tempo stesso potente e istruttiva. Dichiarando:
Matteo 4.10 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
Allora Gesù gli disse: Va’, Satana, poiché sta scritto: Adora il Signore Iddio tuo, ed a lui solo rendi il culto.
Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
egli cita Deuteronomio 6.13, riaffermando il suo impegno totale verso Dio e respingendo ogni forma di compromesso spirituale.
Ciò mette in luce diverse cose importanti:
La priorità dell'adorazione di Dio: Gesù ricorda che solo Dio merita un'adorazione e una fedeltà assolute. Questo principio è al cuore della fede cristiana.
La padronanza della Parola di Dio: Gesù si serve delle Scritture per rispondere a Satana. Ciò mostra l'importanza di una conoscenza approfondita delle Scritture per resistere alla tentazione.
Il rifiuto delle soluzioni facili: Gesù respinge la prospettiva di acquisire il potere terreno con mezzi contrari alla volontà di Dio, illustrando la sua fedeltà alla sua missione divina, anche a costo di grandi sofferenze.
Questa risposta è dunque un modello di sottomissione a Dio e di resistenza di fronte a compromessi seducenti ma distruttivi.
Rifiutando questa tentazione, il Messia Gesù afferma chiaramente che solo Dio merita adorazione e fedeltà:
Matteo 4.10 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
Allora Gesù gli disse: Va’, Satana, poiché sta scritto: Adora il Signore Iddio tuo, ed a lui solo rendi il culto.
Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
Questo rifiuto mostra che il Messia Gesù è determinato a compiere la missione divina secondo le vie di Dio, anche se ciò significa il difficile cammino della croce.
Differenze principali:
1- Ordre des tentations :
In Matteo, l'ordine è: (1) trasformare le pietre in pane, (2) gettarsi dal pinnacolo del tempio, (3) adorare Satana per ricevere i regni del mondo.
In Luca, l'ordine delle ultime due tentazioni è invertito: (1) pietre in pane, (2) regni del mondo, (3) pinnacolo del tempio.
Questa differenza può riflettere un'intenzione teologica. Per esempio, Matteo sembra mettere in risalto la regalità di Gesù (i regni alla fine), mentre Luca si concentra su Gerusalemme e sulla sua importanza spirituale.
2-Marc est très succinct :
Marco non descrive le tre tentazioni specifiche. Si limita a dire che il Messia Gesù è tentato da Satana, circondato da bestie selvatiche e servito dagli angeli.
3-Détails supplémentaires dans Matthieu et Luc :
Matteo e Luca sviluppano i dialoghi tra il Messia Gesù e Satana, con riferimenti alle Scritture, cosa che Marco omette.
Non disponiamo di dettagli specifici riguardo agli aspetti materiali dello svolgimento di questa tentazione. Per esempio, quando il Diavolo trasporta Gesù sulla sommità del tempio, ciò avviene nella mente del Messia o lo ha trasportato fisicamente in quel luogo?
Privilegiamo l'ipotesi di una tentazione spirituale. D'altra parte, il Diavolo era presente fisicamente in una qualche forma o semplicemente in spirito? Anche qui pensiamo che tutto sia avvenuto attraverso i pensieri del Messia Gesù.
Riteniamo inoltre che, se il Messia Gesù avesse ceduto a una di queste tentazioni, il Diavolo avrebbe orchestrato l'avvenimento in modo che si svolgesse pubblicamente, davanti a una folla di testimoni.
Conclusione
La difficoltà principale risiede nell'integrazione del battesimo e del periodo di tentazione del Messia Gesù nella cronologia presentata dall'apostolo Giovanni. È stato deciso di collocare questi avvenimenti prima dell'arrivo della delegazione dei . Secondo questo approccio, i fatti descritti da Giovanni si svolgono dopo la tentazione, il che appare come l'opzione più adeguata.
La nostra ipotesi è in sintonia con i dati attualmente disponibili. Abbiamo effettuato estrapolazioni su alcune dichiarazioni per avvicinarci il più possibile alla verità storica.
È dunque possibile conciliare i Vangeli sinottici con quello di Giovanni. Non abbiamo alcuna incertezza al riguardo, perché Matteo e Giovanni hanno riportato ricordi precisi. Marco ha lavorato sotto la direzione dell'apostolo Pietro, mentre Luca ha condotto ricerche approfondite.
La verità non presenta alcuna contraddizione quando tutti i dettagli sono esaminati in modo preciso e obiettivo.
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Riferimento biblico
INF146
Nota informativa
INF146 - La risposta del Messia Gesù
La risposta del Messia Gesù
Contesto
Alcuni testimoni dei suoi miracoli lo accusano di collaborare con il diavolo. Il Messia Gesù, conoscendo i loro pensieri, risponde con una serie di argomenti logici e spirituali.
Analisi del passo
Il ragionamento logico (Luca 11.17-19)
Un regno diviso contro se stesso non può reggersi. Se Satana scaccia i propri demoni, il suo regno è destinato al fallimento. Il Messia Gesù ribalta l’accusa: se egli agisce per mezzo di Beelzebul, che dire allora degli esorcismi praticati dai discepoli ebrei?
La rivelazione spirituale (Luca 11.20)
Il Messia Gesù afferma di scacciare i demoni con il dito di Dio, un’espressione che evoca la potenza divina diretta (cfr. Esodo 8.23). Ciò significa che il Regno di Dio è già qui, presente in mezzo a loro.
La parabola dell’uomo forte (Luca 11.21-22)
Satana è paragonato a un uomo forte che custodisce i suoi beni. Il Messia Gesù è il più forte che viene a sconfiggerlo, liberando coloro che erano in suo potere. È un’immagine della vittoria di Cristo sulle potenze del male.
L’appello all’impegno (Luca 11.23)
Non esiste neutralità: o si è con Gesù o contro di lui. Chi non partecipa alla sua opera di raccolta contribuisce alla dispersione.
Il pericolo del vuoto spirituale (Luca 11.24-26)
Una persona liberata da uno spirito impuro ma che non riempie la propria vita di Dio resta vulnerabile. Il ritorno dei demoni in numero maggiore mostra che la liberazione deve essere seguita da una trasformazione interiore.
Insegnamento principale
Questo testo è una dichiarazione della sovranità del Messia Gesù sulle forze del male, un invito a riconoscere la presenza del Regno e un avvertimento contro l’indifferenza spirituale.
INF087
Nota informativa
INF087 - Il lago di Gennesaret
Il lago di Gennesaret
Il lago di Gennesaret, noto anche come mare di Galilea, lago di Tiberiade o lago di Kinneret, è un importante specchio d'acqua in Israele, menzionato più volte nei Vangeli. Ecco alcuni punti chiave al riguardo:
Ubicazione e geografia
Posizione: Il lago di Gennesaret si trova nella regione settentrionale di Israele, in Galilea, vicino alle alture del Golan. Giace a circa 200 metri sotto il livello del mare, il che lo rende uno dei laghi di acqua dolce più bassi del mondo. Dimensioni: Il lago misura circa 21 chilometri di lunghezza e 13 chilometri di larghezza, con una superficie di 166 km². La sua profondità massima è di circa 43 metri.
Nomi e significati
Mare di Galilea: Questo nome è usato frequentemente nel Nuovo Testamento. Lago di Tiberiade:Così chiamato dalla città di Tiberiade, situata sulla sua sponda occidentale. Lago di Kinneret: Deriva dall'ebraico «Kinneret» (che significa «arpa»), a causa della forma del lago, simile a un'arpa antica.
Importanza biblica
Ministero di Gesù: Il lago di Gennesaret è un luogo centrale nel ministero del Messia Gesù. Numerosi miracoli e insegnamenti di Gesù ebbero luogo intorno a questo lago, in particolare il camminare sull'acqua (Matteo 14.22-33), la tempesta calmata (Marco 4.35-41) e la pesca miracolosa (Luca 5.1-11). Chiamata dei discepoli: I primi discepoli del Messia Gesù, come Pietro, Andrea, Giacomo e Giovanni, erano pescatori che lavoravano su questo lago. Miracoli e insegnamenti: Il lago è il luogo di numerosi miracoli e insegnamenti di Gesù, che illustrano il suo potere sulla natura e il suo rapporto con i discepoli.
Importanza storica e culturale
Economia locale: Il lago di Gennesaret è sempre stato un'importante fonte di sostentamento per i pescatori e gli agricoltori della zona. Turismo e pellegrinaggio: Oggi il lago è una meta turistica e un luogo di pellegrinaggio per i cristiani di tutto il mondo, attratti dai luoghi biblici e dalle bellezze naturali della regione.
Ecologia e ambiente
Biodiversità: Il lago ospita una varietà di vita acquatica e di uccelli migratori, facendo della regione un ecosistema ricco e variegato. Sfide ambientali: Come molti specchi d'acqua, il lago di Gennesaret affronta sfide ambientali, in particolare la gestione dell'acqua e l'inquinamento.
Israele ha avviato un progetto per riempire il lago di Gennesaret (chiamato anche mare di Galilea o lago di Tiberiade) con acqua dissalata. Questo progetto mira a preservare il livello dell'acqua del lago, che è stato compromesso da anni di siccità, piogge irregolari e deviazioni d'acqua.
L'acqua dissalata proviene dal mar Mediterraneo e viene trasportata al lago attraverso una condotta speciale. È un'iniziativa unica nel suo genere per garantire una fonte sostenibile di acqua per la regione.
In sintesi, il lago di Gennesaret è un luogo di grande importanza geografica, storica, culturale e biblica, che svolge un ruolo centrale in numerosi racconti dei Vangeli e continua a essere un sito di rilievo per pellegrini e turisti.
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Nota informativa
INF122 - Le nozze di Cana
Le nozze di Cana
Per quale motivo il Messia Gesù compie un viaggio di andata e ritorno tra Betania e Nazaret poco dopo il suo ritorno a Betania presso Giovanni Battista (Giovanni 1.43)?
Le informazioni disponibili suggeriscono che fosse a conoscenza di un matrimonio imminente nella sua famiglia e che avesse intenzione di parteciparvi. Ciò potrebbe spiegare la sua improvvisa partenza da Betania. Sembra che conoscesse la data di questo evento prima di lasciare Nazaret per farsi battezzare da Giovanni Battista (Matteo 3.13).
In conclusione, il giorno seguente Gesù prese la decisione di recarsi in Galilea per partecipare alle nozze a Cana.
I matrimoni in quell'epoca erano considerati importanti eventi comunitari che comprendevano molti invitati. Tuttavia, sembra finanziariamente difficile invitare tutti i villaggi circostanti.
È principalmente per questo motivo che supponiamo che Maria e i suoi figli fossero invitati a queste nozze. Inoltre, ella svolge un ruolo particolare in questo evento, perché è a lei che per prima viene segnalata la mancanza di vino (Giovanni 2.3).
Tutti questi elementi ci portano a concludere che la famiglia del Messia Gesù è direttamente coinvolta in questa unione matrimoniale.
Perché dovremmo considerare Natanaele come lo sposo?
Giovanni 21.2 indica che Natanaele è originario di Cana. È presente alle nozze, forse come discepolo di Gesù, ma probabilmente come marito di una sorellastra di Gesù. Questa ipotesi spiegherebbe la presenza di Gesù a Cana e l'importanza data alla conversione di Natanaele.
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Nota informativa
INF002 - I farisei
I farisei
I farisei erano un importante gruppo religioso e sociale nell'antico giudaismo, in particolare durante il periodo del Secondo Tempio. Ecco alcuni punti chiave che li riguardano:
Origini e storia
Origini: I farisei emersero come gruppo distinto dopo la rivolta dei Maccabei, intorno al 165-160 a.C. Erano spesso considerati i discendenti spirituali degli asidei.
Periodo: Prosperarono fino alla distruzione del Secondo Tempio nel 70 d.C. Dopo quella data, i loro insegnamenti formarono la base di ciò che divenne il giudaismo rabbinico.
Credenze e pratiche
Testi sacri: A differenza dei Sadducei, che si concentravano unicamente sulla legge scritta (il Pentateuco), i farisei credevano in una legge scritta e in una legge orale (la Torah orale). Risurrezione: I farisei credevano nella risurrezione dei morti e nell'immortalità dell'anima. Riti e leggi: Insistevano sull'importanza delle tradizioni orali e delle interpretazioni adattate alle circostanze contemporanee.
Influenza ed eredità Influenza: I farisei ebbero una grande influenza sulla liturgia e sulla pratica religiosa ebraica. I loro insegnamenti furono incorporati nella Mishnah, una raccolta della tradizione orale ebraica, intorno al 200 d.C. Eredità: Dopo la distruzione del Secondo Tempio, gli insegnamenti dei farisei formarono la base del giudaismo rabbinico, che continua a influenzare il giudaismo moderno.
I farisei sono spesso menzionati nel Nuovo Testamento, in particolare nei Vangeli e negli Atti degli Apostoli, dove sono spesso in conflitto con Gesù e con le altre figure religiose dell'epoca.
I farisei nella Bibbia
Costituiscono il gruppo più rappresentativo del giudaismo. I suoi membri, originari del popolo, si oppongono ai compromessi con l'invasore romano, ma anche con l'ellenismo. Li vediamo più vicini alla popolazione rispetto ai sadducei.
Sono citati centotré volte nel Nuovo Testamento, novantatré volte nei Vangeli, nove volte negli Atti degli Apostoli e una volta nella lettera ai Filippesi.
I loro rapporti con il Messia Gesù appaiono spesso tesi, conflittuali. In certi momenti li rimprovera con termini violenti, come “guai a voi” e “ipocriti”, il che dimostra bene questa opposizione. Non hanno accesso ai posti di alta responsabilità, controllati dai Romani e dunque riservati ai sadducei simpatizzanti, ma formano il gruppo più importante del Sinedrio.
Si considerano i grandi difensori della legge di Mosè, che commentano. La loro interpretazione diventa la regola che il popolo deve seguire. Il Messia Gesù condannerà queste derive in diverse occasioni (Matteo 23.13-29).
Sono spesso in disaccordo con i loro colleghi sadducei su punti di dottrina come la vita eterna o gli angeli. Hanno aggiunto alla Legge scritta di Mosè dei princìpi orali, che permettono loro di aggirarne le prescrizioni. Gesù non mancherà di segnalarlo (Matteo 23.23).
Nicodemo e Giuseppe d'Arimatea appartenevano a questo gruppo politico-religioso, il che non ha impedito loro di convertirsi al cristianesimo.