Étude 1 sur 5 · Les résultats du sermon sur la montagne

  1. Étude 1 : Les résultats du sermon sur la montagne
  2. Étude 2 : Le prix de la consécration
  3. Étude 3 : La consécration exigeante du disciple
  4. Étude 4 : La parabole de la tour
  5. Étude 5 : La parabole du roi qui prépare la guerre

Dalla seconda alla terza festa di Pasqua

  • I risultati del discorso della montagna

    PER108 conclude il discorso della montagna secondo Matteo 7.28-29. La folla e i discepoli sono colpiti dall'autorità unica di Gesù, così diversa da quella dei farisei. Attraverso 23 punti, Gesù ha delineato il ritratto del vero discepolo, un ideale impossibile da raggiungere senza una trasformazione profonda. La folla intravede in lui il Messia e aspira a questa nuova vita che egli propone.

    Matteo 7.28-29 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ed avvenne che quando Gesù ebbe finiti questi discorsi, le turbe stupivano del suo insegnamento,perch’egli le ammaestrava come avendo autorità, e non come i loro scribi.
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Dalla 3ª Pasqua all’inizio dell’ultima settimana

  • Il prezzo della consacrazione

    L’articolo «PER191 - Il prezzo della consacrazione» descrive le parole di Gesù sul vero discepolato a Cesarea di Filippo. I passi biblici di Matteo, Marco e Luca sottolineano l’importanza della rinuncia personale per la salvezza eterna. Esortano a portare la croce ogni giorno e a restare fedeli all’insegnamento di Cristo, offrendo una prospettiva radicale del discepolato in contrasto con le pratiche religiose dell’epoca.

    Luca 9.23-26 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Diceva poi a tutti: Se uno vuol venire dietro a me, rinunzi a se stesso, prenda ogni giorno la sua croce e mi seguiti.Perché chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi avrà perduto la propria vita per me, esso la salverà.Infatti, che giova egli all’uomo l’aver guadagnato tutto il mondo, se poi ha perduto o rovinato se stesso?Perché se uno ha vergogna di me e delle mie parole, il Figliuol dell’uomo avrà vergogna di lui, quando verrà nella gloria sua e del Padre e de’ santi angeli.
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  • L'esigente consacrazione del discepolo

    La pericope 238 riporta un insegnamento esclusivo di Luca (14.25-27) sulle esigenze del discepolato. Sulla strada per Betania, dopo il 4 dicembre del 32, il Messia Gesù si rivolge a una grande folla: seguire il Messia significa dargli la priorità assoluta su ogni relazione umana ('odiare' in senso semitico) e accettare di portare la propria croce, cioè abbracciare sofferenza e rifiuto per restare fedeli. Un impegno totale, senza compromessi.

    Luca 14.25-27 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or molte turbe andavano con lui; ed egli, rivoltosi, disse loro:Se uno viene a me e non odia suo padre, e sua madre, e la moglie, e i fratelli, e le sorelle, e finanche la sua propria vita, non può esser mio discepolo.E chi non porta la sua croce e non vien dietro a me, non può esser mio discepolo.
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  • La parabola della torre

    La parabola della torre (Luca 14.28-30), trasmessa soltanto da Luca, si inserisce in un discorso di Gesù sul costo del discepolato. Con l'immagine di un costruttore che calcola le proprie risorse prima di costruire, Gesù invita i suoi discepoli a un impegno ponderato, lucido e perseverante, mettendo in guardia contro una fede superficiale o emotiva, priva di maturità spirituale.

    Luca 14.30 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Quest’uomo ha cominciato a edificare e non ha potuto finire.
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  • La parabola del re che si prepara alla guerra

    La parabola del re che si prepara alla guerra (Luca 14.31-33), riportata soltanto da Luca, illustra le esigenze del discepolato. Di fronte a un avversario due volte più potente, un re sceglie la trattativa anziché il combattimento. Allo stesso modo, seguire Gesù, il Messia, esige lucidità, umiltà e totale rinuncia a se stessi. Luca inserisce questo insegnamento in una serie tematica sul prezzo della vita cristiana, prima della festa della Dedicazione del dicembre del 32 d.C.

    Luca 14.31 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Ovvero, qual è il re che, partendo per muover guerra ad un altro re, non si metta prima a sedere ed esamini se possa con diecimila uomini affrontare colui che gli vien contro con ventimila?
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