Le contraddizioni 1 studio
Note storiche 4 studi
Le contraddizioni
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CTD043
In quale lingua parlava Gesù?
L’articolo CTD043 risponde alla presunta contraddizione tra Matteo («Eli, Eli…») e Marco («Eloì, Eloì…») riguardo al grido di Gesù sulla croce. L’analisi linguistica mostra che Gesù parlava aramaico (attestato da «sabactàni» in entrambi i testi) e che la differenza tra «Eli» (forma ebraica) e «Eloì» (forma aramaica) riflette semplicemente l’adattamento di ciascun evangelista ai suoi lettori. Non vi è alcuna contraddizione.
Matteo 5.17-18 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Non pensate ch’io sia venuto per abolire la legge od i profeti; io son venuto non per abolire ma per compire:poiché io vi dico in verità che finché non siano passati il cielo e la terra, neppure un iota o un apice della legge passerà, che tutto non sia adempiuto.Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org
Note storiche
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INF005
Gesù e le espressioni idiomatiche del suo tempo
Questo articolo analizza le principali lingue usate da Gesù e dai suoi contemporanei in Palestina: l'aramaico, lingua quotidiana del popolo; l'ebraico, lingua liturgica delle sinagoghe; e il greco koinè, lingua dell'amministrazione romana e degli scambi culturali. Esempi neotestamentari illustrano ciascun uso linguistico, rivelando la ricchezza del contesto multiculturale del primo secolo.
Marco 15.34 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Ed all’ora nona, Gesù gridò con gran voce: Eloì, Eloì, lamà sabactanì? il che, interpretato, vuol dire: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
INF006
Gesù parlava greco?
L'articolo esamina la probabilità che Gesù parlasse greco. Benché nato a Nazaret, una località isolata, i Vangeli riportano dialoghi diretti di Gesù con Pilato e con ufficiali romani senza menzionare alcun interprete. L'autore suggerisce che il lavoro di falegname a Sefforis, città ellenizzata, e un possibile insegnamento locale spieghino questa probabile padronanza del greco.
Matteo 8.5 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :Or quand’egli fu entrato in Capernaum, un centurione venne a lui pregandolo e dicendo:Bibbia Riveduta 1927 (Giovanni Luzzi), pubblico dominio — testo: eBible.org -
INF069
La Peshitta
La Peshitta è una delle più antiche traduzioni della Bibbia in lingua siriaca (aramaico). Il suo Antico Testamento fu tradotto dall'ebraico nel II secolo, e il suo Nuovo Testamento dal greco koinè nel V secolo. Il suo nome significa «semplice» o «comune» ed è la versione biblica standard delle Chiese siriache ortodosse e cattoliche. Svolge un ruolo importante nella trasmissione dei testi biblici e costituisce una fonte preziosa per la critica testuale.
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INF074
Differenza di lavoro tra traduzione e revisione
Questo articolo distingue la traduzione biblica, che consiste nel creare una versione nuova a partire dai testi originali in ebraico, greco o aramaico, dalla revisione, che migliora e aggiorna una traduzione esistente. La traduzione richiede la padronanza delle lingue di partenza e comporta scelte tra fedeltà letterale e dinamismo. La revisione corregge gli errori, modernizza il linguaggio e migliora la leggibilità. L'esempio della Bibbia Segond e della sua revisione del 1910 illustra concretamente questi due processi complementari.