Étude 1 sur 2 · Parabole de la brebis perdue

  1. Étude 1 : Parabole de la brebis perdue
  2. Étude 2 : Parabole du roi et du serviteur
  • Parabola della pecora smarrita

    La parabola della pecora smarrita (Mt 18.10-14; Lc 15.3-7) è insegnata da Gesù a Cafarnao nel settembre del 32 d.C., poco prima della sua partenza definitiva dalla Galilea. Matteo pone l’accento sulla protezione dei «piccoli» e sulla volontà divina di non perderne nessuno, mentre Luca sottolinea la gioia celeste per il peccatore pentito. La figura del pastore rimanda alla missione messianica di Gesù, buon pastore che prepara i suoi discepoli alla sua assenza promettendo loro una guida spirituale.

    Giovanni 10.11-18 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Io sono il buon pastore; il buon pastore mette la sua vita per le pecore.Il mercenario, che non è pastore, a cui non appartengono le pecore, vede venire il lupo, abbandona le pecore e si dà alla fuga, e il lupo le rapisce e disperde.Il mercenario si dà alla fuga perché è mercenario e non si cura delle pecore.Io sono il buon pastore, e conosco le mie, e le mie mi conoscono,come il Padre mi conosce ed io conosco il Padre; e metto la mia vita per le pecore.Ho anche delle altre pecore, che non son di quest’ovile; anche quelle io devo raccogliere, ed esse ascolteranno la mia voce, e vi sarà un solo gregge, un solo pastore.Per questo mi ama il Padre; perché io depongo la mia vita, per ripigliarla poi.Nessuno me la toglie, ma la depongo da me. Io ho podestà di deporla e ho podestà di ripigliarla. Quest’ordine ho ricevuto dal Padre mio.
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  • Parabola del re e del servo

    La parabola del re e del servo (Mt 18.23-35), raccontata a Cafarnao nel settembre del 32, è esclusiva di Matteo. Illustra l’importanza capitale del perdono mettendo a confronto un debito immenso di 10.000 talenti, condonato da un re misericordioso, con un piccolo debito di 100 monete, rifiutato dal servo perdonato. L’insegnamento centrale: coloro che Dio perdona devono a loro volta perdonare, pena la perdita della grazia ricevuta.

    Matteo 5.38-42 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Voi avete udito che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente.Ma io vi dico: Non contrastate al malvagio; anzi, se uno ti percuote sulla guancia destra, porgigli anche l’altra;ed a chi vuol litigar teco e toglierti la tunica, lasciagli anche il mantello.E se uno ti vuol costringere a far seco un miglio, fanne con lui due.Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un imprestito, non voltar le spalle.
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