REP001

La data della crocifissione

Un lettore ci ha interpellati riguardo alla data della morte di Gesù, il Messia...

28 min 28 versetti 9 libri

Per maggiori informazioni

Introduzione

Questa risposta si basa sull'insieme della nostra serie dedicata alla cronologia della vita di Gesù, il Messia, stabilita in particolare a partire dalla profezia delle settanta settimane di Daniele (Daniele 9.24-27).
La dimostrazione completa della nostra tesi sulla data della morte del Messia vi è sviluppata in modo dettagliato, attraverso otto studi complementari che integrano dati biblici, storici e calendariali.
Per evitare lunghe ripetizioni, questa argomentazione non sarà quindi ripresa integralmente nella presente risposta.

Un lettore ci ha interpellati riguardo alla data della morte di Gesù, il Messia. Nello studio ANN045 (Dibattito sulla data della morte di Gesù) avevamo stabilito che per la crocifissione restavano ipotizzabili due date: il 7 aprile 30 e il 1° aprile 33.

Basandoci sul compimento della profezia delle settanta settimane (Daniele 9.24-27), abbiamo concluso che l’anno 33, e più precisamente l’inizio del mese di aprile, corrispondeva meglio ai dati scritturali. La categoria Cronologia, accessibile dalla pagina iniziale del sito, espone la nostra tesi in modo dettagliato e presenta anche le proposte divergenti.

Alain, da parte sua, sostiene la tesi di una crocifissione nell’aprile del 30. Solleva due punti di disaccordo: il primo riguarda l’anno, il secondo il giorno preciso. Propone così la data di mercoledì 5 aprile 30 e avanza un’argomentazione che esamineremo e metteremo a confronto con la nostra analisi. Alcuni dei suoi argomenti ci erano sfuggiti; intraprenderemo quindi ulteriori ricerche su questi elementi nuovi.

I. La nostra argomentazione

La categoria Cronologia raccoglie nove studi complementari che espongono il frutto delle nostre indagini. Non abbiamo adottato la tesi di un altro ricercatore, ma abbiamo condotto le nostre ricerche nella letteratura specializzata e su Internet prima di giungere alle nostre conclusioni. Non potremmo riprendere qui l’integralità di queste dimostrazioni, il cui accesso resta libero e agevole sul nostro sito.

Desideriamo semplicemente sottolineare che la scelta del 1° aprile 33 come data della morte di Gesù, il Messia, non è un’affermazione azzardata, ma il risultato di un lavoro metodico. Come ricorda la Scrittura: «Esaminate ogni cosa e ritenete il bene» (1 Tessalonicesi 5.21); è in questo spirito che abbiamo condotto la nostra indagine.

Abbiamo inoltre precisato che la data del 7 aprile 30 restava un’ipotesi ammissibile. Tuttavia, la nostra analisi dettagliata ci ha portati a constatare che l’opzione dell’anno 33 permette di convalidare l’insieme delle informazioni fornite dai Vangeli e dal libro di Daniele, cosa che non avviene per l’anno 30.

In particolare, il calcolo delle sessantanove settimane di anni (Daniele 9.25) conduce più naturalmente all’anno 33 quando si prende come punto di partenza il decreto di Artaserse menzionato in Esdra 7.11-26.

Il punto più delicato è consistito nel dimostrare che, secondo Flavio Giuseppe, la morte del re Erode — spesso datata dagli specialisti al 4 a.C. — potrebbe essere collocata anche nell’anno 1 a.C. Quest’ultima ipotesi, benché minoritaria, resta difendibile e altrettanto credibile sul piano storiografico.

II. L’argomentazione di Alain

Riproduciamo qui di seguito il testo che abbiamo ricevuto Alain, che ringraziamo per il suo contributo.

«Il Talmud di Babilonia (Sefer Moed, trattato Yoma 39b) dice che, durante gli ultimi quarant’anni che precedettero la distruzione del tempio, il pezzo di stoffa rossa, esaminato il giorno delle
Expiazioni, non tornò mai più bianco, contrariamente a quanto accadeva prima.

Il secondo tempio, restaurato e ampliato da Erode, fu distrutto dai soldati del generale Tito il 9 del mese di Av dell’anno ebraico 3830, cioè il 4 agosto 70 secondo il calendario giuliano: la festa delle Espiazioni prevista per il 10 di Tishri 3831, cioè due mesi dopo, non poté evidentemente aver luogo; ne consegue che è lo Yom haKippurim degli anni dal 30 al 69 a non essersi svolto normalmente.

L’episodio riferito dai rabbini prova che il Signore Yeshua fu crocifisso nella primavera dell’anno 30, e precisamente mercoledì 5 aprile (14 di Aviv 3790). Poiché il nostro
Messia ha iniziato, secondo Luca 3:23, il Suo ministero intorno ai trent’anni (età di entrata in servizio dei Leviti, secondo Numeri 4) e questo è durato tre anni e mezzo, ciò ci porta a ritenere che la Sua nascita sia avvenuta all’inizio dell’anno ebraico 3757 (cioè nell’anno -5)».

III. Piccola precisazione sul Sefer Moed, trattato Yoma 39b

Il Sefer Moed («Libro delle Feste»), che Alain cita, è uno dei sei grandi ordini della Mishnà, la compilazione fondamentale della tradizione ebraica rabbinica redatta intorno al II secolo.

Questo ordine tratta principalmente del , delle feste ebraiche e del culto associato.

Il trattato Yoma fa parte del Sefer Moed.

La parola Yoma significa semplicemente «il Giorno», cioè il Giorno delle Espiazioni (Yom Kippur), la festa più solenne del calendario ebraico. Lo Yom Kippur si celebra il 10 di Tishri del calendario ebraico (settembre od ottobre), cioè il decimo giorno del settimo mese religioso.

L’espressione Yoma 39b indica dunque:

  • il trattato: Yoma
  • il foglio/pagina: 39
  • il lato: b (recto/verso talmudico: a = primo lato, b = secondo lato)

In altre parole: Talmud, trattato Yoma, pagina 39b.

Questo passo è particolarmente noto negli studi cristiani perché riferisce diversi fenomeni straordinari che sarebbero cessati circa quarant’anni prima della distruzione del Tempio di Gerusalemme nel 70 d.C. Alcuni apologeti cristiani vi vedono un parallelo con la morte di Gesù, il Messia, intorno all’anno 30/33.

Il testo evoca in particolare:

  • la sorte tirata per l’ che non cadeva più favorevolmente,
  • il filo scarlatto che non diventava più bianco,
  • la lampada occidentale del candelabro che si spegneva,
  • le porte del Tempio che si aprivano da sole.

Questi eventi sono interpretati nella tradizione ebraica come segni spirituali inquietanti riguardanti il Tempio e il perdono dei peccati.

IV. Analisi della tesi di Alain

Alain fonda la sua argomentazione su un passo del Talmud di Babilonia (trattato Yoma 39b) che menziona che, durante gli ultimi quarant’anni precedenti la distruzione del Tempio, il pezzo di stoffa scarlatta — esaminato durante lo Yom Kippur — non diventava più bianco, contrariamente al periodo anteriore. Sottraendo quarant’anni alla data della distruzione del Tempio (70 d.C.), Alain giunge all’anno 30 come anno della crocifissione. Ne deduce che Gesù sarebbe morto mercoledì 5 aprile 30, cioè il 14 di Aviv 3790 secondo il calendario ebraico.

Per completare la sua cronologia, Alain si basa su Luca 3.23, che indica che Gesù aveva «circa trent’anni» all’inizio del suo ministero — età corrispondente all’entrata in servizio dei Leviti secondo Numeri 4.3. Postulando un ministero di tre anni e mezzo, colloca la nascita di Gesù all’inizio dell’anno ebraico 3757, cioè nell’anno 5 a.C.

Questa tesi presenta un’apparente coerenza interna e si basa su fonti rabbiniche raramente utilizzate in questo dibattito. Tuttavia, solleva diverse difficoltà maggiori sia sul piano astronomico sia su quello calendariale e storico.

V. Ristabilimento dei dati storici e astronomici

L’impossibilità astronomica di mercoledì 5 aprile 30

I calcoli astronomici moderni (NASA, Dershowitz & Reingold, software specializzati) stabiliscono con certezza i seguenti dati per l’anno 30 della nostra era:

Dato Valore
Luna nuova astronomica 23 marzo 30
Visibilità della falce a Gerusalemme sera del 24 o 25 marzo
1 di Nisan 25 o 26 marzo
14 di Nisan 7 o 8 aprile
Giorno della settimana del 14 di Nisan Venerdì (7 aprile)

Il 5 aprile 30 corrisponde dunque all’11 o 12 di Nisan — e non al 14 di Nisan richiesto per la Pasqua (Esodo 12.6). Inoltre, questo giorno cade di mercoledì, mentre i Vangeli collocano unanimemente la crocifissione di venerdì, vigilia del (Giovanni 19.31; Marco 15.42).

La data proposta da Alain somma così due impossibilità: non corrisponde né al giusto giorno del mese ebraico, né al giusto giorno della settimana.

L’affidabilità della testimonianza talmudica

Il passo di Yoma 39b, redatto parecchi secoli dopo gli eventi evocati, rientra più in un racconto haggadico (la parte narrativa, simbolica ed esplicativa della tradizione ebraica rabbinica), di portata teologica, che in una testimonianza storica strettamente verificabile. I rabbini vi interpretano retrospettivamente alcuni segni presentati come annunciatori della disapprovazione divina che precedette la distruzione del Tempio. In queste condizioni, stabilire una cronologia precisa a partire da questo solo testo, senza conferma da parte di fonti contemporanee indipendenti, appare metodologicamente fragile.

Del resto, anche ammettendo la storicità di questo prodigio, il calcolo dei «quarant’anni» conduce all’autunno del 30 (data dello Yom Kippur) e non alla primavera dello stesso anno. Il primo Yom Kippur «anomalo» si sarebbe svolto in Tishri del 30, cioè dopo la Pasqua dell’anno 30 — il che, paradossalmente, invalida la tesi di una crocifissione nella primavera del 30.

I sincronismi evangelici favoriscono l’anno 33

Luca data l’inizio del ministero di Giovanni Battista al «quindicesimo anno dell’impero di Tiberio Cesare» (Luca 3.1), cioè al 28-29 della nostra era. Aggiungendo la durata del ministero di Giovanni, poi le tre Pasque menzionate nel Vangelo di Giovanni (Giovanni 2.13; Giovanni 6.4; Giovanni 11.55) — che suggeriscono un ministero di Gesù di circa tre anni —, si giunge naturalmente alla Pasqua dell’anno 33. Quell’anno il 14 di Nisan cadde venerdì 3 aprile (calendario giuliano), in perfetta concordanza con i dati astronomici e il racconto evangelico.

In sintesi, se l’approccio di Alain testimonia una riflessione sincera e un interesse lodevole per le fonti rabbiniche, i dati astronomici e i sincronismi scritturali convergono verso un’altra conclusione: la crocifissione di Gesù, il Messia, ha avuto con ogni probabilità luogo venerdì 3 aprile 33 (calendario giuliano), e non mercoledì 5 aprile 30.

VI. Ulteriori precisazioni a favore del 1° aprile 33

Mercoledì 5 aprile 30 appare difficilmente compatibile con diversi importanti elementi cronologici:

Il governo di Ponzio Pilato

Ponzio Pilato esercitò la funzione di prefetto della Giudea dal 26 al 36 d.C. Se Gesù fosse morto il 5 aprile 30, ciò implicherebbe un ministero pubblico iniziato molto presto, probabilmente intorno al 27-28. Ora, secondo (Luca 3.1-2), Giovanni Battista inizia il suo ministero durante il quindicesimo anno del regno di Tiberio, generalmente collocato nel 28-29. Una crocifissione già nell’aprile del 30 riduce notevolmente il tempo necessario allo sviluppo del ministero di Giovanni e poi di quello di Gesù.

La carriera di Caifa

Caifa fu sommo sacerdote dal 18 al 36 d.C. La data del 5 aprile 30 resta dunque tecnicamente compatibile con il suo pontificato. Tuttavia, i Vangeli presentano Caifa come una figura saldamente insediata nella sua autorità religiosa (Giovanni 11.49-53), il che si accorda meglio con un periodo leggermente più tardo.

La durata del ministero di Giovanni Battista

I racconti evangelici suggeriscono che Giovanni Battista esercitò il suo ministero abbastanza a lungo da acquisire grande fama presso il popolo e da attirare l’attenzione delle autorità religiose (Matteo 3.5-6; Luca 3.15). Una crocifissione nell’aprile del 30 tende a comprimere fortemente questo periodo.

I sincronismi lucani

Luca colloca l’inizio del ministero di Giovanni Battista nel «quindicesimo anno dell’impero di Tiberio Cesare» (Luca 3.1). Secondo il modo di calcolo generalmente adottato, questa indicazione conduce intorno al 28-29 d.C. Se si aggiungono poi il ministero di Giovanni e le diverse Pasque menzionate nel Vangelo di Giovanni, che sembrano indicare un ministero pubblico di circa tre anni, l’anno 33 appare più naturale dell’anno 30.

I dati astronomici relativi al 14 di Nisan

Il 14 di Nisan corrisponde al plenilunio che precede la Pasqua ebraica. I calcoli astronomici moderni permettono di individuare le date possibili di un 14 di Nisan che cada di venerdì, in conformità ai racconti evangelici (Giovanni 19.31). Per l’anno 30, il 14 di Nisan corrisponde generalmente a venerdì 7 aprile e non a mercoledì 5 aprile. Quest’ultima data non sembra dunque compatibile con il quadro calendariale ebraico abitualmente accolto.

Presi insieme, questi diversi elementi rendono la data di mercoledì 5 aprile 30 difficile da sostenere di fronte all’ipotesi di venerdì 1° aprile 33, che si armonizza più naturalmente con l’insieme dei dati scritturali, storici e astronomici.

_ Occorre anche ricordare che il calendario ebraico del I secolo era essenzialmente basato sull’osservazione e non calcolato in anticipo:

  • l’inizio del mese dipendeva dall’osservazione effettiva della prima falce lunare;
  • l’intercalazione dei mesi teneva conto dello stato di maturazione dell’orzo (aviv).

In queste condizioni, appare difficile ricostruire con certezza assoluta un 14 di Nisan preciso basandosi unicamente sul calendario rabbinico fisso stabilito parecchi secoli più tardi.

Per tutte queste ragioni, Yoma 39b non ci sembra costituire una base metodologicamente sufficiente per stabilire una data precisa della crocifissione, ancor meno quella del 5 aprile 30.

Al contrario, la data di venerdì 1° aprile 33 sembra rispondere in modo molto più coerente alle diverse esigenze:

  • un 14 di Nisan plausibile,
  • un venerdì,
  • una configurazione lunare compatibile con le osservazioni a Gerusalemme,
  • una coerenza con i dati relativi a Ponzio Pilato, Caifa e Tiberio,
  • nonché con le diverse Pasque menzionate nel Vangelo di Giovanni.

Tuttavia, allo stato attuale della nostra analisi, l’interpretazione che lei propone di Yoma 39b non ci sembra permettere di ancorare storicamente la data del 5 aprile 30. Il simbolismo dei «quarant’anni» non ci sembra costituire uno strumento cronologico sufficientemente preciso per stabilire una simile datazione.

Conclusione

La proposta di Alain, benché particolarmente documentata e fondata su una seria riflessione intorno al trattato Yoma 39b, non ci sembra sufficientemente coerente da permettere di stabilire con certezza una data precisa della crocifissione di Gesù, il Messia. Il carattere tardivo e teologico di questa fonte rabbinica, unito all’assenza di conferma esplicita da parte di testimonianze contemporanee indipendenti, rende delicato il suo uso cronologico.

Del resto, la data di mercoledì 5 aprile 30 si scontra con diverse indicazioni importanti dei Vangeli. I testi precisano infatti che Gesù fu crocifisso la vigilia di un particolarmente solenne legato alla festa di Pasqua (Giovanni 19.14; Giovanni 19.31; Marco 15.42; Luca 23.54). I dati calendariali e astronomici disponibili non permettono di associare naturalmente mercoledì 5 aprile 30 a un 14 di Nisan compatibile con questi racconti.

Questa ipotesi sembra inoltre difficile da conciliare con i sincronismi forniti da Luca riguardo al ministero di Giovanni Battista e a quello di Gesù (Luca 3.1-3), nonché con le diverse Pasque menzionate nel Vangelo di Giovanni (Giovanni 2.13; Giovanni 6.4; Giovanni 11.55), che suggeriscono un ministero pubblico più lungo di un semplice periodo di circa un anno.

In queste condizioni, non possiamo dunque accogliere la proposta sostenuta da Alain. Invitiamo tuttavia i lettori a esaminare essi stessi i diversi studi che dedichiamo alla cronologia della vita di Gesù, il Messia. L’insieme di questi lavori cerca di proporre una ricostruzione armonizzata dei dati biblici, storici e astronomici, allo scopo di dimostrare la coerenza dei racconti evangelici e la solidità storica delle loro indicazioni cronologiche.

Può consultare lo studio seguente: ANN045 : Il dibattito sulla data della morte di Gesù.