Étude 1 sur 2 · La source Jahviste

  1. Étude 1 : La source Jahviste
  2. Étude 2 : La source Élohiste
  • La fonte jahvista

    La fonte jahvista (J) è una fonte ipotetica della Torah individuata dall'ipotesi documentaria dell'Ottocento. Prende il nome dall'uso del nome divino YHWH e si caratterizza per uno stile antropomorfico e narrativo. Associata a testi come la creazione (Gen 2) e la caduta (Gen 3), la sua datazione resta dibattuta. Oggi la sua validità è messa in discussione dagli esegeti contemporanei.

    Genesi 2.4-25 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Queste sono le origini dei cieli e della terra quando furono creati, nel giorno che l’Eterno Iddio fece la terra e i cieli.Non c’era ancora sulla terra alcun arbusto della campagna, e nessuna erba della campagna era ancora spuntata, perché l’Eterno Iddio non avea fatto piovere sulla terra, e non c’era alcun uomo per coltivare il suolo;ma un vapore saliva dalla terra e adacquava tutta la superficie del suolo.E l’Eterno Iddio formò l’uomo dalla polvere della terra, gli soffiò nelle narici un alito vitale, e l’uomo divenne un’anima vivente.E l’Eterno Iddio piantò un giardino in Eden, in oriente, e quivi pose l’uomo che aveva formato.E l’Eterno Iddio fece spuntare dal suolo ogni sorta d’alberi piacevoli a vedersi e il cui frutto era buono da mangiare, e l’albero della vita in mezzo al giardino, e l’albero della conoscenza del bene e del male.E un fiume usciva d’Eden per adacquare il giardino, e di la si spartiva in quattro bracci.Il nome del primo è Pishon, ed è quello che circonda tutto il paese di Havila, dov’è l’oro;e l’oro di quel paese è buono; quivi si trovan pure il bdellio e l’onice.Il nome del secondo fiume è Ghihon, ed è quello che circonda tutto il paese di Cush.Il nome del terzo fiume è Hiddekel, ed è quello che scorre a oriente dell’Assiria. E il quarto fiume è l’Eufrate.L’Eterno Iddio prese dunque l’uomo e lo pose nel giardino d’Eden perché lo lavorasse e lo custodisse.E l’Eterno Iddio diede all’uomo questo comandamento: “Mangia pure liberamente del frutto d’ogni albero del giardino;ma del frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare; perché, nel giorno che tu ne mangerai, per certo morrai”.Poi l’Eterno Iddio disse: “Non è bene che l’uomo sia solo; io gli farò un aiuto che gli sia convenevole”.E l’Eterno Iddio avendo formato dalla terra tutti gli animali dei campi e tutti gli uccelli dei cieli, li menò all’uomo per vedere come li chiamerebbe, e perché ogni essere vivente portasse il nome che l’uomo gli darebbe.E l’uomo dette de’ nomi a tutto il bestiame, agli uccelli dei cieli e ad ogni animale dei campi; ma per l’uomo non si trovò aiuto che gli fosse convenevole.Allora l’Eterno Iddio fece cadere un profondo sonno sull’uomo, che s’addormentò; e prese una delle costole di lui, e richiuse la carne al posto d’essa.E l’Eterno Iddio, con la costola che avea tolta all’uomo, formò una donna e la menò all’uomo.E l’uomo disse: “Questa, finalmente, è ossa delle mie ossa e carne della mia carne. Ella sarà chiamata donna perché è stata tratta dall’uomo”.Perciò l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua moglie, e saranno una stessa carne.E l’uomo e la sua moglie erano ambedue ignudi e non ne aveano vergogna.
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  • La fonte elohista

    La fonte elohista (E) è una delle quattro fonti ipotetiche della Torah secondo l'ipotesi documentaria. Si distingue per l'uso del termine Elohim per designare Dio, per una teologia trascendente e per il ricorso a sogni e visioni come modi della rivelazione divina. Datata al IX-VIII secolo avanti la nostra era, sarebbe originaria del regno del Nord d'Israele. La sua validità resta dibattuta tra gli studiosi contemporanei.

    Genesi 28.10-22 (Riveduta 1927 (Luzzi)) :
    Or Giacobbe partì da Beer-Sceba e se n’andò verso Charan.Capitò in un certo luogo, e vi passò la notte, perché il sole era già tramontato. Prese una delle pietre del luogo, la pose come suo capezzale e si coricò quivi.E sognò; ed ecco una scala appoggiata sulla terra, la cui cima toccava il cielo; ed ecco gli angeli di Dio, che salivano e scendevano per la scala.E l’Eterno stava al disopra d’essa, e gli disse: “Io sono l’Eterno, l’Iddio d’Abrahamo tuo padre e l’Iddio d’Isacco; la terra sulla quale tu stai coricato, io la darò a te e alla tua progenie;e la tua progenie sarà come la polvere della terra, e tu ti estenderai ad occidente e ad oriente, a settentrione e a mezzodì; e tutte le famiglie della terra saranno benedette in te e nella tua progenie.Ed ecco, io son teco, e ti guarderò dovunque tu andrai, e ti ricondurrò in questo paese; poiché io non ti abbandonerò prima d’aver fatto quello che t’ho detto”.E come Giacobbe si fu svegliato dal suo sonno, disse: “Certo, l’Eterno è in questo luogo ed io non lo sapevo!”Ed ebbe paura, e disse: “Com’è tremendo questo luogo! Questa non è altro che la casa di Dio, e questa è la porta del cielo!”E Giacobbe si levò la mattina di buon’ora, prese la pietra che avea posta come suo capezzale, la eresse in monumento, e versò dell’olio sulla sommità d’essa.E pose nome a quel luogo Bethel; ma, prima, il nome della città era Luz.E Giacobbe fece un voto, dicendo: “Se Dio è meco, se mi guarda durante questo viaggio che fo, se mi dà pane da mangiare e vesti da coprirmi,e se ritorno sano e salvo alla casa del padre mio, l’Eterno sarà il mio Dio;e questa pietra che ho eretta in monumento, sarà la casa di Dio; e di tutto quello che tu darai a me, io, certamente, darò a te la decima”.
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